Il rimborso dei contributi della Gestione Separata versati oltre il massimale diventa più semplice da chiedere: con il messaggio n. 3575 del 4 novembre 2026 l’INPS ha annunciato che da novembre invia ai collaboratori e alle aziende che li pagano (i committenti) le comunicazioni con gli importi versati in eccesso per il 2024 e il 2025. Chi riceve l’avviso può poi chiedere indietro la propria parte con la nuova “Domanda Rimborso Unico”.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti: messaggi INPS n. 3575 del 4 novembre 2026 e n. 3247 del 13 ottobre 2026; circolari INPS n. 24/2024, n. 27/2025 e n. 8/2026 sulla Gestione Separata.
📌 In breve
Da novembre 2026 l’INPS manda su MyINPS, l’area personale del sito, le comunicazioni sui contributi pagati oltre il tetto annuo nel 2024 e nel 2025, sia ai collaboratori sia ai committenti.
Il tetto era di 119.650 euro di compensi per il 2024 e di 120.607 euro per il 2025; per il 2026 è di 122.295 euro.
Il collaboratore può riavere un terzo del contributo in eccesso, i committenti i due terzi: la domanda si fa dal Cassetto previdenziale con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un intermediario.
Chi ha già presentato la domanda di rimborso non deve rifarla, e per ora sono esclusi da questo invio i lavoratori sportivi dilettantistici.
Cosa cambia con il messaggio 3575
La Gestione Separata è la cassa INPS di collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), amministratori di società e professionisti senza una cassa propria. Per i collaboratori i contributi si calcolano solo fino a un tetto annuo di compensi, il cosiddetto massimale: oltre quella cifra non sono dovuti.
Con più committenti, ognuno versa per conto suo: se la somma dei compensi supera il tetto, una parte dei contributi non era dovuta. Il messaggio 3575 riattiva gli avvisi su MyINPS che dicono al collaboratore di aver raggiunto il massimale dell’anno in corso, calcolati sulle denunce mensili dei committenti. E da novembre 2026 manda a collaboratori e committenti la comunicazione con gli importi in eccesso “disponibili per gli anni 2024 e 2025”.
Il tetto cambia ogni anno:
| Anno | Massimale | Fonte |
|---|---|---|
| 2024 | 119.650 € | Circ. 24/2024 |
| 2025 | 120.607 € | Circ. 27/2025 |
| 2026 | 122.295 € | Circ. 8/2026 |
Chi riguarda e quanto si può riavere
Il contributo è diviso per legge: un terzo a carico del lavoratore, due terzi del committente, e il rimborso segue la stessa divisione. Il collaboratore chiede in un’unica domanda tutte le sue quote in eccesso, anche se versate da committenti diversi; ogni committente chiede invece la propria parte per ciascun collaboratore interessato.
Un esempio, con un calcolo nostro semplificato. Nel 2025 un amministratore di due società riceve 70.000 euro da ciascuna, 140.000 euro in tutto. Rispetto al massimale di 120.607 euro ha 19.393 euro di compensi oltre il tetto. Applicando la sola aliquota pensionistica del 33% prevista per gli iscritti in via esclusiva, i contributi in eccesso sono 6.399,69 euro: 2.133,23 euro tornano a lui, 4.266,46 euro alle due società. La cifra che conta, però, è quella scritta nella comunicazione INPS, che tiene conto delle aliquote effettivamente applicate.
| Chi | Quota | Voce da scegliere |
|---|---|---|
| Collaboratore | 1/3 | Parasubordinati |
| Committente | 2/3 | Committenti per superamento del massimale |
| Professionista | Eccedenze dal modello Redditi | Altro |
Restano fuori, “temporaneamente”, i lavoratori sportivi dilettantistici iscritti alla Gestione Separata.
Come si fa la domanda
Dal 13 ottobre, con il messaggio n. 3247, c’è un solo servizio per tutti: si entra nel “Cassetto previdenziale del contribuente” con SPID almeno di livello 2, CIE, CNS o eIDAS e si sceglie “Altri Servizi” e poi “Domanda Rimborso Unico”. Può farlo anche un intermediario abilitato, come un consulente del lavoro. Dalla stessa pagina si segue lo stato della pratica. I vecchi canali separati per committenti, professionisti e collaboratori non sono più disponibili.
Per verificare i contributi accreditati si può partire dalla nostra guida su come leggere l’estratto conto previdenziale INPS.
Cosa succede ora
Al 5 novembre l’invio delle comunicazioni per il 2024 e il 2025 è appena partito e proseguirà nel corso del mese. Il rimborso non arriva da solo: chi riceve la comunicazione deve presentare la domanda, poi la sede INPS la lavora e paga. Il servizio unico, oggi attivo solo per la Gestione Separata, sarà esteso via via alle altre gestioni dell’INPS.
Per chi lavora con contratti di collaborazione può essere utile anche sapere quanto spetta di DIS-COLL a fine rapporto e come funziona l’indennità di malattia per gli iscritti alla Gestione Separata.
Domande frequenti
Devo fare domanda se ricevo la comunicazione?
Sì. La comunicazione indica solo gli importi a disposizione: il messaggio 3575 chiarisce che la richiesta di rimborso è “a carico del contribuente interessato”. Fa eccezione chi l’aveva già presentata, che deve solo aspettare.
Il committente deve girarmi qualcosa?
No. Ognuno chiede all’INPS la propria quota: il collaboratore il suo terzo, il committente i suoi due terzi. Il collaboratore è rimborsato dall’INPS, non dall’azienda.
Vale anche per i professionisti con partita IVA?
Le comunicazioni sul massimale no: riguardano collaboratori e committenti. I professionisti possono però usare la stessa Domanda Rimborso Unico, voce “Altro”, per esempio per i crediti della dichiarazione dei redditi non usati in compensazione.

