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Concordato preventivo biennale 2026-2027: adesione chiusa, tetti ISA e ravvedimento 2020-2023

Il Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 ha avuto un calendario diverso dal solito: il decreto-legge n. 38/2026 (il “Decreto Fiscale”, convertito dalla legge n. 88/2026) ha spostato il termine per aderire dal 30 settembre al 31 ottobre 2026, e siccome il 31 cadeva di sabato l’ultimo giorno utile è stato lunedì 2 novembre 2026. La finestra quindi si è chiusa, e per chi ha aderito la prossima data da segnare è quella del ravvedimento speciale, tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027. Il termine del 2 novembre lo aveva confermato l’Agenzia delle Entrate nel comunicato stampa del 6 ottobre 2026, uscito insieme alla circolare n. 8/E, la nuova guida unica al concordato che sostituisce tutte le circolari precedenti. Lo stesso decreto ha messo un tetto agli aumenti di reddito che l’Agenzia può proporre anche a chi ha un punteggio ISA basso. Per chi ha firmato, queste regole decidono le tasse del 2026 e del 2027.

📌 Articolo in breve
L’adesione al CPB 2026-2027 si è chiusa il 2 novembre 2026 (termine di legge 31 ottobre, caduto di sabato) e si faceva insieme a REDDITI 2026 oppure in modo “autonomo” con il modello CPB e il solo frontespizio della dichiarazione. La proposta dell’Agenzia non può superare il reddito 2025 di più del 10% (ISA 10), 15% (ISA da 9 a meno di 10), 25% (ISA da 8 a meno di 9), 30% (ISA da 6 a meno di 8) e 35% (ISA sotto 6). Le maggiorazioni da iperammortamento sono escluse dal reddito concordato. Chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 ha in più rate senza interessi, visto di conformità con soglie più alte, accertamento anticipato di due anni e un ravvedimento agevolato per gli anni 2020-2023, da esercitare con l’F24 tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027.
✅ Aggiornamento novembre 2026
Il termine per aderire al biennio 2026-2027 è scaduto lunedì 2 novembre e, al 2 novembre, non risultano proroghe né riaperture. Nel frattempo l’Agenzia ha fissato le regole del ravvedimento speciale riservato a chi rinnova: con il provvedimento annunciato nel comunicato del 26 ottobre 2026 l’opzione si esercita annualità per annualità presentando l’F24 della prima o unica rata tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, e nel Cassetto fiscale sono già disponibili i dati delle dichiarazioni 2020-2023 utili per il calcolo.
✅ Aggiornamento ottobre 2026
Abbiamo riletto l’articolo sulla circolare 8/E del 6 ottobre 2026. Due precisazioni rispetto alla versione precedente. La prima: i vantaggi in più (rate senza interessi, termini di accertamento anticipati di due anni, ravvedimento 2020-2023) non valgono per tutti, ma solo per chi rinnova l’adesione dopo aver aderito al biennio 2024-2025; li ha introdotti il decreto legislativo n. 148/2026, il cosiddetto decreto Omnibus. La seconda: i tetti agli aumenti oggi coprono tutte le fasce ISA, non solo quelle basse, e non si applicano quando la proposta resta sotto i valori di riferimento del settore.

Indice

  1. Cos’è il Concordato Preventivo Biennale
  2. La scadenza: 31 ottobre per legge, 2 novembre in pratica
  3. I tetti agli aumenti per ogni fascia ISA
  4. L’esclusione dell’iperammortamento
  5. Chi rinnova: i vantaggi del decreto Omnibus
  6. Quattro esempi numerici di reddito concordato
  7. A chi conviene aderire e a chi no
  8. Tabella riepilogativa
  9. Domande frequenti

Cos’è il Concordato Preventivo Biennale

Il Concordato Preventivo Biennale, introdotto dal decreto legislativo n. 13/2024, permette a partite IVA e imprese soggette agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) di concordare in anticipo con l’Agenzia delle Entrate il reddito su cui pagare imposte e IRAP per due periodi d’imposta. Chi aderisce paga sul reddito concordato anche se guadagna di più, ma continua a pagare sullo stesso importo anche se l’attività va peggio del previsto, salvo gli eventi eccezionali che fanno cessare l’accordo.

Potevano aderire i titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo tenuti ad applicare gli ISA per il 2025 (ricavi o compensi fino a 5.164.569 euro): sia chi entrava per la prima volta, sia chi aveva aderito per il 2024-2025 e voleva accettare la nuova proposta. La proposta parte dai dati dei modelli ISA del 2025 e, per il primo anno, applica un meccanismo di gradualità: il maggior reddito proposto per il 2026 è la metà di quello calcolato per il 2027.

La scadenza: 31 ottobre per legge, 2 novembre in pratica

Di regola l’adesione va fatta entro il 30 settembre. Per il solo biennio 2026-2027 l’articolo 7-bis, comma 3, del decreto-legge n. 38/2026 ha differito il termine al 31 ottobre 2026 (per chi ha un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, l’ultimo giorno del decimo mese dopo la chiusura). Il 31 ottobre 2026 era un sabato, quindi il termine è scivolato a lunedì 2 novembre 2026, come indicato dall’Agenzia nel comunicato del 6 ottobre. Lo stesso decreto aveva già spostato dal 15 aprile al 15 maggio la data di rilascio del software per calcolare la proposta.

Le strade per aderire erano due. La prima era inviare la scelta insieme alla dichiarazione REDDITI 2026, con il modello ISA e il modello CPB. La seconda, chiamata “autonoma”, consisteva nel trasmettere il modello CPB insieme al solo frontespizio di REDDITI 2026. In entrambi i casi la proposta si vedeva nel software dell’Agenzia prima di accettarla.

I tetti agli aumenti per ogni fascia ISA

Qui c’è la novità più concreta. Già dal 2025 il decreto legislativo n. 81/2025 aveva fissato dei limiti alle proposte, ma solo per chi aveva un punteggio ISA pari o superiore a 8. Chi stava più in basso poteva ricevere proposte con aumenti molto forti rispetto al reddito dichiarato l’anno prima. L’articolo 7-bis del decreto-legge n. 38/2026 ha aggiunto due soglie anche per queste fasce: +30% per punteggi da 6 a meno di 8 e +35% per punteggi sotto 6.

Il risultato è una scala completa, riportata nel paragrafo 1.5 della circolare 8/E. Il confronto si fa con il reddito dichiarato nel 2025, rettificato secondo gli articoli 15 e 16 del decreto CPB, e lo stesso criterio vale per il valore della produzione netta ai fini IRAP.

Punteggio ISA 2025 Aumento massimo della proposta
10 +10%
da 9 a meno di 10 +15%
da 8 a meno di 9 +25%
da 6 a meno di 8 +30% (novità 2026)
da 1 a meno di 6 +35% (novità 2026)

Fonte: circolare Agenzia delle Entrate n. 8/E del 6 ottobre 2026, paragrafo 1.5.

C’è però un’eccezione che molti commenti trascurano. Secondo il comma 3-ter dello stesso articolo 9, le soglie non si applicano se la proposta calcolata con il tetto risulta inferiore ai valori di riferimento del settore. In altre parole, il tetto protegge da aumenti eccessivi, ma non porta la proposta sotto il livello che l’Agenzia considera normale per quell’attività.

L’esclusione dell’iperammortamento

L’articolo 7 del decreto-legge n. 38/2026 ha modificato l’articolo 16 del decreto CPB: dal reddito d’impresa concordato restano fuori le maggiorazioni delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing per gli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 che rientrano nell’iperammortamento della legge n. 199/2025. Senza questa correzione, un’impresa che avesse comprato macchinari agevolati avrebbe rischiato di pagare imposte su un reddito concordato che non teneva conto di quel beneficio.

Chi rinnova: i vantaggi del decreto Omnibus

Il decreto legislativo n. 148/2026 (decreto Omnibus, in vigore dal 12 agosto 2026) ha premiato chi, dopo il biennio 2024-2025, rinnova per il 2026-2027. Per loro l’esonero dal visto di conformità sulle compensazioni sale a 100.000 euro annui per l’IVA e a 70.000 euro per imposte dirette e IRAP (invece di 70.000 e 50.000), l’esonero da visto o garanzia sui rimborsi IVA arriva a 100.000 euro e i termini di accertamento si accorciano di due anni anziché di almeno uno. In più, saldo e acconti delle imposte relative al biennio concordato si possono rateizzare senza interessi.

Chi rinnova può anche usare un ravvedimento speciale per le annualità dal 2020 al 2023, anche una sola alla volta: si paga un’imposta sostitutiva di imposte sui redditi, addizionali e IRAP con aliquote legate al punteggio ISA, ridotta del 30% per il 2020 e il 2021, anni del COVID. In cambio quelle annualità non possono più essere rettificate con gli accertamenti indicati dalla norma. Il versamento va fatto in un’unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, oppure fino a dieci rate mensili con interessi al tasso legale dal 16 marzo 2027.

Le modalità le ha fissate il provvedimento dell’Agenzia presentato il 26 ottobre 2026. L’opzione si esercita presentando, per ciascun anno scelto, l’F24 della prima o unica rata; chi ha redditi sia d’impresa sia di lavoro autonomo deve ravvedere entrambe le categorie. Ogni annualità fa storia a sé: se si salta una rata si decade solo per quell’anno, e il pagamento in ritardo di una rata diversa dalla prima, entro la scadenza della rata successiva, non fa perdere la rateazione. Restano esclusi quelli che hanno aderito per la prima volta nel 2026-2027 (comunicato dell’Agenzia delle Entrate).

Il decreto Omnibus ha cambiato anche le regole sulla decadenza. Chi aderisce senza avere i requisiti o con una causa di esclusione non “decade”: la sua adesione è considerata come mai avvenuta. E il ravvedimento operoso per correggere errori sui dati dichiarati non fa più perdere il concordato, purché non siano già arrivati atti di liquidazione o di accertamento e non si tratti di violazioni penali o sui dati ISA.

Quattro esempi numerici di reddito concordato

Un libero professionista con punteggio ISA di 7 e un reddito 2025 di 40.000 euro poteva ricevere, prima del decreto, proposte con aumenti anche del 40-50%. Con il tetto del 30% la proposta non può superare 52.000 euro, salvo il caso in cui 52.000 euro resti sotto i valori di riferimento del suo settore.

Un artigiano con punteggio ISA di 4 e reddito dichiarato di 25.000 euro ha ora un tetto del 35%: la proposta massima è 33.750 euro. L’aumento resta alto, ma ha un limite preciso.

Una commerciante con ISA di 9,5 e reddito di 60.000 euro rientra nella fascia del 15%: il massimo proponibile è 69.000 euro. Se il suo punteggio fosse 10, il tetto scenderebbe al 10%, cioè 66.000 euro.

Infine la gradualità del primo anno, con l’esempio della stessa circolare. Reddito 2025 pari a 95, maggior reddito calcolato per il 2027 pari a 20: per il 2027 la proposta è 115, per il 2026 si aggiunge solo la metà del maggior reddito, quindi 105. Una piccola impresa che ha investito in macchinari con iperammortamento, inoltre, non vede quelle maggiorazioni sommate al reddito concordato.

A chi conviene aderire e a chi no

Per il 2026-2027 la scelta ormai è fatta, ma il ragionamento resta lo stesso. Il Concordato può convenire a chi prevede un biennio in crescita, perché blocca la tassazione su un importo inferiore a quello che guadagnerà, e offre anche benefici sui controlli. Per chi ha già aderito al 2024-2025 il rinnovo porta in dote i vantaggi del decreto Omnibus, ravvedimento compreso, che da soli possono spostare il calcolo.

Conviene meno a chi prevede un calo di fatturato o ha un’attività molto ciclica: le imposte restano dovute sul reddito concordato anche in un’annata peggiore. Il concordato cessa solo in casi specifici, come eventi eccezionali che riducono le basi imponibili effettive di oltre il 30% rispetto a quelle concordate, o la cessazione dell’attività.

⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale personalizzata. La decisione di aderire al Concordato Preventivo Biennale va sempre valutata con il proprio commercialista, che può simulare l’impatto reale sulla propria situazione specifica.

Tabella riepilogativa

Elemento Regola ordinaria / prima Biennio 2026-2027
Scadenza adesione 30 settembre 31 ottobre per legge, 2 novembre 2026 in pratica (scaduto)
Tetti ISA 8 e oltre +10% / +15% / +25% Invariati
Tetto ISA da 6 a meno di 8 Nessun tetto Massimo +30%
Tetto ISA sotto 6 Nessun tetto Massimo +35%
Iperammortamento Concorreva al reddito concordato Maggiorazioni escluse (investimenti 2026-set. 2028)
Rate saldo e acconti Con interessi Senza interessi, solo per chi rinnova
Ravvedimento 2020-2023 Non previsto Solo per chi rinnova; pagamento dal 1° gennaio al 15 marzo 2027 o in 10 rate

Domande frequenti

Qual era l’ultimo giorno per aderire al concordato 2026-2027?

Il 2 novembre 2026. La legge diceva 31 ottobre, ma cadeva di sabato e il termine è passato al primo giorno lavorativo successivo, come aveva precisato l’Agenzia delle Entrate nel comunicato del 6 ottobre. Al 2 novembre non risultano proroghe né riaperture della finestra.

Chi non ha aderito entro la scadenza cosa rischia?

Perde la possibilità di usare il Concordato per il biennio 2026-2027 e continua a essere tassato con le regole ordinarie sul reddito effettivo, senza sanzioni collegate alla mancata adesione. Chi aveva aderito per il 2024-2025 e non rinnova perde anche l’accesso al ravvedimento speciale 2020-2023.

Si poteva aderire senza presentare subito la dichiarazione completa?

Sì. Oltre all’invio insieme a REDDITI 2026, era prevista l’adesione “autonoma”: si trasmetteva il modello CPB con il solo frontespizio della dichiarazione.

I nuovi tetti valgono anche per chi ha già aderito al concordato per il 2025-2026?

No. Le novità del 2026 riguardano le proposte per il biennio 2026-2027: chi ha un accordo in corso per il 2025-2026 prosegue con le regole in vigore quando ha aderito, come ricorda la stessa circolare 8/E.

Il tetto del 30% o del 35% vale sempre?

Non sempre. Se la proposta calcolata applicando il tetto resta sotto i valori di riferimento del settore, il limite non si applica e l’Agenzia può proporre quei valori.

Il regime forfettario rientra in queste regole?

No, e per una ragione più radicale: per i forfettari il concordato preventivo non esiste più. L’articolo 7 del decreto legislativo 81/2025 ha abrogato dal 1° gennaio 2025 il capo del decreto legislativo 13/2024 dedicato ai contribuenti in regime forfettario, quindi per il biennio 2026-2027 l’adesione è riservata a chi applica gli ISA. Correzione di ottobre 2026: una versione precedente di questo articolo indicava anche i forfettari tra gli ammessi.

Quando si fa il ravvedimento speciale 2020-2023?

Tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, presentando l’F24 della prima o unica rata per ciascuna annualità scelta, con la possibilità di arrivare a dieci rate mensili. È riservato a chi ha aderito al 2024-2025 e ha rinnovato per il 2026-2027.

Come si calcolava la proposta prima di decidere?

Con il software dell’Agenzia delle Entrate, che calcola la proposta sulla base dei dati inseriti e la mostra prima dell’accettazione. Chi ha avuto sospensioni dell’attività di almeno 30 giorni per eventi straordinari nel 2026 poteva segnalarle: la proposta scendeva del 10%, 20% o 30% a seconda della durata.

Per approfondire: se non hai ancora deciso se il concordato fa per te, leggi anche le altre novità del Decreto Fiscale 2026 per partite IVA e imprese e la nostra guida al regime forfettario 2026.

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