I migliori conti correnti online di settembre 2026 si giudicano su tre numeri: il canone che paghi davvero, quanto costa un prelievo e se la liquidità ferma sul conto rende qualcosa. Abbiamo riletto i Fogli Informativi di quattordici conti sul sito delle banche, e il confronto con l’edizione di agosto ha fatto emergere tre voci sbagliate o superate, oltre a una promozione che tutti continuano a citare ma che è scaduta il 31 agosto.
Il 4% sulla giacenza del conto corrente oggi lo paga solo BBVA, per sei mesi. ING, Mediolanum, Widiba e Credem lo offrono su un conto deposito o su un vincolo separato, sempre con l’obbligo di accreditare lo stipendio. Il 4% di UniCredit/buddy è scaduto: si aderiva aprendo il conto entro il 31 agosto. Il rialzo BCE al 2,50% non sposta nulla sui conti a zero interessi. Nessuno dei quattordici conti fa pagare il bonifico istantaneo più dell’ordinario, come impone il regolamento europeo. Diverse promozioni scadono tra metà settembre e i primi di novembre.
Indice
- La tabella dei quattordici conti
- Cosa è cambiato rispetto ad agosto
- Il 4% c’è, ma quasi mai sul conto corrente
- Il rialzo BCE al 2,50% cambia poco
- Bonifici istantanei: perché non costano più degli ordinari
- Bollo, soglia dei 5.000 euro e la trappola della moneta elettronica
- L’unico numero confrontabile per legge: l’ICC
- Le promozioni in scadenza, in ordine di data
- Come scegliere in base al proprio profilo
- Domande frequenti
La tabella dei quattordici conti
Le cifre qui sotto vengono dai Fogli Informativi, cioè i documenti che le banche sono obbligate a pubblicare e ad aggiornare, non dalle pagine promozionali. Dove il sito e il documento ufficiale si contraddicono, in tabella abbiamo messo il documento.
| Conto | Canone | Prelievi ATM in Italia | Interessi sul conto | Promozione (scadenza) |
|---|---|---|---|---|
| buddy UniCredit (Genius buddy) | 0 €, senza condizioni | 0 € su ATM UniCredit, 2 € altrove | 0% fino a 2.500 € | 50 € di bonus, 80 € per chi apre entro il 4 ottobre |
| BBVA | 0 € | 0 € da 100 € in su, 2 € sotto | 4% lordo per 6 mesi fino a 200.000 € | Apertura entro l’11 dicembre; cashback 4% fino a 50 € |
| N26 Standard | 0 € | 3 gratis al mese, poi 2 € | 0% | Nessun bonus di benvenuto |
| Fineco One | 0 € | 0 € sopra 99 €, 1 € sotto | 0% | Nessuna sul conto |
| Crédit Agricole Conto Online | 2 €/mese di listino, azzerabile; 0 € per chi richiede entro il 2 novembre | 0 € su ATM del gruppo, 2,10 € altrove | 0% | Fino a 250 € in buoni Amazon (2 novembre) |
| ING Conto Corrente Arancio Più | 5 €/mese, 0 € con entrate da 1.000 €/mese o fino a 30 anni | 0 €, illimitati | 0% sul conto corrente | 4% per 12 mesi sul Conto Arancio (2 novembre) |
| Mediolanum SelfyConto | 3,75 €/mese; prime 4 quote gratis, 0 € sotto i 30 anni o con stipendio | 0 € | 0% | Time Deposit 4% a 6 mesi (conto entro il 30 ottobre) |
| Widiba Classic | 4,50 €/mese; gratis sotto i 30 anni | 0 € sopra 100 €, 1,50 € sotto | 0% | Canone zero 12 mesi e vincolo al 2% (16 settembre) |
| Credem Link | 0 € | 0 € su ATM Credem, 1,90 € altrove col Bancomat | Vincolo 4% a 6 mesi per nuovi clienti con stipendio | Fino a 200 € in buoni Amazon (30 settembre) |
| illimity Classic | 9 €/trimestre, meno 3 € per ogni mese con stipendio | 3 gratis al mese se da 100 € in su, poi 1,50 € | 0% (Premium 2% in promozione) | Canone zero fino a marzo 2027 firmando entro il 16 settembre |
| isybank isyLight | 0 € | 0 € su ATM Intesa, 1,10 € altrove | Nessuno | isySmart a canone zero sottoscrivendo entro il 15 settembre |
| HYPE Next (moneta elettronica) | 2,90 €/mese, non azzerabile | 0 €, illimitati | Nessuno: i fondi non sono depositi | 20 € di bonus con codice, fino a fine anno |
| Revolut Standard | 0 € | Primi 200 €/mese gratis, poi 2% (minimo 1 €) | Nessun tasso nel Foglio Informativo | Non verificabile: il sito blocca le nostre richieste |
| Tinaba Start | 0 € (Premium 5,99 €/mese) | 12 gratis all’anno, poi 2 € | 0% | 10 €/mese per 12 mesi con stipendio (15 settembre) |
Una precisazione che vale per tutta la tabella: il canone è solo una delle voci. Un conto a zero euro con la carta fisica a 12 euro e il prelievo a 1,10 euro fuori rete può costare più di un conto con canone che include tutto, e più avanti vedremo il numero che mette d’accordo tutti.
Cosa è cambiato rispetto ad agosto
Tre voci della nostra tabella di agosto non reggevano al controllo sui documenti ufficiali, e le correggiamo qui.
Su illimity avevamo scritto canone zero: non è così. Il conto Classic costa 9 euro a trimestre, che si azzerano con tre euro di sconto per ogni mese in cui arriva lo stipendio o la pensione, oppure tenendo almeno 5.000 euro su una linea di deposito vincolata. Anche i prelievi erano imprecisi: sono tre al mese gratuiti, ma solo se di importo pari o superiore a 100 euro, e poi costano 1,50 euro. C’è di più, ed è la notizia che riguarda i correntisti: illimity sarà incorporata in Banca Ifis, secondo il comunicato dell’operazione societaria, il 9 novembre 2026 o in una data successiva. L’IBAN cambierà e la garanzia da 100.000 euro del Fondo interbancario diventerà unica per le due banche: chi ha soldi in entrambe deve rifare il conto.
Su Buddybank avevamo indicato 3,90 euro senza accredito dello stipendio. Quel prodotto non esiste più: oggi si chiama buddy UniCredit, il conto è Genius buddy e il canone è zero senza condizioni. Su Tinaba avevamo scritto 1,50 euro oltre quattro prelievi al mese, mentre il documento ufficiale parla di dodici prelievi gratuiti all’anno solare e poi 2 euro ciascuno.
Infine la promozione che ha fatto più rumore in estate. Il 4% di UniCredit sul conto buddy era reale, ma bisognava aprire il conto tra il 1° giugno e il 30 giugno, finestra poi prorogata al 31 agosto. Chi ha aperto in tempo mantiene il tasso sulla giacenza media fino a 50.000 euro fino a fine anno; chi arriva oggi non trova più niente, e la pagina della promozione ufficiale non la cita più. Diversi comparatori continuano invece a presentarla come offerta di settembre.
Il 4% c’è, ma quasi mai sul conto corrente
Qui sta la differenza che i titoli tendono a schiacciare. Un conto è il tasso sulla liquidità che lasci libera sul conto corrente, un altro è il tasso su un deposito o su un vincolo, dove i soldi restano bloccati per sei o dodici mesi e spesso servono altre condizioni.
Sulla giacenza libera del conto corrente il 4% lordo oggi lo paga solo BBVA, per i primi sei mesi dall’apertura e fino a 200.000 euro, con il 2,10% sulla parte tra 200.000 e un milione. La condizione è aprire il conto entro l’11 dicembre 2026. Su un capitale di 15.000 euro fermo per sei mesi fanno circa 300 euro lordi, che al netto della ritenuta del 26% diventano poco più di 220 euro. Va messo in conto anche il bollo da 34,20 euro l’anno, dovuto perché la giacenza supera i 5.000 euro.
Gli altri quattro casi sono cose diverse. ING paga il 4% per dodici mesi sul Conto Arancio, che è un conto deposito collegato, e chiede entrate di almeno 1.000 euro ogni mese: se salti un mese, il tasso salta. Mediolanum offre un Time Deposit al 4% a sei mesi, ma bisogna avere lo status “PrimaBanca” almeno una settimana prima della scadenza, altrimenti il tasso crolla allo 0,05%. Credem propone un vincolo a sei mesi al 4% riservato ai nuovi clienti con lo stipendio accreditato. Widiba, fino al 16 settembre, un vincolo a sei mesi al 2% da almeno 5.000 euro. Se l’obiettivo è far rendere una somma che non serve nell’immediato, il confronto giusto non è tra conti correnti ma quello che abbiamo fatto sui migliori conti deposito di settembre, dove i rendimenti sono calcolati al netto di tasse e bollo.
Il rialzo BCE al 2,50% cambia poco
Il 10 settembre la Banca centrale europea ha alzato di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50% con effetto dal 16 settembre: è il secondo rialzo dell’anno, dopo quello di giugno. Lo si legge nel comunicato ufficiale della BCE. Sui conti correnti, però, l’effetto pratico è quasi nullo: i conti che pagano zero continueranno a pagare zero, perché nessuno di essi ha un tasso agganciato per contratto ai parametri di mercato, e i tassi promozionali sono fissi per definizione.
L’unica eccezione tra i quattordici è BBVA, il cui Foglio Informativo prevede che dopo i primi sei mesi, e fino al 2030, il conto paghi un tasso pari al 25% del tasso BCE sui depositi, fissato il giorno prima dell’inizio di ogni trimestre. Applicando la formula al 2,50% verrebbe uno 0,625% lordo dal quarto trimestre: è un calcolo nostro, il tasso effettivo lo comunica la banca. Chi ha un mutuo, invece, ha ben altro a cui pensare, e ne abbiamo scritto nell’articolo sulla BCE che alza i tassi al 2,50%.
Bonifici istantanei: perché non costano più degli ordinari
Su questo punto c’è ancora molta confusione, alimentata da tariffari vecchi. Dal 9 gennaio 2025 il regolamento europeo 2024/886 vieta di far pagare un bonifico istantaneo più di uno ordinario, come ricorda anche la Banca d’Italia. Attenzione a cosa dice la norma: impone la parità di prezzo, non la gratuità.
Nei quattordici conti che abbiamo esaminato nessuno viola la regola. Dodici li fanno gratis entrambi, mentre due li fanno pagare uguali: Credem Link chiede 0,50 euro sia per l’ordinario sia per l’istantaneo, e Tinaba Start 0,49 euro dopo i primi quattro del mese. La differenza vera resta quella tra online e sportello: lo stesso bonifico che online costa zero, allo sportello costa 8 euro da Crédit Agricole e 11,80 euro da buddy. È lo stesso fenomeno che avevamo misurato nell’articolo su quanto costa il conto corrente allo sportello.
Bollo, soglia dei 5.000 euro e la trappola della moneta elettronica
L’imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20 euro l’anno per le persone fisiche ed è dovuta soltanto se la giacenza media annua supera i 5.000 euro, come chiarito dalla circolare 48/E dell’Agenzia delle Entrate. Due dettagli sfuggono spesso: la soglia si calcola sommando tutti i rapporti che hai presso la stessa banca, quindi due conti da 3.000 euro nello stesso istituto fanno scattare il bollo, e l’imposta si paga in proporzione ai giorni, non tutta insieme.
C’è chi il bollo non lo paga affatto. HYPE, che dal marzo 2026 è un marchio di Banca Sella, versa 2 euro l’anno invece di 34,20 perché non è un conto corrente ma un conto di moneta elettronica. Il rovescio della medaglia sta scritto nel Foglio Informativo: i fondi “non costituiscono depositi”, quindi non producono interessi e non sono coperti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi. Lo stesso vale per isybank, che è un conto di pagamento. Per chi tiene sul conto duemila euro di spese correnti la differenza è teorica; per chi ci lascia trentamila euro no. Su illimity Premium e su isyPrime per gli under 35 il bollo lo paga invece la banca. Se vuoi capire quanto ti costa davvero l’imposta nei vari casi, l’abbiamo spiegata nell’articolo dedicato all’imposta di bollo su conto corrente e conto deposito.
L’unico numero confrontabile per legge: l’ICC
Ogni banca è obbligata a pubblicare l’Indicatore dei Costi Complessivi, cioè quanto costa il conto in un anno a un cliente tipo. I profili sono standard e uguali per tutti — giovani, famiglia con operatività bassa, media o elevata, pensionati — e questo lo rende l’unico dato davvero confrontabile. Qui sotto il profilo “famiglia con operatività media”, canale online, così come lo pubblicano le banche.
| Conto | ICC annuo, famiglia operatività media | Data del documento |
|---|---|---|
| ING Conto Corrente Arancio Più | 0 € | aprile 2026 |
| buddy UniCredit | 18,00 € | maggio 2026 |
| BBVA | 40,00 € | settembre 2025 |
| illimity Classic | 45,86 € | giugno 2025 |
| HYPE Next | 54,80 € | luglio 2026 |
| Revolut Standard | 69,09 € | novembre 2024 |
| Fineco One | 76,91 € | agosto 2026 |
| Crédit Agricole Conto Online | 77,89 € (bollo escluso) | settembre 2026 |
| Mediolanum SelfyConto | 87,36 € (12,36 € il primo anno) | agosto 2026 |
| isybank isyLight | 101,60 € | luglio 2024 |
L’ordine sorprende. Il conto più economico per una famiglia con operatività media è quello di ING, che in tabella ha un canone da 5 euro al mese, perché con lo stipendio accreditato il canone sparisce e i prelievi sono illimitati e gratuiti. Il più caro è un conto a canone zero, isyLight, dove pesano la carta fisica e i prelievi fuori dalla rete Intesa. Due avvertenze: i documenti di Revolut, isybank, illimity e BBVA sono vecchi di uno o due anni e le condizioni nel frattempo sono cambiate, mentre per N26, Widiba, Tinaba e Credem l’indicatore non è pubblicato in modo utilizzabile. Nel dubbio, l’ICC va sempre letto insieme alle proprie abitudini reali: chi non preleva mai contante e non entra in filiale non assomiglia a nessuno dei profili standard.
Le promozioni in scadenza, in ordine di data
Molte offerte di questo mese hanno una finestra stretta, e quasi tutte richiedono di completare l’apertura entro la data, non solo di iniziarla. In ordine: 15 settembre per il canone zero di isySmart e per il cashback da 10 euro al mese di Tinaba; 16 settembre per il canone zero di dodici mesi di Widiba, per il suo vincolo al 2% e per il canone zero di illimity fino a marzo 2027; 30 settembre per i buoni Amazon di Credem Link e per la carta di credito isybank; 4 ottobre per il bonus da 80 euro di buddy; 30 ottobre per il Time Deposit al 4% di Mediolanum; 2 novembre per il canone zero e i buoni fino a 250 euro di Crédit Agricole e per il 4% di ING; 11 dicembre per il 4% di BBVA.
Un consiglio pratico che vale per tutte: i bonus di benvenuto sono quasi sempre legati a un traguardo successivo, una spesa minima con la carta o l’accredito dello stipendio entro una certa data. Il denaro arriva settimane o mesi dopo l’apertura, quindi conviene segnarsi la scadenza del traguardo, non solo quella dell’adesione.
Come scegliere in base al proprio profilo
Se hai meno di trent’anni, i conti che azzerano il canone per età sono parecchi e la scelta si sposta sul resto: Widiba e Mediolanum non fanno pagare nulla, ING regala anche i prelievi illimitati, isyPrime per gli under 35 paga persino il bollo. Con lo stipendio accreditato il ragionamento cambia poco, perché quasi ogni banca azzera il canone in cambio dell’accredito: in quel caso conviene guardare le promozioni, dove i buoni Amazon di Crédit Agricole e il cashback di Tinaba valgono più di qualche euro di canone risparmiato.
Se invece tieni sul conto una somma importante, il conto diventa un prodotto di rendimento e le priorità si ribaltano. BBVA è l’unico che paga il 4% sulla liquidità libera, ma è una succursale italiana di una banca spagnola e la garanzia sui depositi è quella del fondo spagnolo, non del FITD: è un dettaglio da conoscere, non un allarme, perché il livello di tutela europeo è lo stesso, 100.000 euro per depositante. Chi invece vuole soltanto un conto di appoggio per le spese quotidiane, senza stipendio e senza giacenze, farà bene a guardare buddy o Fineco One, entrambi a canone zero senza condizioni, tenendo d’occhio il costo della carta fisica. E se il vecchio conto in banca resta aperto e inutilizzato, occhio a cosa succede dopo anni di inattività: lo abbiamo raccontato negli articoli sui conti correnti dormienti e sul conto di base gratuito.
Domande frequenti
Qual è il conto corrente online che rende di più a settembre 2026?
Sulla liquidità lasciata libera sul conto è BBVA, con il 4% lordo per sei mesi fino a 200.000 euro, aprendo entro l’11 dicembre 2026. Tutti gli altri conti dell’elenco pagano zero: ING, Mediolanum, Credem e Widiba offrono tassi interessanti ma su conti deposito o vincoli separati.
Il 4% di UniCredit è ancora attivo?
No. Si aderiva aprendo il conto buddy entro il 31 agosto 2026, dopo una proroga della finestra di giugno. Chi ha aderito in tempo mantiene il tasso fino a fine anno, ma per i nuovi clienti l’offerta non esiste più, anche se diversi comparatori la mostrano ancora.
Quali conti correnti non pagano l’imposta di bollo?
Il bollo da 34,20 euro si paga solo se la giacenza media supera i 5.000 euro. Ne sono fuori HYPE, che essendo moneta elettronica versa 2 euro l’anno, e isybank in quanto conto di pagamento. Su illimity Premium e su isyPrime per gli under 35 lo paga la banca. Ricorda però che moneta elettronica e conti di pagamento non danno interessi e non hanno la garanzia del fondo di tutela dei depositi.
Il bonifico istantaneo costa più di quello normale?
Non può, per legge, dal 9 gennaio 2025. Nei conti che abbiamo esaminato dodici li offrono gratis e due li fanno pagare quanto l’ordinario, mezzo euro circa. Allo sportello, invece, un bonifico può costare fino a quasi 12 euro.
Cosa succede al mio conto illimity con la fusione in Banca Ifis?
L’incorporazione è prevista per il 9 novembre 2026 o una data successiva, subordinata alle autorizzazioni. Cambierà l’IBAN e, soprattutto, la garanzia da 100.000 euro varrà in modo cumulato tra Ifis e illimity: chi ha depositi in entrambe potrebbe superare la soglia protetta senza accorgersene.
Conviene aprire un conto solo per il bonus di benvenuto?
Solo se il conto ti serve comunque e se sei sicuro di centrare il traguardo richiesto, che di norma è una spesa minima con la carta o l’accredito dello stipendio entro una scadenza. Un bonus da 50 euro non compensa un canone da 45 euro l’anno su un conto che poi non usi.
Quanti conti correnti si possono avere?
Non c’è un limite. Vale la pena ricordare due cose: la soglia dei 5.000 euro per il bollo si calcola sommando i rapporti presso la stessa banca, e la garanzia da 100.000 euro vale per depositante e per banca, non per singolo conto.

