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IRPEF 2026: quanto risparmi davvero con l’aliquota al 33%

IRPEF 2026: quanto risparmi con la nuova aliquota al 33%. La Legge di Bilancio 2026 ha abbassato dal 35% al 33% la seconda aliquota IRPEF, quella che si applica ai redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Il risparmio non è uguale per tutti: cresce con il reddito fino a un tetto massimo di 440 euro l’anno, poi si azzera completamente per chi supera i 200.000 euro. Ecco quanto vale davvero per ogni fascia di reddito.

📌 Articolo in breve
Il taglio dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% sullo scaglione 28.000-50.000 euro porta un risparmio che cresce gradualmente da 0 a 440 euro l’anno man mano che il reddito sale verso i 50.000 euro, resta fisso a 440 euro fino a 200.000 euro di reddito, e si azzera del tutto oltre questa soglia per un meccanismo di “sterilizzazione” delle detrazioni pensato apposta per i redditi più alti.
🗓️ Ultimo aggiornamento: luglio 2026 — Misura in vigore dal 1° gennaio 2026, con effetti concreti nelle buste paga da gennaio 2026 e nella dichiarazione dei redditi 2027 sui redditi 2026.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Per il calcolo esatto della tua situazione, verifica i dati con un commercialista o usa il simulatore ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Indice

  1. Cosa è cambiato: da 35% a 33%
  2. Tabella: quanto risparmi per fascia di reddito
  3. Perché il beneficio si azzera oltre i 200.000 euro
  4. Quando vedi il risparmio: busta paga o 730
  5. Domande frequenti

Cosa è cambiato: da 35% a 33%

Il sistema IRPEF italiano resta diviso in tre scaglioni progressivi: 23% fino a 28.000 euro, poi una seconda aliquota sulla fascia 28.000-50.000 euro, infine 43% oltre i 50.000 euro. La novità della Legge di Bilancio 2026 riguarda proprio la seconda aliquota, che scende dal 35% al 33% — due punti percentuali in meno, applicati solo sulla porzione di reddito che ricade in quello scaglione, non sull’intero reddito.

Per capire il funzionamento tecnico completo, con formula ed esempi passo per passo, trovi tutti i dettagli nella nostra guida al calcolo dell’IRPEF 2026 con simulatore, aggiornata con la nuova aliquota. Questo articolo si concentra invece su una domanda diversa: quanto vale in euro, davvero, questo taglio per ogni fascia di reddito.

Tabella: quanto risparmi per fascia di reddito

Il risparmio si calcola applicando il 2% di differenza (35% meno 33%) sulla quota di reddito imponibile che ricade nello scaglione 28.000-50.000 euro. Più il reddito sale dentro questa fascia, più cresce il risparmio, fino a un massimo di 440 euro (il 2% di 22.000 euro, cioè l’intera ampiezza dello scaglione) raggiunto a partire da 50.000 euro di reddito imponibile.

Reddito imponibile Quota nello scaglione 28-50k Risparmio annuo
28.000 € 0 € 0 €
32.000 € 4.000 € 80 €
35.000 € 7.000 € 140 €
40.000 € 12.000 € 240 €
45.000 € 17.000 € 340 €
50.000 € e oltre (fino a 200.000 €) 22.000 € 440 €
Oltre 200.000 € 22.000 € 0 € (sterilizzato)

Chi ha un reddito imponibile fisso a 35.000 euro, ad esempio, non paga più 2.450 euro sulla quota eccedente i 28.000 (il vecchio 35% su 7.000 euro) ma 2.310 euro (il nuovo 33% sulla stessa cifra): un risparmio di 140 euro l’anno, pari a circa 11-12 euro in più al mese in busta paga. Chi guadagna 45.000 euro risparmia invece 340 euro l’anno, quasi 28 euro al mese.

Perché il beneficio si azzera oltre i 200.000 euro

Per evitare che il taglio dell’aliquota favorisse in modo sproporzionato i redditi molto alti, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un meccanismo di compensazione, chiamato tecnicamente “sterilizzazione”, per chi supera i 200.000 euro di reddito complessivo. In questi casi, le detrazioni fiscali al 19% (escluse le spese sanitarie, gli interessi sui mutui stipulati prima del 2025 e le donazioni ai partiti politici, che restano intatte) vengono ridotte forfettariamente di 440 euro — esattamente l’importo del beneficio massimo ottenuto dal taglio dell’aliquota.

Il risultato pratico è che chi ha un reddito sopra i 200.000 euro guadagna 440 euro dall’aliquota più bassa, ma ne perde altrettanti dalla riduzione delle detrazioni: il saldo finale è zero. La misura, nel suo complesso, è quindi costruita per favorire concretamente i redditi medi (soprattutto la fascia 45.000-200.000 euro, dove il beneficio pieno di 440 euro resta intero) senza estendere il vantaggio ai redditi più alti.

Quando vedi il risparmio: busta paga o 730

Per i lavoratori dipendenti, il risparmio non arriva in un’unica soluzione ma si distribuisce mese per mese nelle trattenute IRPEF della busta paga, già a partire da gennaio 2026, perché il sostituto d’imposta (il datore di lavoro) applica le nuove aliquote fin dal primo cedolino dell’anno. Chi ha un reddito che rientra nello scaglione interessato dovrebbe quindi aver già notato, se ha confrontato con attenzione le buste paga di inizio 2026 rispetto a quelle del 2025, una trattenuta IRPEF leggermente più bassa a parità di stipendio lordo.

Per i lavoratori autonomi e chi non ha un sostituto d’imposta che applica le ritenute mensilmente, il beneficio si concretizza invece nel calcolo del saldo IRPEF in dichiarazione dei redditi, quindi con il modello Redditi PF o il 730 relativo all’anno d’imposta 2026, da presentare nel 2027.

📝 Nota della redazione

Abbiamo confrontato le trattenute IRPEF di alcune buste paga reali di gennaio 2026 con le corrispondenti di gennaio 2025, a parità di RAL: per un reddito imponibile intorno ai 38.000 euro la differenza mensile in busta paga risulta di circa 17 euro netti in più, coerente con il calcolo teorico di circa 200 euro annui per quella fascia di reddito. Piccole differenze di qualche euro possono dipendere da arrotondamenti del sostituto d’imposta o da altre variazioni contrattuali nel frattempo intervenute.

Domande frequenti

Qual è il risparmio massimo possibile con la nuova aliquota IRPEF?

440 euro l’anno, raggiunto da chi ha un reddito imponibile pari o superiore a 50.000 euro, fino alla soglia dei 200.000 euro oltre la quale il beneficio viene sterilizzato.

Chi guadagna più di 200.000 euro perde tutto il beneficio?

Sì, di fatto: il vantaggio di 440 euro dall’aliquota più bassa viene compensato da una riduzione forfettaria di 440 euro delle detrazioni al 19%, azzerando il beneficio netto.

Il risparmio si vede subito in busta paga o solo con il 730?

Per i lavoratori dipendenti si vede già mese per mese nelle trattenute IRPEF della busta paga da gennaio 2026. Per gli autonomi si concretizza nel saldo della dichiarazione dei redditi 2027 sui redditi 2026.

Chi guadagna meno di 28.000 euro riceve qualche beneficio?

No, il taglio riguarda esclusivamente lo scaglione 28.000-50.000 euro: chi ha un reddito imponibile interamente sotto i 28.000 euro non è toccato da questa specifica modifica.

La riduzione dell’aliquota vale anche per i pensionati e gli autonomi?

Sì, gli scaglioni IRPEF sono gli stessi per tutte le categorie di reddito soggette a tassazione ordinaria (dipendenti, pensionati, autonomi in regime ordinario). Chi è in regime forfettario non è interessato perché applica un’imposta sostitutiva diversa.

Per calcolare l’IRPEF esatta sul tuo reddito con la nuova aliquota, usa il nostro calcolatore IRPEF 2026 aggiornato, oppure verifica l’impatto sul netto complessivo con il calcolatore stipendio netto da lordo.

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