Top 5 This Week

Articoli simili

Virus respiratorio sinciziale (RSV) 2026-2027: chi riceve gratis l’anticorpo o il vaccino e come prenotare

Il virus respiratorio sinciziale (RSV, nei documenti ufficiali italiani spesso VRS) torna a circolare in autunno e anche per la stagione 2026-2027 le Regioni offrono gratis a tutti i neonati un anticorpo monoclonale che li protegge nei mesi del picco. Per gli adulti e gli anziani il quadro è diverso: i vaccini esistono, sono autorizzati in Europa dai 18 anni in su, ma l’offerta gratuita dipende dalla Regione in cui si vive. Qui mettiamo in fila chi ne ha diritto, dove si fa e come si prenota, con le date delle delibere e delle pagine regionali che abbiamo letto.

📌 Articolo in breve
Per la stagione 2026-2027 Piemonte, Lombardia e Toscana offrono gratis l’anticorpo monoclonale ai bambini nati dal 1° aprile 2026 al 31 marzo 2027, senza bisogno di prematurità o malattie. Chi nasce in autunno e in inverno lo riceve al punto nascita prima di tornare a casa; chi è nato tra aprile e l’estate lo fa dal pediatra o al centro vaccinale della ASL. Per gli adulti non c’è un’offerta nazionale: la Sicilia ha il vaccino nel calendario regionale per gli over 75 e per chi ha più di 60 anni con malattie croniche, altrove bisogna chiedere alla propria ASL o al medico.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in nessun caso il parere del medico o di altri professionisti sanitari. In presenza di sintomi o dubbi sulla propria salute, consulta sempre il tuo medico di base o uno specialista.

Indice

  1. Cos’è l’RSV e perché preoccupa per neonati e anziani
  2. Anticorpo o vaccino: la differenza in pratica
  3. Neonati: chi riceve gratis l’anticorpo nella stagione 2026-2027
  4. Regione per Regione: dove e come si fa
  5. Il vaccino in gravidanza come alternativa
  6. Adulti e anziani: i vaccini disponibili e chi li paga
  7. Quando farlo e se si può fare insieme ad antinfluenzale e Covid
  8. Come prenotare, passo per passo
  9. Domande frequenti

Cos’è l’RSV e perché preoccupa per neonati e anziani

Il virus respiratorio sinciziale è un virus comunissimo: la Regione Toscana ricorda che ogni anno quasi tutti i bambini piccoli vengono contagiati, e il quadro va da un leggero raffreddore fino alla bronchiolite e a forme respiratorie gravi. Il problema sono le due estremità della vita. Nei lattanti è la causa principale della bronchiolite, un’infiammazione dei bronchi più piccoli che può rendere difficile respirare e portare al ricovero, a volte in terapia intensiva. La Regione Piemonte, nella delibera che ha riattivato la campagna 2026-2027, riprende i dati del Ministero della Salute: sotto l’anno di età l’RSV è una delle principali cause di ricovero e di morte tra le infezioni respiratorie.

La Regione Toscana, sulla pagina informativa della sua campagna, aggiunge un dettaglio che i genitori spesso non conoscono: dopo un’infezione grave nel primo anno, il bambino può andare incontro per anni a episodi di broncospasmo ogni volta che prende un semplice raffreddore. Le epidemie arrivano ogni anno tra ottobre e marzo, con il picco di solito nei mesi più freddi. È per questo che la protezione va fatta prima dell’inverno, non quando il virus è già in giro da settimane.

Sull’altro versante ci sono gli anziani e gli adulti con malattie del cuore, dei polmoni o del sistema immunitario, nei quali l’RSV può causare polmoniti e peggiorare malattie già presenti. Per loro, però, la storia della prevenzione è più recente e meno uniforme da una Regione all’altra, come vedremo.

Anticorpo o vaccino: la differenza in pratica

Per i neonati non si usa un vaccino ma un anticorpo monoclonale. La differenza non è un dettaglio tecnico. Un vaccino insegna al sistema immunitario a produrre da sé le proprie difese, e questo richiede tempo e un sistema immunitario maturo. L’anticorpo monoclonale invece fornisce difese già pronte: si lega al virus e gli impedisce di entrare nelle cellule delle vie respiratorie. Le delibere regionali lo chiamano infatti “immunizzazione passiva”, in contrapposizione all’immunizzazione attiva dei vaccini. La protezione è immediata e dura per la stagione, che è esattamente il periodo in cui il neonato è più fragile.

In Italia gli anticorpi autorizzati per questo uso sono due. Il primo è il nirsevimab (nome commerciale Beyfortus), autorizzato da AIFA con la determina n. 9 del 4 gennaio 2023 e usato nelle campagne delle due ultime stagioni. Il secondo è il clesrovimab (nome commerciale Enflonsia), che AIFA ha autorizzato con la determina n. 818 del 16 giugno 2026: lo riporta la stessa delibera del Piemonte, che lascia alla centrale acquisti regionale la scelta del prodotto “tra quelli disponibili sul mercato”. Secondo le schede dell’Agenzia europea dei medicinali, entrambi sono indicati per i neonati e i lattanti nella loro prima stagione di RSV; il nirsevimab lo è anche per i bambini fino a 24 mesi che restano vulnerabili a forme gravi durante la seconda stagione.

Si tratta di una sola iniezione nel muscolo della coscia. La scheda della Regione Lombardia indica una dose da 50 mg per i bambini sotto i 5 kg e da 100 mg per quelli da 5 kg in su (sono i dosaggi del nirsevimab, il prodotto usato finora). Gli effetti indesiderati più segnalati, sempre secondo la Lombardia, sono un’eruzione cutanea lieve o moderata entro 14 giorni, febbre e reazioni nel punto dell’iniezione entro 7 giorni, non gravi.

Per gli adulti e le donne in gravidanza si usano invece veri vaccini, che stimolano la produzione di anticorpi propri. Ne parliamo più avanti.

Neonati: chi riceve gratis l’anticorpo nella stagione 2026-2027

La regola che si ritrova nelle delibere e nelle pagine regionali che abbiamo letto è la stessa: l’anticorpo è offerto gratuitamente a tutti i bambini nati dal 1° aprile 2026 al 31 marzo 2027, cioè a quelli che affrontano il loro primo inverno con il virus in circolazione. Non serve che il bambino sia prematuro o abbia patologie. L’adesione è volontaria e richiede il consenso informato di un genitore.

La coorte si divide in due gruppi, e la differenza conta per sapere dove andare. I bambini che nascono durante la stagione epidemica (in genere da ottobre a marzo) ricevono l’anticorpo direttamente al punto nascita, prima di essere dimessi, così sono già protetti quando arrivano a casa. I bambini nati nei mesi precedenti, da aprile a settembre 2026, a casa ci sono già: per loro l’appuntamento è dal pediatra di famiglia o al centro vaccinale della ASL, spesso nella stessa seduta delle vaccinazioni previste dal calendario.

Il quadro nazionale che rende possibile questa offerta universale è un accordo tra Governo e Regioni. Con l’Intesa Stato-Regioni n. 3/CSR del 15 gennaio 2026 sono stati stanziati 65 milioni di euro del Fondo sanitario nazionale per l'”accesso universale dei neonati all’immunizzazione passiva contro il VRS”, dopo i 50 milioni dell’Intesa n. 188/CSR del 17 ottobre 2024. I soldi vengono ripartiti tra le Regioni in base a quanto spendono davvero per l’acquisto del farmaco. Nel frattempo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025 è stato prorogato di un anno e l’immunizzazione dei neonati contro l’RSV non è ancora scritta nel calendario nazionale: per questo ogni Regione deve riattivare la campagna con un proprio atto, stagione dopo stagione.

Per dare un’idea dei numeri, il Piemonte ha preso come riferimento un costo massimo di 253 euro a dose, IVA inclusa, per il nirsevimab usato nelle due stagioni precedenti, e ha stimato una spesa massima di 7.590.000 euro per la stagione 2026-2027. Nella stagione 2024-2025 la Regione aveva somministrato 30.000 dosi, in quella 2025-2026 25.000. È anche un modo per capire quanto costerebbe a una famiglia fare la stessa cosa a pagamento.

Regione per Regione: dove e come si fa

Le date di confine tra “punto nascita” e “pediatra” non sono identiche ovunque. Nella tabella mettiamo solo le Regioni di cui abbiamo letto un atto o una pagina ufficiale aggiornata per la stagione 2026-2027. Se la tua Regione non c’è, non significa che l’offerta manchi: le campagne per i neonati sono attive in modo diffuso, ma ti conviene controllare il portale della tua Regione o chiedere al pediatra.

Regione Nati in autunno-inverno Nati in primavera-estate Fonte
Piemonte Nati indicativamente da ottobre 2026 a marzo 2027: in Neonatologia, prima della dimissione Nati indicativamente da aprile a settembre 2026: centri vaccinali ASL insieme alle altre vaccinazioni, oppure pediatri che aderiscono DGR 30 luglio 2026, n. 2-2906
Lombardia Nati dal 1/9/2026 al 31/3/2027: al punto nascita ospedaliero Nati dal 1/4/2026 al 31/8/2026: pediatra di libera scelta o centro vaccinale Wikivaccini Regione Lombardia (campagna dal 1° settembre 2026)
Toscana Nati dal 1/10/2026 al 31/3/2027: al punto nascita, oppure su prenotazione ai centri dei Dipartimenti di prevenzione Nati dal 1/4/2026 al 30/9/2026: il pediatra di famiglia contatta i genitori; se non succede, si può chiamarlo Pagina Regione Toscana, aggiornata a settembre 2026
Sicilia Nati dal 1° ottobre al 31 marzo: a 24-48 ore dalla nascita, di preferenza al punto nascita e comunque entro la dimissione Nati dal 1° aprile al 30 settembre: prima dell’inizio della stagione, dal 1° ottobre, e comunque prima del 13° mese di vita Calendario vaccinale per la vita della Regione Sicilia, edizione 2024

Due differenze saltano all’occhio. La Lombardia ha anticipato l’avvio al 1° settembre, quindi i bambini nati a settembre lo ricevono già in ospedale, mentre in Piemonte, Toscana e Sicilia il passaggio al punto nascita scatta da ottobre. La Toscana invece prevede espressamente una strada di riserva per chi nasce in inverno ed è uscito dall’ospedale senza la dose: i centri vaccinali dei Dipartimenti di prevenzione, su prenotazione. Per la Sicilia la regola è quella del calendario regionale, che vale stagione per stagione senza bisogno di una nuova delibera.

In Lombardia, per vaccinare un minorenne serve che sia accompagnato da un genitore, da un tutore o da un adulto con delega, insieme ai moduli di consenso e anamnesi compilati: la Regione li mette a disposizione da scaricare sulla stessa pagina della campagna. Altrove i moduli vengono di solito dati al momento, ma portare con sé tessera sanitaria del bambino e libretto delle vaccinazioni evita un secondo viaggio.

Il vaccino in gravidanza come alternativa

C’è un secondo modo per proteggere il neonato: vaccinare la mamma durante la gravidanza, in modo che passi i suoi anticorpi al bambino attraverso la placenta. L’unico vaccino autorizzato per questo uso è Abrysvo di Pfizer. La scheda dell’Agenzia europea dei medicinali lo indica per la protezione dei neonati dalla nascita fino ai 6 mesi di età e prevede una dose singola tra la 24ª e la 36ª settimana di gravidanza.

Le due strade non si sommano. Il calendario della Regione Sicilia, che offre gratis il vaccino alle donne in gravidanza, lo dice in modo esplicito: se la madre è stata vaccinata contro l’RSV, di norma il neonato non riceve l’anticorpo monoclonale. Lo stesso calendario suggerisce di fare il vaccino preferibilmente tra la 32ª e la 36ª settimana, nei mesi tra settembre e gennaio, e di non farlo nella stessa seduta del vaccino contro difterite, tetano e pertosse (dTpa) raccomandato in gravidanza.

Nelle Regioni che abbiamo controllato per i neonati (Piemonte, Lombardia, Toscana) le pagine e la delibera 2026-2027 parlano solo dell’anticorpo per il bambino. Se aspetti un figlio e vuoi valutare il vaccino, la persona giusta con cui parlarne è il ginecologo o l’ostetrica del consultorio, che sanno anche se la tua ASL lo offre gratis o se va acquistato.

Adulti e anziani: i vaccini disponibili e chi li paga

Per gli adulti in Europa sono autorizzati tre vaccini contro l’RSV: Arexvy di GSK, Abrysvo di Pfizer e mResvia di Moderna, quest’ultimo a mRNA. All’inizio erano riservati agli over 60, ma le schede dell’Agenzia europea dei medicinali, che abbiamo controllato, oggi li indicano tutti e tre per la prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie da RSV negli adulti dai 18 anni in su, “in conformità alle raccomandazioni ufficiali”. Questo significa che l’autorizzazione è ampia, ma a chi conviene davvero farli lo decidono le raccomandazioni sanitarie e il medico.

Sul fronte dei costi, le determine AIFA che hanno portato in Italia Abrysvo (determina n. 127 del 2023) e le nuove confezioni di mResvia (determina n. 727 del 2025) li collocano in classe C(nn), la sezione dei farmaci “non ancora valutati ai fini della rimborsabilità”, con obbligo di ricetta medica. In parole semplici: fuori dalle campagne regionali gratuite, il vaccino si compra con la prescrizione del medico. Non abbiamo trovato un prezzo al pubblico pubblicato su una fonte ufficiale e quindi non lo riportiamo; il farmacista può dirti quello in vigore.

Qui sta la differenza principale con i neonati: per gli adulti non c’è un’offerta gratuita nazionale e non c’è un’Intesa Stato-Regioni che la finanzi. Ogni Regione decide se e a chi offrirlo. La Regione che ha l’offerta più chiara è la Sicilia: il suo calendario vaccinale per la vita prevede il vaccino gratis per chi ha compiuto 60 anni ed è affetto da malattie cronico-degenerative e per la coorte dei 75enni anche se sani, con uno dei vaccini disponibili. Per la stagione 2026-2027 la stampa regionale riferisce che le somministrazioni agli adulti partono dal 12 ottobre insieme alla campagna antinfluenzale, attraverso i medici di famiglia e le Aziende sanitarie provinciali.

Per le altre Regioni non abbiamo trovato atti ufficiali 2026-2027 che prevedano un’offerta attiva e gratuita agli anziani sani. Questo non esclude che singole ASL vaccinino gratis alcune categorie di pazienti fragili, per esempio trapiantati o persone con gravi malattie respiratorie: è una domanda da fare al proprio medico di famiglia o allo specialista che segue la malattia. Il calendario siciliano parla di protezione “almeno bistagionale”, cioè di un vaccino che non va ripetuto ogni anno come l’antinfluenzale.

Chi Cosa Gratis? Dove
Nati dal 1/4/2026 al 31/3/2027 Anticorpo monoclonale, una dose Sì, nelle Regioni in tabella sopra Punto nascita, pediatra, centro vaccinale ASL
Bambini nati prima di aprile 2026 Non rientrano nella campagna universale; per i fragili nella seconda stagione decide il pediatra Dipende dalla Regione e dal caso clinico Pediatra di famiglia
Donne in gravidanza Abrysvo, una dose tra 24ª e 36ª settimana Sì in Sicilia; altrove da verificare con la ASL Consultorio, centro vaccinale, ginecologo
Over 75 e over 60 con malattie croniche Arexvy, Abrysvo o mResvia, una dose Sì in Sicilia; nessuna offerta nazionale Medico di famiglia, ASL/ASP
Altri adulti dai 18 anni Vaccino su prescrizione No, a pagamento Ricetta del medico e farmacia

Quando farlo e se si può fare insieme ad antinfluenzale e Covid

Per i neonati il momento è scritto nella campagna stessa: chi nasce durante la stagione lo riceve nei primi giorni di vita, chi è nato prima va immunizzato all’inizio dell’autunno, prima che il virus inizi a circolare in modo intenso. Il calendario siciliano lo fissa dal 1° ottobre e comunque prima che il bambino compia 13 mesi. Rimandare a gennaio ha meno senso, perché a quel punto l’epidemia è spesso già nel pieno.

L’anticorpo non crea problemi con le vaccinazioni dell’infanzia. La Regione Lombardia scrive che può essere dato nella stessa seduta delle vaccinazioni previste o a qualsiasi distanza da altri vaccini, e il Piemonte organizza proprio così l’offerta ai centri vaccinali, “al momento della somministrazione delle altre vaccinazioni del calendario”.

Per gli adulti, la circolare del Ministero della Salute sulla prevenzione dell’influenza per la stagione 2026-2027 (n. 5134 del 23 giugno 2026) ricorda che il vaccino antinfluenzale si può fare contemporaneamente ad altri vaccini previsti, in sedi del corpo diverse e con siringhe diverse. Il calendario della Sicilia va nella stessa direzione: suggerisce di somministrare più vaccini nella stessa seduta, salvo divieti indicati nella scheda tecnica, così da sfruttare una sola visita. Le regole della campagna antinfluenzale, con la soglia di gratuità scesa a 60 anni, le trovi nel nostro articolo sul vaccino antinfluenzale 2026-2027, mentre per la nuova formulazione autunnale del vaccino Covid c’è la guida sui vaccini Covid aggiornati 2026.

Come prenotare, passo per passo

Per il neonato, nella maggior parte dei casi non serve prenotare nulla. Se il bambino nasce durante la stagione, l’offerta arriva in reparto: il personale spiega cosa è il farmaco, i genitori firmano il consenso e la dose viene fatta prima della dimissione. Se lo rifiutate in ospedale e poi cambiate idea, potete rivolgervi al centro vaccinale della ASL o al pediatra.

Per i bambini già a casa la procedura è un po’ più attiva. Questi sono i passaggi che conviene seguire:

  1. Controlla la data di nascita: se il bambino è nato dal 1° aprile 2026 in poi rientra nella campagna 2026-2027.
  2. Chiama il pediatra di famiglia e chiedi se aderisce alla campagna: in Toscana è il pediatra a contattare i genitori, in Piemonte lo fanno i pediatri che aderiscono.
  3. Se il pediatra non la fa, prenota al centro vaccinale della tua ASL, spesso abbinando l’appuntamento alle vaccinazioni del calendario già previste.
  4. Porta tessera sanitaria e libretto vaccinale del bambino; se lo accompagna un’altra persona maggiorenne serve la delega firmata.

Per gli adulti la strada passa quasi sempre dal medico di famiglia. Se vivi in una Regione con offerta gratuita, è lui (o la ASL) a dirti se rientri nelle categorie e a vaccinarti, spesso insieme all’antinfluenzale. Se non rientri nell’offerta o la tua Regione non la prevede, il medico può prescriverti il vaccino, che compri in farmacia e ti fai somministrare secondo le modalità previste nella tua zona. La prenotazione al centro vaccinale, dove esiste, passa di solito dal CUP regionale o dal portale della ASL. Per tenere in ordine referti e documenti sanitari della famiglia può tornare utile il Fascicolo Sanitario Elettronico.

Nota della redazione: la stampa nazionale parla spesso di “campagna nazionale RSV”, ma nei documenti che abbiamo letto l’offerta ai neonati la attiva ogni Regione con un proprio atto, mentre lo Stato mette i fondi con le Intese. Per questo le date di confine cambiano: in Lombardia un bambino nato a settembre riceve l’anticorpo in ospedale, in Toscana e Piemonte dal pediatra o al centro vaccinale.

Domande frequenti

Mio figlio è nato a febbraio 2026: ha diritto all’anticorpo gratis?

Nella campagna universale 2026-2027 no, perché la coorte parte dai nati dal 1° aprile 2026. Un bambino nato a febbraio 2026 era nella coorte della stagione precedente e a ottobre affronta il suo secondo inverno. Il nirsevimab è autorizzato anche nella seconda stagione per i bambini fino a 24 mesi che restano vulnerabili a forme gravi: se tuo figlio ha una condizione che lo rende fragile, chiedi al pediatra se nella tua Regione è prevista l’offerta.

L’anticorpo monoclonale è obbligatorio?

No. Tutte le delibere e le pagine regionali che abbiamo letto parlano di adesione volontaria, dopo l’informazione da parte del personale sanitario e la firma del consenso informato.

Se il mio bambino nasce a ottobre ma l’ospedale non gliel’ha fatto, posso recuperare?

Sì. Il bambino resta nella coorte avente diritto: puoi rivolgerti al pediatra o al centro vaccinale della ASL. La Toscana lo prevede espressamente per i nati da ottobre 2026 a marzo 2027, con prenotazione ai centri dei Dipartimenti di prevenzione.

Se mi sono vaccinata in gravidanza, il neonato deve fare anche l’anticorpo?

Di norma no: il calendario della Regione Sicilia indica che, se la madre è stata vaccinata contro l’RSV, di regola non si fa l’anticorpo al neonato. Eventuali eccezioni le valuta il neonatologo o il pediatra, in base alla storia della gravidanza e del bambino.

Ho 78 anni e vivo fuori dalla Sicilia: il vaccino RSV è gratis?

Non c’è un’offerta nazionale. Alcune ASL possono vaccinare gratis categorie di pazienti fragili, ma un’offerta attiva per tutti gli anziani l’abbiamo trovata negli atti ufficiali solo per la Sicilia. Chiedi al medico di famiglia: se non rientri in un’offerta gratuita, può prescriverti il vaccino, che si acquista in farmacia.

Il vaccino RSV va rifatto ogni anno come l’antinfluenzale?

Al momento no: per gli adulti è prevista una dose singola e il calendario siciliano parla di protezione almeno su due stagioni. Eventuali richiami futuri dipenderanno dalle raccomandazioni che verranno aggiornate con i nuovi dati.

Si può fare il vaccino RSV nella stessa seduta dell’antinfluenzale?

La circolare ministeriale sull’influenza 2026-2027 ammette la somministrazione contemporanea con gli altri vaccini raccomandati, in sedi diverse del corpo, e il calendario siciliano incoraggia le co-somministrazioni salvo divieti in scheda tecnica. Decide comunque chi vaccina, in base alla tua situazione.

Fonti consultate: Regione Piemonte, DGR 30 luglio 2026 n. 2-2906; Regione Lombardia, campagna di immunizzazione anti RSV; Regione Toscana, campagna contro il virus respiratorio sinciziale; Calendario vaccinale per la vita della Regione Sicilia, edizione 2024; Ministero della Salute, circolare n. 5134 del 23 giugno 2026 sull’influenza; schede EMA di Abrysvo, Arexvy, mResvia, Beyfortus ed Enflonsia; determine AIFA 127/2023 (Abrysvo) e 727/2025 (mResvia). Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

Più popolari