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Pensione minima 2026: sale a 619,80 euro, la maggiorazione da 20 euro per gli over 70

La pensione minima 2026 sale a 619,80 euro al mese, un aumento di appena 3,13 euro rispetto al 2025 per chi riceve solo la rivalutazione ordinaria. Ma per una parte specifica dei pensionati, quelli over 70 in condizioni economiche più disagiate, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto qualcosa in più: una maggiorazione aggiuntiva di 20 euro al mese, che può portare l’assegno fino a quasi 768 euro lordi mensili.

Sono due misure diverse che si sommano solo per chi rientra in entrambe: capire la differenza serve a non aspettarsi un aumento che in realtà non arriva, o al contrario a non perdere un beneficio a cui si ha diritto senza saperlo.

Ultimo aggiornamento: settembre 2026

In sintesi:

  • La pensione minima 2026 è pari a 619,80 euro al mese: 611,85 euro di trattamento minimo (rivalutato dell’1,4%) più 7,95 euro di incremento straordinario (+1,3%) per le pensioni pari o inferiori al minimo
  • Rispetto al 2025 l’aumento “base” è di soli 3,13 euro al mese, perché la maggiorazione straordinaria scende dal 2,2% all’1,3%
  • Chi ha almeno 70 anni ed è titolare della maggiorazione sociale (il cosiddetto “incremento al milione”) riceve dal 2026 un ulteriore aumento di 20 euro al mese (260 euro annui) sull’importo base dell’incremento; rispetto al 2025 il guadagno netto è di 12 euro, perché l’aumento di 8 euro valido solo per il 2025 non è stato rinnovato
  • Con questa maggiorazione, l’assegno può arrivare fino a circa 768,29 euro lordi al mese su 13 mensilità
  • Anche il limite di reddito per accedere alla maggiorazione sociale sale di 260 euro annui nel 2026
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o previdenziale. Verifica sempre i dati aggiornati sul sito INPS o rivolgiti a un patronato per calcolare l’importo esatto che ti spetta.

Indice

Quanto vale la pensione minima nel 2026

Il trattamento minimo INPS per il 2026 è fissato a 611,85 euro al mese, dopo la rivalutazione ordinaria dell’1,4%. A chi ha una pensione pari o inferiore al minimo si aggiunge l’incremento straordinario dell’1,3%, pari a 7,95 euro: così l’assegno arriva a 619,80 euro al mese, la cifra che si legge come “pensione minima”. Su base annua, considerando le tredici mensilità (dodici mensilità ordinarie più la tredicesima), la pensione minima 2026 con l’incremento vale 8.057,40 euro lordi l’anno.

La percentuale di rivalutazione dell’1,4% deriva dalla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) registrata nel 2025, il meccanismo standard con cui ogni anno l’INPS aggiorna gli importi delle pensioni all’inflazione. I valori del 2026 sono quelli della circolare INPS 153/2025, che chiarisce anche che il trattamento minimo annuo (7.954,05 euro, cioè 611,85 euro per tredici mensilità) è la base su cui si calcolano i limiti di reddito delle prestazioni collegate al reddito. Per gli importi pagati a luglio leggi l’articolo sulla quattordicesima e la rivalutazione di luglio 2026.

Perché l’aumento “base” è così basso

Molti pensionati che si aspettavano un aumento più consistente si sono ritrovati con appena 3,13 euro al mese in più rispetto al 2025. Il motivo è che nel 2025 la maggiorazione straordinaria era al 2,2%, mentre nel 2026 scende all’1,3%: l’incremento della rivalutazione ordinaria viene quindi parzialmente compensato dalla riduzione della componente straordinaria, che era stata introdotta come misura temporanea di sostegno legata al caro-vita degli anni precedenti e si sta progressivamente riducendo.

Su base annua, includendo la tredicesima, l’aumento complessivo per chi riceve solo il trattamento minimo ordinario si attesta quindi su cifre modeste, ben lontane dai “360 euro in più all’anno” che circolano in alcune sintesi giornalistiche: quella cifra più alta si riferisce infatti a chi accede anche alla maggiorazione sociale per gli over 70, non al trattamento minimo generico.

La maggiorazione da 20 euro per gli over 70

La vera novità del 2026 riguarda l’incremento al milione, la maggiorazione sociale prevista dall’articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, riservata ai pensionati in condizioni economiche disagiate e generalmente collegata al compimento dei 70 anni di età. La Legge di Bilancio 2026 ha aumentato questa maggiorazione di 20 euro al mese, pari a 260 euro in più su base annua, con effetto dal 1° gennaio 2026 (articolo 1, comma 179, della legge 199/2025). L’INPS, con la circolare 19/2026, ha precisato che l’aumento viene riconosciuto d’ufficio a chi è già titolare della maggiorazione sociale e del relativo incremento. L’incremento passa così da 136,44 a 156,44 euro al mese. Rispetto al 2025, quando valeva 144,44 euro grazie a un aumento di 8 euro previsto solo per quell’anno dalla legge di bilancio 2025, il guadagno effettivo è di 12 euro al mese.

Per chi ha diritto all’importo pieno della maggiorazione sociale, l’assegno mensile può arrivare fino a circa 768,29 euro lordi, calcolati su tredici mensilità: cioè 611,85 euro di trattamento minimo più 156,44 euro di incremento: una cifra sensibilmente più alta rispetto ai 619,80 euro della pensione minima semplice (trattamento minimo più incremento straordinario).

Chi ha diritto alla maggiorazione sociale

La maggiorazione sociale non è automatica per tutti i pensionati: spetta a chi ha già maturato il diritto all’incremento al milione, quindi generalmente ai pensionati che hanno compiuto 70 anni e si trovano in condizioni economiche disagiate, con redditi personali (e del coniuge, se presente) che non superano determinati limiti fissati ogni anno dall’INPS. Per il 2026 la Legge di Bilancio ha innalzato anche il limite reddituale di accesso di 260 euro su base annua, allargando leggermente la platea di chi può rientrarci rispetto al 2025.

La verifica dei limiti di reddito considera sia le pensioni percepite sia altri redditi eventualmente posseduti dal pensionato e dal coniuge: l’INPS effettua controlli periodici e può sospendere la maggiorazione se, nel corso dell’anno, il reddito supera le soglie previste.

Come richiederla se non la ricevi già

Chi ritiene di avere i requisiti ma non riceve ancora la maggiorazione sociale può verificare la propria posizione accedendo con SPID, CIE o CNS al fascicolo previdenziale personale sul sito INPS, nella sezione dedicata alle prestazioni. In molti casi l’INPS attribuisce la maggiorazione in automatico sulla base dei dati reddituali già in suo possesso (dichiarazioni dei redditi, altre pensioni), ma se manca qualche informazione può essere necessaria una domanda specifica, che si presenta online o tramite un patronato, allegando la documentazione reddituale relativa al nucleo familiare. Per stimare la propria situazione reddituale complessiva può essere utile anche il calcolatore ISEE 2026, prima di rivolgersi a un patronato.

Esempi pratici

Scenario 1 — Pensionata di 68 anni, trattamento minimo semplice. Anna ha 68 anni e riceve solo il trattamento minimo INPS. Nel 2026 la sua pensione passa da 616,67 euro (importo 2025) a 619,80 euro al mese: un aumento di 3,13 euro, senza alcuna maggiorazione aggiuntiva perché non ha ancora raggiunto i 70 anni previsti per l’incremento al milione.

Scenario 2 — Pensionato di 72 anni con reddito basso. Il signor Carlo ha 72 anni, percepisce solo la pensione minima e non ha altri redditi rilevanti oltre a quelli del coniuge, entro le soglie previste. Rientra nella maggiorazione sociale: nel 2026 il suo incremento sale a 156,44 euro al mese, 12 euro più del 2025, e con il reddito entro i limiti l’assegno può arrivare a 768,29 euro lordi.

Scenario 3 — Pensionata di 74 anni appena sopra la soglia di reddito 2025. Maria ha 74 anni e nel 2025 aveva un reddito familiare leggermente superiore al limite per la maggiorazione sociale, restandone esclusa. Con l’innalzamento della soglia di 260 euro annui previsto per il 2026, la sua situazione reddituale potrebbe ora rientrare nei nuovi limiti: le conviene chiedere una verifica aggiornata all’INPS o al patronato.

Tabella riassuntiva degli importi 2026

Situazione Importo mensile 2026 Variazione vs 2025
Pensione minima semplice (trattamento minimo 611,85 € + incremento straordinario 1,3%) 619,80 € +3,13 €/mese
Trattamento minimo + incremento della maggiorazione sociale over 70 (importo pieno) fino a 768,29 € +12 €/mese sull’incremento (da 144,44 a 156,44 €)
Trattamento minimo annuo (611,85 € × 13), base dei limiti di reddito 7.954,05 € +109,85 €/anno
Integrazione al minimo: reddito personale che la esclude del tutto (2 volte il minimo annuo) oltre 15.908,10 € (intera fino a 7.954,05 €) +219,70 €/anno
Integrazione al minimo, pensioni con decorrenza dal 1995: reddito cumulato con il coniuge che la esclude (4 volte il minimo annuo) oltre 31.816,20 € (intera fino a 23.862,15 €) +439,40 €/anno
Incremento della maggiorazione sociale: limite di reddito personale / coniugale 9.987,77 € / 17.088,89 € +260 € rispetto ai valori della circolare 153/2025

I limiti per l’integrazione al minimo sono quelli della tabella D allegata alla circolare INPS 153/2025 (articolo 6 della legge 638/1983): tra 7.954,05 e 15.908,10 euro di reddito personale l’integrazione può essere totale o parziale a seconda dell’importo della pensione, e per le pensioni con decorrenza nel 1994 il limite coniugale è di 5 volte il minimo. I limiti per l’incremento della maggiorazione sociale sono quelli della circolare 153/2025 (9.727,77 e 16.828,89 euro) aumentati dei 260 euro previsti dalla legge di bilancio 2026. Gli importi esatti variano in base alla storia contributiva, al numero di mensilità e alla situazione reddituale personale e familiare: la tabella indica gli importi di riferimento standard, non un calcolo personalizzato.

Domande frequenti

La maggiorazione di 20 euro spetta a tutti i pensionati over 70?
No, spetta solo a chi ha già diritto alla maggiorazione sociale (incremento al milione), quindi ai pensionati in condizioni economiche disagiate entro specifici limiti di reddito, non a tutti gli over 70 indistintamente.

Devo fare domanda ogni anno per ricevere la maggiorazione sociale?
Generalmente no: se già la percepisci, l’INPS la rinnova automaticamente sulla base dei controlli reddituali periodici, salvo variazioni di reddito che facciano perdere il diritto.

Perché la mia pensione minima è aumentata di così poco rispetto a quanto si legge sui giornali?
Perché l’aumento più consistente citato in alcune sintesi si riferisce a chi accede anche alla maggiorazione sociale per gli over 70, non al trattamento minimo semplice, che aumenta solo della rivalutazione ordinaria compensata dalla riduzione della maggiorazione straordinaria.

Il limite di reddito più alto del 2026 vale anche per chi ha già la maggiorazione sociale?
Sì, il nuovo limite si applica sia a chi deve fare una prima richiesta sia in sede di verifica periodica per chi già percepisce la maggiorazione.

Dove posso verificare l’importo esatto della mia pensione 2026?
Nel fascicolo previdenziale personale sul sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendoti a un patronato che può calcolare l’importo esatto in base alla tua posizione contributiva e reddituale.

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