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Perché la RC auto costa di più nel 2026: le nuove tasse spiegate

La RC auto costa di più nel 2026 e non è solo una sensazione: dietro l’aumento dei premi ci sono due novità fiscali entrate in vigore quest’anno che pesano direttamente sulla bolletta assicurativa di milioni di automobilisti italiani.

📌 Articolo in breve
Dal 2026 l’aliquota Irap applicata alle compagnie assicurative è salita di 2 punti percentuali, mentre l’imposta sulle garanzie accessorie (infortuni conducente, assistenza stradale) è passata dal 2,5% al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio. Il risultato: premio medio nazionale oltre i 600 euro, con punte molto più alte al Sud.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Cosa cambia davvero nel 2026
  2. L’aumento dell’Irap sulle compagnie
  3. La stangata sulle garanzie accessorie
  4. Prima e dopo: cosa cambia sulle garanzie accessorie
  5. Quanto costa oggi la RC auto in Italia
  6. Chi paga di più (e perché)
  7. Come limitare i danni sul rinnovo
  8. Domande frequenti

Cosa cambia davvero nel 2026

Chiunque abbia rinnovato la propria polizza negli ultimi mesi se ne sarà accorto: a parità di classe di merito e di veicolo, il preventivo è più salato rispetto al 2025. Non è un caso isolato né una strategia commerciale della singola compagnia. La causa è normativa e riguarda l’intero mercato assicurativo italiano, che si è visto imporre due strette fiscali quasi in contemporanea.

La prima riguarda l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive che le compagnie versano sui propri utili. La seconda, più silenziosa ma più pesante per il portafoglio dell’automobilista, riguarda l’imposta applicata alle garanzie accessorie che quasi tutti aggiungono alla polizza base senza pensarci troppo.

L’aumento dell’Irap sulle compagnie

Dal 2026 l’aliquota Irap applicata alle compagnie assicurative è aumentata di 2 punti percentuali. Sulla carta è un tributo che grava sulle aziende, non sui clienti. Nella pratica, come succede quasi sempre quando si alza la tassazione su un settore regolamentato e a bassa elasticità della domanda, il costo viene trasferito a valle sui premi. Le compagnie non possono permettersi di assorbire un aumento di imposta di questa entità senza intaccare i margini, quindi lo scaricano gradualmente sui rinnovi.

Il meccanismo non è immediato: non troverai una voce “Irap” scritta nero su bianco nel tuo preventivo. L’aumento si distribuisce nel calcolo generale del premio, insieme ad altri fattori come il costo dei sinistri e l’inflazione dei ricambi auto.

La stangata sulle garanzie accessorie

Qui la novità è molto più diretta e misurabile. L’imposta sulle garanzie accessorie, in particolare sulla copertura infortuni del conducente e sull’assistenza stradale, è passata dal 2,5% al 12,5% per tutti i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026. Parliamo di un balzo di 10 punti percentuali su prodotti che la maggior parte degli automobilisti sottoscrive quasi in automatico al momento del rinnovo, senza calcolare quanto pesano davvero sul totale.

Facciamo un esempio concreto: se prima pagavi 50 euro l’anno per l’infortuni conducente, con 1,25 euro di imposta inclusa, oggi su quella stessa garanzia l’imposta sale a 6,25 euro. Non è una cifra enorme presa da sola, ma moltiplicata per milioni di polizze diventa un flusso fiscale rilevante, ed è comunque un aumento diretto che si somma a tutto il resto.

Quanto costa oggi la RC auto in Italia

I dati raccolti dai comparatori nella prima metà del 2026 fotografano una situazione già tesa. Il premio medio nazionale ha superato i 600 euro, con la tariffa media pura di rischio oltre i 420 euro. Il divario territoriale resta enorme: tra le province più economiche e quelle più costose, come Napoli, la differenza sfiora il doppio.

Per i guidatori più giovani la situazione è ancora più pesante. Secondo i preventivi raccolti a giugno 2026, un diciottenne o diciannovenne paga in media tra 1.200 e 1.500 euro l’anno, mentre nella fascia 21-24 anni si scende, ma non di molto, tra 900 e 1.200 euro. Sono cifre che, unite all’aumento delle imposte sulle accessorie, rendono la prima polizza uno degli ostacoli economici più concreti per chi si mette al volante da poco.

Prima e dopo: cosa cambia sulle garanzie accessorie

Per capire davvero l’impatto delle nuove aliquote conviene guardare i numeri fianco a fianco. Prendiamo tre garanzie accessorie tipiche e confrontiamo quanto pesava l’imposta prima del 2026 e quanto pesa oggi.

Garanzia accessoria Costo netto annuo Imposta fino al 2025 (2,5%) Imposta dal 2026 (12,5%)
Infortuni conducente 50 € 1,25 € 6,25 €
Assistenza stradale 35 € 0,88 € 4,38 €
Tutela legale 40 € 1,00 € 5,00 €

Come si vede, l’aumento assoluto per singola garanzia resta contenuto, poche decine di euro l’anno. Il punto è che si somma alle altre voci di aumento, Irap compresa, e per chi ha tre o quattro garanzie accessorie attive il totale può facilmente arrivare a 20-30 euro in più solo per la componente fiscale, prima ancora di considerare l’aumento del premio base.

Chi paga di più (e perché)

L’aumento non colpisce tutti allo stesso modo. Oltre 500.000 automobilisti che nel 2025 hanno denunciato un sinistro con colpa si trovano oggi con un premio ancora più alto, perché la loro posizione tariffaria è peggiorata proprio nel momento sbagliato, quello in cui il mercato nel suo complesso sta già salendo. A questo si aggiunge un fattore strutturale che pesa da anni: il costo medio dei sinistri continua a crescere anche se il numero di incidenti diminuisce, perché le auto moderne montano sensori, centraline e sistemi di assistenza alla guida costosissimi da riparare.

Le regioni con maggiore frequenza di sinistri o di frodi, come Liguria, Marche e Sardegna, registrano gli incrementi più marcati. Al contrario, in Calabria, Basilicata e Friuli-Venezia Giulia la situazione resta relativamente più favorevole, almeno rispetto al trend nazionale.

Come limitare i danni sul rinnovo

Non si può cancellare l’effetto delle nuove imposte, ma si può ridurne l’impatto con qualche accortezza pratica. La prima cosa da fare al rinnovo è chiedersi seriamente se tutte le garanzie accessorie servono davvero, oppure se alcune (penso all’assistenza stradale, spesso già inclusa in altre polizze o servizi) possono essere tolte senza rimpianti, visto che ora costano cinque volte di più in tasse.

La seconda leva resta il confronto tra compagnie: le differenze di prezzo a parità di copertura possono superare il 30% anche nella stessa città. Vale la pena rivedere ogni anno il preventivo invece di rinnovare automaticamente con la stessa compagnia, magari usando una checklist come quella spiegata nella nostra guida al confronto dei preventivi RC auto. Se invece vuoi semplicemente capire cosa stai pagando e perché, può essere utile ripartire dalle basi con la nostra guida su cosa copre davvero la RC auto obbligatoria.

Per approfondire il quadro normativo e i dettagli tecnici sulle nuove aliquote, la fonte più affidabile resta il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, che pubblica periodicamente le circolari con le aliquote aggiornate applicabili ai premi assicurativi.

Domande frequenti

Perché la mia RC auto è aumentata così tanto quest’anno?

Perché nel 2026 si sono sommati due fattori: l’aumento di 2 punti dell’Irap sulle compagnie assicurative, che si scarica indirettamente sui premi, e il balzo dell’imposta sulle garanzie accessorie dal 2,5% al 12,5%, che incide in modo diretto e misurabile sul costo di coperture come infortuni conducente e assistenza stradale.

Posso evitare l’aumento dell’imposta sulle garanzie accessorie?

Solo rinunciando alle garanzie accessorie stesse. La RC auto obbligatoria non è toccata da questa specifica imposta, che riguarda esclusivamente le coperture facoltative aggiunte alla polizza base.

Conviene ancora avere l’assistenza stradale in polizza?

Dipende dal tuo profilo di rischio e da cosa hai già incluso in altri servizi (carta di credito, abbonamenti, garanzia auto). Con l’imposta salita al 12,5% vale la pena fare due conti prima di rinnovarla automaticamente.

Tutte le compagnie hanno applicato gli aumenti allo stesso modo?

No, l’impatto varia da compagnia a compagnia e da provincia a provincia. Per questo confrontare più preventivi al momento del rinnovo resta la strategia più efficace per contenere la spesa.

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