Le agevolazioni auto per persone con disabilità sono quattro: IVA al 4% invece che al 22% sul prezzo, detrazione IRPEF del 19% su una spesa massima di 18.075,99 euro, esenzione permanente dal bollo e, per molti, niente imposta di trascrizione al PRA. Su un’auto da 24.400 euro di listino, IVA e detrazione insieme valgono oltre 7.000 euro. Spettano a cinque gruppi di persone indicati dalla legge, o al familiare che le ha fiscalmente a carico. Ecco chi ne ha diritto, quanto si risparmia e quali carte servono, con un calcolatore.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonte principale: la guida dell’Agenzia delle Entrate “Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità”, edizione febbraio 2026 e, per la detrazione, l’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi su Normattiva.
Le persone non vedenti, sorde, con grave limitazione del camminare, con disabilità psichica e accompagnamento, o con ridotte capacità motorie (con auto adattata) pagano l’auto con l’IVA al 4% e detraggono il 19% della spesa fino a 18.075,99 euro, anche in quattro rate. L’IVA ridotta vale solo per motori fino a 2.000 cc a benzina o ibrido, 2.800 cc diesel o ibrido e 150 kW se elettrico, e si può usare una volta ogni quattro anni. Il bollo non si paga per un solo veicolo, con gli stessi limiti di motore, e l’esenzione si chiede una volta sola alla Regione. Se la persona con disabilità è fiscalmente a carico, tutto può farlo il familiare che paga.
Indice
- Le quattro agevolazioni in una tabella
- Chi ne ha diritto
- Quando l’auto la compra un familiare
- IVA al 4%: quali auto e ogni quanto
- Detrazione del 19%: tetto, rate e pagamento
- Calcolatore: quanto risparmi
- Tre esempi con i numeri
- Bollo e imposta di trascrizione
- Cosa portare al concessionario
- Cosa cambia con la riforma della disabilità
- Domande frequenti
Le quattro agevolazioni in una tabella
Ogni agevolazione ha le sue regole e il suo ufficio: l’IVA ridotta la applica il venditore in fattura, la detrazione passa dalla dichiarazione dei redditi, il bollo dalla Regione, la trascrizione dal PRA (Pubblico registro automobilistico).
| Agevolazione | Dove si ottiene | Limite |
|---|---|---|
| IVA al 4% | In fattura, dal venditore | 2.000 cc benzina, 2.800 cc diesel, 150 kW elettrica; 1 auto ogni 4 anni |
| Detrazione 19% | 730 o modello Redditi | Spesa fino a 18.075,99 €; 1 auto ogni 4 anni |
| Bollo | Ufficio tributi della Regione | Un solo veicolo, stessi limiti di motore dell’IVA |
| Trascrizione | Al PRA | Non spetta a non vedenti e sordi |
Una differenza conta più delle altre: la detrazione del 19% non ha limiti di cilindrata, l’IVA al 4% e il bollo sì.
Chi ne ha diritto
La guida dell’Agenzia delle Entrate elenca cinque gruppi: le persone non vedenti; le persone sorde; quelle con disabilità psichica o mentale che hanno l’indennità di accompagnamento; quelle con grave limitazione della capacità di camminare o con più amputazioni; quelle con ridotte o impedite capacità motorie. Non basta “avere la 104”: il verbale della commissione medica deve indicare uno di questi casi.
Per il terzo e il quarto gruppo serve la certificazione dell’articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992, cioè la condizione di gravità (che la guida 2026 chiama già “necessità di sostegno elevato o molto elevato”). Non vedenti sono i ciechi totali, parziali e gli ipovedenti gravi (residuo visivo fino a un decimo); sordi, chi ha una sordità congenita o comparsa prima di imparare a parlare.
Il quinto gruppo ha una condizione in più: chi ha ridotte capacità motorie ma non una grave limitazione del camminare ottiene le agevolazioni solo se l’auto è adattata. L’adattamento riguarda i comandi di guida (per chi ha la patente speciale) oppure carrozzeria e interno per chi viene trasportato, come pedana sollevatrice o sedile girevole, e deve risultare sul documento di circolazione dopo il collaudo della Motorizzazione. Per chi ha la patente speciale conta come adattata anche l’auto con il solo cambio automatico di serie, se è prescritto dalla commissione medica.
In tutti i casi c’è una regola comune: l’auto deve servire, in via esclusiva o prevalente, alla persona con disabilità. Le minicar senza patente sono escluse. Per il quadro generale ci sono le nostre guide sulla legge 104 tra permessi, indennità e agevolazioni e sull’invalidità civile e le sue percentuali.
Quando l’auto la compra un familiare
È il caso più frequente: il figlio che compra l’auto per accompagnare la madre anziana. Le agevolazioni (IVA, detrazione, bollo, trascrizione) spettano al familiare che paga, a una condizione: la persona con disabilità deve essere fiscalmente a suo carico.
“A carico” significa avere un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni. Nel conto non entrano i redditi esenti: pensione sociale, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni per ciechi civili, sordi e invalidi civili. Con una normale pensione di vecchiaia la soglia si supera quasi sempre: allora fattura e pagamento vanno intestati alla persona con disabilità.
IVA al 4%: quali auto e ogni quanto
L’IVA al 4% invece del 22% vale per auto nuove o usate con motore fino a 2.000 cc se a benzina o ibrido, 2.800 cc se diesel o ibrido diesel e 150 kW se elettrico. Non c’è tetto di prezzo: l’Agenzia scrive che l’aliquota ridotta si applica “senza limiti di valore, per una sola volta nel corso di quattro anni” dalla data di acquisto. Prima dei quattro anni si può riavere solo se la prima auto è stata demolita e cancellata dal PRA, oppure rubata e non ritrovata.
Al 4% vanno anche optional comprati insieme, adattamenti (anche su un’auto già posseduta) e loro riparazioni. Lo sconto vale solo se compra la persona con disabilità o il familiare che la ha a carico; nel leasing, solo con riscatto finale.
Attenzione: se l’auto viene venduta o regalata prima di due anni dall’acquisto, va restituita la differenza tra l’IVA al 22% e quella al 4%. Non succede se la si cambia perché la disabilità richiede nuovi adattamenti, né se a vendere è l’erede.
Detrazione del 19%: tetto, rate e pagamento
La detrazione è il 19% del costo, IVA compresa, calcolato su una spesa massima di 18.075,99 euro: al massimo, quindi, 3.434,44 euro. Vale per auto nuove o usate, senza limiti di cilindrata e senza bisogno di patente. Si può prendere tutta nella dichiarazione dell’anno di acquisto oppure in quattro quote annuali uguali. Anche qui la regola è un’auto ogni quattro anni, salvo demolizione o furto (in quel caso al netto del rimborso dell’assicurazione).
Dal 2020 il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, assegno, carta, finanziamento. Anche l’usato dato in permuta conta come pagamento tracciabile (risoluzione 11 del 2025), se il valore è scritto nel contratto o in fattura.
Nello stesso tetto di 18.075,99 euro entrano anche le riparazioni straordinarie fatte entro quattro anni dall’acquisto: vanno detratte nell’anno in cui si pagano e non si possono dividere in rate.
Attenzione alla capienza. La detrazione riduce l’IRPEF da pagare, non è un rimborso in contanti: se l’imposta dell’anno è più bassa della detrazione, la differenza si perde. Con un’IRPEF di 1.500 euro l’anno, le quattro rate da 858,61 euro rendono più della quota unica da 3.434,44.
Chi compra entro il 31 dicembre 2026 porta la spesa nel 730 del 2027 (redditi 2026); chi compra a gennaio slitta di un anno. Le altre spese da fare entro fine anno sono nella lista delle spese da pagare entro il 31 dicembre per detrarle.
Calcolatore: quanto risparmi
Inserisci prezzo, motore e modo di detrazione. Facoltativo: l’IRPEF netta annua (nel 730 o nella Certificazione Unica), per sapere se la detrazione si recupera tutta.
Agevolazioni auto: IVA 4% e detrazione 19%
Il calcolatore applica le regole della guida 2026: IVA al 4% se il motore rientra nei limiti, altrimenti al 22%; detrazione del 19% sul prezzo pagato fino a 18.075,99 euro. Non considera optional, adattamenti pagati a parte e bollo.
Tre esempi con i numeri
Utilitaria nuova a benzina, 1.598 cc, listino 24.400 euro. Il prezzo senza IVA è 20.000 euro. Con l’IVA al 4% si pagano 20.800 euro invece di 24.400: 3.600 euro in meno subito. La spesa supera il tetto, quindi la detrazione si calcola su 18.075,99 euro e vale 3.434,44 euro, oppure 858,61 euro l’anno per quattro anni. Risparmio complessivo: 7.034,44 euro, e l’auto costa in pratica 17.365,56 euro.
Auto usata diesel da concessionario, pagata 9.000 euro con IVA al 4%. Senza agevolazione la stessa auto sarebbe costata 10.557,69 euro, quindi l’IVA ridotta fa risparmiare 1.557,69 euro. La detrazione è il 19% di 9.000 euro, cioè 1.710 euro, o 427,50 euro l’anno in quattro rate. Totale: 3.267,69 euro.
SUV a benzina da 2.500 cc, listino 36.600 euro. Il motore supera i 2.000 cc: niente IVA al 4% e niente esenzione dal bollo. Resta la detrazione, sempre calcolata sul tetto: 3.434,44 euro. Rispetto al primo esempio si perdono 3.600 euro di IVA, più il bollo ogni anno.
Bollo e imposta di trascrizione
L’esenzione dal bollo è permanente e riguarda un solo veicolo, con gli stessi limiti di cilindrata e potenza dell’IVA. Vale sia se l’auto è intestata alla persona con disabilità, sia se è intestata al familiare che la ha a carico. Per chi ha ridotte capacità motorie serve l’auto adattata; con più auto si indica la targa scelta.
La domanda va all’ufficio tributi della Regione; in Friuli Venezia Giulia e Sardegna all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, e alcune Regioni gestiscono le pratiche tramite l’ACI. I documenti si presentano (o si spediscono con raccomandata con ricevuta di ritorno) solo il primo anno, entro 90 giorni dalla scadenza del pagamento; poi l’esenzione resta valida senza rinnovi. Se l’auto viene venduta o mancano i requisiti, va comunicato allo stesso ufficio. Le Regioni possono estendere l’esenzione ad altre categorie. Per sapere quanto vale il bollo che non si pagherà più, basta il nostro calcolatore del bollo auto con i kW del libretto.
L’esenzione dall’imposta provinciale di trascrizione vale sia per la prima iscrizione al PRA di un’auto nuova sia per il passaggio di proprietà di un’usata, si chiede al PRA e spetta anche al familiare. Ma non spetta a non vedenti e sordi, che hanno invece IVA, detrazione e bollo.
Il contrassegno per il parcheggio e le agevolazioni sull’auto sono due cose diverse. La guida 2026 avverte che la dicitura “invalido con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta” (articolo 381 del regolamento del Codice della strada) dà diritto solo al contrassegno. Per IVA, detrazione e bollo il verbale deve richiamare le norme fiscali: l’articolo 8 della legge 449/1997, l’articolo 30, comma 7, della legge 388/2000 o l’articolo 50 della legge 342/2000. Se mancano, va chiesta l’integrazione alla commissione medica.
Cosa portare al concessionario
Senza obbligo di adattamento servono tre documenti. Il primo è il certificato della disabilità: per non vedenti e sordi quello di una commissione medica pubblica; per la disabilità psichica il verbale di gravità più il certificato dell’accompagnamento; per la grave limitazione del camminare il verbale che la attesti. Il secondo, solo per l’IVA al 4%, è una dichiarazione sostitutiva in cui si afferma di non aver comprato un’auto agevolata nei quattro anni precedenti. Il terzo è la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi o un’autocertificazione: se l’auto è intestata al familiare, da lì deve risultare che la persona è a suo carico.
Chi ha ridotte capacità motorie aggiunge la copia del documento di circolazione con gli adattamenti e, se guida, la patente speciale (o il foglio rosa speciale, ma la patente va presa entro un anno dall’acquisto). Dal 2022 c’è una semplificazione: se la patente riporta già gli adattamenti prescritti, anche di serie, per l’IVA al 4% bastano la copia della patente e la dichiarazione sui quattro anni, senza il certificato della commissione (risoluzione 40 del 2023).
Cosa cambia con la riforma della disabilità
La guida 2026 ricorda che il decreto legislativo 62 del 2024 ha cambiato le parole della legge 104: al posto della “situazione di gravità” si parla di “necessità di sostegno elevato o molto elevato”. Partite nel 2025 nelle province della sperimentazione, le nuove regole valgono ovunque dal 1° gennaio 2027: le agevolazioni auto restano queste, cambiano nome della certificazione e procedura. Le novità sulla procedura sono nella nostra guida alla riforma della disabilità dal 2027; per chi assiste un familiare c’è anche il congedo straordinario 104.
Domande frequenti
Chi ha la 104 non grave ha diritto all’IVA al 4%?
Dipende dal tipo di disabilità. Chi ha ridotte o impedite capacità motorie può averla anche senza gravità, ma con l’auto adattata. Non vedenti e sordi hanno diritto con il loro certificato. Per la disabilità psichica e per la grave limitazione del camminare serve invece la gravità (articolo 3, comma 3).
L’agevolazione vale anche per l’auto usata?
Sì, sia l’IVA al 4% sia la detrazione valgono per auto nuove e usate. Ma l’IVA ridotta richiede una fattura: comprando da un privato resta solo la detrazione.
Posso comprare io l’auto se mio padre con disabilità è a mio carico?
Sì, se il suo reddito tassabile non supera 2.840,51 euro (accompagnamento e pensioni di invalidità civile non contano). Altrimenti l’auto deve comprarla e pagarla lui.
Ogni quanti anni si può ricomprare l’auto con l’IVA al 4%?
Una volta ogni quattro anni dalla data di acquisto. Prima solo se l’auto precedente è stata demolita e cancellata dal PRA, oppure rubata e non ritrovata. Per la detrazione la guida precisa che, passati i quattro anni, se ne può comprare un’altra agevolata anche senza vendere la prima.
L’esenzione dal bollo si chiede all’ACI o alla Regione?
Alla Regione, al suo ufficio tributi. Alcune Regioni usano l’ACI; in Friuli Venezia Giulia e Sardegna si va all’Agenzia delle Entrate. La domanda si fa una volta sola.
Vale anche per l’auto elettrica o ibrida?
Sì. Per l’elettrica il limite è una potenza fino a 150 kW; per le ibride conta la cilindrata del motore termico, 2.000 cc a benzina e 2.800 cc diesel. La detrazione del 19% spetta comunque, senza limiti.
Se vendo l’auto dopo un anno perdo tutto?
Se la vendi o la regali prima di due anni devi restituire il vantaggio ottenuto: la differenza di IVA e la detrazione già usata (con le quattro rate, smetti anche di detrarre quelle future). Non succede se la cambi perché servono nuovi adattamenti o se a venderla è l’erede.

