Lo sconto sulle accise del gasolio non è una buona notizia, anche se quasi tutti l’hanno raccontata così. Il decreto legge 162/2026 fissa due nuovi livelli ridotti dell’accisa fino al 5 ottobre, ma entrambi sono più alti di quello in vigore fino al 17 settembre: in pratica il taglio si sta spegnendo a scaglioni, e al distributore il gasolio torna a salire in due tappe prima di riallinearsi del tutto. Ecco i numeri esatti e quanto pesa su un pieno.
L’accisa sul gasolio per autotrazione scende a 572,90 euro per mille litri nella prima finestra e a 622,90 nella seconda, contro i 672,90 della misura ordinaria. Tradotto in prezzo finale con l’IVA: lo sconto passa da 17 centesimi al litro a 12,2 e poi a 6,1, fino ad azzerarsi. Su un pieno da 50 litri significa 2,40 euro in più nella prima tappa e altri 3,05 nella seconda. Lo sconto vale anche su gasoli paraffinici e biodiesel, ma solo nella prima finestra.
Indice
- I numeri esatti del decreto
- Perché il prezzo sale, non scende
- Quanto pesa su un pieno
- Chi ne beneficia oltre agli automobilisti
- Cosa succede dopo il 5 ottobre
- Quanto pesa davvero l’accisa sul prezzo
- Domande frequenti
I numeri esatti del decreto
L’accisa ordinaria sul gasolio usato come carburante vale 672,90 euro per mille litri. Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri a metà settembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno seguente la abbassa in due gradini: 572,90 euro per mille litri nella prima finestra, che copre otto giorni, e 622,90 euro nella seconda, che ne copre dieci e si chiude il 5 ottobre.
Cento euro in meno per mille litri corrispondono a dieci centesimi al litro di accisa. Ma quello che paghiamo alla pompa comprende l’IVA al 22%, che si applica anche sull’accisa: il risparmio effettivo sul prezzo esposto è quindi di 12,2 centesimi al litro nella prima fase e di 6,1 centesimi nella seconda. Sono le cifre che il governo stesso ha indicato nel comunicato, già comprensive dell’effetto IVA.
Nella prima finestra la riduzione si estende anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel usati come carburante, che restano invece fuori dal secondo gradino. Nello stesso decreto viene prorogato il sostegno già previsto a favore dell’autotrasporto, che assorbe una quota importante dei consumi di gasolio del Paese.
Perché il prezzo sale, non scende
Qui sta il punto che i titoli hanno saltato. Fino al 17 settembre era in vigore una riduzione dell’accisa da 17 centesimi al litro, prorogata di pochi giorni con un provvedimento precedente proprio in attesa di questo decreto. Rispetto a quel livello, i 12,2 centesimi della prima finestra sono un taglio più piccolo, e i 6,1 della seconda lo sono ancora di più.
| Periodo | Accisa (€/1.000 litri) | Sconto al litro, IVA inclusa |
|---|---|---|
| Fino al 17 settembre 2026 | 533,60 | 17 centesimi |
| Prima finestra (otto giorni) | 572,90 | 12,2 centesimi |
| Seconda finestra, fino al 5 ottobre | 622,90 | 6,1 centesimi |
| Dal 6 ottobre, salvo proroghe | 672,90 | nessuno |
Fonte: decreto legge 162/2026 e comunicato del Consiglio dei ministri. Il livello fino al 17 settembre è ricavato dalla riduzione di 17 centesimi comunicata dal governo.
Quanto pesa su un pieno
Facciamo i conti su un serbatoio da 50 litri, la misura tipica di una berlina compatta a gasolio. Con lo sconto da 17 centesimi il pieno costava 8,50 euro in meno rispetto al prezzo senza agevolazione. Nella prima finestra il risparmio scende a 6,10 euro, nella seconda a 3,05, e dal 6 ottobre si azzera.
Tradotto in quello che si vede sullo scontrino: rispetto a un pieno fatto il 17 settembre, lo stesso pieno nella prima finestra costa 2,40 euro in più; nella seconda ne costa 5,45 in più; da ottobre, sempre a parità di prezzo industriale, 8,50 euro in più. Per chi percorre trentamila chilometri l’anno con un consumo di sei litri ogni cento, cioè circa 1.800 litri, la differenza tra lo sconto pieno e nessuno sconto vale poco più di 300 euro l’anno.
Su un furgone da 80 litri i numeri crescono in proporzione: 13,60 euro di sconto con la vecchia misura, 9,76 nella prima finestra, 4,88 nella seconda. È il motivo per cui il decreto proroga in parallelo il sostegno all’autotrasporto, dove il gasolio è una voce di costo strutturale e non un fastidio occasionale.
Chi vuole ridurre la spesa indipendentemente dalle accise ha comunque margini concreti: confrontare i distributori con gli strumenti pubblici di monitoraggio dei prezzi resta il modo più semplice per recuperare qualche centesimo al litro, come abbiamo spiegato nella guida all’app Osservaprezzi Carburanti del MIMIT. E sulle abitudini di guida ci sono margini più ampi di quanto si creda, raccolti nel pezzo su come risparmiare carburante.
Chi ne beneficia oltre agli automobilisti
La riduzione riguarda il gasolio usato come carburante, quindi tocca chiunque faccia rifornimento: automobilisti privati, artigiani con il furgone, agricoltori, aziende di trasporto. Nella prima finestra l’estensione ai gasoli paraffinici e al biodiesel amplia il perimetro a carburanti alternativi come l’HVO, che alcune flotte hanno iniziato a usare proprio per aggirare le limitazioni alla circolazione dei diesel più vecchi.
Restano fuori la benzina, il GPL e il metano, che non sono toccati dal provvedimento. È una scelta che segue l’andamento dei prezzi internazionali: la pressione che ha spinto il governo a intervenire riguarda il gasolio, il cui differenziale con la benzina si è ristretto fino a invertirsi in diverse settimane dell’anno, una situazione anomala rispetto alla storia recente del mercato italiano.
Per chi guida un diesel c’è però un secondo fronte, che pesa molto più di qualche centesimo al litro: le limitazioni alla circolazione che scattano nel bacino padano con l’arrivo della stagione fredda, di cui abbiamo scritto nel pezzo sul blocco dei diesel Euro 5. Vale la pena mettere le due cose sullo stesso tavolo prima di decidere se tenere l’auto o cambiarla, anche alla luce dell’esenzione dal bollo prevista per il 2027 dallo stesso decreto.
Cosa succede dopo il 5 ottobre
Salvo nuovi interventi, dal 6 ottobre l’accisa torna al livello ordinario di 672,90 euro per mille litri e lo sconto sparisce. Il decreto legge deve però essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, ed è in quella fase che storicamente vengono inseriti prolungamenti o rimodulazioni: è successo più volte negli ultimi anni con misure identiche a questa.
Il meccanismo che rende possibili questi interventi è quello della cosiddetta accisa mobile, che consente di ridurre il prelievo quando il gettito IVA sui carburanti supera le previsioni per effetto dell’aumento dei prezzi. In pratica lo Stato restituisce una parte dell’incasso in eccesso. Ne consegue che la proroga dipende meno dalla volontà politica e più dall’andamento delle quotazioni internazionali nelle settimane successive. Avevamo analizzato il funzionamento e i precedenti nel pezzo sul taglio delle accise e cosa succede se non viene prorogato.
Quanto pesa davvero l’accisa sul prezzo che paghi
Per capire perché interventi come questo spostano poco, conviene guardare come è fatto il prezzo esposto al distributore. Su un litro di gasolio a 1,75 euro, il costo industriale del prodotto — cioè la materia prima più la raffinazione, il trasporto e il margine del gestore — vale circa 70 centesimi. L’accisa ordinaria ne vale 67,3. L’IVA al 22% si applica sulla somma dei due e vale altri 31 centesimi abbondanti.
Ne consegue che oltre la metà di quello che paghiamo è imposta, e che l’IVA colpisce anche l’accisa: è il motivo per cui un taglio di 10 centesimi sull’accisa si traduce in 12,2 centesimi di sconto sul prezzo finale, un effetto leva che gioca a favore quando l’accisa scende e contro quando risale.
Questa struttura spiega anche perché il prezzo alla pompa può muoversi in direzione opposta alle accise. Se nelle stesse settimane il costo industriale scende di cinque centesimi mentre l’accisa ne risale sei, il prezzo finale resta quasi fermo e l’automobilista non si accorge di nulla. È successo più volte negli ultimi anni, ed è la ragione per cui confrontare il prezzo di oggi con quello di ieri dice poco sull’efficacia della misura: bisognerebbe confrontarlo con il prezzo che ci sarebbe stato senza.
C’è infine una differenza che pesa sul portafoglio più di qualsiasi decreto, ed è quella tra distributori. Tra il self service di un impianto lungo una statale e il servito di un’area di servizio autostradale ballano facilmente venti centesimi al litro, cioè dieci euro su un pieno da 50 litri: più del doppio di quanto valeva lo sconto sulle accise nella sua versione più generosa. Scegliere dove rifornirsi resta la leva più efficace a disposizione di chi guida.
Domande frequenti
Conviene fare il pieno adesso o aspettare?
Sulla base delle sole accise, prima si fa il pieno meglio è: lo sconto si riduce a ottobre e poi sparisce. Attenzione però a non generalizzare, perché l’accisa è solo una delle componenti del prezzo: se nelle stesse settimane il costo industriale scende, il prezzo alla pompa può restare stabile o addirittura calare nonostante l’accisa più alta.
La riduzione vale anche per la benzina?
No. Il decreto interviene sulla sola accisa del gasolio usato come carburante, con l’estensione ai gasoli paraffinici e al biodiesel limitata alla prima finestra. Benzina, GPL e metano restano alle aliquote ordinarie.
I distributori sono obbligati ad applicare subito lo sconto?
L’accisa si applica all’immissione in consumo del prodotto, quindi la riduzione riguarda le forniture successive alla data di entrata in vigore. Nella pratica il nuovo prezzo si vede sui cartelli con qualche giorno di sfasatura, perché nei serbatoi dei distributori resta carburante caricato in precedenza. Vale nei due sensi: lo stesso sfasamento ritarda anche l’aumento.
Perché lo sconto si riduce invece di restare a 17 centesimi?
Perché la misura è finanziata con il maggior gettito IVA generato dai prezzi elevati, e la sua estensione ha un costo per il bilancio pubblico. Il taglio a due gradini è un modo per far rientrare gradualmente il prezzo verso il livello ordinario invece di farlo risalire tutto insieme, evitando l’effetto d’urto sui consumi e sui listini del trasporto merci.

