Android 17 è il nuovo sistema operativo di Google in arrivo questa estate, e porta con sé un pacchetto di novità più ampio del solito. Non è un aggiornamento di manutenzione: c’è un redesign completo dell’interfaccia, l’intelligenza artificiale integrata a livello di sistema, nuovi strumenti per i creator e — novità attesissima — la possibilità di trasferire tutto da iPhone ad Android in modo wireless. La versione stabile arriva prima sui Google Pixel, poi sugli altri brand nel giro di qualche mese.
Android 17 arriva in estate 2026, prima sui Google Pixel poi sugli altri. Le novità principali: Material 3 Expressive (nuovo design con effetti frosted glass), AppFunctions (AI Gemini integrata nelle app), Continue On (passare attività tra dispositivi), Screen Reactions (reazioni nei video) e migrazione da iPhone facilitata. Non tutti i dispositivi riceveranno l’aggiornamento.
Indice
- Il nuovo design: Material 3 Expressive
- L’AI entra nel sistema: Gemini e AppFunctions
- Continue On: passare da telefono a tablet in un tocco
- Screen Reactions e i nuovi strumenti creator
- Migrazione da iPhone: finalmente senza perdere nulla
- Data di uscita e quali smartphone lo ricevono
- Domande frequenti
Il nuovo design: Material 3 Expressive
Chiunque abbia usato Android negli ultimi anni sa che il linguaggio visivo di Google — chiamato Material You, poi Material 3 — ha già trasformato l’aspetto del sistema operativo in modo significativo. Android 17 porta avanti quella direzione con Material 3 Expressive, che secondo Google è il redesign più radicale dal punto di vista visivo degli ultimi anni.
La novità principale è l’uso massiccio di effetti di sfocatura e trasparenza: menu, cursori, impostazioni rapide e barre di navigazione adottano uno stile “frosted glass” — un effetto vetro smerigliato traslucido che lascia intravedere lo sfondo sfocato dietro ogni elemento dell’interfaccia. Il risultato visivo è più moderno e stratificato, simile a ciò che iOS offre da anni ma con il carattere cromatico di Android.
I widget si comportano in modo più fluido, con animazioni che reagiscono ai tocchi con fisica più naturale. I colori dinamici — la funzione che adatta l’intera palette del sistema operativo ai colori dello sfondo scelto — diventano ancora più granulari, con sfumature e abbinamenti cromatici più sofisticati. Chi ha uno sfondo con molti colori vedrà un’interfaccia che li usa con più intelligenza di prima.
Cambia anche la gestione delle notifiche: la tendina delle notifiche è stata riorganizzata per separare più chiaramente le notifiche conversazionali (messaggi) da quelle informative (aggiornamenti app, avvisi di sistema), con raggruppamenti automatici più intuitivi.
L’AI entra nel sistema: Gemini e AppFunctions
Google ha promesso da mesi che Android 17 avrebbe portato l’intelligenza artificiale al centro del sistema operativo, non solo nelle singole app. La funzione più significativa in questa direzione si chiama AppFunctions e cambia il modo in cui Gemini — l’assistente AI di Google — interagisce con le app installate sul telefono.
Fino ad ora Gemini poteva rispondere a domande e fare ricerche, ma aveva accesso limitato a ciò che succedeva nelle app. Con AppFunctions, gli sviluppatori possono dichiarare nel codice delle proprie app le “azioni” che Gemini può eseguire al loro interno. In pratica significa poter dire a Gemini cose come “aggiungi questo evento al mio calendario” oppure “ordina di nuovo l’ultima cosa che ho comprato su quell’app” — e Gemini lo fa davvero, senza che tu debba aprire l’app, trovare la funzione giusta e eseguire i passaggi manualmente.
La differenza rispetto ai precedenti tentativi di Google di integrare l’AI nel sistema è che qui il controllo rimane nelle mani dello sviluppatore: ogni app dichiara esplicitamente quali azioni Gemini può eseguire, il che riduce i rischi di comportamenti imprevisti. Non è ancora il futuro fantascientistico dove l’AI fa tutto da sola, ma è un passo concreto verso un assistente che capisce cosa vuoi fare e lo fa attraverso le app che già usi. Per chi vuole capire meglio come funzionano questi sistemi, la guida sugli agenti AI spiega bene la logica alla base.
Gemini diventa anche molto più presente nel sistema operativo base: nella schermata di blocco, nella barra di ricerca, nelle notifiche. Può riassumere un lungo thread di messaggi con un tocco, suggerire risposte contestuali, e rispondere a domande su ciò che hai sullo schermo in quel momento — “cos’è questo?” funziona come una lente d’ingrandimento intelligente puntata su qualsiasi cosa tu stia guardando.
Continue On: passare da telefono a tablet in un tocco
Gli utenti Apple conoscono bene Handoff: la funzione che permette di iniziare a leggere un articolo sul telefono e continuare dal punto esatto sul Mac o sull’iPad, o di passare una telefonata in corso da iPhone a Mac con un clic. Android non aveva mai avuto qualcosa di equivalente. Con Android 17 arriva Continue On.
Il funzionamento è lo stesso principio: se stai navigando su Chrome sul telefono e hai un tablet Android nelle vicinanze, puoi toccare il pulsante “Continua su” per aprire la stessa scheda esattamente dove l’avevi lasciata sul tablet, senza inviare link, senza passaggi intermedi. Funziona con Chrome, Google Docs, YouTube, Gmail e le app che implementano il protocollo — la lista crescerà con il tempo.
Continue On supporta anche il trasferimento di telefonate: se stai facendo una chiamata sul telefono e sei vicino a un tablet con una SIM o con la condivisione telefonica attiva, puoi spostare la chiamata sul tablet per continuare a mani libere. Non è una funzione che la maggior parte delle persone userà ogni giorno, ma chi lavora con più dispositivi Android sa quanto tempo si perde a fare manualmente quello che un sistema ben integrato potrebbe fare automaticamente.
Screen Reactions e i nuovi strumenti creator
Una delle tendenze social degli ultimi anni è il video con reazione: qualcuno riprende sé stesso mentre guarda qualcosa, con la propria faccia in un angolo dello schermo. Fino ad ora farlo richiedeva app di terze parti, setup complicati o verde cromadal sfondo. Android 17 integra questa funzione nel sistema operativo con Screen Reactions.
Con un tocco puoi avviare una registrazione che cattura simultaneamente lo schermo e la fotocamera frontale, sovrapponendo la tua immagine in un riquadro piccolo nell’angolo. Puoi scegliere la posizione del riquadro, le sue dimensioni e la forma (circolare o rettangolare). Non serve nessuna app aggiuntiva, nessun setup, nessun abbonamento. Il video risultante è già pronto per essere condiviso su TikTok, Instagram Reels o YouTube Shorts.
Per i creator più avanzati, Android 17 porta anche nuove API professionali per la fotocamera che permettono alle app di controllo manuale (come Filmic Pro o Camera2) di accedere a funzionalità hardware prima non disponibili — RAW a 14 bit, accesso al sensore a ultrawide con pieno controllo manuale, log color profile per la post-produzione video. Non sono funzionalità per tutti, ma chi fa video sul telefono in modo professionale le stava aspettando.
Migrazione da iPhone: finalmente senza perdere nulla
Come anticipato nella notizia di oggi sul DMA europeo, Android 17 è il lato Android della nuova funzione di trasferimento cross-platform. Per anni “Passa ad Android” era la app di Google che permetteva di spostare contatti e foto da iPhone, ma niente di più. Con Android 17 il processo copre tutto: messaggi, password, reti Wi-Fi, dati delle app.
Durante il setup di un nuovo dispositivo con Android 17, se hai vicino un iPhone con iOS 26 l’opzione di migrazione completa appare automaticamente. Basta avvicinare i due telefoni, confermare sul vecchio dispositivo e attendere. La prima volta che un utente iPhone proverà questa procedura e si ritroverà tutti i suoi dati sul nuovo Android senza aver perso nulla, probabilmente rimarrà sorpreso da quanto sia cambiata la situazione rispetto a qualche anno fa.
Data di uscita e quali smartphone lo ricevono
Android 17 ha già superato la fase Beta 4, che porta miglioramenti di stabilità e prestazioni. La versione stabile è prevista tra giugno e luglio 2026. I primi ad aggiornarsi saranno i Google Pixel: tutti i modelli dalla serie Pixel 6 in avanti riceveranno Android 17. Google ha confermato la lista durante il Google I/O 2026, che include Pixel 6, 6a, 7, 7a, 7 Pro, 8, 8a, 8 Pro, 9, 9 Pro e i modelli Fold.
Per gli altri brand la timeline è variabile. Samsung porta tipicamente gli aggiornamenti Android sui suoi dispositivi flagship entro uno o due mesi dal rilascio su Pixel, quindi Galaxy S25 e S24 dovrebbero ricevere Android 17 entro settembre. Xiaomi, OnePlus e OPPO seguono solitamente con uno o due mesi di ulteriore ritardo. I dispositivi di fascia media e budget possono aspettare anche sei mesi o più — alcuni potrebbero non riceverlo mai se il produttore ha già terminato il ciclo di aggiornamenti di quel modello.
Se hai uno smartphone acquistato nel 2023 o successivo di un brand principale (Samsung, Xiaomi, OnePlus, Motorola, Sony), è molto probabile che riceverai Android 17 entro fine anno. Se hai un dispositivo più vecchio o di brand minori, conviene verificare direttamente sul sito del produttore. Il modo più rapido per controllare è andare in Impostazioni → Informazioni sul telefono → Aggiornamento del sistema — se Android 17 è disponibile per il tuo modello, lo trovi lì. Puoi anche leggere la guida su permessi app su Android per capire le novità di privacy che ogni versione di Android introduce.
Domande frequenti
Android 17 rallenta i telefoni vecchi?
Google ha lavorato molto sulle prestazioni, e i benchmark delle beta mostrano un Android 17 generalmente più veloce del precedente anche su hardware datato. Detto questo, i dispositivi con poca RAM (2-3 GB) o processori molto vecchi potrebbero avere un’esperienza peggiorata con alcune funzioni AI che richiedono più risorse. I dispositivi con almeno 6 GB di RAM non dovrebbero avere problemi.
Posso installare Android 17 adesso?
La versione Beta è disponibile per i Pixel tramite il programma Android Beta di Google. Per la maggior parte degli utenti conviene aspettare la versione stabile, che arriverà tra giugno e luglio. Le beta contengono ancora bug che potrebbero causare problemi sull’uso quotidiano.
Material 3 Expressive funziona su tutti i telefoni?
Il nuovo design è parte del sistema operativo e funziona su qualsiasi telefono che riceva Android 17. Tuttavia, l’intensità degli effetti di sfocatura e trasparenza dipende dalla potenza dell’hardware: sui dispositivi di fascia alta gli effetti saranno più fluidi, su quelli di fascia bassa Google potrebbe ridurre automaticamente l’intensità degli effetti visivi per preservare le prestazioni.
AppFunctions funziona con tutte le app?
No, non automaticamente. Gli sviluppatori devono aggiornare le proprie app per dichiarare le azioni che Gemini può eseguire. Al lancio di Android 17, solo le app Google (Gmail, Calendar, Maps, Drive, ecc.) avranno pieno supporto AppFunctions. Le app di terze parti si aggiorneranno progressivamente — alcune lo faranno in poche settimane, altre ci vorranno mesi.
Android 17 cambierà il mio launcher?
L’aggiornamento porta il nuovo design Material 3 Expressive sul launcher predefinito di Google (Pixel Launcher). Chi usa Samsung One UI, MIUI, OxygenOS o altri launcher personalizzati dai produttori vedrà il nuovo design applicato alle app Google e al sistema, ma l’aspetto generale dell’interfaccia sarà quello del launcher del proprio brand, non quello puro di Google.

