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ISCRO 2026: indennità per partite IVA in calo di reddito, domanda entro il 31 ottobre

ISCRO 2026 è l’indennità pensata per chi ha la partita IVA e nell’ultimo anno ha visto crollare il proprio reddito da lavoro autonomo. Dal 15 giugno è possibile presentare domanda sul portale INPS, e la finestra resta aperta fino al 31 ottobre 2026. Non è un bonus una tantum né un sussidio automatico: bisogna rientrare in requisiti reddituali precisi, ed è bene sapere fin da subito quanto vale davvero e chi può richiederla senza sorprese.

📌 In breve:

  • Domande dal 15 giugno al 31 ottobre 2026, esclusivamente online con SPID, CIE o CNS
  • Riservata a professionisti con partita IVA attiva da almeno 3 anni, iscritti alla Gestione Separata INPS
  • Serve un calo di reddito di almeno il 30% rispetto alla media dei due anni precedenti
  • Importo 2026: tra 255,53 e 817,69 euro al mese, erogato su base semestrale

Ultimo aggiornamento: luglio 2026

Indice

  1. Cos’è l’ISCRO e perché è diventata strutturale
  2. Chi ha diritto: i requisiti passo per passo
  3. Quanto vale: tre esempi di calcolo reali
  4. Come si presenta la domanda
  5. Domande frequenti

Cos’è l’ISCRO e perché è diventata strutturale

L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, nota come ISCRO, nasce come misura sperimentale ma dal 1° gennaio 2024 la Legge di Bilancio l’ha resa strutturale, cioè stabilmente parte del sistema di tutele per il lavoro autonomo. È il primo vero ammortizzatore sociale pensato per chi ha partita IVA e non rientra negli schemi tradizionali di disoccupazione riservati ai lavoratori dipendenti, secondo quanto descritto dal Portale INPS dedicato alla prestazione.

Il senso della misura è semplice da spiegare ma spesso frainteso: non serve a chi ha appena aperto la partita IVA, né a chi ha un’attività florida con un solo anno di flessione fisiologica. Serve a chi vede un calo di reddito consistente e continuativo, e ha già alle spalle almeno tre anni di attività — un modo per intercettare le vere crisi di reddito senza trasformarsi in un sussidio a pioggia.

Chi ha diritto: i requisiti passo per passo

Per accedere all’ISCRO 2026 servono, tutti insieme, questi requisiti: essere iscritti alla Gestione Separata INPS in qualità di liberi professionisti (non rientrano collaboratori e altre categorie della Gestione Separata), esercitare l’attività professionale in modo abituale, avere una partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della domanda, ed essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria.

Il requisito più delicato riguarda il reddito: bisogna aver prodotto, nell’anno precedente alla domanda, un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi dichiarati nei due anni precedenti a quello di riferimento. In pratica, se il reddito medio dei due anni precedenti era di 20.000 euro, per accedere all’ISCRO nell’anno successivo il reddito deve essere sceso sotto i 14.000 euro. Per il 2026 esiste anche un tetto massimo: il reddito dell’anno di riferimento non può comunque superare i 12.749,18 euro, indipendentemente dalla percentuale di calo. Chi si sta chiedendo se convenga ancora restare nel regime forfettario con un reddito così basso troverà utile anche questo confronto.

Quanto vale: tre esempi di calcolo reali

L’importo dell’ISCRO è pari al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti a quello di riferimento, erogato su base semestrale, con un minimo di 255,53 euro e un massimo di 817,69 euro al mese per il 2026. Vediamo tre scenari concreti per capire come cambia in pratica.

Situazione Media redditi 2 anni prec. 25% mensile calcolato Importo effettivo (min/max)
Grafica freelance, media 8.000€/anno 8.000€ ~167€/mese 255,53€ (scatta il minimo)
Consulente marketing, media 22.000€/anno 22.000€ ~458€/mese 458€ (importo pieno)
Ingegnere libero professionista, media 42.000€/anno 42.000€ ~875€/mese 817,69€ (scatta il tetto massimo)

Su base semestrale, questo significa che il consulente marketing dell’esempio centrale riceve circa 2.750 euro in un’unica soluzione a copertura del semestre, mentre l’ingegnere che sfora il tetto massimo riceve comunque 4.906 euro semestrali, anche se il calcolo teorico al 25% darebbe una cifra superiore. Chi ha un reddito medio molto basso, come nel primo esempio, beneficia invece del minimo garantito, che in proporzione rappresenta un aiuto ben più significativo rispetto al proprio reddito medio.

Come si presenta la domanda

La domanda va inoltrata esclusivamente in via telematica, accedendo alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” del sito INPS, con SPID di livello 2 o superiore, CIE di livello 3, CNS oppure eIDAS. In alternativa è possibile rivolgersi a un patronato o a un commercialista abilitato all’invio telematico. Non serve allegare autocertificazioni sui redditi: l’INPS verifica direttamente tramite l’incrocio con le banche dati dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta accolta, l’indennità viene erogata in due tranche semestrali nel corso dei 12 mesi successivi alla domanda, e durante questo periodo il beneficiario è tenuto a partecipare a percorsi di aggiornamento professionale organizzati dalle Regioni o dai fondi bilaterali di categoria, quando previsti — un aspetto spesso trascurato ma che fa parte integrante della prestazione, pensata non solo come sostegno economico ma come accompagnamento alla ripresa dell’attività.

⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o previdenziale personalizzata. Per verificare i requisiti nel proprio caso specifico, consulta il portale INPS o rivolgiti a un commercialista o patronato.

Domande frequenti

Posso richiedere l’ISCRO se ho aperto la partita IVA da meno di tre anni?

No, è un requisito obbligatorio avere partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della domanda: chi ha un’attività più giovane non può accedere alla prestazione, indipendentemente dal calo di reddito subito.

L’ISCRO è compatibile con altri redditi da lavoro dipendente part-time?

La normativa richiede che l’attività autonoma sia svolta in modo abituale come principale fonte di reddito professionale: eventuali redditi da lavoro dipendente concomitanti vanno valutati caso per caso e possono incidere sui requisiti, conviene verificare con un patronato prima di presentare domanda.

Cosa succede se la domanda viene respinta?

È possibile presentare ricorso amministrativo secondo le procedure ordinarie INPS, oppure ripresentare una nuova domanda in un anno successivo se cambiano le condizioni reddituali.

L’indennità ISCRO concorre alla formazione del reddito imponibile?

Sì, a differenza di altri bonus e indennità esenti, l’ISCRO concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e va dichiarata nella dichiarazione dei redditi dell’anno di percezione.

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