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Bonus auto elettrica 2026: perché non c’è il click day (e cosa resta)

Il bonus auto elettrica 2026 è diventato uno dei temi più cercati dell’estate, ma non per il motivo che ci si aspetterebbe: a luglio inoltrato non c’è ancora traccia del classico click day, e per molti aspiranti acquirenti la domanda è passata da “quando parte” a “esiste ancora?”.

📌 Articolo in breve
Il programma PNRR dedicato alle auto elettriche ha esaurito i fondi nell’ottobre 2025 e per il 2026 non è previsto un nuovo click day generalizzato. Resta attivo solo un contributo residuo vincolato a ISEE basso e rottamazione. Il governo ha spostato la strategia dal sostegno diretto agli acquisti al rinnovo tecnologico del parco auto esistente.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni di acquisto verifica sempre i requisiti aggiornati sul sito ufficiale del Ministero o rivolgiti a un professionista abilitato.

Indice

  1. La situazione reale a luglio 2026
  2. Perché il programma PNRR è finito
  3. Cosa resta oggi degli incentivi
  4. Chi può ancora accedere al contributo residuo
  5. La nuova strategia del governo
  6. Cosa fare se vuoi comprare un’elettrica ora
  7. Come funzionavano i vecchi click day
  8. Domande frequenti

La situazione reale a luglio 2026

Negli ultimi mesi si sono susseguite voci su un possibile nuovo click day per gli incentivi alle auto elettriche, alimentate da titoli di giornale che promettevano sconti fino a 11.000 euro. La realtà, verificata sui canali ufficiali, è diversa: a luglio 2026 non è previsto alcun click day per bonus auto elettriche aperto a tutti i cittadini. Chi ha aspettato pazientemente un nuovo bando generalizzato, come quelli visti negli anni passati, rischia di aspettare ancora a lungo, perché il quadro normativo attuale non lo prevede.

Questo non significa che il tema sia chiuso per sempre, ma che il modello di incentivo “a pioggia” per chiunque voglia acquistare un’elettrica non è più la strada scelta dall’esecutivo per il 2026.

Nel frattempo la confusione online alimenta un piccolo circolo vizioso: articoli e post social continuano a rilanciare la parola “click day” ogni volta che circola una voce non confermata, generando picchi di ricerca puntualmente delusi. Prima di fidarsi di un annuncio, la regola più semplice resta controllare direttamente il portale ministeriale dedicato, evitando di basarsi su titoli acchiappa-clic privi di fonte ufficiale.

Perché il programma PNRR è finito

Il programma gestito dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) nell’ambito del PNRR, dedicato specificamente ai veicoli a zero emissioni di CO2, ha esaurito i fondi disponibili nell’ottobre 2025. Le richieste erano state altissime fin dai primi giorni di apertura, con oltre 55.000 voucher assegnati in tempi rapidissimi. Da allora non è stato rifinanziato un nuovo bando equivalente, e nel corso del 2026 non si è mai riaperta una finestra paragonabile a quella dell’anno precedente.

Va anche precisato un altro aspetto poco chiaro nella narrazione comune: per il 2026 non sono previste nemmeno le agevolazioni classiche per le auto termiche o ibride che avevano accompagnato gli anni precedenti. Non è quindi solo l’elettrico ad aver perso il sostegno diretto, ma l’intero impianto di incentivi generalizzati all’acquisto.

Cosa resta oggi degli incentivi

Non tutto è sparito. Esiste ancora un contributo residuo dedicato esclusivamente alle auto 100% elettriche, ma con paletti molto più stretti rispetto al passato. Per accedervi serve un ISEE familiare inferiore a 30.000 euro e la contestuale rottamazione di un veicolo vecchio. È, di fatto, una misura pensata per chi ha già un’auto datata e un reddito medio-basso, non un incentivo generalista aperto a chiunque voglia cambiare auto.

Chi possiede già un veicolo elettrico o sta valutando l’acquisto senza rientrare in questi requisiti stringenti deve quindi fare i conti senza contare su sconti statali diretti, e valutare l’operazione solo sulla base del risparmio in carburante ed manutenzione nel medio periodo, un calcolo che abbiamo affrontato nel dettaglio nel nostro confronto tra auto elettrica e auto a benzina.

Chi può ancora accedere al contributo residuo

Per chi rientra nei requisiti ISEE, la procedura ricalca in parte quella degli anni passati: domanda tramite piattaforma dedicata, documentazione sulla rottamazione del veicolo precedente e attesa dei tempi tecnici di erogazione. La platea però è molto più ristretta, e i fondi stanziati per questa misura residuale sono limitati, quindi le richieste vengono soddisfatte fino a esaurimento budget, non su base di merito o di ordine di importanza.

Chi ha già affrontato in passato le richieste di ecobonus generalista sa che i tempi tra apertura del bando ed esaurimento fondi possono essere molto rapidi: vale la pena monitorare periodicamente il portale ufficiale se si rientra nei requisiti ISEE, piuttosto che aspettare un annuncio generico sui social o sui giornali.

La nuova strategia del governo

Dietro la scelta di non riproporre un click day generalizzato c’è un cambio di approccio dichiarato dall’esecutivo. L’obiettivo non è più stimolare direttamente le vendite di auto nuove tramite sconto immediato, ma puntare su benefici ambientali più rapidi e diffusi agendo sul rinnovo tecnologico del parco auto esistente e sul sostegno all’industria nel suo complesso, piuttosto che sussidiare il singolo acquisto.

In pratica, significa che nei prossimi mesi è più probabile vedere misure indirette, penso a interventi su fiscalità aziendale, flotte, infrastrutture di ricarica, piuttosto che un nuovo bando con sconto diretto al consumatore privato. Chi segue il tema per un acquisto personale dovrebbe quindi abbassare le aspettative su un ritorno del “vecchio” ecobonus nella sua forma classica.

Cosa fare se vuoi comprare un’elettrica ora

Senza incentivi statali diretti, la convenienza di un’auto elettrica va valutata su basi diverse. Primo: il costo dell’energia per la ricarica domestica, che può abbattere sensibilmente la spesa rispetto al pieno di benzina, soprattutto se si installa una wallbox invece di affidarsi alla presa domestica standard, un confronto che spieghiamo passo passo nella nostra guida su wallbox vs presa domestica. Secondo: gli incentivi locali, che restano attivi in molte Regioni e Comuni anche in assenza del bando nazionale, spesso sotto forma di esenzione bollo o accesso gratuito alle ZTL. Terzo: le promozioni dirette delle case automobilistiche, che in un mercato senza sconto statale tendono ad alzare gli sconti di listino per restare competitive.

Per un quadro aggiornato sui bandi nazionali attivi, la fonte ufficiale da consultare resta il portale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che pubblica gli aggiornamenti sui fondi PNRR e sulle eventuali nuove misure.

Come funzionavano i vecchi click day (e perché non torneranno uguali)

Per capire la delusione di molti automobilisti bisogna ricordare come funzionavano i bandi degli anni passati. Il meccanismo del click day prevedeva l’apertura di una piattaforma dedicata a un orario preciso, con fondi limitati assegnati in ordine di arrivo delle domande. Bastavano poche ore, a volte pochi minuti nelle categorie più richieste, perché il budget si esaurisse completamente, lasciando fuori la stragrande maggioranza di chi si era organizzato per presentare la richiesta.

Questo sistema, per quanto criticato per la sua natura quasi casuale (chi aveva una connessione più veloce o più fortuna vinceva, non necessariamente chi ne aveva più bisogno), garantiva comunque uno sconto immediato e visibile sul prezzo di listino, fino a 11.000 euro nelle combinazioni più favorevoli tra rottamazione e fascia di reddito. È proprio questo elemento, lo sconto diretto e immediato, che il nuovo approccio del governo ha abbandonato, sostituendolo con misure più mirate ma anche più restrittive.

Chi ha partecipato ai bandi passati senza successo, o chi semplicemente non era pronto quando si è aperta la finestra, oggi si trova quindi davanti a un sistema strutturalmente diverso: niente più corsa contro il tempo, ma nemmeno la possibilità di accedere a uno sconto importante se non si rientra nei rigidi paletti ISEE.

Domande frequenti

C’è un nuovo click day per le auto elettriche nel 2026?

No, a luglio 2026 non è previsto alcun click day generalizzato. Il programma PNRR ha esaurito i fondi nell’ottobre 2025 e non è stato rifinanziato con un bando equivalente.

Esiste ancora qualche incentivo per l’auto elettrica?

Sì, ma solo un contributo residuo vincolato a ISEE inferiore a 30.000 euro e alla rottamazione di un veicolo vecchio: non è più una misura aperta a chiunque.

Anche le auto ibride e a benzina hanno perso gli incentivi?

Sì, per il 2026 non sono previste le classiche agevolazioni statali generalizzate né per le auto termiche né per le ibride.

Conviene comprare un’auto elettrica senza incentivi statali?

Dipende dal chilometraggio annuo e dalla possibilità di ricaricare a casa a costi contenuti. Senza sconto all’acquisto, il vantaggio si sposta tutto sul risparmio nell’uso quotidiano.

Da dove si può controllare se il bando riapre?

Il canale ufficiale è il portale dedicato del Ministero dell’Ambiente, dove vengono pubblicati gli aggiornamenti su fondi residui ed eventuali nuove misure. Diffida di siti terzi o pagine social che annunciano click day non confermati dalle fonti istituzionali.

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