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Detrazione affitto nel 730: quanto recupera chi vive in affitto (300, 495,80 o fino a 2.000 euro), con calcolatore

La detrazione affitto nel 730 spetta a chi vive in affitto nella casa che usa come abitazione principale e ha un reddito complessivo fino a 30.987,41 euro: vale 300 euro all’anno con un contratto libero e un reddito fino a 15.493,71 euro, 150 euro sopra quella soglia, e sale a 495,80 euro con il canone concordato. Per i giovani tra 20 e 30 anni arriva fino a 2.000 euro. E se la tua IRPEF è più bassa della detrazione, la differenza ti viene rimborsata.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto su Normattiva l’articolo 16 del TUIR (DPR 917/1986) nel testo in vigore per il 2026, le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate (quadro E, sezione V, e tabella 2) e la tabella dell’Agenzia con la conversione in euro degli importi in lire.

📌 Articolo in breve
Chi è in affitto nella propria abitazione principale con un contratto regolare e ha un reddito complessivo fino a 30.987,41 euro può togliere dall’IRPEF una cifra fissa: 300 o 150 euro con il contratto libero, 495,80 o 247,90 euro con il canone concordato. I giovani tra 20 e 30 anni con reddito fino a 15.493,71 euro hanno il 20% del canone, da 991,60 a 2.000 euro, i dipendenti trasferiti per lavoro fuori regione 991,60 o 495,80 euro. Le detrazioni non si sommano: si usa la più alta. Chi ha poca o nessuna IRPEF da pagare non la perde, perché la parte che avanza gli viene rimborsata con il 730.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. Chi ha diritto alla detrazione affitto
  2. Quanto spetta: i quattro importi
  3. Calcolatore: quanto recuperi tu
  4. Cinque esempi con i numeri
  5. Se non paghi IRPEF: il rimborso
  6. Giovani tra 20 e 30 anni: le regole precise
  7. Come si indica nel 730: righi E71 ed E72
  8. Studenti fuori sede: una detrazione diversa
  9. Cosa succede dal 2027
  10. Domande frequenti

Chi ha diritto alla detrazione affitto

La regola sta nell’articolo 16 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Servono tre condizioni.

La prima riguarda il contratto: un affitto per uso abitativo stipulato o rinnovato secondo la legge 431 del 1998, come il classico “4+4” a canone libero o il “3+2” a canone concordato, intestato a te (la detrazione spetta al titolare del contratto, non a chi divide solo le spese). Deve anche essere registrato all’Agenzia delle Entrate, come la legge impone per gli affitti di casa; se non sai come si fa, trovi i passaggi nella guida su come registrare un contratto di affitto.

La seconda riguarda la casa. Deve essere la tua abitazione principale, che il comma 1-quinquies dell’articolo 16 definisce come quella in cui tu o i tuoi familiari abitate abitualmente.

La terza riguarda il reddito complessivo, cioè la somma di tutti i tuoi redditi dell’anno; le istruzioni del 730 precisano che si contano anche gli affitti che incassi in cedolare secca, se ne hai. Sopra 30.987,41 euro la detrazione per gli inquilini non spetta; per la versione “giovani” il tetto è più basso, 15.493,71 euro.

Quanto spetta: i quattro importi

L’articolo 16 prevede quattro detrazioni diverse. Due sono scritte ancora in lire, perché risalgono agli anni Novanta: l’Agenzia delle Entrate le ha convertite in euro nella sua tabella sulle detrazioni per canoni di locazione, e gli stessi importi si ritrovano nella tabella 2 delle istruzioni del 730/2026. Ecco il quadro completo.

Chi Fino a 15.493,71 € Fino a 30.987,41 €
Contratto libero 300 € 150 €
Canone concordato 495,80 € 247,90 €
Dipendente trasferito (3 anni) 991,60 € 495,80 €
Giovane 20-30 anni (4 anni) 20% del canone, da 991,60 a 2.000 € non spetta

Colonne: reddito complessivo. Fonte: art. 16 TUIR e tabella 2 delle istruzioni 730/2026.

Il canone concordato riguarda i contratti firmati seguendo gli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini del tuo Comune (articolo 2, comma 3, e articolo 4, commi 2 e 3, della legge 431/1998). Il lavoratore dipendente trasferito è chi ha spostato la residenza nel Comune in cui lavora, o in uno vicino, a non meno di 100 chilometri dal precedente e fuori dalla propria regione: la detrazione vale per i primi tre anni dal trasferimento. Le istruzioni del 730 precisano che spetta solo ai dipendenti veri e propri (anche appena assunti), non a chi ha redditi “assimilati” come i collaboratori, e che in questo caso va bene qualsiasi tipo di contratto di affitto. La detrazione per i giovani la vediamo più sotto.

Il comma 1-quater fissa due regole che valgono per tutte: le detrazioni non si sommano, si sceglie la più favorevole, e vanno divise tra gli intestatari del contratto. Il comma 1-quinquies le riduce in proporzione al periodo in cui la casa è stata abitazione principale: nel 730 si contano i giorni.

Calcolatore: quanto recuperi tu

Inserisci i tuoi dati: il calcolatore applica gli importi dell’articolo 16, sceglie la detrazione più alta, la riduce in base ai giorni e la divide tra gli intestatari del contratto.

Calcola la tua detrazione affitto

ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Cinque esempi con i numeri

Una pensionata con 9.000 euro di pensione e un contratto libero. Le spetta la detrazione piena da 300 euro. L’imposta lorda al 23% è 2.070 euro e la detrazione per pensione dell’articolo 13 del TUIR vale circa 1.923 euro: restano circa 147 euro di IRPEF (calcolo nostro, senza familiari né altre spese). I 300 euro dell’affitto li azzerano e i circa 153 euro che avanzano le tornano come rimborso con il 730. Con una pensione di 8.000 euro l’IRPEF sarebbe già zero e il rimborso sarebbe di 300 euro interi.

Una famiglia monoreddito con 22.000 euro e un contratto 3+2 a canone concordato. Con un contratto libero spetterebbero 150 euro, con il concordato 247,90: quasi 98 euro in più all’anno.

Un ragazzo di 27 anni con 14.500 euro di reddito e 550 euro di affitto al mese. In un anno paga 6.600 euro: il 20% è 1.320 euro, più dei 991,60 minimi, e la detrazione è di 1.320 euro. Se l’affitto fosse di 900 euro al mese (10.800 euro all’anno) il 20% sarebbe 2.160 euro, ma il tetto è 2.000. Con 300 euro al mese (3.600 all’anno) il 20% sarebbe 720 euro e scatterebbe il minimo di 991,60.

Due conviventi intestatari dello stesso contratto libero, che entrano in casa il 1° luglio. Lei ha 14.000 euro di reddito, lui 20.000. La detrazione si divide a metà e si riduce ai 184 giorni dal 1° luglio al 31 dicembre. Per lei: 300 × 184/365 × 50% = 75,62 euro. Per lui, che è nella seconda fascia: 150 × 184/365 × 50% = 37,81 euro.

Un impiegato trasferito da Napoli a Milano nel 2024, con 25.000 euro di reddito e un contratto concordato. Tra concordato (247,90 euro) e dipendente trasferito (495,80 euro) sceglie la seconda, che vale per il 2024, il 2025 e il 2026; poi tornerà ai 247,90 euro.

Nota della redazione
Le soglie di reddito sono ferme dal 1998. Nel testo dell’articolo 16 che abbiamo letto su Normattiva i commi 1 e 1-bis sono ancora scritti in lire: 30 milioni e 60 milioni, cioè 15.493,71 e 30.987,41 euro. In quasi trent’anni nessuno le ha adeguate all’inflazione, e lo stesso vale per i 300 euro del contratto libero, che si applicano dal periodo d’imposta 2007. Risultato pratico: basta un euro di reddito oltre 15.493,71 per vedere la detrazione dimezzata, e chi supera 30.987,41 euro non ha alcuna detrazione, anche se paga l’affitto in una grande città.

Se non paghi IRPEF: il rimborso

Per quasi tutte le detrazioni, se l’imposta è più bassa, la parte che avanza si perde. Le istruzioni del 730 indicano un’eccezione: l’affitto.

Il comma 1-sexies dell’articolo 16 stabilisce che, se la detrazione supera l’imposta lorda diminuita delle detrazioni per familiari a carico e per redditi di lavoro o pensione, viene riconosciuta la quota che non ha trovato posto nell’imposta. In pratica: il CAF, il professionista o il datore di lavoro che fa il tuo 730 ti riconosce un credito pari alla parte di detrazione che non hai potuto usare, e te lo paga con il rimborso. Per i tempi di accredito in busta paga o sulla pensione vale quanto spiegato nella guida su quando arriva il rimborso del 730.

Questo è il motivo per cui conviene presentare il 730 anche se non sei obbligato. Chi ha solo una pensione bassa spesso non presenta la dichiarazione perché “tanto non paga tasse”: se vive in affitto, così rinuncia a un rimborso. Per la dichiarazione precompilata puoi seguire la guida al 730 precompilato: controlla che il rigo E71 o E72 sia compilato e, se manca, aggiungilo tu o chiedilo al CAF.

Alcuni datori di lavoro riconoscono la detrazione già in busta paga. In quel caso la Certificazione Unica (CU) riporta al punto 371 il “credito riconosciuto per canoni di locazione”, e le istruzioni del 730 chiedono di riportarlo nel rigo F11, così il conto finale tiene conto di quanto hai già ricevuto.

Giovani tra 20 e 30 anni: le regole precise

Il comma 1-ter, nella versione in vigore dal 2022, riconosce ai giovani tra 20 e 31 anni non compiuti, con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro, una detrazione per i primi quattro anni di contratto. L’importo è il 20% dell’affitto pagato, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.

Le istruzioni del 730/2026 chiariscono i dubbi più frequenti. Il contratto va firmato prima dei 31 anni, e la detrazione spetta fino all’anno in cui si compiono 31 anni, perché basta avere l’età giusta per una parte dell’anno (non spetta solo a chi li compie il 1° gennaio). I quattro anni partono dalla firma: un contratto del 2025 dà diritto alla detrazione fino al 2028. Va bene anche una porzione dell’appartamento, per esempio una stanza, purché non sia la casa dei genitori.

Attenzione a ciò che si legge in giro su un presunto “bonus affitto per coppie under 36” al 30% del canone: nell’articolo 16 del TUIR in vigore per il 2026 non c’è, e nelle istruzioni del 730/2026 i codici del rigo E71 sono solo tre (1, 2 e 4). Per le coppie giovani valgono le regole generali: ciascuno dei due intestatari usa la detrazione a cui ha diritto, divisa a metà.

Come si indica nel 730: righi E71 ed E72

La detrazione va nel quadro E, sezione V, del modello 730. Le istruzioni ufficiali del 730/2026 prevedono due righi. L’importo lo calcola chi presta l’assistenza fiscale.

Il rigo E71 è per gli inquilini dell’abitazione principale. Nella colonna 1 va il codice: “1” per il contratto libero, “2” per il canone concordato, “4” per i giovani. Nella colonna 2 vanno i giorni in cui la casa è stata abitazione principale, nella colonna 3 la percentuale (100 se il contratto è intestato solo a te, 50 se siete in due). La colonna 4, con l’importo dell’affitto pagato, si compila solo con il codice 4.

Il rigo E72 è per i lavoratori dipendenti trasferiti: giorni nella colonna 1 e percentuale nella colonna 2.

Se nello stesso anno hai avuto situazioni diverse, per esempio un contratto libero fino a marzo e un concordato da aprile, puoi usare più detrazioni, una per periodo: si compila un modulo aggiuntivo per ogni codice, e la somma dei giorni non può superare 365.

Due avvertenze dalle istruzioni. Con un canone concordato firmato senza l’assistenza delle associazioni di proprietari e inquilini può servire l’attestazione che il contratto rispetta l’accordo territoriale (circolare 7/E del 2018). E se il datore di lavoro ti rimborsa l’affitto come benefit (nella CU compare con i codici onere 96 e 97), la detrazione spetta solo se una parte del canone resta comunque a tuo carico.

Studenti fuori sede: una detrazione diversa

Gli universitari fuori sede hanno un’agevolazione propria, fuori dall’articolo 16: è tra le spese al 19% dei righi E8-E10, con il codice 18. Secondo le istruzioni del 730/2026 l’università deve essere in un Comune ad almeno 100 chilometri da quello di residenza e in un’altra provincia (o in un Paese dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo). La spesa massima è 2.633 euro all’anno, quindi lo sconto arriva a 500,27 euro, e spetta anche ai genitori che pagano per un figlio a carico. Le altre spese al 19% sono raccolte nella nostra guida alle detrazioni del 730.

Cosa succede dal 2027

Per i redditi del 2026, quelli che si dichiarano con il 730 del 2027, valgono le regole descritte qui. Dal 1° gennaio 2027 il vecchio TUIR lascia il posto al nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117 (ne abbiamo parlato nell’articolo sul nuovo TUIR 2027). Il decreto riordina le norme esistenti e cambia la numerazione degli articoli; al 5 novembre non abbiamo ancora verificato in quale articolo sono finite le detrazioni per l’affitto e con quali importi. Aggiorneremo la guida con le istruzioni del primo 730 che applicherà il nuovo testo.

Domande frequenti

La detrazione spetta se il contratto di affitto non è registrato?

No. La detrazione richiede un contratto stipulato secondo la legge 431/1998, e un contratto di affitto non registrato non è valido per la legge. Se il proprietario non lo ha registrato, la strada per mettersi in regola è spiegata nella guida su registrazione del contratto.

Pago l’affitto ma ho la residenza da un’altra parte: posso detrarlo?

Conta dove vivi abitualmente, tu o i tuoi familiari: la legge parla di dimora abituale, non di residenza anagrafica. Per i giovani e per i dipendenti trasferiti, però, la norma richiede che sia anche la tua residenza.

Il mio padrone di casa ha la cedolare secca: cambia qualcosa per me?

No. La cedolare secca è il modo in cui il proprietario paga le tasse sugli affitti incassati (cosa gli conviene con il canone concordato lo spieghiamo nell’articolo sulla cedolare secca sul canone concordato). La detrazione dell’inquilino dipende solo dal tuo contratto, dalla tua casa e dal tuo reddito.

Posso sommare la detrazione giovani e quella per il canone concordato?

No. Il comma 1-quater dell’articolo 16 dice che le detrazioni per l’affitto non sono cumulabili: si sceglie la più favorevole. Un giovane con reddito fino a 15.493,71 euro ha sempre convenienza a usare quella giovani, che non scende mai sotto 991,60 euro.

Non pago IRPEF perché guadagno poco: perdo la detrazione?

No: la parte che supera l’imposta ti viene rimborsata, ma solo se presenti il 730.

Siamo in due sul contratto ma l’affitto lo paga uno solo: come si divide?

La legge dice che la detrazione va ripartita tra gli aventi diritto, e le istruzioni del 730 portano l’esempio di due cointestatari che indicano ciascuno il 50%. Ognuno applica la propria fascia di reddito.

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