Top 5 This Week

Articoli simili

RC familiare: come usare la classe di merito di un familiare convivente, anche su moto e al rinnovo

La RC familiare permette di assicurare un’auto o una moto nella stessa classe di merito di un familiare convivente, invece di partire dalla classe 14 riservata a chi assicura un veicolo per la prima volta. Vale per un contratto nuovo e anche al rinnovo di una polizza già attiva, tra veicoli dello stesso tipo o di tipo diverso (dall’auto alla moto e viceversa), a una condizione precisa: nessun incidente con colpa negli ultimi cinque anni. È l’evoluzione della vecchia “legge Bersani”. Qui sotto trovi le regole come sono scritte nella legge, i punti in cui le compagnie possono dire di no e tre casi pratici.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto su Normattiva l’articolo 134 del Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005) nel testo in vigore, il Provvedimento IVASS n. 72 del 16 aprile 2018 sulla classe di conversione universale, l’avviso IVASS del 15 febbraio 2021 sul “bonus familiare” e le pagine per i consumatori dell’IVASS sulla RC auto.

📌 Articolo in breve
Chi compra un’auto o una moto e vive con un familiare già assicurato può chiedere la classe di merito di quel familiare, purché l’attestato di rischio non mostri sinistri con colpa esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni. La regola, in vigore nella forma attuale dal 16 febbraio 2020, vale per i contratti nuovi e per i rinnovi, anche passando da un’auto a una moto, ma solo tra persone fisiche con la stessa residenza. La classe è la stessa del familiare, il premio no: la compagnia continua a tenere conto di età, esperienza di guida e tipo di veicolo. Il beneficio non è automatico e va chiesto al momento del preventivo.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Cos’è la RC familiare e cosa dice la legge
  2. Chi può usarla: le condizioni
  3. Il nodo dei cinque anni senza sinistri
  4. Dall’auto alla moto: si può, ma c’è un rischio
  5. Stessa classe, premio diverso: il caso del neopatentato
  6. Tre esempi con le classi
  7. Come chiederla in tre passi
  8. Domande frequenti

Cos’è la RC familiare e cosa dice la legge

Ogni polizza RC auto (responsabilità civile, l’assicurazione obbligatoria per circolare) ha una classe di merito. Oltre a quella interna di ogni compagnia c’è una scala comune a tutto il mercato: la classe di conversione universale, abbreviata CU, che va da 1, la migliore, a 18, la peggiore. La stabilisce l’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ed è scritta sull’attestato di rischio, il documento elettronico con la storia dei sinistri.

Il Provvedimento IVASS n. 72 del 2018 stabilisce che un veicolo appena immatricolato, appena comprato con passaggio di proprietà al PRA (il Pubblico registro automobilistico) o registrato per la prima volta parte in classe CU 14. Da lì si scende di una classe per ogni anno senza incidenti con colpa: per arrivare alla classe 1 ne servono tredici. La stessa norma fa però una riserva esplicita, “fatto salvo quanto previsto dall’articolo 134, comma 4-bis”: è la RC familiare.

La regola sta nel comma 4-bis dell’articolo 134 del Codice delle assicurazioni private. Dice che la compagnia, in tutti i casi di nuovo contratto e in tutti i casi di rinnovo, per un ulteriore veicolo “anche di diversa tipologia” acquistato da chi è già titolare di una polizza “o da un componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare”, non può assegnare una classe di merito più sfavorevole di quella risultante dall’ultimo attestato di rischio del veicolo già assicurato.

La prima versione nasce con la legge 40 del 2007 (la legge Bersani), valida solo per i nuovi contratti tra veicoli dello stesso tipo. Il decreto-legge 124 del 2019 (il “decreto fiscale”, convertito dalla legge 157 del 2019) l’ha allargata ai rinnovi e ai veicoli di tipo diverso, aggiungendo la condizione dei cinque anni senza sinistri. Secondo la pagina IVASS su come scegliere la polizza, questa RC auto “familiare” è in vigore dal 16 febbraio 2020.

Chi può usarla: le condizioni

L’IVASS riassume le condizioni in quattro punti. Il primo riguarda le persone: la classe si può prendere solo tra membri dello stesso nucleo familiare con identica residenza. Il nonno che abita in un’altra casa non rientra. Il secondo riguarda i veicoli: va bene da auto ad auto e da moto a moto, ma anche da auto a moto e al contrario. Il terzo riguarda il momento: nuovo contratto oppure rinnovo. Il quarto riguarda chi è intestatario: il beneficio vale solo tra persone fisiche, quindi sono escluse le auto intestate a società.

Sempre l’articolo 134, al comma 3, precisa che la classe di merito dell’attestato si riferisce al proprietario del veicolo. Per usare la RC familiare, quindi, il figlio deve essere l’intestatario della nuova auto e il genitore l’intestatario di quella già assicurata.

Prendere la classe del familiare, poi, non gliela toglie: la norma vieta alla compagnia di assegnare al nuovo contratto una classe peggiore, ma non prevede alcun trasferimento. La polizza del genitore resta nella sua classe e continua a scendere o salire secondo la sua storia. Diverso è il caso, previsto dal Provvedimento 72, dell’auto venduta tra coniugi, uniti civilmente o conviventi di fatto: lì chi la riceve eredita la classe di quel veicolo.

Situazione Si può? Condizione
Auto nuova o usata del figlio convivente Sì Stessa residenza
Moto con la classe di un’auto Sì Ammesso dal 2020
Rinnovo di una polizza già attiva Sì Niente sinistri con colpa in 5 anni
Auto intestata a una società No Solo persone fisiche
Familiare che vive in un’altra casa No Serve la stessa residenza

Il nodo dei cinque anni senza sinistri

La condizione più delicata è quella dei sinistri. La legge chiede che non ci siano stati incidenti con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni, “sulla base delle risultanze dell’attestato di rischio”. Paritaria significa colpa divisa a metà: basta anche quella. Contano i sinistri in cui si aveva torto, non quelli subiti.

Il 15 febbraio 2021 l’IVASS ha pubblicato un avviso dedicato al “bonus familiare” e alla profondità dell’attestato di rischio, dopo aver ricevuto molte segnalazioni di consumatori a cui le compagnie avevano negato il beneficio su veicoli di categoria diversa perché mancava un attestato con cinque anni senza sinistri. L’Istituto scrive che una lettura favorevole al consumatore riconoscerebbe il beneficio anche con una storia più corta, purché senza sinistri, ma che il testo letterale della norma non gli consente di imporla alle imprese; ha quindi chiesto un intervento del legislatore.

In pratica, chi ha una moto assicurata da due anni e vuole al rinnovo la classe dell’auto del coniuge può trovare compagnie che dicono sì e altre che dicono no: conviene chiedere per iscritto come l’impresa valuta i cinque anni.

Il comma 4-quater, infine, obbliga la compagnia a comunicare subito al contraente ogni peggioramento di classe.

Dall’auto alla moto: si può, ma c’è un rischio

Dal 2020 la classe dell’auto può finire sulla moto o sullo scooter, e viceversa: interessa chi ha un’auto in classe 1 e compra uno scooter per la città, o il ragazzo che prende la moto prima dell’auto.

Il legislatore ha previsto un contrappeso nel comma 4-ter.2. Se chi ha ottenuto la classe migliore su un veicolo di tipo diverso causa, con colpa esclusiva o principale, un incidente che porta a un risarcimento complessivo superiore a 5.000 euro, alla scadenza successiva la compagnia può assegnargli una classe più alta fino a cinque posizioni oltre quella prevista dalle regole IVASS. La penalità colpisce solo quel veicolo, non l’auto del familiare.

Per dare un’idea, la tabella del Provvedimento 72 dice che da classe 1 un sinistro con colpa fa salire in classe 3. Con l’aggravamento massimo di cinque classi, la moto potrebbe finire in classe 8 (calcolo nostro sulla tabella IVASS). Con la regola ordinaria, da classe 8 servono sette anni senza incidenti per tornare in classe 1.

Stessa classe, premio diverso: il caso del neopatentato

L’equivoco più diffuso è pensare che il figlio paghi quanto il padre. Non è così, e lo dice la stessa norma: la compagnia deve garantire “le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi le stesse caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto”. Un diciannovenne in classe 1 viene confrontato con gli altri diciannovenni in classe 1, non con il cinquantenne: età, patente, potenza dell’auto e provincia continuano a pesare. I dati IVASS sulle province sono nella guida alla RC auto per provincia, gli altri accorgimenti nell’articolo sull’assicurazione dei neopatentati.

Il vantaggio resta concreto: partire da 1 invece che da 14 salta tredici anni di storia. Quanto valga in euro dipende dalla compagnia: per saperlo conviene fare due preventivi sullo stesso profilo, uno con classe 14 e uno con la classe del familiare, per esempio con il Preventivatore pubblico dell’IVASS, gratuito, che confronta il contratto base delle compagnie attive in Italia.

C’è poi la questione di chi guida. Molte famiglie, per risparmiare, scelgono sull’auto del genitore la formula di “guida esperta”. L’IVASS ricorda che per molte compagnie significa conducente con almeno 26 anni e patente da 2, per altre 23 o 28 anni. Se l’auto la guida il figlio neopatentato e causa un incidente, la compagnia risarcisce il danneggiato ma può rivalersi sul contraente per una parte del danno.

Tre esempi con le classi

Gli esempi usano le classi CU e la tabella del Provvedimento IVASS 72/2018; niente premi in euro, perché cambiano da compagnia a compagnia.

1. Il figlio che compra l’auto usata. Luca ha 19 anni, vive con i genitori e compra un’utilitaria usata intestandola a sé. Senza RC familiare la polizza partirebbe in classe 14. Il padre ha la sua auto in classe 1 e nessun incidente con colpa negli ultimi cinque anni: Luca può chiedere la classe 1. Se Luca, nel primo anno, causa un sinistro con colpa, passa in classe 3; partendo da 14 sarebbe finito in classe 16.

2. Lo scooter del marito. Anna ha l’auto in classe 1, il marito Paolo compra uno scooter. Paolo può assicurarlo in classe 1 prendendo quella dell’auto della moglie, anche se il veicolo è di tipo diverso. Se però l’anno dopo causa un incidente con colpa principale e un risarcimento di 7.000 euro, la compagnia dello scooter può portarlo fino alla classe 8 invece che alla 3. L’auto di Anna non ne risente.

3. Il rinnovo. Giulia ha già la sua polizza, oggi in classe 9, e vive con la madre, in classe 2 senza incidenti con colpa. Alla scadenza può chiedere di passare in classe 2, perché la legge vale anche per i rinnovi, a patto che dal suo attestato non risultino sinistri con responsabilità negli ultimi cinque anni. Con un tamponamento con colpa tre anni fa, il beneficio non spetterebbe.

Classe CU Anno senza sinistri Un sinistro con colpa
1 Resta 1 Sale a 3
2 Scende a 1 Sale a 4
9 Scende a 8 Sale a 11
14 Scende a 13 Sale a 16

Fonte: Tabella 1 del Provvedimento IVASS n. 72/2018. Con due o più sinistri si sale di più, fino al massimo di classe 18.

Come chiederla in tre passi

La RC familiare non scatta da sola: va chiesta prima di comprare il veicolo o, per il rinnovo, qualche settimana prima della scadenza.

✅ Verifica in tre passi
1. L’attestato del familiare. Controlla classe CU e tabella dei sinistri degli ultimi cinque anni. Per legge si può chiedere in qualsiasi momento e va consegnato entro 15 giorni, per via telematica: di solito è nell’area clienti della compagnia o lo fornisce l’agente.

2. La residenza. Chi compra e il familiare devono risultare nello stesso stato di famiglia, e il veicolo dev’essere intestato a chi lo assicura.

3. Il preventivo. Chiedi espressamente l’applicazione dell’articolo 134, comma 4-bis, indicando targa e intestatario del veicolo da cui prendere la classe. Poi confronta con il Preventivatore IVASS.

La compagnia legge l’attestato nella banca dati gestita dall’ANIA, l’associazione delle imprese assicuratrici, e di solito chiede uno stato di famiglia o un’autocertificazione per verificare la convivenza. Dal 2026 l’attestato segue il modello europeo: lo abbiamo spiegato nella guida sull’attestato di rischio europeo. Se compri un’auto usata, nel conto metti anche il costo del passaggio di proprietà; se il premio annuo pesa, molte compagnie permettono di pagare l’assicurazione a rate.

Se la compagnia rifiuta senza motivo, la strada è un reclamo scritto all’impresa e, se la risposta non soddisfa, all’IVASS. L’IVASS spiega la procedura, e l’Arbitro assicurativo per le controversie, nella sua pagina sull’assicurazione dei veicoli in Italia.

La revisione del bonus malus prevista dal DDL concorrenza è una proposta, non ancora legge (ne parliamo nell’articolo sulla riforma RC auto): al 5 novembre valgono le regole descritte qui.

📝 Nota della redazione
Nell’avviso del 15 febbraio 2021 l’IVASS chiedeva al legislatore di chiarire se i cinque anni senza sinistri debbano risultare per forza da un attestato lungo cinque anni. Rileggendo su Normattiva il comma 4-bis dell’articolo 134 nel testo in vigore al 5 novembre 2026, la frase è ancora quella: “in assenza di sinistri con responsabilità esclusiva o principale o paritaria negli ultimi cinque anni, sulla base delle risultanze dell’attestato di rischio”. Dopo quasi sei anni, chi ha una storia assicurativa più corta dipende ancora dalla lettura della singola compagnia.

Domande frequenti

Mio figlio neopatentato può avere la mia classe di merito?

Sì, se ha la tua stessa residenza, è intestatario del veicolo e il tuo attestato non mostra sinistri con colpa negli ultimi cinque anni. Il premio terrà comunque conto della sua età ed esperienza.

Il veicolo deve essere nuovo?

No. La legge parla di “ulteriore veicolo acquistato”, senza distinguere tra nuovo e usato, e vale sia per un contratto nuovo sia al rinnovo di una polizza già in corso.

Posso usare la classe dell’auto per assicurare la moto?

Sì, dal 16 febbraio 2020 è ammesso anche tra veicoli di tipo diverso. Se però sulla moto causi un incidente con colpa e danni oltre 5.000 euro, la compagnia può alzarti la classe fino a cinque posizioni in più, solo su quella moto.

Se mio figlio fa un incidente, peggiora anche la mia classe?

No. La sua polizza segue la propria storia; la tua auto resta nella sua classe, perché la classe non viene trasferita ma solo presa come riferimento.

La RC familiare è automatica?

No, va chiesta alla compagnia indicando il veicolo del familiare da cui prendere la classe. Nella prassi le imprese chiedono uno stato di famiglia o un’autocertificazione della residenza comune.

Vale per le coppie che convivono senza essere sposate?

La legge parla di “componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare” e l’IVASS di membri dello stesso nucleo con identica residenza. Chi risulta nello stesso stato di famiglia può chiederla, ma non abbiamo trovato un chiarimento ufficiale specifico sulle coppie di fatto: meglio farsi confermare la risposta per iscritto dalla compagnia.

Posso usare la classe di un nonno che abita in un’altra casa?

No. Serve la stessa residenza: un familiare che vive a un altro indirizzo non fa parte del nucleo convivente.

Più popolari