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Concordato preventivo biennale 2026: nuova scadenza 31 ottobre e tetti agli aumenti ISA

Il Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 cambia calendario e regole di calcolo con il Decreto Fiscale n. 38/2026: la scadenza per aderire slitta dal 30 settembre al 31 ottobre 2026 (di fatto il 2 novembre, perché il 31 cade di sabato), e vengono introdotti tetti massimi agli aumenti di reddito proposti dall’Agenzia delle Entrate per chi ha un punteggio ISA più basso. Per partite IVA e piccole imprese in regime ISA, capire queste novità prima di firmare l’adesione può fare una differenza concreta sulle tasse dei prossimi due anni.

📌 Articolo in breve
Il Decreto Fiscale 2026 (DL 38/2026) sposta la scadenza di adesione al Concordato Preventivo Biennale dal 30 settembre al 31 ottobre 2026, allineandola alla presentazione del modello REDDITI. Introduce inoltre tetti massimi agli incrementi di reddito concordato: +30% per punteggi ISA tra 6 e 8, +35% per punteggi tra 1 e 6. Prevista anche la possibilità di scomputare le maggiorazioni da iperammortamento dal reddito concordato.

Indice

  1. Cos’è il Concordato Preventivo Biennale
  2. La nuova scadenza: 31 ottobre invece del 30 settembre
  3. I nuovi tetti massimi legati al punteggio ISA
  4. Lo scomputo dell’iperammortamento
  5. Tre esempi numerici di reddito concordato
  6. A chi conviene aderire e a chi no
  7. Tabella riepilogativa delle scadenze
  8. Domande frequenti

Cos’è il Concordato Preventivo Biennale

Il Concordato Preventivo Biennale è lo strumento che permette a partite IVA e imprese soggette agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), oltre ai contribuenti in regime forfettario, di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito su cui pagare le imposte per due periodi d’imposta. Chi aderisce paga le tasse sul reddito concordato anche se guadagna di più, ma continua a pagarle sullo stesso importo anche se l’attività va peggio del previsto, salvo eventi eccezionali che permettono la decadenza dall’accordo.

La nuova scadenza: 31 ottobre invece del 30 settembre

Il Decreto Fiscale n. 38/2026, nella versione approvata in via definitiva, sposta il termine per aderire al Concordato dal 30 settembre al 31 ottobre 2026. Poiché il 31 ottobre 2026 cade di sabato, il termine effettivo slitta al primo giorno lavorativo utile, il 2 novembre 2026. La nuova data è stata allineata a quella di presentazione del modello REDDITI 2026, così che i contribuenti possano valutare la proposta di concordato avendo già un quadro più preciso dei propri numeri dell’anno in corso.

I nuovi tetti massimi legati al punteggio ISA

Una delle modifiche più rilevanti riguarda i contribuenti con un punteggio di affidabilità fiscale (ISA) più basso, che in passato potevano ricevere proposte di reddito concordato con incrementi molto elevati rispetto al reddito dichiarato l’anno precedente. Il decreto introduce ora due tetti massimi: per chi ha un punteggio ISA tra 6 e 8 l’aumento massimo proponibile è il 30% rispetto al reddito di riferimento, mentre per chi ha un punteggio tra 1 e 6, cioè un’affidabilità fiscale più bassa, il tetto sale al 35%. In pratica l’Agenzia delle Entrate non può più proporre incrementi di reddito concordato illimitati, indipendentemente dal punteggio di affidabilità del contribuente.

Lo scomputo dell’iperammortamento

Il decreto introduce anche la possibilità di scomputare dal reddito concordato le maggiori quote di ammortamento o i canoni di leasing legati all’iperammortamento previsto dalla Legge 199/2025, la misura che agevola gli investimenti in beni strumentali tecnologici. Senza questa correzione, un’impresa che avesse investito in macchinari agevolati avrebbe rischiato di vedersi comunque tassato un reddito concordato calcolato senza tener conto di quelle maggiorazioni, annullando parte del vantaggio fiscale dell’investimento.

Tre esempi numerici di reddito concordato

Un libero professionista con un punteggio ISA di 7 (affidabilità medio-alta) e un reddito dichiarato l’anno precedente di 40.000 euro, con le vecchie regole poteva ricevere proposte di concordato anche superiori al 40-50% di aumento; con il nuovo tetto del 30% il reddito concordato proposto non potrà superare i 52.000 euro circa.

Un artigiano con punteggio ISA di 4 (affidabilità bassa) e reddito dichiarato di 25.000 euro, con il nuovo tetto del 35% vede un reddito concordato massimo proponibile di circa 33.750 euro, comunque un aumento significativo ma con un limite chiaro rispetto al passato.

Una piccola impresa manifatturiera che ha investito 100.000 euro in macchinari con iperammortamento, con una maggiorazione fiscale di ammortamento pari a 20.000 euro nell’anno, può ora scomputare questo importo dal reddito concordato proposto, evitando di pagare le imposte su un reddito teorico che non tiene conto dell’investimento appena fatto.

A chi conviene aderire e a chi no

Il Concordato può convenire a chi prevede un anno in crescita, perché blocca la tassazione su un importo inferiore a quello che si guadagnerà davvero, offrendo anche una maggiore protezione dai controlli fiscali per i periodi concordati. Conviene meno a chi prevede un calo di fatturato o attività cicliche, perché le imposte restano dovute sul reddito concordato anche in caso di un’annata peggiore del previsto, salvo le cause di decadenza automatica previste dalla normativa (calo di reddito superiore al 30% per eventi straordinari, cessazione dell’attività, e altre situazioni specifiche).

⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale personalizzata. La decisione di aderire al Concordato Preventivo Biennale va sempre valutata con il proprio commercialista, che può simulare l’impatto reale sulla propria situazione specifica.

Tabella riepilogativa delle scadenze

Elemento Prima del decreto Dopo il Decreto Fiscale 2026
Scadenza adesione 30 settembre 31 ottobre (2 novembre 2026)
Tetto aumento ISA 6-8 Nessun tetto Massimo +30%
Tetto aumento ISA 1-6 Nessun tetto Massimo +35%
Iperammortamento Non scomputabile Scomputabile dal reddito concordato

Domande frequenti

Chi non aderisce entro il 31 ottobre cosa rischia?

Perde semplicemente la possibilità di beneficiare del Concordato per il biennio 2026-2027 e continua a essere tassato con le regole ordinarie sul reddito effettivamente dichiarato, senza alcuna sanzione specifica collegata alla mancata adesione.

I nuovi tetti valgono anche per chi ha già aderito al concordato per il 2025-2026?

No, le modifiche introdotte dal Decreto Fiscale 2026 riguardano le nuove proposte relative al biennio 2026-2027: chi ha già un accordo in corso per il periodo precedente continua secondo i termini originariamente sottoscritti fino alla sua scadenza naturale.

Il regime forfettario rientra in queste nuove regole sui tetti ISA?

I contribuenti forfettari hanno un proprio concordato preventivo semplificato, con logiche di calcolo diverse da quelle degli ISA: i tetti del 30% e 35% descritti in questo articolo si riferiscono specificamente ai contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità.

Posso simulare il reddito concordato prima di decidere?

Sì, il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione dei redditi calcola in automatico la proposta di concordato sulla base dei dati inseriti, permettendo di vedere l’importo prima di accettare o rifiutare definitivamente l’adesione.

Per approfondire: se non hai ancora deciso se il concordato fa per te, leggi anche le altre novità del Decreto Fiscale 2026 per partite IVA e imprese e la nostra guida al regime forfettario 2026.

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