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Parental control WhatsApp: cosa vede il genitore e come si attiva

Il parental control WhatsApp per gli adolescenti è stato annunciato a fine settembre 2026 e fa una cosa precisa: permette a un genitore di decidere alcune impostazioni dell’account del figlio fra i 13 e i 17 anni e di ricevere avvisi su contatti e gruppi, senza poter leggere una sola chat. È facoltativo, si attiva solo se genitore e figlio sono d’accordo, e si spegne quando si vuole. Abbiamo letto l’annuncio sul blog ufficiale e tutte le pagine italiane del Centro assistenza di WhatsApp: qui sotto trovi cosa vede davvero il genitore, cosa resta privato, i passaggi per attivarlo e la differenza con gli account per i più piccoli lanciati a marzo.

📌 Articolo in breve
WhatsApp ha introdotto un parental control facoltativo per i ragazzi dai 13 ai 17 anni. Il genitore collega il proprio account a quello del figlio, crea un PIN di 6 cifre e da lì gestisce privacy, Stato, Canali e Meta AI, oltre a ricevere avvisi su nuovi contatti e gruppi. Messaggi e chiamate restano cifrati: non li legge il genitore e non li legge WhatsApp. Per i minori di 13 anni esiste uno strumento diverso, l’account gestito da un genitore. Il rilascio è graduale e WhatsApp non indica date né paesi: in Italia la voce di menu potrebbe non esserci ancora.

Indice

  1. Che cos’è il parental control per teenager
  2. Cosa vede e cosa decide il genitore
  3. Cosa non vede: le chat restano private
  4. Come si attiva, passo per passo
  5. Le impostazioni una per una: privacy, Stato, Canali, Meta AI
  6. Parental control e account gestiti da un genitore: il confronto
  7. Cosa fare se la funzione non compare
  8. Età minima per usare WhatsApp in Italia
  9. Come si toglie e cosa succede a 18 anni
  10. Domande frequenti

Che cos’è il parental control per teenager

Nell’annuncio pubblicato sul blog di WhatsApp l’azienda lo descrive come un insieme di strumenti flessibili e facoltativi che genitori e figli configurano insieme. La frase che riassume l’idea è quella iniziale: i genitori hanno chiesto di poter guidare i ragazzi «senza leggere da sopra la loro spalla». Tradotto in pratica, il genitore non entra nelle conversazioni ma mette mano a ciò che sta intorno: chi può vedere la foto profilo, chi può infilare il figlio in un gruppo, quali Canali può seguire, come risponde l’assistente Meta AI.

La pagina ufficiale dedicata al parental control fissa la fascia d’età: controlli facoltativi per i figli «di età compresa tra 13 e 17 anni». Il Centro assistenza aggiunge due condizioni. Il genitore o tutore deve essere maggiorenne, e sia lui sia il ragazzo devono accettare di collegare i rispettivi account. Senza il consenso del figlio, in altre parole, il collegamento non parte. Serve poi la versione più recente dell’app, su iPhone o su Android.

C’è un dettaglio che conviene chiarire subito in famiglia. Il parental control non è richiesto per usare WhatsApp: un quindicenne continua a scrivere e chiamare come prima anche se nessuno lo attiva. È un livello in più che si aggiunge sopra le protezioni già presenti, e WhatsApp stessa parla di un punto di partenza, da ampliare «passo dopo passo» in base a quello che chiederanno le famiglie.

Cosa vede e cosa decide il genitore

Le leve sono tre. La prima riguarda le impostazioni sulla privacy: il genitore sceglie chi può vedere le informazioni del figlio e chi può contattarlo, a partire dalla foto profilo e dall’aggiunta ai gruppi, che sono i due esempi citati nel blog. Il ragazzo continua a vedere le proprie impostazioni e può anche renderle più strette da solo. Se invece vuole allentarle serve l’approvazione del genitore, che la dà inserendo il PIN.

La seconda leva sono gli avvisi. Il blog parla di notifiche quando il figlio entra in un gruppo o ne esce, e quando un gruppo di cui fa parte cresce in modo significativo. La pagina del Centro assistenza sugli avvisi elenca tre famiglie di notifiche che il genitore può accendere o spegnere: i contatti (quando ne viene aggiunto uno), i gruppi (quando il ragazzo ne crea uno o vi entra) e gli aggiornamenti dell’account, cioè il cambio del nome o dell’immagine del profilo. Tutto confluisce in una vista delle attività che il genitore apre dal proprio telefono.

La terza leva è l’uso di alcune funzioni: lo Stato, i Canali e Meta AI. Qui il genitore non si limita a guardare ma sceglie fra opzioni precise, che vediamo più avanti una per una.

Una cosa va detta con chiarezza: il genitore vede che il figlio ha aggiunto un contatto o è entrato in un gruppo, non che cosa si scrivono. È un registro di eventi, non una copia delle conversazioni.

Cosa non vede: le chat restano private

Su questo punto le fonti ufficiali sono insistenti, e fanno bene. Il blog scrive che anche con i controlli attivi messaggi personali e chiamate del ragazzo restano protetti dalla crittografia end-to-end e che nessuno fuori dalla chat, «nemmeno WhatsApp», può vederli o ascoltarli. Il Centro assistenza in italiano è ancora più esplicito e nomina il genitore: nessuno al di fuori della chat, «nemmeno il genitore o WhatsApp», può leggerne, ascoltarne o condividerne il contenuto.

Quindi niente lettura dei messaggi, niente ascolto dei vocali o delle chiamate, niente accesso a foto e video scambiati. Chi cercava uno strumento per controllare le conversazioni non lo troverà qui, e non è una dimenticanza: è la scelta di progetto dichiarata. Il ragazzo, dal canto suo, può continuare a usare gli strumenti di riservatezza dell’app, compresi quelli che abbiamo descritto nella guida su come nascondere le chat su WhatsApp: le pagine sul parental control per teenager non li elencano fra le funzioni che il genitore può limitare.

Per molte famiglie questo è il vero argomento da affrontare a tavola prima di aprire le impostazioni. Un ragazzo che teme di essere letto dirà di no al collegamento, e senza il suo sì la funzione non si attiva. Spiegargli che cosa arriva davvero sul telefono del genitore, cioè avvisi su contatti e gruppi e non il testo delle chat, è il modo più semplice per ottenere un consenso vero.

Come si attiva, passo per passo

I passaggi che seguono sono quelli della guida ufficiale in italiano. Servono entrambi i telefoni, uno accanto all’altro, e si parte da quello del figlio.

  1. Sul telefono del ragazzo apri WhatsApp e tocca Impostazioni > Parental control > Continua.
  2. Inserisci la data di nascita del figlio e conferma l’età, poi tocca Continua per collegare l’account del genitore: sullo schermo compare un codice QR.
  3. Con la fotocamera del tuo telefono inquadra il codice QR e tocca il link che ti porta su WhatsApp, quindi Continua.
  4. Verifica di essere un adulto, come richiesto dall’app.
  5. Crea il PIN genitore di 6 cifre, confermalo e tocca Fine.
  6. Torna sul telefono del figlio, inserisci il PIN, controlla le impostazioni proposte e chiudi con Continua > Fine.

A quel punto WhatsApp mostra al ragazzo un riepilogo della nuova esperienza e gli chiede di toccare OK per confermare. È il momento in cui il suo consenso diventa concreto.

Due avvertenze sul PIN. La guida dice che serve per accedere alle impostazioni del figlio e modificarle, e che non va condiviso con lui: se lo conosce, tutto il meccanismo dell’approvazione perde senso. Si può cambiare in qualsiasi momento dal telefono del genitore, da Impostazioni > Parental control, selezionando l’account del figlio e poi la voce Modifica PIN genitore. Meglio evitare la data di nascita o le cifre che il ragazzo ha già visto digitare per sbloccare il tablet di casa.

Sul modo in cui l’app verifica che il genitore sia maggiorenne la guida non dà dettagli: dice soltanto «Verifica di essere un adulto». Non avendo potuto provare la funzione su un account italiano, non sappiamo dirti quale schermata comparirà.

Le impostazioni una per una: privacy, Stato, Canali, Meta AI

Tutte le modifiche si fanno sul telefono del figlio, da Impostazioni > Parental control, dopo aver inserito il PIN. È un’impostazione di progetto che ha un effetto collaterale utile: per cambiare qualcosa bisogna avere in mano il telefono del ragazzo, quindi di solito lui è lì e sa che cosa sta succedendo.

Privacy

Dalla voce Impostazioni sulla privacy il genitore tocca la singola impostazione e sceglie, a seconda dei casi, fra Tutti, I miei contatti, I miei contatti eccetto…, Condividi solo con… e Nessuno. La pagina dedicata precisa che le impostazioni partono già da valori prudenti e che il passaggio a opzioni meno restrittive richiede il PIN.

Stato

Qui le scelte sono due e distinte: chi può vedere lo Stato pubblicato dal figlio e di chi il figlio può vedere gli Stati. In entrambi i casi le opzioni sono i contatti del ragazzo, i contatti con alcune esclusioni, solo alcuni contatti selezionati oppure nessuno. Il valore di partenza è «Contatti (del teenager)». Per capire come funziona la cerchia ristretta dello Stato può tornare utile il nostro articolo sugli Amici più stretti.

Canali

Per i Canali di WhatsApp le opzioni sono tre: Tutti, Solo approvati dai genitori, Nessuno. Un interruttore a parte permette o vieta al ragazzo di creare un canale suo. All’attivazione nulla cambia rispetto a prima, perché i valori predefiniti sono «Tutti» e creazione consentita: chi vuole un filtro deve impostarlo. Attenzione a una nota del Centro assistenza che è facile perdersi: la modifica non tocca i canali che il figlio seguiva o aveva creato in precedenza.

Meta AI

L’assistente integrato nell’app (ne abbiamo parlato nella guida a Meta AI su WhatsApp) ha due livelli. Standard è quello predefinito e, nelle parole di WhatsApp, consente di discutere di argomenti «generalmente conformi alla classificazione dei contenuti 13+». Limitata, che nel blog in inglese si chiama «Limited Content», restringe ulteriormente gli argomenti. Con il livello Limitata non sono disponibili le funzioni di Meta AI che usano Private Processing. Meta ha introdotto controlli simili anche su Instagram, dove i genitori possono intervenire sulle chat dei figli con i chatbot AI.

Parental control e account gestiti da un genitore: il confronto

I due strumenti si somigliano nel nome e condividono il PIN, ma sono pensati per età diverse e funzionano in modo opposto. Gli account gestiti da un genitore sono arrivati per primi, con un annuncio di marzo 2026, e sono rivolti ai preadolescenti: un WhatsApp ridotto a messaggi e chiamate, in cui il genitore decide chi può contattare il bambino e in quali gruppi può entrare. Il parental control per teenager, invece, si innesta su un account normale e completo.

La differenza più importante sta nell’obbligo. Sotto l’età minima un account gestito è l’unico modo previsto per stare su WhatsApp, e i controlli sono integrati e non disattivabili dal bambino. Dai 13 anni in su il controllo è una scelta della famiglia.

Aspetto Parental control per teenager Account gestito da un genitore
Età 13-17 anni Sotto i 13 anni (o sotto l’età minima del paese)
Obbligatorio? No, facoltativo e con l’accordo del ragazzo Sì, controlli integrati
Annuncio Fine settembre 2026 Marzo 2026
Funzioni dell’app WhatsApp completo; il genitore può limitare Stato, Canali e Meta AI Solo messaggi e chiamate: niente Meta AI, Canali, Stato, lucchetto chat, dispositivi collegati, posizione
Chi può scrivere al minore Secondo le impostazioni di privacy scelte Di base solo i contatti salvati; gli sconosciuti finiscono nella cartella Richieste
Gruppi Il genitore sceglie chi può aggiungere il figlio e riceve avvisi Solo il genitore può aggiungerlo; il minore non può creare gruppi
PIN genitore 6 cifre 6 cifre
Il genitore legge le chat? No, crittografia end-to-end No, crittografia end-to-end
Quando finisce A 18 anni, o prima se il genitore scollega A 13 anni (o all’età prevista nel paese), con notifica al genitore

Fonte: Centro assistenza e blog di WhatsApp, pagine consultate a inizio ottobre 2026.

Sugli account gestiti c’è un altro particolare riportato dalla scheda ufficiale: a questi account non vengono mostrate inserzioni, e mancano anche i messaggi visualizzabili una volta e i messaggi effimeri nelle chat individuali. Quando il bambino compie 13 anni il genitore riceve una notifica e l’account passa alle funzioni normali, senza parental control. Il passaggio successivo, se la famiglia lo vuole, è proprio lo strumento per teenager.

Chi ha figli che usano anche altre piattaforme troverà logiche simili, ma con regole diverse, nelle nostre guide su Discord per i genitori e su Roblox e la sicurezza dei bambini.

Cosa fare se la funzione non compare

È lo scenario più probabile in queste settimane. Il blog non indica né paesi né date di rilascio, e ogni pagina del Centro assistenza si apre con lo stesso avviso: i parental control per teenager «sono in fase di implementazione e potrebbero non essere ancora disponibili nella tua area geografica». Vale anche per gli account gestiti da un genitore, che a distanza di mesi dall’annuncio sono ancora descritti come in lancio graduale. Al momento nessuna fonte ufficiale dice che la funzione sia attiva in Italia, e nessuna dice il contrario.

Le istruzioni di WhatsApp per chi aspetta sono due: tenere l’app aggiornata all’ultima versione dal Play Store o dall’App Store, e seguire blog e Centro assistenza per sapere quando la novità arriva. Aggiungiamo un consiglio di buon senso: l’aggiornamento va fatto su entrambi i telefoni, perché la procedura parte da quello del figlio e si chiude su quello del genitore.

Se in Impostazioni la voce Parental control non c’è, non esiste un trucco per farla apparire. Diffida di app esterne, versioni modificate di WhatsApp o servizi che promettono di «sbloccare» il controllo parentale o, peggio, di leggere le chat di un’altra persona: non hanno nulla a che vedere con la funzione ufficiale. Nel frattempo si può già lavorare insieme al ragazzo sulle impostazioni ordinarie, in Impostazioni > Privacy: chi vede foto profilo, ultimo accesso e Stato, e chi può aggiungerlo ai gruppi. Non c’è il PIN a proteggerle, ma il risultato di partenza è lo stesso.

Età minima per usare WhatsApp in Italia

I Termini di servizio di WhatsApp per l’area europea dicono che l’utente deve avere almeno 13 anni per usare i servizi in modo indipendente, «o l’età superiore richiesta nel suo Paese o territorio». Chi è sotto la soglia può usare l’app solo con un account gestito da un genitore, dove disponibile. La pagina del Centro assistenza sull’età minima ripete la stessa formula e ricorda che registrare un account per conto di chi non ha l’età richiesta viola i Termini.

WhatsApp non pubblica un elenco delle soglie paese per paese, quindi dalle sue pagine non si ricava un numero specifico per l’Italia diverso da 13. Esiste però un dato di legge italiano che i genitori dovrebbero conoscere. Il Garante per la protezione dei dati personali ricorda che il regolamento europeo fissa a 16 anni l’età per dare da soli il consenso al trattamento dei propri dati nei servizi online, lasciando agli Stati la possibilità di scendere fino a 13, e che in Italia il limite è 14 anni. Sono due piani diversi: uno è il requisito contrattuale dell’app, l’altro riguarda il consenso sui dati personali. Per un tredicenne italiano, quindi, il consenso sui dati passa comunque dal genitore: un motivo in più per configurare l’app insieme.

Come si toglie e cosa succede a 18 anni

Il parental control si rimuove scollegando i due account. Il genitore può farlo dal proprio telefono, da Impostazioni > Parental control, selezionando l’account del figlio e scegliendo Scollega account. In alternativa si procede dal telefono del ragazzo, da Impostazioni > Account > Scollega account. La guida ufficiale precisa che il figlio non può farlo da solo: deve chiedere al genitore di inserire il PIN per approvare.

Al compimento dei 18 anni l’uscita è automatica. Secondo il Centro assistenza il genitore riceve una notifica, il ragazzo ritrova tutte le funzioni senza limiti (Canali, Stato e Meta AI compresi), le sue impostazioni di privacy tornano ai valori predefiniti di WhatsApp e da lì le gestisce in autonomia. Sul telefono del genitore spariscono il pannello e gli avvisi collegati a quell’account.

Domande frequenti

Con il parental control WhatsApp il genitore può leggere i messaggi del figlio?

No. Messaggi personali e chiamate restano protetti dalla crittografia end-to-end. Il Centro assistenza scrive che nessuno fuori dalla chat, nemmeno il genitore o WhatsApp, può leggerne o ascoltarne il contenuto. Il genitore riceve avvisi su eventi come un nuovo contatto o l’ingresso in un gruppo.

Il figlio può rifiutare o disattivare il parental control da solo?

Può rifiutare all’inizio, perché il collegamento richiede che genitore e ragazzo accettino entrambi. Una volta attivo, per scollegare gli account dal telefono del figlio serve il PIN del genitore.

Il parental control di WhatsApp è già disponibile in Italia?

WhatsApp non lo dice. L’annuncio non indica paesi né date e le pagine di assistenza, anche in italiano, avvertono che la funzione è in fase di implementazione e potrebbe non essere ancora disponibile nella propria area. Se in Impostazioni non trovi la voce Parental control, aggiorna l’app su entrambi i telefoni e riprova nelle settimane successive.

Quanto costa?

Le pagine ufficiali che abbiamo letto non parlano di costi né di abbonamenti: il parental control è presentato come una voce delle Impostazioni dell’app.

Cosa succede se dimentico il PIN genitore?

Il PIN si può modificare dal telefono del genitore, in Impostazioni > Parental control, selezionando l’account del figlio e poi Modifica PIN genitore. La pagina di assistenza non descrive una procedura specifica di recupero diversa da questa.

Mio figlio ha 11 anni: posso usare il parental control per teenager?

No, quello strumento è per la fascia 13-17 anni. Sotto i 13 anni WhatsApp prevede l’account gestito da un genitore, limitato a messaggi e chiamate, che va creato dal genitore sul telefono del bambino. Anche questo è in rilascio graduale e potrebbe non essere ancora disponibile.

Il genitore vede con chi chatta il figlio?

Vede quando viene aggiunto un nuovo contatto e quando il ragazzo crea un gruppo o vi entra, se ha lasciato attivi quegli avvisi. Le pagine ufficiali non parlano di un elenco delle conversazioni né di orari o durata delle chat.

Si possono controllare più figli dallo stesso telefono?

Le istruzioni chiedono al genitore di «selezionare l’account» del figlio dentro Parental control, il che lascia intendere che se ne possano collegare più di uno. WhatsApp però non indica un numero massimo nelle pagine che abbiamo consultato.

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