Top 5 This Week

Articoli simili

Cos’è il bollo auto e come si paga: guida completa 2026

Il bollo auto è una tassa obbligatoria che ogni proprietario di veicolo deve pagare ogni anno alla Regione. Non è un’assicurazione, non è un’imposta sulla circolazione: è semplicemente una tassa sul possesso del veicolo, dovuta indipendentemente dal fatto che l’auto sia in garage da mesi o percorra migliaia di chilometri l’anno. Capire come funziona, quanto costa e come si paga evita brutte sorprese con le scadenze.

📌 In breve
Il bollo auto si calcola in base alla potenza del motore (kW) e alla classe Euro del veicolo. Si paga ogni anno entro il mese successivo alla scadenza, tramite app IO, banca, tabacchi o online. Le auto elettriche sono esenti per i primi 5 anni in tutta Italia. Chi non paga rischia sanzioni che aumentano rapidamente col passare del tempo.
✅ Aggiornamento settembre 2026: il D.Lgs. 147/2026, in vigore dal 12 agosto 2026, dal 1° gennaio 2028 lega la scadenza al mese (non al giorno) di immatricolazione per le auto immatricolate da quella data, con pagamento annuale in unica soluzione; le auto immatricolate fino al 31 dicembre 2027 mantengono le scadenze attuali. Il decreto conferma che il bollo è dovuto anche con fermo amministrativo (già stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza 47/2017), che la vendita al concessionario interrompe il pagamento solo se trascritta al PRA entro 60 giorni e che dal 2027 le esenzioni regionali non valgono sul superbollo.

Indice

  1. Cos’è il bollo auto e chi deve pagarlo
  2. Come si calcola l’importo
  3. Quando scade e quando si paga
  4. Come si paga il bollo auto nel 2026
  5. Chi è esente dal bollo auto
  6. Cosa succede se non si paga
  7. Domande frequenti

Cos’è il bollo auto e chi deve pagarlo

Il bollo auto — tecnicamente chiamato “tassa automobilistica” — è un tributo regionale che grava sul proprietario del veicolo risultante al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Non importa chi guida l’auto né quanti chilometri percorre: l’obbligo è legato alla proprietà, non all’uso. Questo significa che anche un’auto ferma in garage per tutto l’anno va bollata, a meno che non sia stata radiata o rottamata.

A differenza di quanto molti pensano, il bollo non finisce nelle casse dello Stato centrale ma nelle casse della regione di residenza del proprietario. Per questo le tariffe variano leggermente da regione a regione, e alcune regioni offrono agevolazioni o esenzioni che altre non prevedono.

Sono tenuti al pagamento tutti i proprietari di autovetture, motocicli, ciclomotori e veicoli commerciali immatricolati in Italia. Ne sono invece esentati i veicoli storici con più di 30 anni di anzianità, quelli destinati a categorie protette e, per i primi 5 anni in tutta Italia, le auto completamente elettriche.

Come si calcola l’importo

Il calcolo del bollo si basa su due parametri principali: la potenza del motore espressa in kilowatt (kW) e la classe ambientale Euro del veicolo. La tariffa base nazionale è di 2,58 euro per kW per i veicoli fino a 100 kW, e sale a 3,87 euro per kW per ogni kW eccedente i 100 kW. Su questa base, le singole regioni applicano maggiorazioni o sconti.

Facciamo un esempio concreto. Un’utilitaria con motore da 70 kW in classe Euro 6 paga circa 70 × 2,58 = 180,60 euro di bollo base. Un SUV da 140 kW paga invece (100 × 2,58) + (40 × 3,87) = 258 + 154,80 = 412,80 euro. Le auto sportive o di lusso con potenze superiori ai 185 kW subiscono un’ulteriore addizionale erariale di 20 euro per ogni kW eccedente la soglia.

La classe Euro incide perché le regioni applicano riduzioni per i veicoli più moderni e meno inquinanti. Un Euro 6 paga meno di un Euro 4 a parità di potenza in molte regioni. Al contrario, i veicoli Euro 0 ed Euro 1 sono soggetti in alcune regioni a maggiorazioni.

Per conoscere l’importo esatto del proprio bollo senza fare calcoli a mano, il modo più rapido è usare il calcolatore sul sito dell’ACI (Automobile Club d’Italia) o direttamente tramite l’app IO, dove l’importo viene calcolato automaticamente a partire dalla targa del veicolo.

Quando scade e quando si paga

La scadenza del bollo segue una logica che confonde molti automobilisti italiani. Il bollo si paga entro l’ultimo giorno del mese successivo al mese di scadenza. Se il bollo scade a maggio, si ha tempo fino al 30 giugno per pagarlo. Se scade a ottobre, si paga entro il 30 novembre.

Il mese di scadenza originario dipende dal mese di prima immatricolazione del veicolo. In pratica, si ripete ogni anno nello stesso mese. Per sapere esattamente quando scade il proprio bollo basta verificare la data sull’ultimo tagliando pagato o consultare il sito ACI inserendo la targa. Per chi si dimentica le scadenze, alcune app di promemoria o la stessa app IO possono inviare notifiche automatiche. Dal 1° gennaio 2028, per le auto immatricolate da quella data, il primo bollo andrà pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione e i successivi entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione, come spieghiamo nell’articolo sulla riforma bollo auto dal 2027 e dal 2028.

Non esiste un sistema automatico che avvisi il proprietario della scadenza imminente: la responsabilità è interamente del contribuente. Questo è uno dei motivi principali per cui ogni anno decine di migliaia di italiani si trovano a pagare sanzioni evitabili.

Come si paga il bollo auto nel 2026

I canali per pagare il bollo sono molti e la maggior parte non richiede nemmeno uscire di casa. Il metodo più comodo nel 2026 è l’app IO, l’applicazione dei servizi pubblici digitali italiani: riceve la notifica di scadenza, mostra l’importo preciso e permette il pagamento con carta o conto corrente in pochi secondi. Dopo il pagamento viene emessa quietanza digitale valida come ricevuta.

In alternativa si può pagare tramite il sito o l’app della propria banca attraverso il sistema PagoPA, alle tabaccherie abilitate (che espongono il logo PagoPA), agli sportelli ACI, presso gli uffici postali e tramite i principali circuiti di pagamento online come Satispay. I supermercati con casse self-service abilitate a PagoPA offrono questa possibilità in molte catene della grande distribuzione.

Per pagare è sufficiente avere a disposizione la targa del veicolo e il codice fiscale del proprietario. Il sistema calcola automaticamente l’importo dovuto, quindi non serve portare il tagliando precedente né compilare moduli.

Chi è esente dal bollo auto

Le esenzioni dal bollo auto sono più numerose di quanto si pensi. Le auto elettriche sono esenti in tutta Italia per i primi 5 anni dall’immatricolazione; dopo, la regola nazionale prevede il pagamento di un quarto del bollo di un’auto a benzina equivalente, come in Toscana. Lombardia e Piemonte, invece, prolungano l’esenzione a vita. Le auto ibride plug-in godono di riduzioni parziali in molte regioni, tipicamente del 25-50%.

I veicoli storici con più di 30 anni sono esenti se iscritti in specifici registri storici (ASI, FIVA). Quelli tra i 20 e i 29 anni di età pagano il bollo in misura ridotta. Per le persone con disabilità, il codice fiscale del disabile intestatario del veicolo dà diritto all’esenzione totale, purché il veicolo rispetti i limiti di cilindrata previsti dalla legge (2.000 cc per i benzina, 2.800 cc per i diesel). Per sapere se spettano agevolazioni è utile anche consultare la guida su come funziona l’ISEE, che può incidere su alcune agevolazioni regionali.

Cosa succede se non si paga

Dimenticarsi il bollo costa caro, e le sanzioni crescono in modo rapido con il passare del tempo. Per i bolli scaduti dal 1° settembre 2024 la sanzione ordinaria è del 25% dell’importo non pagato (12,5% se il ritardo non supera i 90 giorni), ma con il ravvedimento operoso si paga molto meno: 0,08% per ogni giorno di ritardo entro 14 giorni, 1,25% dal 15° al 30° giorno, 1,39% dal 31° al 90° giorno e 3,13% da 91 giorni a un anno, sempre con l’aggiunta degli interessi legali. Oltre l’anno le regole dipendono dalla Regione: alcune ammettono ancora il ravvedimento, altre applicano la sanzione piena.

Se il mancato pagamento non viene regolarizzato spontaneamente, la regione può procedere con l’iscrizione a ruolo e la successiva cartella esattoriale. Questo aggiunge ulteriori spese e può portare, nei casi più gravi, a fermi amministrativi del veicolo. La strada più conveniente, se ci si accorge di aver saltato una scadenza, è sempre quella di pagare il prima possibile sfruttando il ravvedimento operoso per minimizzare le sanzioni. Per un quadro completo su come funzionano le tasse in Italia, leggi anche la guida su cos’è l’IRPEF e come funziona.

Domande frequenti

Si paga il bollo se l’auto è ferma e non viene usata?

Sì, finché il veicolo è intestato a te al PRA devi pagare il bollo, anche se l’auto non circola. L’unico modo per non pagare è vendere il veicolo, rottamarlo o richiedere la sospensione della circolazione (che in Italia non esiste come negli altri paesi europei) oppure, per i veicoli storici, iscriversi ai registri appositi.

Il bollo si può pagare in ritardo senza sanzioni?

No, ma le sanzioni sono ridotte se si paga entro certi termini grazie al ravvedimento operoso. Entro 30 giorni la sanzione ridotta è dell’1,25% (0,08% al giorno nelle prime due settimane). Più si aspetta, più costa: fino a un anno si paga il 3,13%, mentre senza ravvedimento la sanzione è del 25% dell’importo, più gli interessi.

Come faccio a sapere se ho il bollo scaduto?

Il calcolatore gratuito sul sito ACI, con la sola targa, ti dice quanto devi pagare, ma non mostra i pagamenti già fatti né quelli mancanti. Per controllare la tua posizione devi entrare con SPID o CIE nel servizio ACI “Calcola e paga il bollo online”, che riporta gli ultimi quattro pagamenti registrati sul veicolo; diverse Regioni offrono una verifica simile sul proprio portale. Se dall’elenco manca un’annualità, puoi regolarizzarla con il ravvedimento operoso prima che arrivi l’accertamento.

Il bollo dell’auto intestata a un’azienda funziona diversamente?

Le regole di calcolo sono le stesse, ma i veicoli aziendali possono dedurre parzialmente o totalmente il costo del bollo come spesa aziendale, a seconda dell’utilizzo (strumentale, ad uso promiscuo, ecc.). La scadenza e le modalità di pagamento rimangono identiche a quelle dei privati.

Più popolari