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Pensioni minime 2027: in manovra il voucher da 300 euro per gli over 75

Le pensioni minime 2027 non salgono a 800-850 euro, almeno non nel disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. Il comunicato ufficiale del governo non contiene alcun aumento delle minime né della maggiorazione sociale. Contiene invece un buono da 300 euro per chi ha più di 75 anni e una pensione fino a 28.000 euro l’anno, da spendere in cure non coperte dal Servizio sanitario nazionale. La proposta di Forza Italia non è però chiusa del tutto: secondo il Sole 24 Ore potrebbe pescare dallo stesso fondo da 850 milioni destinato alla flessibilità in uscita, e il testo può ancora cambiare in Parlamento.

📌 Articolo in breve
Il DDL di bilancio 2027 approvato dal governo (manovra da circa 26 miliardi) introduce un buono di 300 euro per gli over 75 con una pensione fino a 28.000 euro annui, per spese sanitarie non coperte dal SSN: secondo la premier riguarda 5,5 milioni di persone e costa 1,6 miliardi. Il comunicato ufficiale non prevede l’aumento delle minime a 800-850 euro chiesto da Forza Italia, né il rinnovo dell’incremento dell’1,3% sulle pensioni al minimo. Oggi la maggiorazione sociale garantisce fino a 768,29 euro al mese, il trattamento minimo 2026 vale 619,80 euro con l’incremento. Il testo completo non è ancora pubblico e passa ora alle Camere, che hanno tempo fino al 31 dicembre.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Cosa dice il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri
  2. Il buono da 300 euro per gli over 75: requisiti e punti aperti
  3. Pensioni minime a 800-850 euro: che fine ha fatto la proposta
  4. Trattamento minimo, incremento al milione, assegno sociale: tre cose diverse
  5. Quattro pensionati, cosa cambia davvero
  6. Cosa succede comunque a gennaio con la rivalutazione
  7. Il calendario: dal Parlamento al 31 dicembre
  8. Domande frequenti

Cosa dice il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri n. 195 ha approvato, su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il disegno di legge di bilancio per il 2027 e il bilancio pluriennale 2027-2029. Secondo il comunicato stampa di Palazzo Chigi, la manovra vale circa 26 miliardi di euro nel 2027 e 27 miliardi nel 2028.

Per gli anziani il capitolo “Sanità e previdenza” contiene due frasi, e conviene riportarle per intero. La prima: “È introdotto un buono di 300 euro per le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28.000 euro annui, da utilizzare per le spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale”. La seconda: “Per la previdenza, è istituito un fondo di 850 milioni di euro per rafforzare la flessibilità in uscita dal lavoro di chi accede alla pensione con il sistema contributivo”.

Tutto qui. Nel comunicato non compaiono la parola “minime”, la maggiorazione sociale, l’incremento dell’1,3% sulle pensioni al minimo o la rivalutazione degli assegni. Questo non esclude del tutto che nel testo ci sia qualche norma tecnica non citata nella sintesi: il disegno di legge, alla fine di ottobre, non era ancora stato pubblicato. Ma una misura da centinaia di milioni come l’aumento delle minime difficilmente sarebbe rimasta fuori dal comunicato, che elenca interventi molto più piccoli.

Il buono da 300 euro per gli over 75: requisiti e punti aperti

In conferenza stampa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha chiamato “voucher sociale”: “Introduciamo con questa legge di bilancio un voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75 con una pensione fino a 28mila euro l’anno: parliamo di 5,5 milioni di persone, per un costo complessivo del provvedimento di 1,6 miliardi di euro”. Potrà essere usato, ha spiegato, per la spesa farmaceutica e le visite specialistiche non coperte dal SSN, dichiarazioni riportate tra gli altri dal Sole 24 Ore Radiocor. L’ANSA cita anche le spese dentistiche.

Rispetto alle ipotesi dei giorni precedenti la misura è uscita nella versione più contenuta. Alla vigilia l’ANSA parlava di una card tra 300 e 500 euro con una soglia ISEE; il governo ha scelto 300 euro e un limite legato alla pensione. Secondo il Sole 24 Ore si tratta di un pagamento una tantum, previsto per il 2027 come buona parte delle misure di questa manovra.

📝 Nota della redazione: i numeri del governo aiutano a capire la natura del buono. 5,5 milioni di persone per 300 euro fanno 1,65 miliardi, quasi esattamente il costo dichiarato di 1,6 miliardi. Vuol dire che si tratta di un solo buono da 300 euro a testa per il 2027, non di 300 euro al mese. Spalmato su tredici mensilità vale circa 23,08 euro al mese, meno dei 31,71 euro che la proposta di Forza Italia avrebbe dato a chi ha la maggiorazione sociale piena. Il conto è nostro, sui dati dichiarati.

Restano diversi punti che solo il testo potrà chiarire. Il primo è la soglia: “pensione fino a 28.000 euro annui” può voler dire il solo importo lordo della pensione o il reddito complessivo, e non è detto se conti un solo trattamento o la somma di più pensioni. Il secondo è l’età: il comunicato parla di “più di 75 anni”, e bisognerà vedere se basta compierli nel corso del 2027. Il terzo è il canale: buono elettronico, card o rimborso, e chi lo eroga. Finché non escono il testo e poi le istruzioni attuative non c’è nessuna domanda da presentare.

Voce Cosa si sa Fonte
Importo 300 euro Comunicato ufficiale
Età Più di 75 anni Comunicato ufficiale
Limite economico Pensione fino a 28.000 euro annui (lordo o netto, singola o cumulata: da chiarire) Comunicato ufficiale
Uso Spese sanitarie non coperte dal SSN: farmaci, visite specialistiche, secondo l’ANSA anche dentista Comunicato + conferenza stampa
Platea e costo 5,5 milioni di persone, 1,6 miliardi Giorgia Meloni in conferenza stampa
Frequenza Una tantum, per il 2027 Ricostruzione del Sole 24 Ore
Come si ottiene Non ancora definito —

Pensioni minime a 800-850 euro: che fine ha fatto la proposta

La richiesta era arrivata a metà settembre 2026 da Forza Italia. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, aveva proposto di riprendere “l’intervento che Berlusconi fece nel 2001, in legge di Bilancio, per aumentare le pensioni minime attraverso lo strumento della maggiorazione sociale”: 450 milioni per portare a 800 euro netti al mese oltre 1,1 milioni di pensionati con reddito minimo, circa un miliardo per avvicinarsi agli 850. Alessandro Cattaneo parlava di “un intervento mirato e selettivo” per arrivare “ad almeno 800/850 euro” (dichiarazioni riportate da QuiFinanza).

Nel comunicato del governo questa misura non c’è. Forza Italia ha portato a casa altro: l’estensione dell’aliquota IRPEF del 33% fino a 55.000 euro di reddito. Sulle minime resta aperto uno spiraglio, ed è il fondo da 850 milioni. Il comunicato lo lega solo alla flessibilità in uscita, ma secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore quelle risorse, scese dal miliardo previsto a inizio settimana, dovrebbero servire sia all’uscita a 64 anni voluta dalla Lega sia a un aumento delle pensioni minime, le due richieste dei partiti di maggioranza. Meloni stessa ha detto che i dettagli del fondo si definiranno “soprattutto durante il dibattito parlamentare” (Sole 24 Ore Radiocor).

Il problema è l’aritmetica. Secondo l’ANSA la sola pensione a 64 anni proposta dalla Lega costerebbe 1,6 miliardi, quasi il doppio del fondo. Se anche una parte andasse alle minime, difficilmente basterebbe per i 450 milioni dello scenario a 800 euro, figurarsi per il miliardo degli 850. Lo scenario più probabile, se qualcosa arriverà, è un ritocco più piccolo deciso con un emendamento.

Per capire chi ne avrebbe beneficiato resta valido il ragionamento sui numeri del partito: 450 milioni divisi per 1,1 milioni di persone fanno circa 409 euro l’anno a testa, cioè circa 31,5 euro al mese su tredici mensilità. È la distanza tra i 768,29 euro della maggiorazione sociale e gli 800 euro dell’obiettivo. La proposta, insomma, guardava soprattutto agli over 70 che hanno già l’incremento al milione, non a tutti quelli che prendono il trattamento minimo di 619,80 euro.

Trattamento minimo, incremento al milione, assegno sociale: tre cose diverse

Quando si dice “pensione minima” si possono intendere tre prestazioni diverse. Il buono da 300 euro è una quarta cosa ancora: non un aumento della pensione ma un aiuto sanitario che, almeno dal comunicato, non dipende da nessuna delle tre.

Il trattamento minimo è la soglia a cui l’INPS integra le pensioni contributive troppo basse, se il pensionato ha pochi altri redditi. Nel 2026 vale 611,85 euro al mese, che salgono a 619,80 euro con l’incremento straordinario dell’1,3% riservato alle pensioni pari o inferiori al minimo, come indicato nella circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025. Su tredici mensilità il minimo di base fa 7.954,05 euro l’anno.

L’incremento al milione, cioè la maggiorazione sociale dell’articolo 38 della legge 448 del 2001, porta l’assegno fino a 768,29 euro al mese per tredici mensilità, dopo i 20 euro in più decisi dalla legge di bilancio 2026 e spiegati dalla circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026. Spetta di regola dai 70 anni, età che si abbassa di un anno ogni cinque anni di contributi fino a un minimo di 65, e solo se il reddito personale non supera 9.987,77 euro l’anno (limite più alto per i coniugati). Gli invalidi civili totali, i ciechi assoluti e i sordi titolari di pensione possono averla già dai 18 anni.

L’assegno sociale, infine, è una prestazione assistenziale per chi ha almeno 67 anni e redditi molto bassi: nel 2026 vale 546,24 euro al mese, come abbiamo spiegato nella guida all’assegno sociale 2026. Il comunicato parla di “pensione fino a 28.000 euro”: se chi riceve solo l’assegno sociale, che tecnicamente non è una pensione, rientri nel buono è uno dei punti che il testo dovrà chiarire.

Prestazione Importo mensile 2026 Età Cosa prevede il DDL 2027 (comunicato)
Trattamento minimo (integrazione al minimo) 611,85 € (619,80 € con l’incremento dell’1,3%) Nessun requisito aggiuntivo Nessun aumento citato; rinnovo dell’1,3% non citato
Incremento al milione (maggiorazione sociale) Fino a 768,29 € 70 anni, fino a 65 con i contributi Nessun aumento citato
Assegno sociale 546,24 € 67 anni Nessun aumento citato
Buono sanitario (nuovo) 300 € (una tantum secondo il Sole 24 Ore) Più di 75 anni Introdotto, con pensione fino a 28.000 € annui

Quattro pensionati, cosa cambia davvero

Per rendere concreta la differenza abbiamo costruito quattro casi tipici. Gli importi sono lordi mensili del 2026 e non includono la rivalutazione del 2027. Per il buono assumiamo, finché non c’è il testo, che la soglia dei 28.000 euro si riferisca alla pensione annua lorda.

Anna, 66 anni, pensione integrata al minimo. Ha lavorato 15 anni e l’INPS le integra l’assegno fino a 619,80 euro. Non ha la maggiorazione sociale, che con 15 anni di contributi le spetterebbe dai 67 anni, e non ha l’età per il buono. Per lei il DDL, così come descritto, non cambia nulla: a gennaio conterà solo la rivalutazione, e c’è il rischio di perdere l’1,3% straordinario se non viene rinnovato.

Giuseppe, 76 anni, maggiorazione sociale piena. Riceve già l’incremento al milione fino a 768,29 euro, 9.987,77 euro l’anno. Era il profilo a cui guardava la proposta di Forza Italia, che gli avrebbe dato 31,71 euro al mese in più a 800 euro e 81,71 a 850. Con il DDL attuale non ha aumenti dell’assegno, ma ha diritto al buono da 300 euro, perché supera i 75 anni e la sua pensione è ben sotto i 28.000 euro.

Franca, 78 anni, pensione di 880 euro. Il suo assegno deriva interamente dai contributi e vale 11.440 euro l’anno. Non avrebbe preso l’aumento delle minime nemmeno con la proposta di Forza Italia, perché supera il limite di reddito della maggiorazione. Il buono, invece, le spetta: per lei il DDL è più favorevole della proposta.

Carlo, 77 anni, pensione di 2.200 euro. Ex impiegato, 28.600 euro lordi l’anno su tredici mensilità. Supera la soglia di 28.000 euro e resterebbe escluso dal buono, anche se di poco. Se però la soglia fosse calcolata al netto, rientrerebbe. È un esempio di come la scrittura della norma sposti migliaia di persone dentro o fuori.

Profilo Assegno 2026 Con la proposta FI (850 €) Con il DDL approvato
Anna, 66 anni, integrata al minimo 619,80 € Nessun aumento (fino ai 67 anni) Niente buono, niente aumento
Giuseppe, 76 anni, maggiorazione piena 768,29 € +81,71 € al mese (1.062,23 € l’anno) Buono da 300 €
Franca, 78 anni, pensione di 880 € 880,00 € Nessun aumento Buono da 300 €
Carlo, 77 anni, pensione di 2.200 € 2.200,00 € Nessun aumento Escluso se la soglia è lorda (28.600 € l’anno)

Cosa succede comunque a gennaio con la rivalutazione

A prescindere dalla manovra, a gennaio tutte le pensioni saranno adeguate all’inflazione. L’ISTAT ha stimato ad agosto un’inflazione annua del 3,3% e un’inflazione acquisita per il 2026 del 2,9%. Il dato che conta davvero, però, è l’indice FOI senza tabacchi, e la percentuale ufficiale arriva solo con il decreto di novembre: abbiamo spiegato il meccanismo nell’articolo sulla rivalutazione delle pensioni 2027.

Usando il 2,9% come ipotesi di lavoro, il trattamento minimo di base passerebbe da 611,85 a circa 629,59 euro. Per chi è integrato al minimo c’è però un’insidia: l’incremento straordinario dell’1,3% è stato previsto solo per il 2026, e il comunicato sul DDL non ne parla. Se non viene rinnovato, Anna passerebbe da 619,80 a 629,59 euro, con un aumento di circa 9,79 euro al mese, perché la rivalutazione assorbe l’incremento perso. Se invece venisse confermato con la stessa percentuale, arriverebbe intorno a 637,77 euro. Sono stime nostre, costruite su un dato di inflazione che può ancora cambiare.

Sulle fasce più alte, secondo una bozza riportata dal Sole 24 Ore e ripresa dal Fatto Quotidiano, la rivalutazione resterebbe piena fino a quattro volte il minimo e scenderebbe progressivamente sopra le cinque volte. Le pensioni minime, comunque, sono nella fascia rivalutata al 100%. Il quadro degli importi attuali è nel nostro articolo sulla pensione minima 2026.

Il calendario: dal Parlamento al 31 dicembre

Il disegno di legge andava presentato alle Camere entro il 20 ottobre 2026; il governo lo ha approvato con oltre una settimana di ritardo, dopo che il 13 ottobre aveva varato solo il Documento programmatico di bilancio, il cui comunicato riportava i saldi e nessuna misura sulle pensioni. Ora il testo va in Parlamento: commissioni, emendamenti, voto di una Camera e poi dell’altra, con approvazione definitiva entro il 31 dicembre.

È in questa fase che si gioca la partita delle minime. Gli emendamenti possono aggiungere misure, ma devono trovare la copertura, e le risorse sono poche: secondo il Sole 24 Ore il fondo per le pensioni è già stato limato a 850 milioni e dovrà accontentare più richieste. Anche il buono da 300 euro può cambiare nei requisiti, nell’importo o nella platea prima del voto finale. Sulle altre voci della manovra abbiamo fatto il punto nell’articolo su IRPEF al 33% e pensioni nella manovra 2027.

Le minime non sono l’unica partita aperta sulle pensioni. L’uscita a 64 anni voluta dalla Lega dipende dallo stesso fondo, l’APE Sociale è confermata per ora solo per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026 e dal 2027 l’età per la vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese, come abbiamo spiegato nell’articolo sull’età pensionabile nel 2027. Chi prende una pensione bassa farebbe bene a seguire soprattutto due cose: il rinnovo dell’1,3% e gli emendamenti sul fondo da 850 milioni.

Domande frequenti

Le pensioni minime saliranno a 800 o 850 euro nel 2027?

Non con il disegno di legge approvato dal governo: il comunicato ufficiale non prevede aumenti delle minime né della maggiorazione sociale. Secondo il Sole 24 Ore una parte del fondo da 850 milioni potrebbe andare anche alle minime, ma le cifre degli 800-850 euro richiederebbero da 450 milioni a circa un miliardo. Una novità potrebbe arrivare solo con un emendamento in Parlamento, entro fine dicembre.

Chi ha diritto al buono da 300 euro?

Secondo il comunicato del governo, le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28.000 euro annui. Il testo dovrà chiarire se la soglia è lorda o netta, se si sommano più pensioni e se rientra chi riceve solo l’assegno sociale. Secondo la premier la platea è di 5,5 milioni di persone.

I 300 euro sono al mese o all’anno?

Non al mese. Il costo dichiarato, 1,6 miliardi per 5,5 milioni di persone, corrisponde a un solo buono da 300 euro a testa, e il Sole 24 Ore lo descrive come un pagamento una tantum per il 2027. Si può usare per spese sanitarie non coperte dal SSN, come farmaci e visite specialistiche.

Devo fare domanda per il buono?

Per ora no, perché non esiste ancora né la legge né la procedura. Dopo l’approvazione definitiva servirà un provvedimento attuativo che stabilisca come si ottiene il buono e chi lo eroga. Diffida di messaggi o telefonate che chiedono dati personali per “attivare” il voucher: al momento non c’è nulla da attivare.

Se prendo 619,80 euro al mese cosa cambia a gennaio?

Con il DDL attuale cambia solo la rivalutazione, che con un’inflazione del 2,9% porterebbe il minimo di base a circa 629,59 euro. Se l’incremento dell’1,3% non verrà rinnovato, l’aumento effettivo sarebbe di circa 9,79 euro al mese. Se hai più di 75 anni avrai anche il buono da 300 euro.

Come faccio a sapere se ho già la maggiorazione sociale?

Il modo più rapido è controllare il cedolino della pensione nell’area MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS: la maggiorazione compare come voce separata. Se pensi di avere i requisiti ma non la ricevi, puoi fare domanda online o tramite un patronato, allegando i dati sui redditi tuoi e del coniuge.

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