Le spiagge della Sardegna sono tra le più belle del Mediterraneo, e chi ci è stato almeno una volta capisce perché quest’isola venga paragonata ai Caraibi. Acqua trasparente, sabbia bianca finissima, fondali che degradano dal turchese al blu profondo: la Sardegna ha una varietà di ambienti costieri difficile da trovare altrove in Italia.
La Sardegna ha oltre 1.800 km di coste e circa 300 spiagge. Le più famose — La Pelosa, Cala Brandinchi, Spiaggia Rosa di Budelli — sono splendide ma affollate in luglio e agosto. Le mete alternative come Cala Coticcio, Cala Goloritzè e le spiagge del Sulcis offrono spesso paesaggi altrettanto belli con meno folla. Giugno e settembre sono i mesi migliori per godersi l’isola senza code.
Indice
- Costa Smeralda e nord Sardegna: le spiagge iconiche
- Ogliastra: le cale selvagge della costa est
- Oristano e Sinis: dune e lagune nel cuore dell’isola
- Sud Sardegna: il Sulcis e le spiagge meno conosciute
- Arcipelago della Maddalena: isole da sogno
- Consigli pratici per organizzare il viaggio
- Domande frequenti
Costa Smeralda e nord Sardegna: le spiagge iconiche
Il nord della Sardegna è quello che la maggior parte dei turisti conosce meglio, e con ragione: questa parte dell’isola concentra alcune delle spiagge più fotografate d’Italia. La Costa Smeralda, tra Arzachena e Olbia, è il cuore del turismo di lusso, ma le spiagge pubbliche accessibili a tutti sono numerose e bellissime.
La Pelosa, vicino a Stintino, è la spiaggia più famosa della Sardegna: sabbia bianchissima, acqua color smeraldo, con il profilo della Torre della Pelosa che si specchia nel mare. Dal 2017 l’accesso è regolamentato con un numero massimo di visitatori giornaliero e un ticket d’ingresso (circa 3,50 euro) per proteggere la posidonia. Prenotate online con anticipo in estate — i posti finiscono in pochi giorni.
Cala Grande e Cala Tinnari, nella zona di Castelsardo, sono più tranquille e meno note ai turisti internazionali. Cala Tinnari in particolare è una piccola baia con rocce granitiche e acqua cristallina raggiungibile dopo circa 15 minuti a piedi da un parcheggio sulla strada statale — quel piccolo sforzo basta già a tenere lontana la folla.
Nella zona di Palau e Santa Teresa Gallura le spiagge si moltiplicano: Rena Bianca, Capo Testa con le sue sculture granitiche naturali, Cala d’Agumu. Capo Testa merita una visita anche solo per il paesaggio lunare delle rocce modellate dal vento.
Ogliastra: le cale selvagge della costa est
La costa est della Sardegna, tra Baunei e Santa Maria Navarrese, è probabilmente la più selvaggia e spettacolare dell’isola. Le scogliere calcaree precipitano direttamente in mare, le cale sono spesso raggiungibili solo a piedi o via mare, e il paesaggio ricorda più le coste della Grecia che il Mediterraneo italiano.
Cala Goloritzè è considerata da molti la spiaggia più bella della Sardegna. Un ago di roccia alto 140 metri la sovrasta sul lato sinistro; i ciottoli bianchi e l’acqua azzurra completano un quadro che sembra una cartolina ritoccata ma è realtà. È raggiungibile a piedi (circa 4 km di sentiero dal paese di Baunei, 2 ore andata e ritorno) o con i gommoni da Santa Maria Navarrese. Attenzione: l’accesso è regolamentato e richiede un permesso gratuito da richiedere al Comune di Baunei.
Cala Mariolu e Cala Biriola sono raggiungibili solo via mare. I gommoni partono da Arbatax e Santa Maria Navarrese — tariffe intorno ai 20-30 euro a persona per l’escursione. L’acqua di Cala Mariolu è di un azzurro così intenso che sembra irreale: è uno dei posti in Italia dove si vede meglio il colore cambiare gradualmente dall’azzurro cielo al blu profondo.
Per chi vuole la spiaggia più accessibile della zona, Spiaggia di Cea vicino a Tortolì ha sabbia dorata e le caratteristiche rocce rosse che la rendono unica nel panorama sardo.
Oristano e Sinis: dune e lagune nel cuore dell’isola
La penisola del Sinis, a ovest dell’isola, è un’altra Sardegna rispetto a quella da copertina del Costa Smeralda. Qui le spiagge sono diverse: sabbia chiara di quarzo finissimo, dune basse, lagune con fenicotteri rosa, e l’area marina protetta di Capo San Marco con i resti dell’antica città fenicia di Tharros.
Is Arutas è la spiaggia delle “perle di quarzo”: invece della sabbia classica, i granuli sono grandi come piselli di quarzo bianco, rosa e grigio. È unica in Italia e protetta da regolamento — è vietato portare via i granuli (multa fino a 3.000 euro). L’acqua è pulita e poco profonda per molti metri, perfetta con i bambini.
Mari Ermi, vicino a Is Arutas, ha un aspetto simile ma è meno frequentata. Le due spiagge si raggiungono dalla strada provinciale che attraversa il Sinis con un breve tratto sterrato.
Poco più a nord, Su Pallosu è una piccola baia semi-privata in una pineta — è necessario pagare un pedaggio simbolico per accedere, ma è uno dei pochi posti in Sardegna dove in agosto si trova ancora tranquillità.
Sud Sardegna: il Sulcis e le spiagge meno conosciute
Il sud della Sardegna è la parte meno turistica dell’isola, e proprio per questo una delle più interessanti. Le spiagge del Sulcis-Iglesiente hanno una bellezza diversa — più aspra, meno “patinata” — con acque che non hanno nulla da invidiare al nord.
Spiaggia di Porto Pino, vicino a Sant’Anna Arresi, ha dune bianche alte fino a 15 metri che si estendono per chilometri, una pineta retrostante e acque basse e trasparenti. È una delle spiagge più grandi e meno affollate del sud Sardegna, raggiungibile in macchina da Carbonia in circa 45 minuti.
Cala Domestica è un fiordo naturale con pareti rocciose che scendono a picco e un’acqua di un blu intenso. Si raggiunge dalla strada tra Buggerru e Iglesias — l’ultimo tratto è sterrato ma percorribile anche con un’auto normale. Difficile trovare posto nei fine settimana di luglio, ma nei giorni feriali è relativamente tranquilla.
Per chi cerca qualcosa di assolutamente fuori dai radar, le spiagge dell’Isola di San Pietro — raggiungibile in traghetto da Calasetta o Portoscuso — sono tra le più belle e meno conosciute del Mediterraneo. Cala Fico e Cala Vinagra sono accessibili solo a piedi o via mare: questo le preserva dalla folla.
Arcipelago della Maddalena: isole da sogno
L’Arcipelago della Maddalena, nel nord-est della Sardegna, è un parco nazionale marino che comprende sette isole principali e decine di isolotti. L’isola di La Maddalena è raggiungibile in traghetto da Palau in 15 minuti; le altre isole si visitano con escursioni in barca.
Spiaggia Rosa di Budelli è la più famosa — protetta dall’accesso diretto dal 1994, si può ammirare solo dalla barca o dalla riva opposta. Il colore rosa è dato da frammenti di coralli, conchiglie e un microrganismo rosso chiamato Miniacina miniacea. Le fotografie rendono il colore molto più intenso di quello che appare nella realtà, ma il luogo ha comunque un fascino speciale.
Cala Coticcio, sull’isola di Caprera, è soprannominata “il Tahiti della Maddalena”. Acqua turchese, fondali bassi con sabbia bianca, macchia mediterranea profumata alle spalle. È raggiungibile solo via mare — le escursioni partono da La Maddalena e costano 35-50 euro a persona includendo guida e snorkeling.
L’isola di Spargi ospita Cala Corsara, con acque trasparenti e un fondale sabbioso che conserva ancora parte di un antico relitto romano. Per chi fa snorkeling, è uno dei posti più interessanti dell’arcipelago.
Consigli pratici per organizzare il viaggio
Il periodo migliore per visitare la Sardegna è giugno e settembre. Il mare è già caldo, il sole è pieno, ma le spiagge non sono al collasso come ad agosto. I prezzi di alberghi, traghetti e voli calano significativamente rispetto al picco estivo — spesso del 30-40%. Se puoi evitare agosto, fallo.
Per raggiungere l’isola hai tre opzioni: aereo, traghetto o combinazione dei due. I voli per Cagliari, Olbia e Alghero partono da tutti i principali aeroporti italiani; Ryanair e easyJet hanno spesso tariffe competitive. I traghetti da Genova, Livorno e Civitavecchia permettono di portare l’auto sull’isola — indispensabile se vuoi esplorare le spiagge più remote senza dipendere dai bus.
L’auto è quasi obbligatoria per chi vuole visitare le cale del Sulcis o dell’Ogliastra. I mezzi pubblici sardi sono migliorati negli ultimi anni ma restano scarsi sulle tratte costiere secondarie. Un’alternativa è noleggiare uno scooter nelle città turistiche principali — permette di arrivare dove le auto faticano e trovare parcheggio più facilmente.
Domande frequenti
Qual è la spiaggia più bella della Sardegna?
Dipende dai gusti, ma le più citate dagli esperti sono Cala Goloritzè (Ogliastra), La Pelosa (Stintino) e Cala Coticcio (Maddalena). Cala Goloritzè ha un paesaggio unico per le pareti rocciose; La Pelosa per il colore dell’acqua; Cala Coticcio per l’isolamento e la purezza del fondale.
Servono prenotazioni per le spiagge sarde?
Solo per alcune spiagge protette come La Pelosa (obbligatoria da giugno a settembre) e Cala Goloritzè (permesso gratuito al Comune di Baunei). La maggior parte delle spiagge è ad accesso libero, ma in agosto l’affollamento può essere estremo nelle mete più famose.
La Sardegna è cara?
In agosto sì — è una delle destinazioni italiane più costose nel picco estivo. In giugno e settembre i prezzi calano molto. Le sistemazioni in agriturismo o B&B lontano dalla Costa Smeralda sono molto più accessibili: si trovano camere a 60-90 euro a notte anche in luglio nelle zone meno turistiche.

