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Bolletta luce vulnerabili +37,3%: quanto paghi da ottobre e cosa fare

Ultimo aggiornamento: settembre 2026

La bolletta luce dei clienti vulnerabili rimasti in Maggior Tutela sale del 37,3% dal 1° ottobre 2026: lo ha deciso l’ARERA con l’aggiornamento del quarto trimestre, e riguarda circa 3 milioni di famiglie, in gran parte anziani over 75 e titolari di bonus sociale. Nello stesso comunicato compare però un altro numero, «+9,3%» sulla spesa annua, che sembra dire tutt’altro. Sono veri tutti e due, ma misurano cose diverse, e per chi deve pagare la bolletta di dicembre conta soprattutto il primo. Qui trovi quanto costa in euro l’aumento con consumi diversi, chi rientra davvero tra i vulnerabili (c’è un dettaglio sull’intestatario che molti ignorano), quanto copre il bonus sociale e cosa succede se si prova il mercato libero.

📌 Articolo in breve
Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela (2.000 kWh l’anno, 3 kW) paga 43,43 centesimi per kWh tasse incluse, contro i 31,63 del trimestre estivo. Sulle tabelle ARERA l’aumento vale circa 11,8 centesimi per ogni kWh consumato, sia per chi consuma 2.000 kWh sia per chi ne consuma 2.700: se i consumi sono distribuiti in modo uniforme durante l’anno significa circa 59 euro in più nel trimestre per il cliente tipo e quasi 80 euro per il cliente medio. Il +9,3% annuo riguarda l’intero 2026 e diluisce l’aumento sui nove mesi precedenti, più economici. Il bonus sociale elettrico è fisso per tutto il 2026 (146 euro l’anno per 1-2 persone) e non si alza con i prezzi. Chi è vulnerabile può passare al mercato libero e, secondo l’ARERA, può chiedere di tornare in tutela in qualsiasi momento.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Cosa cambia dal 1° ottobre
  2. Chi è cliente vulnerabile (e il nodo dell’intestatario)
  3. Quanto costa l’aumento in euro: tre profili di consumo
  4. +37,3% o +9,3%? Perché sono veri tutti e due
  5. Il bonus sociale non segue l’aumento
  6. Conviene passare al mercato libero?
  7. Maggior Tutela e Tutele Graduali non sono la stessa cosa
  8. Domande frequenti

Cosa cambia dal 1° ottobre

Il comunicato ARERA del 29 settembre 2026 fissa per il quarto trimestre un prezzo di riferimento di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, per il «cliente tipo» vulnerabile: una famiglia con 3 kW di potenza impegnata e 2.000 kWh di consumo annuo. L’aumento sul trimestre precedente è del 37,3% e riguarda soltanto chi è ancora servito in Maggior Tutela. Chi è sul mercato libero, vulnerabile o no, segue le condizioni del proprio contratto.

La causa è una sola voce. La spesa per l’acquisto dell’energia sale del 63,4% e arriva a 27,64 centesimi per kWh, perché l’ARERA incorpora le attese di un prezzo all’ingrosso (PUN) più alto per l’autunno e recupera i prezzi del terzo trimestre, risultati più elevati di quanto si potesse stimare a giugno. Commercializzazione, trasporto e oneri di sistema restano fermi. Le imposte crescono del 34,6% per un motivo quasi meccanico: l’IVA si calcola su un imponibile più alto. L’unica voce in calo è il dispacciamento con il mercato della capacità, che scende del 2,2%.

Abbiamo messo a confronto il terzo e il quarto trimestre usando la tabella storica dell’ARERA sul cliente tipo vulnerabile. Nella tabella la «materia energia» comprende anche la commercializzazione (2,11 centesimi), che il comunicato espone a parte.

Voce (c€/kWh, cliente tipo 2.000 kWh) Luglio-settembre 2026 Ottobre-dicembre 2026 Differenza
Materia energia (con commercializzazione) 19,03 29,75 +10,72
Trasporto e gestione del contatore 6,18 6,18 0
Oneri di sistema 3,32 3,32 0
Imposte (IVA e accise) 3,10 4,18 +1,08
Totale 31,63 43,43 +11,80 (+37,3%)

Fonte: ARERA, tabella «Aggiornamenti delle condizioni di tutela – elettricità» (file eep35new.xlsx) e comunicato del 29 settembre 2026.

Il prezzo vale per tre mesi, da ottobre a dicembre. A fine dicembre l’ARERA pubblicherà quello del primo trimestre 2027, che potrà salire o scendere: nessuno oggi è in grado di dire quale sarà.

Chi è cliente vulnerabile (e il nodo dell’intestatario)

La definizione è nella nota 2 del comunicato e, in forma più estesa, nella pagina «Fine tutela elettricità: cosa fare?» dell’ARERA. Basta una sola di queste condizioni: avere compiuto 75 anni; avere diritto al bonus sociale elettrico per disagio economico oppure al bonus per gravi condizioni di salute, cioè per chi usa apparecchiature medico-terapeutiche alimentate a elettricità; essere persona con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/1992; avere la fornitura in una struttura abitativa di emergenza dopo una calamità; avere la fornitura in un’isola minore non interconnessa alla rete nazionale.

Il dettaglio che sfugge a molti riguarda chi è intestatario della bolletta. L’ARERA scrive che, tranne per le apparecchiature salvavita, la persona che ha i requisiti deve essere anche l’intestatario della fornitura. Il caso tipico è la madre di 80 anni che vive con il figlio, con il contratto della luce intestato al figlio: quella fornitura non è vulnerabile. Per i salvavita invece la vulnerabilità vale per tutto il nucleo di residenza, anche se l’apparecchio serve a un familiare diverso dall’intestatario, e riguarda soltanto l’elettricità, non il gas.

Per gli over 75 e per chi riceve già il bonus sociale elettrico il venditore dovrebbe conoscere la condizione senza bisogno di comunicarla. Per gli altri requisiti, come la disabilità o l’abitazione di emergenza, serve un modulo di autocertificazione da presentare al proprio fornitore. Se la bolletta riporta la dicitura «Mercato libero» e si ha diritto alla tutela, ci si rivolge all’esercente della Maggior Tutela della propria zona, che l’ARERA elenca nella pagina degli esercenti per i clienti vulnerabili. Per dubbi c’è il numero verde dello Sportello per il consumatore, 800.166.654.

Quanto costa l’aumento in euro: tre profili di consumo

Le percentuali dicono poco a chi deve pagare. Abbiamo quindi rifatto i conti in euro partendo dalle due tabelle che l’ARERA pubblica: quella del cliente tipo da 2.000 kWh e quella del «cliente medio» vulnerabile da 2.700 kWh, sempre con 3 kW di potenza. Per il cliente medio il prezzo tutto compreso passa da 30,32 a 42,12 centesimi per kWh. È un prezzo unitario un po’ più basso, perché le quote fisse si spalmano su più kWh, ma l’aumento in termini assoluti è identico: 11,80 centesimi per ogni kWh, esattamente come per il cliente tipo.

Questo succede perché a muoversi sono solo le voci legate ai kWh consumati (energia e, di riflesso, IVA), mentre le quote fisse restano ferme. Ne segue una regola pratica: il rincaro del trimestre si ottiene moltiplicando i kWh consumati tra ottobre e dicembre per circa 0,118 euro. Per un vulnerabile che consuma poco, 1.500 kWh l’anno, l’ARERA non pubblica un prezzo tutto compreso e quindi non indichiamo il totale della bolletta; l’aumento però segue la stessa regola.

Nella tabella ipotizziamo che i consumi si distribuiscano in modo uniforme, un quarto dell’anno per trimestre. È una semplificazione: chi usa stufette o pompa di calore in autunno consuma di più in questi mesi e l’aumento, in euro, cresce di conseguenza.

Consumo annuo (3 kW) kWh nel trimestre Spesa luglio-settembre Spesa ottobre-dicembre Aumento nel trimestre
1.500 kWh (single, consumi bassi) 375 non pubblicata da ARERA non pubblicata da ARERA circa 44 €
2.000 kWh (cliente tipo ARERA) 500 158,15 € 217,15 € +59,00 € (+37,3%)
2.700 kWh (cliente medio ARERA) 675 204,66 € 284,31 € +79,65 € (+38,9%)

Elaborazione thequestion.it sui prezzi ARERA tasse incluse (31,63 e 43,43 c€/kWh per 2.000 kWh; 30,32 e 42,12 c€/kWh per 2.700 kWh). Per 1.500 kWh: 375 kWh × 11,80 c€ = 44,25 €.

Il cliente medio vede un aumento percentuale più alto (+38,9%) del cliente tipo. Anche questo discende dalla stessa logica: più la bolletta è fatta di kWh e meno di quote fisse, più pesa un rincaro che colpisce solo i kWh. Per capire quale riga ti somiglia, guarda il consumo degli ultimi 12 mesi, che per regola compare in ogni bolletta, oppure entra con SPID o CIE nel Portale Consumi dell’ARERA. Se vuoi capire da dove vengono i tuoi kWh, il nostro calcolatore dei consumi degli elettrodomestici aiuta a individuare quelli che pesano di più.

Un caso concreto. Un pensionato di 78 anni che vive da solo, scalda il bagno con una stufetta da 2.000 watt accesa un’ora al giorno per 90 giorni aggiunge 180 kWh al trimestre. Al prezzo di ottobre fanno 78,17 euro solo di stufetta (180 × 43,43 centesimi), di cui 21,24 dovuti al rincaro. Per chi usa l’elettricità per scaldarsi abbiamo confrontato i costi di stufetta, condizionatore e gas nella guida su come riscaldare con il condizionatore.

+37,3% o +9,3%? Perché sono veri tutti e due

Nello stesso comunicato l’ARERA scrive che la spesa annua del cliente tipo sarà di 665,38 euro, il 9,3% in più dei 608,72 euro dell’anno precedente. Chi legge solo questa frase conclude che l’aumento è modesto. Il problema è che quel numero è costruito su un «anno scorrevole», come spiega la nota 3: il trimestre aggiornato più i tre che lo precedono, ciascuno con i propri consumi. Per il quarto trimestre l’anno scorrevole coincide con il 2026 solare, da gennaio a dicembre.

Dentro quei 665,38 euro ci sono quindi nove mesi pagati ai prezzi di gennaio, aprile e luglio (27,97, 30,24 e 31,63 centesimi per kWh secondo la tabella ARERA) e solo tre mesi al prezzo nuovo. L’aumento di ottobre viene così diluito su dodici mesi. Non è un errore dell’ARERA: è una misura utile per confrontare un anno con l’altro. Solo che non dice quanto si paga adesso.

Per avere l’ordine di grandezza del prezzo corrente basta un conto ipotetico. Se i 43,43 centesimi restassero in vigore per dodici mesi, 2.000 kWh costerebbero 868,60 euro; ai prezzi del terzo trimestre ne sarebbero costati 632,60. La differenza è di nuovo il 37,3%. Non è una previsione, perché il prezzo cambierà a gennaio, ma mostra che il +9,3% non va letto come il ritmo di spesa di questo autunno. C’è anche un effetto ottico in più: il comunicato di giugno indicava 591,86 euro su un anno scorrevole da ottobre 2025 a settembre 2026, quello di settembre 665,38 euro sul 2026 solare. Sono finestre diverse, e confrontarle tra loro non ha senso.

Lo stesso equivoco si ripete con le stime delle associazioni e dei comparatori, che spesso sommano luce e gas, guardano il mercato libero o periodi diversi. Ne abbiamo parlato in Bollette autunno 2026: quanto aumentano luce e gas.

📝 Nota della redazione
Abbiamo scaricato il file Excel dell’ARERA con lo storico dei prezzi e confrontato le due tabelle, 2.000 e 2.700 kWh. In entrambe il totale sale di 11,80 centesimi per kWh (materia energia +10,72 e +10,73, imposte +1,08 e +1,07). Per questo l’aumento in euro è proporzionale ai kWh e non alla bolletta: chi consuma il doppio paga il doppio del rincaro, anche se la percentuale cambia poco. Con i prezzi della tabella abbiamo anche ricostruito la spesa annua: con consumi uguali in ogni trimestre il 2026 vale 666,35 euro, meno di un euro sopra i 665,38 ufficiali, che usano un profilo di consumo trimestrale diverso.

Il bonus sociale non segue l’aumento

Si legge spesso che il bonus sociale elettrico «viene aggiornato ogni trimestre». Per la luce non è così. La pagina ARERA sugli importi indica un valore annuale in vigore dal primo trimestre fino al 31 dicembre 2026, con lo stesso sconto ogni mese: 146 euro l’anno per i nuclei di 1-2 persone (0,40 euro al giorno), 186,15 euro per 3-4 persone (0,51 al giorno), 204,40 euro oltre i 4 componenti (0,56 al giorno). A cambiare ogni tre mesi è il bonus gas, che è più alto d’inverno.

Tradotto sul trimestre ottobre-dicembre, che ha 92 giorni, il bonus vale 36,80 euro per un nucleo di 1-2 persone, 46,92 per 3-4 persone e 51,52 oltre i 4. Confrontalo con la tabella precedente: per il cliente tipo da 2.000 kWh l’aumento del trimestre è di 59 euro, quindi il bonus di una coppia non basta nemmeno a coprire il rincaro, figurarsi la bolletta intera. Resta comunque uno sconto che vale la pena ottenere.

Il bonus arriva in automatico a chi presenta la DSU e ha un ISEE entro la soglia, che dal 2026 è di 9.796 euro, oppure 20.000 euro con almeno quattro figli a carico (comunicato ARERA del 23 gennaio 2026). Serve pazienza: l’ARERA stima che per le forniture dirette di luce e gas il bonus compaia in bolletta circa 3-4 mesi dopo l’attestazione ISEE. Chi presenta la DSU in ottobre, quindi, rischia di vederlo solo nel 2027. Avere diritto al bonus rende anche automaticamente «vulnerabili», con accesso alla Maggior Tutela.

Conviene passare al mercato libero?

Per capirlo bisogna tenere presente che la Maggior Tutela è un prezzo variabile a scatti trimestrali. Quando i prezzi all’ingrosso salgono, l’ARERA li trasferisce in bolletta con qualche mese di ritardo; quando scendono, succede lo stesso. Un’offerta a prezzo fisso del mercato libero blocca invece per un periodo definito, di solito 12 o 24 mesi, il prezzo della sola componente energia. Trasporto, oneri di sistema e imposte restano regolati e variano per tutti allo stesso modo.

Il confronto giusto non è tra i 43,43 centesimi della tutela e il prezzo al kWh pubblicizzato da un venditore, che di solito è la sola energia senza quote fisse e tasse. Serve la spesa annua stimata sul tuo consumo reale, ed è quello che calcola il Portale Offerte dell’ARERA, che confronta le offerte di tutti i venditori anche con il servizio di tutela. Prima di firmare il venditore deve consegnarti la scheda sintetica, che riassume le condizioni e riporta la stima della spesa annua. Un prezzo fisso firmato adesso incorpora le attese sui prezzi all’ingrosso di questo periodo, che sono le stesse che hanno spinto l’aumento di ottobre: bloccare oggi protegge da altri rialzi, ma se i prezzi scendono si resta fermi al livello fissato.

La buona notizia è che la scelta non è definitiva. L’ARERA scrive che il cliente vulnerabile «in ogni momento può richiedere il servizio di tutela», e nel comunicato di giugno ha ribadito che tutti i vulnerabili che si trovano nel mercato libero hanno il diritto di passare alla Maggior Tutela. Prima di sottoscrivere un’offerta, però, controlla se prevede costi di uscita anticipata o vincoli sugli sconti. Il cambio di fornitore non interrompe mai la fornitura. Sui tempi del cambio l’ARERA ha approvato una riforma, di cui abbiamo scritto in Cambio fornitore luce in 24 ore.

Chi dovrebbe restare in tutela? Chi non ha tempo o voglia di seguire le offerte, chi teme di cadere in contratti porta a porta o telefonici poco chiari e chi preferisce un prezzo fissato dall’Autorità, che segue il mercato con qualche mese di ritardo in salita come in discesa. Chi invece ha consumi alti e stabili, per esempio perché si scalda con una pompa di calore, ha più interesse a confrontare subito le offerte a prezzo fisso, perché ogni centesimo di differenza pesa di più. In ogni caso, una telefonata non richiesta che propone di «uscire dalla tutela perché sta per finire» è un segnale d’allarme: per i vulnerabili la Maggior Tutela non ha una data di fine.

Maggior Tutela e Tutele Graduali non sono la stessa cosa

La confusione è comprensibile, perché i nomi si somigliano. Dal 1° luglio 2024 la Maggior Tutela elettrica è riservata ai soli clienti vulnerabili. I clienti domestici non vulnerabili che a quella data non avevano scelto un contratto sul mercato libero sono passati automaticamente al Servizio a Tutele Graduali, gestito dai venditori che hanno vinto le aste nelle diverse zone, con condizioni economiche fissate dall’ARERA sulla base degli esiti di quelle aste. Il servizio dura fino al 31 marzo 2027: dopo, chi non ha scelto resterà con lo stesso venditore alla sua offerta di mercato libero più favorevole (fonte: ARERA).

L’aumento del 37,3% riguarda quindi solo la Maggior Tutela dei vulnerabili, non chi è nelle Tutele Graduali. I vulnerabili hanno avuto una finestra per entrare nelle Tutele Graduali, ma si è chiusa: la legge sulla concorrenza 2024 consentiva la richiesta solo entro il 30 giugno 2025, e chi è diventato vulnerabile dopo quella data non può più chiederlo. Per un vulnerabile oggi le strade sono due: Maggior Tutela oppure mercato libero.

Maggior Tutela Servizio a Tutele Graduali Mercato libero
Per chi Solo clienti vulnerabili Non vulnerabili passati d’ufficio dal 1° luglio 2024; vulnerabili che lo hanno chiesto entro il 30 giugno 2025 Tutti
Chi fissa il prezzo ARERA, ogni trimestre ARERA, sulla base delle aste Il venditore (fisso o variabile)
Scadenza Nessuna prevista 31 marzo 2027 Secondo contratto
Aumento del 37,3% di ottobre Sì No No (dipende dall’offerta)
Si può tornare in tutela? — Solo se si è vulnerabili Sì, se vulnerabili, in ogni momento

Chi è nelle Tutele Graduali e vuole capire cosa succederà dopo marzo 2027 trova i dettagli nella nostra guida al Servizio a Tutele Graduali.

Domande frequenti

Ho 76 anni ma la bolletta è intestata a mio figlio: pago il prezzo della Maggior Tutela?

No, a meno che la fornitura non passi a tuo nome. Per età, bonus economico, disabilità, abitazione di emergenza e isole minori l’ARERA richiede che chi ha i requisiti sia anche l’intestatario. Fa eccezione solo il bonus per apparecchiature salvavita, che vale per l’intero nucleo di residenza.

L’aumento vale anche per il gas?

No, il +37,3% riguarda solo l’elettricità in Maggior Tutela. Il gas dei clienti vulnerabili segue un servizio diverso, quello di tutela della vulnerabilità per il gas, con condizioni che l’ARERA aggiorna ogni mese.

Quando vedrò l’aumento in bolletta?

Il nuovo prezzo si applica ai consumi dal 1° ottobre. Con la fatturazione bimestrale, la prima bolletta che contiene consumi di ottobre può comprendere anche una parte di settembre, calcolata ancora al prezzo del terzo trimestre.

Se passo al mercato libero perdo il bonus sociale?

Il bonus sociale elettrico dipende dall’ISEE e dalla fornitura di residenza, non dal fatto di essere in tutela. I requisiti pubblicati dall’ARERA non prevedono di restare in Maggior Tutela: prima di cambiare conviene comunque chiedere conferma al nuovo venditore che lo applicherà in bolletta.

Ho firmato un’offerta sul mercato libero e me ne sono pentito: posso tornare indietro?

Se sei vulnerabile sì: l’ARERA scrive che il cliente vulnerabile può richiedere il servizio di tutela in ogni momento, rivolgendosi all’esercente della Maggior Tutela della propria zona. Se il contratto è stato firmato a distanza o fuori dai locali commerciali, entro 14 giorni c’è anche il diritto di ripensamento previsto dal Codice del consumo.

Il prezzo di 43,43 centesimi vale per tutti i vulnerabili?

È il prezzo medio tutto compreso del cliente tipo da 2.000 kWh e 3 kW. Con consumi diversi il prezzo medio al kWh cambia per effetto delle quote fisse: a 2.700 kWh, per esempio, l’ARERA indica 42,12 centesimi. L’aumento rispetto all’estate, invece, è di circa 11,8 centesimi per kWh in entrambi i casi.

Dove verifico se sono in Maggior Tutela o nel mercato libero?

Sulla bolletta: per regola deve riportare la dicitura «Maggior tutela» oppure «Mercato libero». Se hai dubbi puoi chiamare lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente al numero verde 800.166.654.

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