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Come usare Kimi AI gratis: piano Adagio, Kimi K3, file, agenti e privacy

Come usare Kimi AI gratis, e soprattutto cosa si ottiene davvero senza pagare: è la domanda giusta da farsi oggi, perché l’assistente di Moonshot AI è cambiato molto rispetto a quando era famoso come “quello che legge un milione di token gratis”. Il modello di punta adesso è Kimi K3, i piani sono cinque e il contesto lunghissimo è finito nei livelli più cari. Qui trovi come si comincia, cosa offre il piano gratuito Adagio, come si usano chat, file e agenti, e cosa sapere sui dati prima di caricare qualcosa di personale.

📌 Articolo in breve
Kimi si usa gratis dal sito kimi.com o dall’app, che è disponibile anche in italiano. Il piano gratuito si chiama Adagio: un’attività di agente alla volta, 2 attività programmate, 2 progetti con 500 MB di spazio e accesso ai plugin. Il contesto fino a 1 milione di token per le conversazioni lunghissime è riservato ai piani Max e Ultra. Il modello più potente è Kimi K3, lanciato a luglio 2026. I piani a pagamento partono da 19 dollari al mese sul sito (22,00 € al mese in app). I dati sono conservati in Cina, e per escludere le proprie conversazioni dall’addestramento bisogna scrivere al servizio clienti.
🔄 Aggiornamento ottobre 2026: abbiamo riscritto questa guida da zero. La versione precedente indicava il modello Kimi k1.5, un abbonamento “Kimi+ da circa 9,99 dollari”, un contesto da 1 milione di token anche per gli utenti gratuiti e un limite di 5 file da 50 MB per conversazione. Oggi il modello di punta è Kimi K3, il piano gratuito si chiama Adagio, i piani a pagamento vanno da 19 a 199 dollari al mese e, secondo la pagina degli abbonamenti, il contesto da 1 milione di token per le conversazioni lunghissime vale solo per Max e Ultra.

Indice

  1. Cos’è Kimi oggi
  2. Come iniziare: sito, app e lingua
  3. Cosa offre il piano gratuito Adagio
  4. Scegliere il modello: K2.6, K3 e K3 Swarm
  5. Caricare file e documenti
  6. Agenti, presentazioni, Deep Research e progetti
  7. Quando conviene un piano a pagamento
  8. Privacy: dove finiscono i tuoi dati
  9. Consigli pratici per usarlo bene
  10. Domande frequenti

Cos’è Kimi oggi

Kimi è l’assistente di Moonshot AI, startup di Pechino. Il centro assistenza lo descrive come un assistente con ricerca sul web, ragionamento approfondito, comprensione di immagini e documenti e conversazioni su testi molto lunghi. Negli ultimi mesi però è diventato anche altro: una piattaforma di agenti che costruiscono presentazioni, fogli di calcolo, siti web e ricerche lunghe, con un’app desktop (Kimi Work) e uno strumento per programmatori (Kimi Code).

Il cambio più importante è il modello. A luglio 2026 Moonshot ha presentato Kimi K3: secondo il blog tecnico ufficiale ha 2,8 mila miliardi di parametri, capisce immagini e video in modo nativo, ha una finestra di contesto da 1 milione di token ed è il primo modello aperto di quella taglia. Moonshot stessa ammette che le prestazioni complessive “restano dietro” ai modelli chiusi più potenti di Anthropic e OpenAI, Claude Fable 5 e GPT-5.6 Sol. Il confronto dettagliato con i due rivali è nel nostro articolo Kimi AI vs ChatGPT vs Claude.

Come iniziare: sito, app e lingua

Per usare Kimi serve un account. Si parte dal sito kimi.com oppure dall’app per iPhone e Android, e dall’Italia funziona senza VPN né trucchi: l’app è pubblicata regolarmente sull’App Store italiano. Esiste anche un’app desktop per Mac e Windows, Kimi Work, pensata per far lavorare un agente sui file del computer.

Sulla lingua le cose sono semplici: secondo la scheda dell’App Store, l’app è tradotta in italiano (insieme ad altre 15 lingue), e il modello capisce e risponde in italiano senza bisogno di impostazioni. Basta scrivere nella propria lingua.

Un dettaglio utile da sapere prima di iniziare: la ricerca sul web non si accende a mano. Il centro assistenza spiega che è Kimi a decidere da solo, in base alla domanda, se cercare online. Se ti serve un’informazione aggiornata, conviene chiederla in modo esplicito (“cerca le notizie di questa settimana su…”).

Cosa offre il piano gratuito Adagio

Nella pagina degli abbonamenti il piano gratuito si chiama Adagio e costa 0 dollari. La tabella di confronto gli attribuisce queste dotazioni:

Voce Adagio (gratis) Plus (19 $ al mese)
Attività di agente in contemporanea 1 2
Attività programmate 2 10
Widget della dashboard 2 10
Progetti 2 20
Spazio per i progetti 500 MB 20 GB
Plugin oltre 15 tipi oltre 15 tipi
Agenti multipli (Swarm), Kimi Code no sì
Contesto fino a 1 milione di token no no (solo Max e Ultra)

Deep Research, la lavorazione di documenti, fogli e presentazioni e la pubblicazione di siti compaiono fra i vantaggi dei piani a pagamento, ognuno con “più crediti per gli agenti”. Il sistema funziona a crediti: secondo il centro assistenza, modelli e funzioni attingono a un’unica riserva che si consuma in base ai token usati, e ci sono anche limiti di frequenza, su 5 ore e su base settimanale, che vengono segnalati direttamente sulla pagina. Quanto valga in pratica la dotazione gratuita, però, Moonshot non lo dice con un numero: l’unico modo per saperlo è usarlo e guardare gli avvisi.

Tradotto: Adagio va bene per chattare, farsi spiegare un testo, tradurre, scrivere una mail e provare gli agenti ogni tanto. Non è più il piano che “legge un libro intero gratis”, come si leggeva un anno fa.

Scegliere il modello: K2.6, K3 e K3 Swarm

Sopra la casella di testo c’è il selettore del modello. Il centro assistenza ne elenca tre:

  • K2.6: il più rapido, per domande e conversazioni veloci, con due livelli di ragionamento. Risponde solo con testo.
  • K3: il più capace, per conversazioni impegnative e compiti da agente, con tre livelli di ragionamento. È quello che può produrre file modificabili come presentazioni, documenti Word, fogli Excel e PDF.
  • K3 Swarm: per ricerche su larga scala ed elaborazioni in blocco. Distribuisce il lavoro fra molti sotto-agenti in parallelo.

Tutti e tre consumano crediti. Per l’uso quotidiano K2.6 è più che sufficiente e risparmia la dotazione; K3 vale la pena quando la domanda è complessa o serve un file finito. Per creare immagini, audio o video bisogna invece passare dal pulsante “+” e scegliere un plugin, sempre con K3.

Caricare file e documenti

L’analisi dei documenti resta uno degli usi migliori di Kimi. Secondo la panoramica del centro assistenza si possono caricare PDF, Word, Excel, PowerPoint, immagini, file di testo e video, fino a 100 MB per file e fino a 50 file. K3 legge i documenti in modo nativo, senza passare da un modulo separato di riconoscimento del testo, e quindi ne interpreta anche il contenuto visivo, non solo il testo.

Il procedimento è quello di ogni chatbot: si allega il file con la graffetta o lo si trascina nella chat, poi si fanno domande. Le richieste che funzionano meglio sono precise. “Riassumi” restituisce un riassunto generico, mentre “elenca le clausole che prevedono penali, con il numero di pagina” ti dà qualcosa che puoi usare subito. Abbiamo raccolto esempi concreti nella guida Kimi AI per analizzare documenti.

Una precisazione sul contesto. K3 ha una finestra da 1 milione di token, ma nelle chat la pagina degli abbonamenti riserva le conversazioni “fino a 1 milione di token” ai piani Max e Ultra. Chi usa Adagio deve quindi aspettarsi limiti più bassi su documenti molto lunghi. Il centro assistenza ricorda anche che ogni conversazione tiene il contesto solo al suo interno: aprendo una “nuova sessione” si riparte da zero.

Agenti, presentazioni, Deep Research e progetti

Oltre alla chat, nella barra laterale di kimi.com si trovano Slides, Deep Research, Docs, Sheets, Build (per i siti) e Design. Sono funzioni da agente: dai un obiettivo (“prepara una presentazione di 10 slide su questo report”), l’agente pianifica i passaggi e restituisce il file. Le stesse funzioni sono raggiungibili dall’app.

Con il piano gratuito l’agente lavora su un compito alla volta e attinge alla dotazione gratuita, che con queste funzioni si consuma in fretta. Secondo le stime del centro assistenza, Deep Research è fra le attività che consumano più crediti, molto più di una normale conversazione: sul piano gratuito conviene usarla con parsimonia.

I progetti raccolgono file e conversazioni dedicati a uno stesso lavoro: Adagio ne permette 2, con 500 MB complessivi. Le attività programmate, invece, fanno girare un compito a intervalli regolari e ne inviano il risultato, per esempio una rassegna di notizie su un tema ogni mattina. Nel piano gratuito se ne possono avere 2.

Quando conviene un piano a pagamento

I piani a pagamento sono quattro. Sul sito i prezzi sono in dollari, e quelli più bassi valgono con la fatturazione annuale. Per avere prezzi in euro con IVA inclusa abbiamo letto gli acquisti in-app sull’App Store italiano.

Piano Sito (mensile / con annuale) App iPhone Cosa aggiunge
Plus 19 $ / 15 $ al mese 22,00 € al mese, 199,99 € l’anno più crediti, Deep Research, documenti, siti, Kimi Code
Pro 39 $ / 31 $ al mese 45,00 € al mese crediti doppi, modalità Goal, Kimi Claw
Max 99 $ / 79 $ al mese 99,00 € al mese crediti x5, contesto fino a 1 milione di token, 100 progetti
Ultra 199 $ / 159 $ al mese non indicato crediti x10, 4 agenti in parallelo

Plus costa in app quanto Claude Pro (22,00 €) e poco meno di ChatGPT Plus (22,99 €). A quel prezzo la scelta dipende da cosa ti serve: la piattaforma di agenti di Kimi oppure l’ecosistema degli altri due. Per chi vuole solo chattare, il piano gratuito resta un buon punto di partenza. Chi sviluppa e vuole usare Kimi via API paga invece a consumo, con un listino separato: lo spieghiamo nella guida alle API di Kimi AI.

Un avvertimento sull’acquisto. Nella scheda dell’App Store il fornitore, Beijing Moonshot Technology, non si identifica come operatore commerciale, e Apple avverte che in questo caso, nello Spazio economico europeo, i diritti dei consumatori non si applicano agli accordi con lo sviluppatore. Prima di sottoscrivere un annuale conviene tenerne conto.

Privacy: dove finiscono i tuoi dati

Questa è la parte da leggere prima di caricare documenti personali o di lavoro. L’informativa sulla privacy di Kimi, aggiornata il 24 agosto 2026 e in vigore dal 31 agosto, è di Beijing Moonshot Technology. Dice quattro cose che contano.

La prima: i dati personali sono conservati sul territorio della Repubblica Popolare Cinese e non vengono trasferiti all’estero senza un consenso separato. La seconda: i contenuti che inserisci e quelli che Kimi produce, dopo essere stati cifrati e resi anonimi, possono servire a migliorare i modelli. La terza: per escluderli dall’addestramento non c’è un interruttore nelle impostazioni, ma bisogna contattare il servizio clienti, che dopo aver verificato l’identità interrompe l’uso. La quarta: le chat si cancellano una per una dalla cronologia e l’account si elimina da Impostazioni › Sicurezza dell’account nell’app, o da Impostazioni dell’account sul web.

L’informativa precisa anche che il servizio è pensato per gli adulti e che i minori di 18 anni devono avere il consenso dei genitori. Sull’App Store, inoltre, lo sviluppatore dichiara che gli identificativi possono essere usati per tracciare l’utente su app e siti di altre aziende.

Il nostro consiglio è semplice. Per testi pubblici, esercizi di studio, traduzioni e programmazione su codice non riservato Kimi va bene. Per contratti, dati di clienti, documenti sanitari o informazioni personali è meglio scegliere un servizio che permetta di disattivare l’addestramento dalle impostazioni e che conservi i dati in Europa o negli Stati Uniti. Fra le alternative c’è anche l’europea Mistral AI.

Consigli pratici per usarlo bene

Scegli il modello in base al compito. Per una domanda veloce usa K2.6: risponde prima e consuma meno della dotazione gratuita. Per un’analisi complessa o un file da consegnare passa a K3.

Specifica il formato. “Fai un riassunto in cinque punti, ognuno con un titolo in grassetto e al massimo due righe” funziona molto meglio di “riassumi”. Kimi segue bene le istruzioni sul formato e può restituire anche tabelle, codice e diagrammi.

Usa le frasi rapide. Il centro assistenza descrive una funzione per salvare i prompt che usi spesso e richiamarli con un clic: utile se ripeti ogni giorno la stessa richiesta, come correggere un testo o tradurre una mail.

Tieni d’occhio i crediti. Sul web si controllano dall’avatar in basso a sinistra, in Impostazioni › Abbonamento; nell’app dalla sezione del profilo. Se un agente si interrompe, spesso il motivo è che la dotazione è finita.

Dal telefono. L’app sincronizza le conversazioni con il web e offre anche la chiamata vocale e la risoluzione di esercizi da foto. La guida Kimi AI su smartphone è dedicata all’uso da Android e iPhone. Se invece cerchi strumenti simili con API gratuite, abbiamo raccolto le alternative gratuite a Kimi AI.

Domande frequenti

Kimi AI è davvero gratis?

Sì, il piano Adagio costa 0 dollari e si usa dal sito e dall’app. Ha però una dotazione limitata di crediti, un solo agente alla volta, 2 progetti e niente contesto da 1 milione di token, che è riservato ai piani Max e Ultra.

Kimi funziona in italiano?

Sì. L’app è tradotta in italiano e il modello risponde in italiano senza impostazioni particolari.

Qual è il modello migliore di Kimi?

Kimi K3, presentato a luglio 2026. È il più capace per ragionamento, codice e compiti da agente; K2.6 è più rapido per le domande semplici. Moonshot stessa scrive che K3 resta dietro a Claude Fable 5 e GPT-5.6 Sol nelle prestazioni complessive.

Quanto costa Kimi a pagamento in euro?

Dall’app per iPhone Plus costa 22,00 € al mese (199,99 € l’anno), Pro 45,00 € e Max 99,00 € al mese. Sul sito i prezzi sono in dollari: Plus 19 $, Pro 39 $, Max 99 $ e Ultra 199 $ al mese, meno con l’annuale.

Quanti file posso caricare?

Secondo il centro assistenza fino a 50 file, di massimo 100 MB ciascuno, fra PDF, documenti Office, immagini, testo e video.

Kimi usa le mie conversazioni per addestrarsi?

Sì, salvo opposizione: l’informativa prevede l’uso dei contenuti, resi anonimi, per migliorare i modelli. Per escluderli bisogna contattare il servizio clienti, non c’è un interruttore nelle impostazioni. I dati sono conservati in Cina.

Serve una VPN per usare Kimi dall’Italia?

No. Il sito è raggiungibile e l’app si scarica normalmente dagli store italiani.

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