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Pensioni 2027: l’età sale a 67 anni e 1 mese, poi 67 e 3 mesi nel 2028

Dal 2027 l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese, e dal 2028 a 67 anni e 3 mesi: è l’effetto del meccanismo automatico di adeguamento alla speranza di vita, che scatta ogni due anni sulla base dei dati ISTAT, nella versione graduale decisa dalla legge di bilancio 2026. Salgono anche i requisiti della pensione anticipata, mentre in vista della manovra 2027 si discute di allargare l’uscita a 64 anni anche a chi non è nel sistema interamente contributivo.

Sono due fronti diversi della stessa partita, con uno status molto diverso: l’aumento dei requisiti è già legge e l’INPS ha pubblicato i nuovi valori con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026, mentre l’estensione dei 64 anni al sistema misto è solo una proposta.

In sintesi:

  • Per la pensione di vecchiaia l’età sale a 67 anni e 1 mese nel 2027, poi a 67 anni e 3 mesi nel 2028
  • L’aumento è già legge: l’adeguamento alla speranza di vita di 3 mesi è stato reso graduale dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), un mese nel 2027 e altri due nel 2028
  • Per la pensione anticipata ordinaria servono 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne nel 2027, poi 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese nel 2028
  • Per la pensione anticipata a 64 anni nel sistema contributivo puro, i requisiti indicati per il 2027 sono 64 anni e 1 mese di età con 20 anni e 1 mese di contributi, più un importo minimo di assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale
  • Si discute di estendere questa via anche a chi è nel sistema misto, calcolando però l’intero assegno con il metodo contributivo
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e si basano sulla legge di bilancio 2026, sulla circolare INPS n. 28/2026 e, per l’estensione della pensione a 64 anni al sistema misto, su anticipazioni di stampa: quest’ultima misura è ancora in discussione e potrebbe cambiare. Non costituiscono consulenza previdenziale: verifica sempre i dati definitivi sul sito INPS o rivolgiti a un patronato.

Indice

Perché l’età sale a 67 anni e 1 mese, poi a 67 e 3 mesi

Il meccanismo che alza l’età pensionabile non è una novità di questa manovra: è stato introdotto nel 2010 (decreto legge 78) e rafforzato dalla riforma Fornero del 2011 proprio per garantire nel tempo la sostenibilità del sistema previdenziale a ripartizione. Ogni due anni l’ISTAT calcola la variazione della speranza di vita a 65 anni: se aumenta, aumentano di conseguenza anche i requisiti di età e contribuzione per accedere alla pensione.

Sulla base dei dati ISTAT, l’adeguamento fissato a fine 2025 vale 3 mesi a partire dal 1° gennaio 2027. La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) lo ha distribuito in due tranche: un mese in più nel 2027 (età a 67 anni e 1 mese) e altri due mesi nel 2028 (età complessiva a 67 anni e 3 mesi). Lo stesso scatto vale per la pensione anticipata ordinaria: nel 2027 servono 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, nel 2028 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese. I valori sono stati recepiti dall’INPS con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026.

Il blocco dell’aumento: cosa è stato deciso

Del blocco dell’aumento, la cosiddetta sterilizzazione, si è discusso a lungo durante la preparazione della manovra dello scorso anno. La scelta finale non è stata un congelamento totale ma una via di mezzo: la legge di bilancio 2026 ha diluito i 3 mesi previsti in due anni, un mese nel 2027 e due nel 2028, invece di farli scattare tutti insieme dal 1° gennaio 2027.

Oggi quindi i nuovi requisiti sono in vigore e l’INPS li applica già nelle sue istruzioni. Tra le richieste che circolano in vista della legge di bilancio 2027 c’è anche quella di fermare di nuovo lo scatto, ma per cambiare le cose servirebbe una nuova norma approvata dal Parlamento: finché non c’è, chi pianifica l’uscita deve fare i conti con 67 anni e 1 mese nel 2027.

La pensione anticipata a 64 anni: cosa cambia

Parallelamente al fronte dell’età di vecchiaia, si muove quello della pensione anticipata a 64 anni riservata a chi ha l’intera carriera contributiva nel sistema contributivo puro, cioè a chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi. Anche questo canale è soggetto all’adeguamento alla speranza di vita: per il 2027 i requisiti indicati sono 64 anni e 1 mese di età insieme ad almeno 20 anni e 1 mese di contributi effettivi, mentre per il 2028 salgono a 64 anni e 3 mesi con 20 anni e 3 mesi di contributi. A questi si aggiunge un requisito economico: l’importo della pensione maturata deve essere pari ad almeno tre volte l’assegno sociale, con soglie ridotte per le lavoratrici madri in base al numero di figli.

Un aspetto pratico da non sottovalutare: anche raggiungendo tutti i requisiti, la pensione non decorre immediatamente. È prevista una “finestra mobile” di tre mesi tra la data di maturazione dei requisiti e l’effettivo avvio del pagamento della pensione. Per chi vuole valutare le alternative disponibili già oggi, la nostra guida alla pensione anticipata 2026 riepiloga tutti i canali attualmente attivi, mentre chi rientra nel sistema misto può leggere anche il confronto tra Quota 103, APE Sociale e Opzione Donna.

L’estensione al sistema misto: l’ipotesi in campo

La novità più discussa riguarda l’ipotesi di estendere la pensione anticipata a 64 anni anche a chi non ha l’intera carriera nel sistema contributivo puro, ma si trova nel cosiddetto sistema misto (una parte di carriera calcolata con il metodo retributivo, più favorevole, e una parte con quello contributivo). La proposta allo studio prevede che questa estensione sia possibile, ma a una condizione precisa: per chi accede tramite questa via, l’intero assegno pensionistico verrebbe calcolato interamente con il metodo contributivo, rinunciando quindi alla quota di calcolo retributivo più favorevole maturata negli anni di lavoro precedenti al 1996.

È una scelta che, se confermata, comporterebbe un compromesso concreto per chi ne beneficia: uscire prima, a 64 anni, ma con un assegno mensile potenzialmente più basso rispetto a quello che si otterrebbe aspettando l’età ordinaria e mantenendo il calcolo misto. Anche questo punto resta un’ipotesi allo studio e non una misura già approvata.

Esempi pratici

Scenario 1 — Lavoratore che matura i requisiti nel 2026. Franco compie 67 anni a dicembre 2026 e ha già i contributi minimi richiesti: può andare in pensione di vecchiaia con i requisiti attuali, senza subire l’aumento a 67 anni e 1 mese, che scatta solo dal 2027.

Scenario 2 — Lavoratrice che matura i requisiti nel 2027. Elena compie 67 anni a marzo 2027: con i requisiti in vigore dovrà attendere un mese in più rispetto a chi matura nel 2026, cioè i 67 anni e 1 mese.

Scenario 3 — Lavoratore autonomo nel sistema contributivo puro. Andrea ha iniziato a versare contributi nel 1998 e nel 2027 avrà 64 anni e 2 mesi con 22 anni di contributi: rispetta i requisiti della pensione anticipata contributiva del 2027, a condizione che l’importo maturato superi la soglia minima di tre volte l’assegno sociale.

Tabella riassuntiva

Misura 2026 2027 2028
Pensione di vecchiaia 67 anni 67 anni e 1 mese 67 anni e 3 mesi
Pensione anticipata ordinaria (contributi) 42 anni e 10 mesi uomini, 41 e 10 donne 42 anni e 11 mesi uomini, 41 e 11 donne 43 anni e 1 mese uomini, 42 e 1 donne
Pensione anticipata contributiva a 64 anni 64 anni 64 anni e 1 mese 64 anni e 3 mesi

Fonte: legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) e circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026.

Domande frequenti

L’aumento dell’età pensionabile è già definitivo?
Sì. La legge di bilancio 2026 ha fissato l’aumento in forma graduale (un mese nel 2027, altri due nel 2028) e l’INPS lo ha recepito con la circolare n. 28/2026. Potrebbe cambiare solo con una nuova legge, e al momento non c’è nessun testo che lo preveda.

Chi matura i requisiti nel 2026 rischia di dover aspettare di più?
No, chi raggiunge i requisiti entro il 2026 va in pensione con le regole attuali (67 anni): l’aumento riguarda solo chi li matura dal 2027 in poi.

La pensione anticipata a 64 anni è già aperta a tutti?
Al momento è riservata a chi ha l’intera carriera nel sistema contributivo puro (contributi versati dal 1996 in poi): l’estensione al sistema misto è ancora un’ipotesi allo studio.

Se rientro nel sistema misto e la proposta viene approvata, conviene uscire a 64 anni?
Dipende dalla propria situazione: uscire prima con un calcolo interamente contributivo può significare un assegno più basso rispetto ad aspettare l’età ordinaria con il calcolo misto. Conviene fare una simulazione personalizzata con un patronato prima di decidere.

Cosa significa “finestra mobile” di tre mesi?
È il periodo di attesa tra la data in cui si maturano tutti i requisiti per la pensione anticipata e la data in cui inizia effettivamente il pagamento della pensione: non è un ritardo burocratico, è previsto dalla norma.

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