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Calcolatore stipendio netto da lordo 2026: netto mensile e tredicesima

Il calcolatore stipendio netto da lordo qui sotto trasforma la tua RAL, la retribuzione annua lorda scritta nel contratto, nella cifra che arriva davvero sul conto: netto annuo, netto di un mese normale e netto della tredicesima. Applica le regole in vigore nel 2026, compreso il taglio del cuneo fiscale che molti simulatori ancora ignorano, e ti mostra ogni passaggio: contributi, IRPEF, detrazioni, addizionali, trattamento integrativo.

🗓️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026. Calcolatore rifatto da zero con aliquote IRPEF 2026 (23%, 33%, 43%), detrazioni dell’art. 13 TUIR, somma esente e ulteriore detrazione del cuneo fiscale (legge 207/2024), trattamento integrativo, addizionali modificabili e familiari a carico secondo le regole in vigore dal 2025.
📌 Articolo in breve
Dalla RAL si tolgono i contributi INPS (9,19% per quasi tutti i dipendenti privati) e si ottiene il reddito su cui si calcola l’IRPEF. All’imposta si sottraggono la detrazione per lavoro dipendente, quella per i familiari a carico e, tra 20.000 e 40.000 euro di reddito, l’ulteriore detrazione del cuneo fiscale. Chi ha un reddito fino a 20.000 euro riceve invece una somma esentasse in busta paga. Con 13 mensilità e addizionali di esempio, una RAL di 25.000 euro vale circa 1.580 euro netti al mese, una di 35.000 circa 2.005 euro.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. Calcolatore stipendio netto 2026
  2. Come usare il calcolatore
  3. Come funziona il calcolo, passo per passo
  4. I contributi INPS del dipendente
  5. IRPEF 2026: scaglioni e aliquote
  6. Le detrazioni per lavoro dipendente e per i familiari
  7. Cuneo fiscale 2026: somma esente e ulteriore detrazione
  8. Trattamento integrativo: i 100 euro al mese
  9. Addizionali regionale e comunale
  10. Tredicesima e quattordicesima: perché il netto è diverso
  11. Esempi pratici per RAL comuni
  12. Cosa il calcolatore non considera
  13. Domande frequenti

Calcolatore stipendio netto 2026

Inserisci la RAL annua (puoi scrivere 28000 oppure 28.000), scegli le mensilità e il contratto. Le addizionali sono già compilate con valori di esempio che puoi sostituire con quelli del tuo Comune e della tua Regione. I familiari a carico sono facoltativi.

🧮 Calcolatore stipendio netto 2026

Valori di esempio: 1,73% (aliquota base 1,23% più 0,5 punti) e 0,8% (massimo ordinario per i Comuni). Le aliquote della tua Regione e del tuo Comune sono pubblicate dal Dipartimento Finanze (regionali) e (comunali).

Familiari a carico (facoltativo)

I figli sotto i 21 anni non danno detrazione IRPEF: per loro c’è l’Assegno Unico, che non passa dalla busta paga.

ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Come usare il calcolatore

Il primo campo è la RAL, cioè la retribuzione annua lorda. È il numero che trovi nella lettera di assunzione o che ti chiede un selezionatore, e comprende già tredicesima ed eventuale quattordicesima. Se conosci solo il lordo mensile, moltiplicalo per il numero di mensilità previste dal tuo contratto: 1.900 euro lordi su 13 mensilità fanno 24.700 euro di RAL. Non inserire straordinari, premi di risultato o rimborsi spese, che hanno regole proprie.

Il campo mensilità non cambia le tasse dell’anno, cambia solo come il netto si distribuisce. Con 13 mensilità ricevi dodici stipendi e una tredicesima a dicembre, con 14 anche la quattordicesima, di solito a giugno o luglio (è tipica del commercio e del turismo). Il tipo di contratto conta meno di quanto si pensi: tempo indeterminato e tempo determinato hanno la stessa trattenuta del 9,19%, perché il contributo in più previsto per i contratti a termine è a carico dell’azienda. Cambia invece per gli apprendisti, che versano il 5,84%.

Le addizionali sono l’unico dato che dipende da dove abiti. Il calcolatore parte da 1,73% regionale e 0,8% comunale, ma la tua Regione potrebbe applicare aliquote più alte o più basse e a scaglioni: le tabelle ufficiali sono sul sito del Dipartimento delle Finanze, raggiungibili dai link sotto i campi. Per i familiari, spunta il coniuge solo se ha un reddito annuo fino a 2.840,51 euro e indica i figli tra 21 e 29 anni fiscalmente a carico (limite di reddito 4.000 euro fino a 24 anni). Il risultato arriva con una tabella che ripercorre tutti i passaggi, così puoi confrontarlo riga per riga con la tua busta paga.

Come funziona il calcolo, passo per passo

Il percorso dal lordo al netto è sempre lo stesso e il calcolatore lo segue nell’ordine in cui lo segue l’ufficio paghe. Si parte dalla RAL e si tolgono i contributi previdenziali a carico del lavoratore: quello che resta è il reddito imponibile. Su questo reddito si applicano le aliquote IRPEF per scaglioni e si ottiene l’imposta lorda. Dall’imposta lorda si sottraggono le detrazioni, fino ad azzerarla se sono abbastanza alte, e si arriva all’IRPEF netta.

A questo punto si tolgono le addizionali regionale e comunale, calcolate sullo stesso reddito imponibile, e si aggiungono le due voci che invece fanno salire il netto: la somma esente del cuneo fiscale, per chi ha un reddito fino a 20.000 euro, e il trattamento integrativo, per chi sta sotto i 15.000 euro o ha molte detrazioni. In formula: netto annuo = RAL − contributi − IRPEF netta − addizionali + somma esente + trattamento integrativo.

Il netto mensile che vedi in cima al risultato è il netto annuo, tolte tredicesima e quattordicesima, diviso per dodici. Non è la divisione secca del netto annuo per il numero di mensilità, che è l’errore del vecchio calcolatore di questa pagina e di molti simulatori: sulle mensilità aggiuntive le tasse si trattengono in un altro modo, come spieghiamo più avanti.

I contributi INPS del dipendente

Per un dipendente del settore privato iscritto al Fondo pensioni lavoratori dipendenti la trattenuta ordinaria è del 9,19% della retribuzione. Su una RAL di 30.000 euro sono 2.757 euro l’anno. Questi soldi non spariscono: finiscono sulla tua posizione previdenziale e costruiscono la pensione. La quota del datore di lavoro è molto più alta, ma non compare tra le trattenute del cedolino.

C’è poi un contributo aggiuntivo dell’1% che quasi nessun simulatore considera. Si paga sulla parte di retribuzione che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile, fissata per il 2026 dall’INPS con la circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 in 56.224 euro annui (4.685 euro al mese). Con una RAL di 60.000 euro l’1% colpisce 3.776 euro e costa 37,76 euro in più l’anno. Poco, ma il calcolatore lo include: sulla parte oltre la soglia la trattenuta sale al 10,19%.

Il contratto a tempo determinato non cambia nulla sulla trattenuta del lavoratore: l’1,4% aggiuntivo previsto per i rapporti a termine lo versa l’azienda. Gli apprendisti hanno invece un’aliquota ridotta del 5,84%, e il calcolatore la applica se scegli l’apprendistato. I dipendenti pubblici e alcune categorie (giornalisti, spettacolo, dirigenti con casse particolari) hanno percentuali diverse, per cui il risultato va preso come ordine di grandezza.

IRPEF 2026: scaglioni e aliquote

La legge di bilancio 2026, la legge 30 dicembre 2025 n. 199, ha abbassato la seconda aliquota dal 35 al 33%. Gli scaglioni sono quindi tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% sulla parte tra 28.000 e 50.000, 43% sulla parte oltre 50.000. Ogni aliquota si applica solo alla fetta di reddito che cade nel suo scaglione. Un reddito imponibile di 31.783,50 euro (quello di una RAL da 35.000) paga il 23% su 28.000 euro, cioè 6.440, più il 33% su 3.783,50 euro, cioè 1.248,56: l’IRPEF lorda è 7.688,56 euro.

Per i redditi sopra i 200.000 euro la stessa legge recupera il vantaggio del 33% tagliando di 440 euro alcune detrazioni al 19%, ma non tocca il calcolo delle trattenute ordinarie. Chi volesse vedere solo l’imposta, senza contributi e addizionali, può usare il simulatore IRPEF 2026 con scaglioni e detrazioni, che vale anche per pensionati e autonomi.

Le detrazioni per lavoro dipendente e per i familiari

L’IRPEF lorda non è quella che paghi. L’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi riconosce a ogni dipendente una detrazione che dipende dal reddito complessivo (R): 1.955 euro fino a 15.000 euro; 1.910 + 1.190 × (28.000 − R) / 13.000 tra 15.000 e 28.000; 1.910 × (50.000 − R) / 22.000 tra 28.000 e 50.000; niente oltre. Chi ha un reddito tra 25.000 e 35.000 euro ha altri 65 euro. Sono le formule riportate dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 4/E del 16 maggio 2025, e i rapporti si troncano alla quarta cifra decimale come prevede l’articolo 13, comma 6.

Il vecchio calcolatore di questa pagina usava una formula diversa tra 15.000 e 28.000 euro, con un aumento di appena 45 euro al posto di 1.190: su un reddito di 22.702,50 euro dava 1.928 euro di detrazione invece di 2.394,93, e in più ignorava i 1.000 euro del cuneo fiscale. Chi legge vecchie guide troverà anche l’idea che la detrazione si azzeri intorno agli 80.000 euro: per il lavoro dipendente si azzera a 50.000.

Le detrazioni per i familiari si sommano. Per il coniuge a carico valgono 800 euro meno una quota che cresce con il reddito fino a 15.000 euro, 690 euro fino a 40.000 (con piccole maggiorazioni da 10 a 30 euro tra 29.000 e 35.200) e poi scendono fino a zero a 80.000. Dal 2025 la legge 207/2024 ha ristretto quelle per i figli ai soli figli tra 21 e 29 anni (o disabili senza limite di età): 950 euro ciascuno, ridotti in proporzione al reddito e divisi a metà tra i genitori salvo accordo diverso. Per i figli sotto i 21 anni la detrazione non esiste più dal 2022, sostituita dall’Assegno unico. Tra gli altri familiari restano solo gli ascendenti conviventi, come i genitori, con 750 euro ridotti in base al reddito. Cosa succede ai 30 anni lo abbiamo spiegato nella guida ai figli a carico dopo i 30 anni.

Cuneo fiscale 2026: somma esente e ulteriore detrazione

Dal 2025 il taglio del cuneo non passa più dai contributi ma da due strumenti fiscali, previsti dai commi da 4 a 9 dell’articolo 1 della legge 207/2024 e confermati per il 2026. Il primo riguarda chi ha un reddito complessivo fino a 20.000 euro: il datore di lavoro gli paga una somma che non concorre al reddito, cioè esentasse, pari al 7,1% del reddito di lavoro dipendente se questo non supera 8.500 euro, al 5,3% fino a 15.000 euro e al 4,8% oltre. La percentuale si applica a tutto il reddito, non a fasce: con un reddito di 18.162 euro (RAL 20.000) la somma è il 4,8% di 18.162, cioè 871,78 euro l’anno.

Il secondo strumento vale per chi supera i 20.000 euro: un’ulteriore detrazione di 1.000 euro fino a 32.000 euro di reddito, che poi scende in modo lineare fino a zero a 40.000, secondo la formula 1.000 × (40.000 − R) / 8.000. Con un reddito di 34.507,80 euro (RAL 38.000) vale 686,53 euro. Essendo una detrazione, funziona solo se c’è abbastanza IRPEF da ridurre.

Attenzione alle soglie: 20.000 e 40.000 euro sono di reddito, non di RAL. Con il 9,19% di contributi il passaggio dalla somma esente alla detrazione avviene a una RAL di circa 22.024 euro, e la detrazione si esaurisce a una RAL di circa 44.048 euro. I pensionati sono esclusi da entrambe le misure.

📝 Nota della redazione: controllando le guide sul cuneo fiscale abbiamo trovato spesso due errori. Il primo è applicare 7,1%, 5,3% e 4,8% “a scaglioni”, come se il 4,8% colpisse solo la parte di reddito sopra 15.000 euro: la circolare 4/E dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che la percentuale individuata si applica all’intero reddito di lavoro dipendente. Il secondo è descrivere la somma come una riduzione del reddito imponibile. Non lo è: è un importo in più, esentasse, che si aggiunge allo stipendio senza cambiare l’IRPEF né le addizionali. Per questo nel calcolatore compare in fondo, con il segno più.

Trattamento integrativo: i 100 euro al mese

Il trattamento integrativo, l’ex bonus Renzi, esiste ancora ed è una voce separata del cedolino. Vale 1.200 euro l’anno per chi ha un reddito complessivo fino a 15.000 euro, a una condizione che i simulatori spesso dimenticano: l’IRPEF lorda sui redditi di lavoro deve superare la detrazione per lavoro dipendente diminuita di 75 euro. In pratica, con la detrazione piena di 1.955 euro, serve un’imposta lorda superiore a 1.880 euro, cioè un reddito di almeno 8.174 euro circa. Sotto quella cifra l’IRPEF è già zero e il bonus non spetta.

Tra 15.000 e 28.000 euro il trattamento spetta solo se la somma di alcune detrazioni (lavoro dipendente, familiari a carico, rate di mutui e spese edilizie sostenute fino al 2021) supera l’imposta lorda, e vale la differenza fino a 1.200 euro. Per un single senza carichi di famiglia non succede mai, perché sopra i 15.000 euro l’imposta lorda supera sempre la detrazione per lavoro. Il calcolatore considera lavoro e familiari, non mutui e bonus edilizi. Tempi di pagamento e casi particolari sono nella nostra guida a trattenute e voci della busta paga.

La soglia dei 15.000 euro fa meno paura di quanto si dica. Con una RAL di 16.500 euro il reddito è 14.983,65 e il netto annuo è 15.107,45 euro, bonus compreso. Con 16.520 euro di RAL il reddito supera 15.000, il bonus sparisce, ma la detrazione per lavoro sale di colpo da 1.955 a circa 3.100 euro e il netto scende solo a 14.991,70 euro: 116 euro in meno, non 1.200.

Addizionali regionale e comunale

Le addizionali si calcolano sullo stesso reddito imponibile dell’IRPEF. L’aliquota base regionale è 1,23%; le Regioni a statuto ordinario possono aumentarla fino a 2,1 punti, ma oltre mezzo punto non sul primo scaglione. I Comuni possono arrivare allo 0,8% (Roma fino allo 0,9%) e possono fissare una soglia di esenzione. Molte Regioni e molti Comuni usano aliquote a scaglioni o soglie di esenzione: il calcolatore applica un’unica aliquota su tutto il reddito, per cui se la tua Regione ha scaglioni conviene inserire un valore medio.

C’è una regola che molti ignorano: secondo la disciplina riportata dal Dipartimento delle Finanze, l’addizionale regionale è dovuta solo se per lo stesso anno risulta dovuta l’IRPEF, al netto delle detrazioni, e la stessa regola vale per quella comunale (articolo 1 del decreto legislativo 360/1998). Chi ha IRPEF netta zero non paga addizionali, e il calcolatore ne tiene conto. In busta paga le addizionali dell’anno si trattengono l’anno dopo, in rate da gennaio a novembre, più un acconto dell’addizionale comunale: nel calcolo le distribuiamo sull’anno, come se la tua situazione restasse stabile.

Tredicesima e quattordicesima: perché il netto è diverso

Sulla tredicesima non si applicano le detrazioni, che il datore di lavoro distribuisce sulle dodici buste paga ordinarie. L’articolo 23 del DPR 600/1973 prevede che sulle mensilità aggiuntive la ritenuta si calcoli con gli scaglioni IRPEF “mensilizzati”, cioè 28.000 e 50.000 euro divisi per dodici (2.333,33 e 4.166,67 euro), sull’importo della sola mensilità. Il calcolatore fa esattamente questo: toglie i contributi, applica gli scaglioni mensili senza detrazioni e, se il reddito è sotto i 20.000 euro, aggiunge la quota di somma esente.

Il risultato sorprende nei due sensi. Con una RAL di 25.000 euro la tredicesima netta è 1.344,69 euro contro un netto mensile tipo di 1.579,73: più bassa, perché mancano le detrazioni. Con una RAL di 45.000 euro è invece 2.339,42 euro contro 2.299,91 di un mese normale: sulla tredicesima non si pagano addizionali e gli scaglioni mensili, applicati a tredici o quattordici pagamenti, lasciano un piccolo debito d’imposta che viene recuperato con il conguaglio di dicembre. Nel netto mensile tipo quel conguaglio e le addizionali sono spalmati su dodici mesi, perciò a dicembre il cedolino reale può differire. Se ti interessa l’ipotesi di una tassazione agevolata della tredicesima, ne abbiamo parlato nell’articolo sulla detassazione della tredicesima.

Esempi pratici per RAL comuni

Tutti gli esempi sono stati calcolati con il calcolatore di questa pagina, con addizionali di esempio (1,73% e 0,8%) e contratto a tempo indeterminato. Rifacendoli con gli stessi dati ottieni gli stessi numeri.

Giulia, commessa part-time, RAL 12.000 euro su 13 mensilità. I contributi sono 1.102,80 euro e il reddito imponibile 10.897,20. L’IRPEF lorda è 2.506,36 euro, la detrazione piena di 1.955 euro la riduce a 551,36. Le addizionali costano 275,70 euro in tutto. Giulia riceve però la somma esente del 5,3% (577,55 euro) e il trattamento integrativo pieno di 1.200 euro. Netto annuo: 11.847,69 euro, praticamente quanto il lordo. Netto mensile tipo 929,82 euro, tredicesima 689,88.

Marco, impiegato, RAL 25.000 euro su 13 mensilità. Contributi 2.297,50 euro, reddito 22.702,50. IRPEF lorda 5.221,58 euro, detrazione per lavoro dipendente 2.394,93, ulteriore detrazione del cuneo 1.000: IRPEF netta 1.826,65 euro. Addizionali 574,37 euro. Netto annuo 20.301,48 euro, netto mensile tipo 1.579,73, tredicesima 1.344,69.

Sara, commercio, RAL 32.000 euro su 14 mensilità, marito a carico. Contributi 2.940,80 euro, reddito 29.059,20. IRPEF lorda 6.789,54 euro. Le detrazioni sono tre: 1.882,94 euro per il lavoro (compresi i 65 euro della fascia 25.000-35.000), 700 euro per il coniuge (690 più 10 di maggiorazione) e 1.000 di cuneo. IRPEF netta 3.206,60 euro, addizionali 735,19. Netto annuo 25.117,41 euro, netto mensile tipo 1.826,74, tredicesima e quattordicesima 1.598,25 ciascuna. Senza il coniuge a carico il netto annuo sarebbe 24.417,41 euro: 700 euro in meno.

Luca, quadro, RAL 45.000 euro su 13 mensilità. Contributi 4.135,50 euro, reddito 40.864,50: appena sopra la soglia dei 40.000, quindi niente ulteriore detrazione. IRPEF lorda 10.685,29 euro, detrazione per lavoro 793,03, IRPEF netta 9.892,26. Addizionali 1.033,88 euro. Netto annuo 29.938,36 euro, netto mensile tipo 2.299,91, tredicesima 2.339,42.

La tabella mette in fila le RAL più comuni, senza familiari a carico. La colonna “netto su RAL” dice quanti euro su 100 di lordo arrivano davvero: si passa da 93,5 a 15.000 euro, dove bonus e somma esente pesano molto, a 62,4 a 60.000.

RAL Netto annuo Netto su RAL Mensile (13 mens.) Tredicesima Mensile (14 mens.)
15.000 € 14.020,87 € 93,5% 1.096,54 € 862,34 € 1.034,95 €
20.000 € 17.207,49 € 86,0% 1.338,72 € 1.142,81 € 1.257,09 €
25.000 € 20.301,48 € 81,2% 1.579,73 € 1.344,69 € 1.483,69 €
30.000 € 23.332,13 € 77,8% 1.809,88 € 1.613,62 € 1.694,62 €
35.000 € 25.937,30 € 74,1% 2.005,49 € 1.871,41 € 1.870,09 €
40.000 € 27.864,84 € 69,7% 2.146,62 € 2.105,41 € 1.993,45 €
50.000 € 32.471,41 € 64,9% 2.491,50 € 2.573,44 € 2.304,90 €
60.000 € 37.457,96 € 62,4% 2.868,39 € 3.037,34 € 2.648,32 €

Il netto annuo non cambia tra 13 e 14 mensilità: cambia solo come si divide. Passare da 30.000 a 40.000 euro di RAL porta 4.532,71 euro netti in più all’anno, cioè il 45% dell’aumento lordo. Su quella fascia pesano insieme il 33% di IRPEF, la detrazione per lavoro che cala e l’ulteriore detrazione del cuneo che scende da 1.000 a 459,50 euro.

Cosa il calcolatore non considera

Il calcolatore presuppone un rapporto di lavoro per tutto l’anno e nessun altro reddito. Se lavori solo alcuni mesi, detrazioni, ulteriore detrazione e trattamento integrativo si riducono in proporzione ai giorni lavorati, mentre per i contratti a termine molto brevi la detrazione minima sale a 1.380 euro: situazioni che richiedono un calcolo su misura. Se hai un secondo lavoro, un affitto o una partita IVA, il reddito complessivo cresce e tutte le soglie si spostano. Non sono considerati nemmeno la casa di abitazione (che comunque non conta per le detrazioni), i fondi pensione e sanitari deducibili, i fringe benefit, i premi di produttività, gli aumenti contrattuali tassati al 5% di cui abbiamo scritto nella guida alla detassazione degli aumenti 2026, le detrazioni del 730 e le rate dei bonus edilizi.

L’errore più comune, confrontando il risultato con la busta paga, è guardare un solo mese. Gennaio e febbraio sono spesso più bassi per le addizionali dell’anno precedente, dicembre contiene tredicesima e conguaglio, e chi ha cambiato lavoro in corso d’anno può avere un conguaglio che corregge le detrazioni applicate due volte. Il confronto giusto è con il netto annuo della Certificazione Unica, oppure con la media di più mesi. Un secondo errore è inserire la RAL al netto dei contributi o il lordo mensile al posto di quello annuo: il campo va compilato con il lordo annuo del contratto. Per leggere le singole voci del cedolino c’è la guida su come si legge la busta paga.

Domande frequenti

Perché il mio netto reale è diverso da quello del calcolatore?

Le cause più frequenti sono tre: addizionali diverse da quelle inserite (controlla le aliquote del tuo Comune e della tua Regione), un mese con voci variabili come straordinari o conguagli, e familiari a carico comunicati o no al datore di lavoro. Differenze più ampie arrivano da contratti con aliquote contributive diverse, da un secondo reddito o da un anno lavorato solo in parte.

Con il tempo determinato prendo meno netto?

No, a parità di RAL. La trattenuta INPS del lavoratore resta al 9,19% e l’1,4% in più previsto per i contratti a termine lo paga l’azienda. Cambia qualcosa solo per i rapporti di pochi mesi, per cui la legge garantisce una detrazione minima di 1.380 euro.

Superare i 20.000 euro di reddito fa perdere soldi?

No. A 20.000 euro di reddito la somma esente del 4,8% vale 960 euro; appena sopra si passa all’ulteriore detrazione di 1.000 euro. Con RAL 22.024 euro il netto annuo è 18.496,20 euro, con RAL 22.025 euro sale a 18.536,87. La soglia dei 40.000 euro, invece, arriva alla fine di un calo graduale e non crea salti.

Ho un figlio di 10 anni: perché il calcolatore non lo chiede?

Perché per i figli sotto i 21 anni la detrazione IRPEF non esiste più dal marzo 2022: al suo posto c’è l’Assegno unico, che l’INPS paga direttamente e che non passa dalla busta paga. I figli contano ancora per il limite di reddito familiare e per alcune spese detraibili nel 730.

Il calcolatore vale anche per i dipendenti pubblici?

IRPEF, detrazioni, cuneo fiscale e addizionali sono gli stessi. Cambiano le aliquote contributive, che per gli statali sono più basse del 9,19%, e alcune voci accessorie. Il risultato è una buona approssimazione, non il cedolino NoiPA.

La RAL comprende la tredicesima?

Sì. La RAL è il totale lordo dell’anno, tredicesima e quattordicesima comprese. Se nel contratto trovi solo il lordo mensile, moltiplicalo per il numero di mensilità prima di inserirlo.

Dove trovo le aliquote delle addizionali del mio Comune?

Sul sito del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, nelle sezioni “aliquote applicabili” dell’addizionale regionale e di quella comunale: i link sono sotto i campi del calcolatore. Se il tuo Comune prevede una soglia di esenzione e il tuo reddito è sotto quella soglia, metti 0 nel campo comunale.

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