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Bonus occhiali 2026: perché non riesci più a chiederlo (e cosa puoi fare invece)

Bonus occhiali 2026 è una delle ricerche più frequenti su Google da parte di chi ha sentito parlare di un contributo statale per l’acquisto di occhiali da vista, ma si scontra con moduli introvabili e piattaforme che non si aprono più. Il motivo è semplice: quel bonus specifico non esiste più. Resta però un’agevolazione diversa, meno pubblicizzata ma disponibile per chiunque, che vale la pena conoscere prima di rinunciare.

📌 Articolo in breve
Il “bonus vista” da 50 euro (contributo una tantum per ISEE sotto 10.000 euro) era legato a un fondo stanziato per il triennio 2021-2023, ormai esaurito e non rifinanziato nella Legge di Bilancio: la piattaforma per richiederlo è chiusa e non si può più fare domanda, né per nuovi acquisti né per rimborsi retroattivi. Resta però attiva, per chiunque, la detrazione fiscale ordinaria del 19% sull’acquisto di occhiali da vista e lenti a contatto correttive, da recuperare nella dichiarazione dei redditi.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un CAF.

Indice

  1. Cos’era il bonus occhiali da 50 euro
  2. Perché oggi non puoi più chiederlo
  3. L’alternativa che esiste davvero: la detrazione 19%
  4. Come ottenere la detrazione: cosa serve
  5. Esempi pratici
  6. Domande frequenti

Cos’era il bonus occhiali da 50 euro

Il cosiddetto “bonus vista” era un contributo una tantum di 50 euro per l’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive, riservato ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 10.000 euro. Si richiedeva tramite una piattaforma ministeriale dedicata, con SPID, ed era pensato come sostegno mirato alle famiglie a basso reddito per una spesa sanitaria che altrimenti pesa parecchio sul bilancio domestico.

Perché oggi non puoi più chiederlo

Il fondo che finanziava questo bonus era stato stanziato per il triennio 2021-2023 e, una volta esaurito, non è stato rifinanziato nelle Leggi di Bilancio successive, compresa quella per il 2026. La piattaforma ministeriale dove si presentava la domanda è oggi definitivamente chiusa: non è possibile né richiedere un nuovo voucher per acquisti recenti, né presentare domanda di rimborso per spese già sostenute in passato. Se hai trovato guide online che parlano ancora di questo bonus come attivo, quasi certamente si tratta di contenuti non aggiornati che si riferiscono al periodo 2021-2023.

L’alternativa che esiste davvero: la detrazione 19%

Quello che in pochi sanno è che esiste, ed è sempre stata disponibile parallelamente al bonus da 50 euro, una detrazione fiscale ordinaria del 19% sulle spese sanitarie per dispositivi medici con marcatura CE, categoria in cui rientrano occhiali da vista e lenti a contatto correttive. A differenza del bonus vista, questa detrazione non ha limiti di ISEE: vale per chiunque, indipendentemente dal reddito, e si recupera nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi Persone Fisiche) dell’anno successivo alla spesa.

C’è una soglia da conoscere: la detrazione si applica solo sulla parte di spesa sanitaria complessiva annua che supera una franchigia di 129,11 euro. In pratica, se nell’anno le tue spese sanitarie detraibili (occhiali inclusi, insieme a visite specialistiche, farmaci con ricetta e altro) superano complessivamente 129,11 euro, puoi detrarre il 19% della parte eccedente quella soglia. Restano esclusi dalla detrazione i costi per montature in metalli preziosi.

Come ottenere la detrazione: cosa serve

Servono lo scontrino “parlante” o la fattura dell’ottico, che riportino chiaramente la dicitura di dispositivo medico e il tuo codice fiscale. È fondamentale pagare con un mezzo tracciabile — carta di credito o debito, bancomat, bonifico — perché dal 2020 le detrazioni sanitarie per beni non a carattere di urgenza richiedono un pagamento tracciato: pagare in contanti può far perdere il diritto alla detrazione. Conserva scontrino o fattura insieme all’estratto conto o alla ricevuta del pagamento elettronico, e portali al CAF o inseriscili nel quadro delle spese sanitarie del 730 precompilato.

Esempi pratici

Esempio 1 — Solo occhiali nell’anno. Se nell’anno hai speso 250 euro per un paio di occhiali da vista e non hai altre spese sanitarie detraibili, la parte eccedente la franchigia è 250 – 129,11 = 120,89 euro. Il 19% di questa cifra, circa 23 euro, è l’importo che recuperi come detrazione IRPEF.

Esempio 2 — Spese sanitarie miste. Se nello stesso anno hai speso 250 euro per gli occhiali più 180 euro per visite specialistiche (totale 430 euro di spese sanitarie detraibili), la base su cui calcolare il 19% è 430 – 129,11 = 300,89 euro, per una detrazione di circa 57 euro.

Esempio 3 — Famiglia con ISEE basso, oggi. Una famiglia con ISEE di 8.000 euro che nel 2022 avrebbe avuto diritto al bonus vista da 50 euro, oggi non può più richiederlo: può però comunque accedere alla detrazione ordinaria del 19% sulla spesa eccedente 129,11 euro, recuperandola l’anno successivo in dichiarazione, indipendentemente dal proprio ISEE.

Domande frequenti

Esiste una data di riapertura prevista per il bonus occhiali da 50 euro?

Al momento non risultano stanziamenti né proroghe annunciate nelle Leggi di Bilancio più recenti: non c’è una data di riapertura prevista, ma le misure di questo tipo possono sempre essere reintrodotte in futuri provvedimenti.

La detrazione del 19% vale anche per le lenti a contatto?

Sì, lenti a contatto correttive e liquidi per la loro manutenzione rientrano tra i dispositivi medici detraibili al 19%, con la stessa franchigia di 129,11 euro sul totale delle spese sanitarie annue.

Posso detrarre anche gli occhiali da sole con lenti graduate?

Sì, se hanno finalità correttiva certificata (lenti graduate) e non sono un semplice accessorio, rientrano tra i dispositivi medici detraibili al pari degli occhiali da vista tradizionali.

Cosa succede se ho pagato in contanti?

Il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione per le spese sanitarie non urgenti come occhiali e lenti a contatto: conviene sempre chiedere all’ottico di pagare con carta o bancomat proprio per non perdere questo beneficio fiscale.

Per altre agevolazioni fiscali legate alla dichiarazione dei redditi, leggi anche la nostra checklist documenti per il 730 precompilato e la guida a come calcolare l’IRPEF 2026.

Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate – detrazione spese sanitarie.

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