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Truffe telefoniche 2026: numeri a tre cifre e blocco spoofing, cosa cambia con le nuove regole AGCOM

Le chiamate truffa con numero italiano fasullo hanno una data di scadenza, almeno sulla carta: l’AGCOM ha varato un pacchetto di regole nel 2026 che punta a smascherare lo spoofing telefonico e a introdurre numeri brevi a tre cifre per riconoscere subito chi chiama in modo legittimo. Non è ancora tutto operativo, ma sapere cosa sta cambiando aiuta a capire quali telefonate fidarsi da subito e quali continuare a trattare con sospetto.

📌 Articolo in breve
Con la delibera n. 21/26/CIR del 14 aprile 2026, l’AGCOM ha introdotto numeri brevi a tre cifre per identificare call center e operatori legittimi, non replicabili dall’estero. In parallelo è scattato il blocco automatico del CLI spoofing (numero italiano falso generato da software) sulle reti degli operatori, e dal 19 giugno 2026 le compagnie energetiche non possono più chiamare per proporre offerte senza consenso esplicito preventivo. L’attuazione è graduale: non tutte le chiamate mostreranno già il numero breve, quindi la prudenza resta necessaria.

Indice

  1. Cos’è lo spoofing telefonico e perché funzionava così bene
  2. I nuovi numeri brevi a tre cifre
  3. Il blocco automatico del CLI spoofing
  4. Stop alle chiamate energetiche senza consenso
  5. Cosa cambia davvero per chi riceve le chiamate
  6. Come difendersi nel frattempo
  7. Domande frequenti

Cos’è lo spoofing telefonico e perché funzionava così bene

Lo spoofing telefonico consiste nel far apparire sul display del destinatario un numero diverso da quello reale del chiamante, spesso un numero italiano plausibile o addirittura identico a quello di un ente conosciuto. I call center, molti dei quali operano dall’estero, usano software che generano numeri fittizi a piacimento, rendendo quasi impossibile per l’utente medio distinguere una chiamata legittima da un tentativo di truffa o da telemarketing aggressivo non autorizzato.

Il problema non è solo commerciale: lo spoofing è anche lo strumento usato in molte truffe telefoniche vere e proprie, dove il chiamante finge di essere la banca, le Poste o le forze dell’ordine mostrando un numero che sembra credibile. La combinazione tra telemarketing aggressivo e truffe vere e proprie ha reso il fenomeno particolarmente difficile da arginare solo con la prudenza del singolo utente, da qui la scelta dell’AGCOM di intervenire a livello di rete.

I nuovi numeri brevi a tre cifre

Con la delibera n. 21/26/CIR del 14 aprile 2026, l’AGCOM ha aggiornato il Piano Nazionale di Numerazione introducendo la possibilità di assegnare numeri brevi a tre cifre agli operatori, alle imprese e ai call center che operano in modo legale e trasparente. L’idea è semplice da spiegare anche se complessa da realizzare: se in futuro una chiamata arriva da un numero breve a tre cifre, l’utente potrà sapere con ragionevole certezza che proviene da un soggetto censito e autorizzato, non da un numero generato al momento per ingannare.

Un dettaglio tecnico importante è che questi numeri brevi non potranno essere replicati dall’estero, il che riduce in modo diretto la possibilità per i call center stranieri — una fetta consistente del problema — di mascherarsi dietro un’identità italiana credibile. L’attuazione, però, procede con un tavolo tecnico dedicato e un approccio graduale: non esiste ancora una data in cui tutte le aziende avranno completato la migrazione ai nuovi numeri, quindi per un periodo di transizione coesisteranno numerazioni vecchie e nuove.

Il blocco automatico del CLI spoofing

Parallelamente ai numeri brevi, un intervento congiunto di AGCOM e Garante Privacy ha previsto il blocco automatico, direttamente sulle reti degli operatori telefonici italiani, delle chiamate che utilizzano un CLI (Calling Line Identification, cioè il numero mostrato al destinatario) falsificato e riconducibile a un numero italiano generato artificialmente da software di call center. In pratica, gli operatori di rete filtrano alla fonte un tipo di chiamata che prima arrivava comunque a destinazione mascherata da numero locale.

Questo non elimina tutte le chiamate indesiderate — il telemarketing autorizzato, quello che rispetta le regole sul consenso, continua a essere legittimo — ma riduce in modo concreto la fetta di chiamate con numero palesemente falsificato, che era anche il vettore più usato per le truffe telefoniche vere e proprie, come quelle che si fingono operatori bancari o assistenza tecnica.

Stop alle chiamate energetiche senza consenso

Una novità specifica riguarda il settore energetico, tra i più segnalati per telemarketing aggressivo negli ultimi anni. La Legge n. 49 del 10 aprile 2026, di conversione del Decreto Bollette, stabilisce che dal 19 giugno 2026 le compagnie di luce e gas non possono più contattare telefonicamente i clienti né inviare comunicazioni promozionali senza un consenso esplicito e preventivo raccolto in modo verificabile. Chi riceve ancora chiamate di questo tipo senza aver mai dato un consenso esplicito può segnalarlo, e la compagnia rischia sanzioni.

Questa regola si aggiunge, senza sostituirlo, al Registro Pubblico delle Opposizioni, lo strumento con cui chi non vuole ricevere telemarketing può iscrivere il proprio numero per bloccare le chiamate promozionali da elenchi pubblici — utile ricordarlo perché molte persone non sanno ancora che esiste ed è gratuito.

Cosa cambia davvero per chi riceve le chiamate

Nell’immediato, la maggior parte delle chiamate continuerà ad arrivare come prima, perché la migrazione ai numeri brevi richiede tempo e coinvolge migliaia di operatori diversi. L’effetto più tangibile nel breve periodo è probabilmente quello del blocco del CLI spoofing, che dovrebbe ridurre — non azzerare — le chiamate con numero italiano palesemente falso. Per il settore energia, invece, il cambiamento è già in vigore dal 19 giugno 2026 ed è verificabile subito: chi non ha mai dato consenso esplicito e continua a ricevere chiamate commerciali da una compagnia di luce e gas può segnalare l’irregolarità.

Va detto con chiarezza che nessuna di queste misure elimina del tutto il rischio di truffe telefoniche più sofisticate, che spesso non passano nemmeno dal telefono fisso o mobile ma da altri canali come WhatsApp — un fenomeno che abbiamo approfondito nella nostra guida sulla truffa PostePay su WhatsApp, che segue una logica simile ma su un canale diverso dal telefono.

Come difendersi nel frattempo

Fino al completamento della migrazione ai numeri brevi, la regola pratica resta quella di sempre: non rispondere a numeri sconosciuti se non si è disposti a gestire una possibile chiamata commerciale o fraudolenta, e non fornire mai dati personali, codici di accesso, IBAN o codici OTP al telefono, indipendentemente da quanto il numero mostrato sembri affidabile. Chi riceve una chiamata che sostiene di essere la propria banca o le Poste dovrebbe sempre riagganciare e richiamare il numero ufficiale stampato sulla carta o trovato sul sito istituzionale, non fidarsi del numero visualizzato sul display.

Vale anche la pena iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni se non lo si è ancora fatto, un’operazione gratuita che riduce sensibilmente il telemarketing legittimo da elenchi pubblici, pur non avendo effetto su chi opera illegalmente ignorando le liste. Per un quadro più ampio sulle tecniche di riconoscimento delle truffe online in generale, la nostra guida su cos’è il phishing e come riconoscerlo raccoglie i segnali comuni a molte tipologie di frode, non solo quelle telefoniche.

Domande frequenti

Da quando sono attivi i numeri a tre cifre?

La delibera AGCOM è stata approvata il 14 aprile 2026, ma l’attuazione è graduale tramite un tavolo tecnico che sta definendo i dettagli operativi con gli operatori. Non esiste ancora una data unica in cui tutte le aziende avranno completato la migrazione.

Se il numero che mi chiama sembra italiano, posso fidarmi?

No, non ancora in modo automatico. Fino al completamento della migrazione ai numeri brevi, un numero italiano “normale” può comunque essere generato artificialmente da un call center. Il blocco del CLI spoofing riduce il fenomeno ma non lo azzera del tutto nella fase di transizione.

Come faccio a segnalare una chiamata di telemarketing energetico senza consenso?

Si può segnalare direttamente alla compagnia che ha effettuato la chiamata, chiedendo di dimostrare il consenso raccolto, oppure inoltrare una segnalazione all’AGCOM o al Garante Privacy se si sospetta una violazione sistematica delle nuove regole.

Il Registro Pubblico delle Opposizioni blocca anche le chiamate dall’estero?

No, il Registro ha efficacia solo sugli operatori che utilizzano elenchi pubblici italiani per il telemarketing autorizzato. Le chiamate illegali da call center esteri con numero falsificato non sono coperte da questo strumento, motivo per cui servono anche le misure tecniche di blocco alla fonte descritte in questo articolo.

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