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Assicurazione infortuni domestici (casalinghe) 2026: chi deve farla e quanto costa

L’assicurazione infortuni domestici INAIL, comunemente chiamata “assicurazione casalinghe”, è un obbligo che riguarda milioni di italiani e italiane ma che resta largamente sconosciuto ai più. Chi si occupa della casa e della famiglia in modo gratuito e continuativo, senza un vero e proprio contratto di lavoro, ha per legge l’obbligo di iscriversi e pagare un premio annuale — pena sanzioni in caso di controllo.

📌 Articolo in breve
L’assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici è obbligatoria per chi si occupa della casa in modo abituale e gratuito, tra i 18 e i 67 anni. Il premio 2026 è di 24 euro l’anno, da versare entro il 31 gennaio. Chi ha un reddito personale sotto i 4.648,11 euro e familiare sotto i 9.296,22 euro è esente dal pagamento ma deve comunque iscriversi. L’iscrizione si fa online sul portale INAIL con SPID, CIE o CNS.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale o previdenziale. Per la tua situazione specifica verifica direttamente sul portale INAIL o rivolgiti a un patronato.

📅 Ultimo aggiornamento: luglio 2026.

Indice

  1. Cos’è l’assicurazione infortuni domestici
  2. Chi deve iscriversi obbligatoriamente
  3. Quanto costa e come si paga
  4. Chi è esente dal pagamento
  5. Come iscriversi online
  6. Cosa copre in caso di infortunio
  7. Perché esiste questa assicurazione: un po’ di storia
  8. Un esempio pratico di quando interviene la copertura
  9. Domande frequenti

Cos’è l’assicurazione infortuni domestici

L’assicurazione contro gli infortuni domestici è stata istituita per tutelare chi svolge lavoro di cura della casa in modo gratuito — le persone che tradizionalmente chiamiamo casalinghe e casalinghi — dagli incidenti che possono capitare tra le mura domestiche: una caduta mentre si puliscono i vetri, un’ustione in cucina, un taglio con un elettrodomestico. Sono infortuni che, senza questa copertura, resterebbero completamente scoperti, perché chi lavora in casa senza contratto non ha accesso alle tutele INAIL previste per i lavoratori dipendenti.

La gestione è affidata all’INAIL, lo stesso ente che si occupa degli infortuni sul lavoro tradizionali, ma con una polizza a sé stante, dedicata specificamente a questa platea di persone che svolgono un’attività riconosciuta socialmente utile ma priva delle tutele previdenziali ordinarie.

Chi deve iscriversi obbligatoriamente

L’obbligo riguarda chiunque svolga in modo abituale, esclusivo e gratuito il lavoro di cura dell’ambiente domestico e della famiglia, senza vincoli di subordinazione, ed abbia un’età compresa tra i 18 e i 67 anni. Non è quindi legato al genere né a uno stato civile specifico: può trattarsi di una persona sposata, single, convivente, uomo o donna, purché il lavoro domestico sia svolto in modo continuativo come attività principale.

Sono escluse dall’obbligo le persone che già lavorano fuori casa a tempo pieno, chi ha un’invalidità che impedisce di svolgere le attività domestiche, e gli studenti a tempo pieno che non gestiscono in autonomia la casa. Anche chi si occupa della casa part-time, affiancando un lavoro esterno part-time, potrebbe rientrare nell’obbligo: la valutazione va fatta caso per caso in base ai criteri specifici indicati dall’INAIL.

Quanto costa e come si paga

Il premio assicurativo per il 2026 è fissato in 24 euro l’anno, da versare entro il 31 gennaio di ogni anno tramite l’avviso di pagamento generato dal sistema INAIL, pagabile con i consueti canali (PagoPA, home banking, sportelli abilitati). Chi paga in ritardo non perde la copertura ma è soggetto a una maggiorazione calcolata in base ai giorni di ritardo accumulati, quindi conviene non lasciar scadere il termine.

È una cifra contenuta se paragonata al costo di altre coperture assicurative volontarie, proprio perché si tratta di un’assicurazione sociale con finalità di tutela di base, non di un prodotto commerciale con margini di profitto per un assicuratore privato.

Chi è esente dal pagamento

Chi ha un reddito personale IRPEF lordo inferiore a 4.648,11 euro e appartiene a un nucleo familiare con reddito complessivo lordo non superiore a 9.296,22 euro ha diritto all’esenzione dal pagamento del premio, che in questo caso resta a carico dello Stato. È un’esenzione economica pensata per non gravare su chi ha già una condizione reddituale fragile, ma attenzione: l’esenzione dal pagamento non esonera dall’obbligo di iscrizione, che va comunque effettuata per essere formalmente coperti dalla tutela assicurativa.

Come iscriversi online

L’iscrizione avviene esclusivamente per via telematica attraverso il servizio online dedicato sul portale INAIL, accessibile con le credenziali SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Dopo l’autenticazione, si compila la domanda di iscrizione indicando i propri dati e la situazione reddituale, ed è lo stesso portale a generare l’avviso di pagamento per chi non rientra nei requisiti di esenzione.

Chi ha difficoltà con la procedura online può rivolgersi gratuitamente a un patronato, che assiste nella compilazione della domanda e nella verifica dei requisiti di esenzione, un servizio molto utile soprattutto per chi non ha familiarità con i servizi digitali della pubblica amministrazione.

Cosa copre in caso di infortunio

In caso di infortunio domestico che comporti un’invalidità permanente pari o superiore al 16%, la polizza eroga una rendita mensile calcolata in base al grado di invalidità accertato da apposita visita medico-legale INAIL. Per invalidità di grado inferiore non è prevista rendita, ma restano garantite le prestazioni sanitarie e riabilitative necessarie. In caso di decesso causato da un infortunio domestico coperto, è prevista una rendita ai superstiti secondo le regole ordinarie INAIL.

È una tutela pensata per gli infortuni più gravi, non per i piccoli incidenti quotidiani senza conseguenze permanenti, che restano quindi a carico del sistema sanitario nazionale come qualsiasi altro problema di salute non legato al lavoro.

Perché esiste questa assicurazione: un po’ di storia

L’obbligo assicurativo nasce dalla Legge 493 del 1999, una delle prime normative europee a riconoscere il lavoro domestico non retribuito come attività meritevole di tutela previdenziale specifica. Prima di questa legge, chi si infortunava in casa mentre svolgeva le normali attività di cura della famiglia non aveva alcuna forma di indennizzo dedicata, a differenza di chi si faceva male sul luogo di lavoro tradizionale, coperto invece dall’assicurazione INAIL ordinaria fin dai primi del Novecento.

Negli anni la normativa è stata più volte aggiornata, sia sul fronte dell’importo del premio che su quello delle soglie di esenzione reddituale, mantenendo però intatto lo spirito originario: riconoscere che il lavoro domestico, pur non generando reddito diretto, comporta rischi concreti che meritano una copertura assicurativa dedicata, finanziata con un contributo simbolico rispetto al valore reale della tutela offerta.

Un esempio pratico di quando interviene la copertura

Immaginiamo il caso di una persona di 55 anni che si occupa a tempo pieno della casa e della famiglia, regolarmente iscritta e in regola con il pagamento del premio annuale. Durante le pulizie domestiche scivola da una scala mentre pulisce una finestra alta, riportando una frattura che, a seguito degli accertamenti medico-legali, viene classificata con un grado di invalidità permanente del 20%. In questo scenario, superata la soglia minima del 16% prevista dalla normativa, la persona ha diritto a una rendita mensile calcolata in base al grado di invalidità riconosciuto, oltre alle prestazioni sanitarie necessarie per la riabilitazione.

Senza l’iscrizione regolare, lo stesso incidente non avrebbe dato accesso ad alcuna rendita specifica legata all’infortunio domestico, lasciando la persona con le sole tutele sanitarie ordinarie del servizio sanitario nazionale, senza il sostegno economico aggiuntivo legato alla perdita di capacità lavorativa domestica.

Domande frequenti

Se lavoro part-time fuori casa devo comunque iscrivermi?

Dipende dalla situazione specifica: se il lavoro di cura della casa resta l’attività prevalente e abituale, l’obbligo può sussistere anche in presenza di un’occupazione part-time esterna. In caso di dubbio conviene verificare direttamente con l’INAIL o un patronato la propria situazione specifica.

Cosa succede se non mi iscrivo pur avendone l’obbligo?

La mancata iscrizione espone a sanzioni amministrative in caso di accertamento, oltre a lasciare la persona priva di copertura in caso di infortunio domestico grave, con conseguenze economiche potenzialmente molto più pesanti del piccolo premio annuale richiesto.

L’assicurazione copre anche gli uomini che si occupano della casa?

Sì, nonostante il nome comune “assicurazione casalinghe” faccia pensare solo alle donne, la normativa si applica a chiunque svolga il lavoro di cura della casa in modo abituale e gratuito, indipendentemente dal genere.

Per un quadro più ampio sulle tutele assicurative disponibili, leggi anche la nostra guida alla assicurazione vita nel 2026. Per la procedura ufficiale di iscrizione consulta il portale INAIL.

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