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Bonus autoimpiego 500 euro: oggi 10 luglio ultimo giorno per il riesame se sei stato escluso

Bonus autoimpiego è il contributo INPS da 500 euro al mese per 36 mesi riservato agli under 35 che hanno aperto partita IVA o avviato un’impresa in un settore strategico tra il 2024 e il 2025. Se la tua domanda è stata respinta, oggi 10 luglio 2026 è l’ultimo giorno utile (anche se il termine non è perentorio) per chiedere il riesame: ecco cosa sapere prima che la finestra si chiuda davvero.

📌 Articolo in breve
Con il messaggio INPS n. 1955 del 10 giugno 2026 è stata chiusa l’istruttoria delle domande per il bonus autoimpiego under 35 (Decreto Coesione): chi ha avuto la domanda accolta sta ricevendo la liquidazione anticipata, chi l’ha avuta respinta può chiedere il riesame tramite il portale INPS. Il termine indicato è di 30 giorni dalla pubblicazione del messaggio — quindi il 10 luglio 2026 — ma è un termine non perentorio: conviene comunque muoversi subito per non perdere priorità nella lavorazione.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o previdenziale. Verifica sempre i dati aggiornati sul sito INPS o rivolgiti a un patronato.

Indice

  1. Cos’è il bonus autoimpiego da 500 euro
  2. Chi ha diritto: requisiti e settori strategici
  3. Domanda respinta? Come chiedere il riesame entro oggi
  4. Domande accolte: al via la liquidazione
  5. Esempi pratici
  6. Domande frequenti

Cos’è il bonus autoimpiego da 500 euro

Il bonus autoimpiego (formalmente incentivo del Decreto Coesione) è un contributo mensile di 500 euro erogato dall’INPS per 36 mesi consecutivi, fino a un massimo di 18.000 euro complessivi, pensato per sostenere i giovani che scelgono di mettersi in proprio invece di cercare un impiego dipendente. Nato inizialmente per chi apriva un’impresa, il bonus è stato poi esteso anche ai liberi professionisti con partita IVA.

Chi ha diritto: requisiti e settori strategici

Possono accedere al bonus i giovani under 35 disoccupati al momento dell’avvio dell’attività, che hanno aperto partita IVA o costituito un’impresa tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, operando in uno dei settori considerati strategici dal Decreto interministeriale del 3 aprile 2025. La platea, inizialmente più ristretta, è stata allargata nel corso del 2026 anche ai liberi professionisti che rientrano nella stessa finestra temporale di apertura della partita IVA.

Domanda respinta? Come chiedere il riesame entro oggi

Con il messaggio INPS n. 1955 del 10 giugno 2026, l’Istituto ha comunicato la chiusura dell’istruttoria di tutte le domande presentate. Per chi ha avuto l’esito negativo, si è aperto un canale telematico dedicato per chiedere il riesame della propria posizione, nella stessa sezione utilizzata per la domanda originaria.

Il termine indicato da INPS è di 30 giorni dalla pubblicazione del messaggio, quindi il 10 luglio 2026. È un termine non perentorio, il che significa che una richiesta presentata con qualche giorno di ritardo non dovrebbe far perdere automaticamente il diritto al riesame — ma non è comunque il caso di prendersela comoda: le richieste vengono lavorate in ordine di arrivo, e più si aspetta più si allungano i tempi di risposta.

Per presentare la richiesta di riesame: accedi al portale INPS con SPID, CIE, CNS o eIDAS, vai alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, seleziona “Incentivo Decreto Coesione” e segui la procedura per il riesame della domanda respinta, indicando i motivi per cui ritieni l’esclusione non corretta.

Domande accolte: al via la liquidazione

Parallelamente al canale di riesame, per chi ha avuto la domanda accolta è partita la liquidazione anticipata del contributo: significa che gli aventi diritto stanno iniziando a ricevere gli accrediti, comprensivi delle mensilità arretrate maturate dal momento della domanda. Se hai fatto domanda da mesi e non hai ancora ricevuto nulla, conviene controllare lo stato della pratica nel portale INPS prima di allarmarsi, perché la liquidazione delle pratiche accolte sta procedendo per scaglioni successivi.

Esempi pratici

Esempio 1 — Domanda respinta per errore formale. Un ventottenne che ha aperto partita IVA a settembre 2025 in un settore strategico si è visto respingere la domanda per un presunto errore nella data di apertura dell’attività. Se ritiene l’esclusione ingiustificata, deve presentare il riesame entro oggi (o comunque il prima possibile) allegando la documentazione che dimostra la data corretta di avvio.

Esempio 2 — Domanda accolta, contributo totale. Una giovane libera professionista con domanda accolta a inizio 2026 riceverà 500 euro al mese per 36 mesi, per un totale di 18.000 euro nell’arco di tre anni: un sostegno significativo nei primi anni di attività, quando i ricavi sono spesso ancora instabili.

Domande frequenti

Cosa succede se presento il riesame dopo il 10 luglio?

Il termine dei 30 giorni indicato da INPS non è perentorio: la richiesta di riesame dovrebbe comunque essere accettata, ma conviene non aspettare per evitare ritardi nella lavorazione della pratica.

Posso ancora presentare una nuova domanda per il bonus autoimpiego?

No, l’istruttoria delle nuove domande è chiusa dal messaggio INPS del 10 giugno 2026: resta attivo solo il canale di riesame per chi ha già presentato domanda ed è stato escluso.

Il bonus autoimpiego è cumulabile con altre agevolazioni per partite IVA?

Va verificato caso per caso in base al settore e alla misura specifica: alcune agevolazioni fiscali per l’apertura di nuove attività sono cumulabili, altre no. Conviene chiedere conferma diretta a un patronato o consulente del lavoro.

Come faccio a sapere se la mia domanda è stata accolta o respinta?

Lo stato della domanda è consultabile nel portale INPS, nella stessa sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche > Incentivo Decreto Coesione” dove è stata presentata la domanda originaria.

Se hai aperto da poco la partita IVA, potrebbe interessarti anche la nostra guida al regime forfettario 2026 e il calcolatore di tasse e contributi in forfettario.

Fonte ufficiale: INPS – Incentivo Decreto Coesione, autoimpiego under 35.

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