Top 5 This Week

Articoli simili

Bollette luce: perché sono aumentate il 1° luglio 2026 e i nuovi diritti sui reclami

Bollette luce più care dal 1° luglio 2026: l’aggiornamento trimestrale di ARERA porta il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per i clienti domestici in maggior tutela a 31,63 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, con un aumento del 4,6% rispetto al trimestre precedente. Non è l’unica novità: da luglio cambiano anche le regole sui reclami e sui tempi di risposta dei fornitori.

📌 Articolo in breve
Dal 1° luglio 2026 la bolletta della luce sale del 4,6% per i clienti in maggior tutela (ARERA), mentre il gas resta sostanzialmente stabile. Arrivano anche nuove regole su reclami online senza registrazione, risposta entro 30 giorni e tempi di attesa telefonica sotto i tre minuti.

Indice

  1. Quanto aumenta davvero la bolletta della luce
  2. Perché aumenta proprio ora
  3. I nuovi diritti su reclami e assistenza
  4. Il contributo straordinario per l’ISEE basso
  5. Cosa puoi fare per limitare l’impatto
  6. Domande frequenti

Quanto aumenta davvero la bolletta della luce

L’aumento del 4,6% riguarda in particolare i clienti domestici ancora nel regime di maggior tutela, cioè quelli che non hanno mai scelto un’offerta sul mercato libero. Per una famiglia tipo con consumi medi, l’incremento si traduce in qualche decina di euro in più sulla bolletta trimestrale, un importo che varia in base ai kWh effettivamente consumati nel periodo estivo, quando condizionatori e ventilatori spingono i consumi verso l’alto.

Il gas, al contrario, resta sostanzialmente invariato per lo stesso trimestre: una differenza che ha senso stagionalmente, visto che il consumo di gas per riscaldamento crolla in estate e pesa meno sulle dinamiche di prezzo rispetto all’elettricità.

Perché aumenta proprio ora

L’aggiornamento trimestrale ARERA riflette l’andamento del PUN, il prezzo unico nazionale dell’energia scambiata sul mercato all’ingrosso, che a luglio ha segnato un incremento intorno all’11% rispetto al trimestre precedente. Non è quindi una decisione politica o una scelta dei fornitori, ma il risultato di un meccanismo automatico che aggiorna i prezzi di riferimento in base ai costi reali di approvvigionamento dell’energia sul mercato.

Chi ha un’offerta a prezzo fisso sul mercato libero non risente di questo specifico aggiornamento, perché il proprio prezzo per kWh resta bloccato secondo le condizioni contrattuali sottoscritte. L’aumento colpisce prevalentemente chi è ancora sul regime tutelato o ha un’offerta a prezzo variabile indicizzato al PUN.

I nuovi diritti su reclami e assistenza

Dal 1° luglio 2026 i siti dei venditori di energia devono permettere l’invio di reclami online senza necessità di registrazione preventiva, semplificando un passaggio che finora scoraggiava molti utenti dal segnalare problemi in bolletta. La risposta motivata al reclamo deve arrivare entro 30 giorni solari per i casi standard, 60 giorni per le rettifiche di fatturazione e 90 giorni per le bollette quadrimestrali, con termini più stringenti di quelli applicati in passato.

Vengono introdotti anche standard generali di qualità per l’assistenza telefonica: il tempo medio di attesa non può superare i tre minuti, con un livello di servizio garantito di almeno l’85% delle chiamate rispondenti a questo parametro. Chi ha sperimentato attese infinite al telefono con il servizio clienti dovrebbe iniziare a notare la differenza già nei prossimi mesi.

Il contributo straordinario per l’ISEE basso

Per il biennio 2026-2027, il decreto consente ai venditori di energia elettrica di riconoscere un contributo straordinario ai clienti domestici residenti con ISEE non superiore a 25.000 euro. Non si tratta di uno sconto automatico uguale per tutti, ma di una misura che i singoli fornitori possono attivare secondo modalità che stanno definendo caso per caso, quindi vale la pena informarsi direttamente presso il proprio fornitore per capire se e come richiederlo.

Questo contributo si affianca, senza sostituirlo, al bonus sociale elettricità e gas già esistente, riservato a chi ha un ISEE più basso o si trova in condizioni di disagio fisico grave, e che viene erogato automaticamente sulla base dei dati ISEE presentati.

Cosa puoi fare per limitare l’impatto

Il primo passo è verificare se la propria offerta è ancora in maggior tutela o già sul mercato libero: chi non ha mai fatto questa verifica potrebbe scoprire di pagare più del necessario rispetto a offerte a prezzo fisso oggi disponibili. Confrontare periodicamente le tariffe con un comparatore indipendente aiuta a capire se conviene cambiare fornitore, un’operazione che dal 2026 è anche più semplice grazie alla procedura di voltura con cambio fornitore contestuale introdotta a inizio luglio.

Sul fronte dei consumi, spostare l’uso di elettrodomestici energivori come lavatrice e lavastoviglie nelle fasce orarie più economiche, quando si ha un contratto a fasce, resta uno dei modi più semplici per contenere l’impatto dell’aumento senza dover rinunciare a nulla.

Domande frequenti

L’aumento riguarda anche chi ha un contratto a prezzo fisso?

No, chi ha sottoscritto un’offerta a prezzo fisso sul mercato libero mantiene il prezzo per kWh concordato, indipendentemente dagli aggiornamenti trimestrali ARERA.

Come faccio a sapere se sono ancora in maggior tutela?

Basta controllare la bolletta: se il fornitore è ancora quello storico locale (l’ex monopolista) e non hai mai firmato un contratto specifico con un’offerta di mercato libero, sei quasi certamente ancora in maggior tutela.

Il contributo straordinario ISEE va richiesto o arriva automaticamente?

Dipende dal fornitore: alcuni lo applicano automaticamente incrociando i dati ISEE già in loro possesso, altri richiedono una richiesta esplicita da parte del cliente.

Per i dati aggiornati sui prezzi di riferimento puoi consultare il sito di ARERA.

Se vuoi ridurre i consumi in casa, leggi anche la nostra guida su come risparmiare sulle bollette luce e gas e su quanto consuma davvero la lavatrice.

Più popolari