Se hai un telefono Android rubato o smarrito, la prima cosa da fare è aprire Find Hub (il servizio di Google che prima si chiamava “Trova il mio dispositivo”) da un altro telefono o da un computer e contrassegnare il dispositivo come smarrito: così lo blocchi e vedi dov’è. Subito dopo chiami l’operatore per bloccare la SIM, cambi la password dell’account Google e recuperi il codice IMEI, che serve per la denuncia e per bloccare l’apparecchio. Ecco l’ordine giusto, i numeri degli operatori, cosa cambia con un Samsung e come funziona la denuncia online.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti: guide ufficiali Google (Find Hub, Protezione dai furti, account Google), assistenza Samsung, pagine di TIM, Vodafone e WINDTRE, modulo e Carta dei servizi Iliad, comunicato della Polizia di Stato su Denunce online.
Il primo passo è Find Hub, all’indirizzo android.com/find: da lì fai squillare il telefono, lo contrassegni come smarrito e, solo se non c’è più speranza, cancelli i dati. Subito dopo si chiama l’operatore per bloccare la SIM (TIM 119, Vodafone 190, WINDTRE 159, Iliad con modulo o al 177) e si cambia la password dell’account Google, uscendo dall’account sul telefono perso. Il codice IMEI si trova sulla scatola o in Find Hub e serve per chiedere all’operatore di bloccare anche l’apparecchio, che è una cosa diversa dal blocco della SIM. Lo smarrimento si denuncia online in tutta Italia sul portale della Polizia di Stato, mentre per il furto quasi ovunque serve ancora passare da un ufficio.
Indice
- Cosa fare subito, nell’ordine
- Find Hub: far squillare, bloccare, cancellare
- Se il telefono è un Samsung
- Blocco remoto con il numero di telefono
- Bloccare la SIM: i numeri degli operatori
- Il codice IMEI: dove trovarlo e come bloccarlo
- La denuncia, anche online
- Account Google, banca e WhatsApp
- La scaletta e tre casi pratici
- Cosa attivare adesso, prima che succeda
- Domande frequenti
Cosa fare subito, nell’ordine
Conviene seguire un ordine, perché alcuni comandi funzionano solo finché il telefono è collegato a internet, e spesso resta collegato proprio grazie alla SIM che c’è dentro.
Il primo minuto va a Find Hub: contrassegni il dispositivo come smarrito e, se è acceso e connesso, il blocco arriva subito e sulla mappa compare la posizione. Se è spento, il comando resta in attesa. Subito dopo si chiama l’operatore per bloccare la SIM, così nessuno telefona a tue spese né riceve gli SMS con i codici della banca. Poi vengono la password dell’account Google, l’IMEI, la denuncia e, se il telefono non salta fuori, il blocco dell’apparecchio. Chi ha un iPhone segue una strada simile con strumenti diversi: l’abbiamo spiegata nella guida su cosa fare nella prima ora con un iPhone rubato o smarrito.
Find Hub: far squillare, bloccare, cancellare
Secondo la guida ufficiale di Google, Find Hub è attivo in automatico su ogni telefono Android su cui è stato aggiunto un account Google. Si usa dall’app Find Hub su un altro telefono Android (anche quello di un amico, entrando come ospite) oppure da qualsiasi browser all’indirizzo android.com/find, con lo stesso account Google del telefono perso. Perché i comandi partano subito, il telefono deve essere acceso, connesso a internet e con Find Hub attivo. Le scelte sono tre.
Riproduci audio. Il telefono squilla a tutto volume per cinque minuti, anche se era in silenzioso.
Contrassegna come smarrito. Blocca il telefono con il tuo PIN, sequenza o password e mostra sullo schermo un messaggio e un numero a cui richiamarti. Non cancella nulla, quindi continui a vedere la posizione. Con Android 17 o successivo, se c’è lo sblocco con impronta o volto, Google indica che serviranno sia il codice sia l’impronta, e che vengono disattivati anche notifiche e widget sulla schermata di blocco.
Ripristina i dati di fabbrica. Cancella tutto (non sempre la scheda SD, avverte Google). È l’ultima carta: dopo il ripristino il telefono non compare più in Find Hub e non potrai più vederne la posizione. Chi lo trova, però, per riutilizzarlo avrà bisogno della password del tuo account Google, ed è questo che rende un telefono rubato poco appetibile.
La posizione viene stimata con il GPS (fino a circa 20 metri di precisione), con le reti Wi-Fi vicine o con le antenne del cellulare, che possono sbagliare di qualche chilometro. Se il telefono è spento può comparire l’ultima posizione nota.
Se il telefono è un Samsung
Sui Galaxy funziona Find Hub di Google, ma c’è anche il servizio di Samsung legato all’account Samsung. La pagina di assistenza Samsung (aggiornata ad aprile 2026) lo chiama Find My Mobile; da computer si apre su smartthingsfind.samsung.com. Serve che fosse attivo il “Controllo da remoto”, che Samsung accende da solo quando si aggiunge l’account.
Le funzioni sono più numerose: squillo anche con suoneria disattivata, blocco (che sospende anche le carte del portafoglio Samsung), posizione aggiornata ogni 15 minuti, recupero fino a 50 chiamate e messaggi recenti, backup su Samsung Cloud, cancellazione da remoto e una modalità che allunga la batteria. Quest’ultima è preziosa: da spento il telefono non manda più la posizione.
Blocco remoto con il numero di telefono
Find Hub non basta se non ricordi la password di Google o se il telefono rubato era proprio quello che riceveva i codici di verifica. Per questo Android ha il Blocco remoto, descritto nella guida Google sulla protezione dai furti: vai su android.com/lock, inserisci il tuo numero, superi il controllo anti-robot e lo schermo si blocca poco dopo.
Le condizioni sono precise: il Blocco remoto deve essere stato attivato prima, con il numero verificato; nel telefono deve esserci una SIM attiva e serve la connessione a internet (se manca, il blocco scatta al ritorno in rete). Si usa al massimo due volte in 24 ore e si può aggiungere una domanda di sicurezza. Blocca e basta: per posizione e cancellazione si torna a Find Hub.
Tra i requisiti del Blocco remoto Google elenca “una scheda SIM attiva sul dispositivo” e un telefono connesso a internet, e anche Find Hub ha bisogno della rete per eseguire subito i comandi. Se il telefono rubato era collegato solo con i dati mobili, far sospendere la SIM per prima cosa gli toglie la connessione, e i comandi restano in coda finché non aggancia un Wi-Fi. Per questo suggeriamo di dedicare i primi due o tre minuti a Find Hub o al Blocco remoto e di chiamare l’operatore subito dopo. Il ritardo deve restare di minuti: la SIM va bloccata presto, perché riceve gli SMS con i codici della banca.
Bloccare la SIM: i numeri degli operatori
Il blocco della SIM ferma chiamate, traffico e SMS sul tuo numero, ma non tocca il telefono: chi lo ha può inserire un’altra scheda e usarlo. Ecco cosa indicano le pagine ufficiali dei quattro operatori principali.
| Operatore | Blocco SIM | Nuova SIM |
|---|---|---|
| TIM | 119, o “Blocca SIM” in MyTIM | Negozio, con denuncia |
| Vodafone | 190 | Store, con documento |
| WINDTRE | 159 | Negozio, con denuncia |
| Iliad | Modulo in Area Personale | Modulo, con denuncia |
TIM ricorda nella sua pagina sul furto e lo smarrimento che con un abbonamento le fatture con i costi fissi arrivano anche a SIM bloccata, quindi conviene farsi dare presto la sostitutiva con lo stesso numero. Vodafone fa “sospendere la SIM” al 190 e la riattiva allo stesso numero in caso di ritrovamento; in negozio porta anche la denuncia, se ce l’hai. Iliad prevede una procedura scritta: il modulo ufficiale di blocco va caricato nella sezione “Modulistica” dell’Area Personale (o spedito per posta) con documento, codice fiscale e copia della denuncia; il servizio clienti risponde al 177, gratis dall’Italia, tutti i giorni dalle 8 alle 22. Chi ha una eSIM, la SIM digitale senza scheda, chiede il blocco allo stesso modo: il ladro non può estrarla, ma il numero resta attivo finché l’operatore non lo sospende.
Il codice IMEI: dove trovarlo e come bloccarlo
L’IMEI è un codice di 15 cifre che identifica il telefono, non la SIM. Se hai ancora il telefono lo vedi digitando *#06# o in Impostazioni, “Informazioni sullo smartphone”. Se non c’è più, lo trovi sull’etichetta della scatola originale, nelle impostazioni di Find Hub (l’ingranaggio accanto al dispositivo, anche da android.com/find) o spesso sulla fattura del negozio.
Con l’IMEI si chiede all’operatore il blocco dell’apparecchio, che da quel momento viene rifiutato dalle reti mobili italiane con qualsiasi SIM. Le regole cambiano da un operatore all’altro. TIM indica che il blocco è gratuito e si chiede con un modulo online, documento e un’autodichiarazione di furto o smarrimento; la denuncia si può allegare ma non è obbligatoria. Vodafone usa un modulo online per chi è registrato all’area clienti, altrimenti un modulo firmato via PEC o raccomandata. Iliad e WINDTRE chiedono la copia della denuncia.
Il blocco non vale sul Wi-Fi né necessariamente all’estero. Se il telefono torna, lo sblocco si chiede allo stesso operatore.
La denuncia, anche online
La denuncia serve anche se non speri di riavere il telefono: la chiedono gli operatori per la nuova SIM e spesso per il blocco IMEI, è il documento di base per polizze e coperture furto delle carte di credito, e ti tutela se qualcuno usa il telefono per commettere reati. La garanzia del venditore, invece, copre i difetti, non il furto.
Dal 15 giugno 2026 la Polizia di Stato ha attivato il portale Denunce online. Secondo il comunicato ufficiale, per lo smarrimento vale in tutta Italia e tra gli oggetti c’è espressamente il cellulare: non si va in ufficio e il verbale protocollato compare nell’area personale entro 96 ore.
Per il furto si invia una pre-denuncia, da confermare di persona entro 48 ore in un ufficio della Polizia di Stato, su appuntamento preso dalla piattaforma; altrimenti viene cancellata. Questa parte è sperimentale: al lancio era attiva solo in alcuni uffici di Lazio e Umbria, e la sperimentazione si sta estendendo ad altre province. Se il portale non offre un ufficio vicino, si va come sempre in commissariato o dai Carabinieri, con IMEI, marca, modello e, se c’è, lo scontrino.
Account Google, banca e WhatsApp
La guida dell’account Google sul dispositivo smarrito indica tre passaggi: uscire dall’account sul telefono perso (in “I tuoi dispositivi” si sceglie il telefono e accanto ad “Accesso all’account” si tocca “Esci”), cambiare la password dalla sezione “Sicurezza” e aggiornare le password salvate, che si vedono su passwords.google.com. Se temi che qualcuno sia già entrato, segui la guida su come riprendere un account Google o Microsoft violato.
Per la banca chiama il numero di blocco carte (sul sito e sul retro della carta), spiega che il telefono con le carte nel portafoglio digitale è stato rubato e chiedi se basta disattivarle solo su quel telefono o se conviene bloccarle del tutto. Google raccomanda di controllare il conto nei giorni successivi e di segnalare subito i movimenti che non riconosci.
Per WhatsApp la strada più rapida passa dalla SIM: appena hai la sostitutiva con lo stesso numero, installi WhatsApp su un altro telefono e verifichi il numero, e l’account si sposta sul nuovo apparecchio. Nel frattempo avvisa i contatti che qualcuno potrebbe scrivere a nome tuo chiedendo soldi o codici, come nella truffa WhatsApp “vota la bambina”. E diffida dei messaggi “il tuo telefono è stato ritrovato, accedi qui”: servono a rubarti la password di Google, l’unica cosa che manca al ladro per rivendere il telefono.
La scaletta e tre casi pratici
| Quando | Cosa fare | Dove |
|---|---|---|
| Primi minuti | Far squillare, segnare come smarrito | android.com/find |
| Prima ora | Bloccare la SIM | Operatore |
| Prima ora | Uscire dall’account, cambiare password, chiamare la banca | Account Google, banca |
| Primo giorno | Trovare l’IMEI, fare la denuncia | Polizia o Carabinieri |
| Primi giorni | Nuova SIM, WhatsApp sul nuovo telefono | Negozio dell’operatore |
| Dopo | Blocco IMEI; cancellare i dati se non torna | Operatore; Find Hub |
Il telefono dimenticato al ristorante. Una signora se ne accorge in macchina dieci minuti dopo. Dal tablet di casa fa partire il suono da android.com/find: per cinque minuti il telefono squilla, il cameriere lo trova sotto la sedia. Basta il primo passo.
Lo scippo sul tram. A un pensionato strappano di mano il Samsung. Se aveva attivato il Blocco per furto, lo schermo si è già bloccato da solo. Appena a casa, dal computer del figlio, lo contrassegna come smarrito in Find Hub, chiama il 119, esce dall’account Google e cambia la password. Il giorno dopo va in commissariato con l’IMEI preso dalla scatola e con la copia della denuncia si fa dare la nuova SIM. Essendo un furto, la sola denuncia online non basta.
Il telefono perso in gita, ormai scarico. Find Hub mostra solo l’ultima posizione nota, in un parco. La ragazza lo segna comunque come smarrito, perché il comando scatterà alla riaccensione, blocca la SIM e fa la denuncia di smarrimento sul portale della Polizia, senza andare in ufficio: entro 96 ore ha il verbale per chiedere la nuova SIM.
Cosa attivare adesso, prima che succeda
Quasi tutto funziona solo se preparato prima, e bastano dieci minuti, anche sul telefono dei genitori. Controlla che Find Hub sia attivo, poi apri Impostazioni, Google, Tutti i servizi, Protezione dai furti. Qui trovi il Blocco per furto, che usa i sensori per capire se qualcuno ti strappa il telefono e scappa a piedi, in bici o in auto, e blocca lo schermo; il Blocco dispositivo offline, che blocca lo schermo quando il ladro spegne internet; e il Blocco remoto, che richiede di verificare il numero. Alcune funzioni ci sono solo da Android 10 o da Android 15 in su, e non su tutti i modelli.
Altre tre accortezze costano pochissimo: un PIN della SIM diverso da quello di fabbrica, così la scheda non si usa in un altro telefono; un PIN di sblocco di almeno sei cifre, come consiglia Google; una foto della scatola con l’IMEI salvata nella posta. Per il primo telefono di un figlio, queste impostazioni si aggiungono al controllo parentale sul primo smartphone; e per non perdere le password insieme al telefono aiuta uno dei password manager gratuiti.
Domande frequenti
Si può localizzare un telefono Android spento?
Non in tempo reale. Find Hub può mostrare l’ultima posizione nota, se disponibile, e i comandi inviati restano in attesa fino a quando il telefono si riaccende e si collega a internet.
Se cancello i dati da remoto posso ancora trovarlo?
No. Dopo il ripristino dei dati di fabbrica il telefono non compare più in Find Hub. Per questo la cancellazione va fatta per ultima.
Il blocco della SIM blocca anche il telefono?
No. Blocca numero, chiamate e SMS. Per rendere il telefono inutilizzabile sulle reti mobili italiane serve il blocco dell’IMEI.
Per il blocco IMEI serve sempre la denuncia?
Dipende dall’operatore: TIM accetta un’autodichiarazione, Iliad e WINDTRE chiedono la copia della denuncia. Conviene farla comunque subito, perché serve anche per la SIM sostitutiva.
Posso fare la denuncia di furto del telefono online?
Solo in parte. Lo smarrimento si denuncia interamente online in tutta Italia; per il furto la pre-denuncia online va confermata di persona entro 48 ore, ed è attiva solo in alcuni uffici.

