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Aumento CCNL commercio novembre 2026: quanto sale la paga base livello per livello

L’aumento CCNL commercio di novembre 2026 è la penultima tranche del rinnovo del contratto Terziario, Distribuzione e Servizi firmato da Confcommercio con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il 22 marzo 2024: dal 1° novembre la paga base del IV livello sale di 35 euro lordi al mese, quella del I livello di 54,74 euro, quella del VII di 24,31. Sono cifre piccole, ma arrivano in un anno particolare, perché per chi nel 2025 ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 33.000 euro gli aumenti contrattuali pagati nel 2026 sono tassati con un’imposta sostitutiva del 5% invece che con IRPEF e addizionali.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

📌 Articolo in breve
Dal 1° novembre 2026 scatta la quinta tranche degli aumenti del CCNL Terziario Confcommercio: da 24,31 euro (VII livello) a 60,76 euro (Quadri) lordi al mese, 35 euro al IV livello, la cui paga base passa da 1.257,46 a 1.292,46 euro. L’ultima tranche arriva il 1° febbraio 2027 (40 euro al IV livello) e porta l’aumento complessivo a 240 euro; il contratto scade il 31 marzo 2027. Secondo le circolari dell’Agenzia delle Entrate 2/E e 3/E del 2026, il rinnovo rientra nella tassazione al 5% perché firmato nel 2024, ma solo per le somme pagate entro il 2026: novembre, dicembre e tredicesima. Dal 2027, salvo proroghe, si torna alla tassazione ordinaria.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. La tranche di novembre 2026 livello per livello
  2. Paga base prima e dopo: la tabella completa
  3. L’imposta sostitutiva del 5%: il commercio rientra?
  4. Calcolatore dell’aumento netto
  5. Tre esempi: IV livello, VI part-time, I livello
  6. Febbraio 2027 e la scadenza del contratto
  7. Domande frequenti

La tranche di novembre 2026 livello per livello

Il rinnovo del 22 marzo 2024 ha fissato un aumento a regime di 240 euro al IV livello, comprensivo dei 30 euro già riconosciuti dal Protocollo straordinario del dicembre 2022, distribuiti in sei tranche tra aprile 2023 e febbraio 2027. Gli importi esatti di ciascun livello stanno nell’accordo integrativo del 28 marzo 2024, con cui le parti hanno «perfezionato la tabella degli aumenti retributivi mensili» dell’articolo 213 sistemando gli arrotondamenti. È quella la tabella da guardare, non le riparametrazioni che circolano online.

Quella di novembre 2026 è identica, livello per livello, alla tranche di novembre 2025. Per il IV livello, il riferimento di tutto il contratto, valgono 35 euro lordi al mese; gli altri livelli sono riparametrati verso l’alto o verso il basso. Gli operatori di vendita, che hanno una classificazione a parte, ricevono 33,04 euro (I categoria) e 27,74 euro (II categoria).

Livello Tranche 1/11/2026 Tranche 1/2/2027 Totale rinnovo (6 tranche)
Quadro 60,76 € 69,44 € 416,65 €
I livello 54,74 € 62,56 € 375,35 €
II livello 47,35 € 54,11 € 324,66 €
III livello 40,47 € 46,25 € 277,51 €
IV livello 35,00 € 40,00 € 240,00 €
V livello 31,62 € 36,14 € 216,82 €
VI livello 28,39 € 32,44 € 194,66 €
VII livello 24,31 € 27,78 € 166,67 €
Operatori di vendita I cat. 33,04 € 37,76 € 226,56 €
Operatori di vendita II cat. 27,74 € 31,70 € 190,22 €

Importi lordi mensili per un tempo pieno. Fonte: accordo integrativo del 28 marzo 2024 al CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi del 22 marzo 2024 (testo pubblicato da Filcams Cgil).

Chi lavora part-time riceve l’aumento in proporzione all’orario: con un contratto al 50% la tranche del VI livello vale 14,20 euro invece di 28,39. Non ci sono arretrati da aspettare, perché la data è scritta nel contratto da due anni e mezzo: l’aumento deve comparire già nel cedolino di novembre. Se nella busta di novembre la paga base è rimasta quella di ottobre, è un errore dell’ufficio paghe e va segnalato.

Paga base prima e dopo: la tabella completa

L’accordo integrativo riporta anche le tabelle complete della retribuzione per ogni scadenza. La paga base è la voce che cambia; contingenza ed EDR restano fermi (524,22 euro al IV livello), così come gli altri elementi previsti solo per i Quadri (260,76 euro) e per il VII livello (5,16 euro). Il totale mensile è quindi la somma di queste voci e cresce esattamente quanto la paga base.

Livello Paga base fino al 31/10/2026 Paga base dal 1/11/2026 Totale mensile dal 1/11/2026
Quadro 2.183,09 € 2.243,85 € 3.044,98 €
I livello 1.966,54 € 2.021,28 € 2.558,80 €
II livello 1.701,04 € 1.748,39 € 2.280,93 €
III livello 1.453,94 € 1.494,41 € 2.022,31 €
IV livello 1.257,46 € 1.292,46 € 1.816,68 €
V livello 1.136,07 € 1.167,69 € 1.689,63 €
VI livello 1.019,94 € 1.048,33 € 1.568,09 €
VII livello 873,22 € 897,53 € 1.420,20 €
Operatori di vendita I cat. 1.187,00 € 1.220,04 € 1.750,08 €
Operatori di vendita II cat. 994,96 € 1.022,70 € 1.548,81 €

Tempo pieno, minimi tabellari senza scatti di anzianità né superminimi. Il totale mensile comprende contingenza, EDR e, dove previsti, gli altri elementi. Fonte: tabelle retributive dell’accordo integrativo del 28 marzo 2024.

Le cifre sono minimi contrattuali: chi ha scatti di anzianità, un superminimo o un’indennità di cassa vede una busta paga più alta, ma l’aumento di novembre è lo stesso, perché si applica alla paga base del livello. Il superminimo assorbibile è un caso a parte: se l’azienda lo riduce per assorbire l’aumento, in busta paga la cifra complessiva può non cambiare. L’accordo integrativo esclude invece l’assorbimento per due voci precise, l’anticipo di 30 euro e l’una tantum di 350 euro del Protocollo del dicembre 2022.

L’imposta sostitutiva del 5%: il commercio rientra?

La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, comma 7) tassa con un’imposta sostitutiva del 5%, al posto di IRPEF e addizionali regionali e comunali, «gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026». Vale solo per il settore privato e solo per chi nel 2025 ha avuto un reddito di lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro, contando tutti i rapporti di lavoro dell’anno. Il CCNL Terziario è stato firmato il 22 marzo 2024, quindi dentro la finestra.

Il dubbio che molti si pongono è un altro: il contratto è del 2024, gli aumenti sono partiti prima del 2026, la tranche di novembre conta lo stesso? La circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026 risponde di sì: quando gli incrementi di un rinnovo firmato nel 2024, 2025 o 2026 sono distribuiti in più anni, l’imposta sostitutiva si applica «alle tranche di incremento corrisposte dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, ancorché la loro erogazione sia iniziata precedentemente». Restano fuori gli importi pagati prima del 2026 e le una tantum che coprono il periodo di carenza contrattuale. La circolare n. 3/E del 24 giugno 2026 conferma la regola per gli incrementi con decorrenza anche anteriore alla firma, «ad esempio con decorrenza economica dall’anno 2023», che è proprio il caso del contratto del commercio.

L’agevolazione riguarda gli aumenti che finiscono nella retribuzione diretta: dodici mensilità, tredicesima e quattordicesima, più la parte di assenze retribuite integrata dal datore di lavoro (malattia, maternità, infortunio). La circolare 3/E aggiunge le ferie, le festività soppresse e i permessi contrattuali, citando espressamente i ROL del CCNL Commercio Confcommercio. Restano esclusi gli scatti di anzianità, gli straordinari e il TFR. Per la tranche di novembre 2026 i mesi utili sono tre: novembre, dicembre e la tredicesima. Per il principio di cassa allargato, la busta di dicembre pagata entro il 12 gennaio 2027 conta ancora come 2026.

Due dettagli pratici. Non serve fare domanda: l’imposta la applica il datore di lavoro, e chi preferisce la tassazione ordinaria deve rinunciare per iscritto. Chi nel 2025 ha lavorato anche per altri datori deve consegnare all’attuale le relative Certificazioni Uniche, o una dichiarazione sostitutiva, perché il limite di 33.000 euro si calcola sommando tutti i redditi di lavoro dipendente. Inoltre, dice la circolare 2/E, le somme tassate al 5% non entrano nel reddito complessivo e quindi non riducono le detrazioni. È il motivo per cui, nel calcolatore qui sotto, la differenza con la tassazione ordinaria è più ampia di quanto farebbe pensare il semplice confronto tra il 5% e l’aliquota IRPEF.

Per l’intero quadro della misura, compresa la tassazione al 15% delle maggiorazioni per notturni, festivi e turni, c’è la nostra guida alla detassazione degli aumenti contrattuali 2026.

📝 Nota della redazione
Nel 2026 il 5% non riguarda solo la tranche di novembre. Secondo la circolare 2/E vale per tutte le quote del rinnovo pagate quest’anno: per un IV livello a tempo pieno sono i 70 euro di aprile 2024, i 30 di marzo 2025 e i 35 di novembre 2025, cioè 135 euro al mese su 14 mensilità (1.890 euro lordi), più i 105 euro della nuova tranche. Le circolari non dicono nulla, invece, sull’anticipo di 30 euro dell’aprile 2023, che deriva dal Protocollo del dicembre 2022 e non dall’accordo del 2024: se rientri lo decide l’ufficio paghe. Il calcolatore considera solo la tranche di novembre 2026.

Calcolatore dell’aumento netto

Scegli il livello, indica la percentuale di orario (100 per il tempo pieno) e se nel 2025 il tuo reddito di lavoro dipendente era entro i 33.000 euro. La RAL è facoltativa: se la lasci vuota il calcolo usa i minimi tabellari su 14 mensilità. Le addizionali sono compilate con un valore di esempio (1,73% regionale più 0,8% comunale) che puoi sostituire con quelli del tuo Comune.

🧮 Aumento CCNL commercio novembre 2026: lordo e netto

ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Il calcolatore applica i contributi a carico del lavoratore del 9,19%, la quota ordinaria per i dipendenti del settore privato; in alcune aziende la trattenuta è un po’ più alta per i contributi alla cassa integrazione o ai fondi di integrazione salariale, e per gli apprendisti è più bassa. La tassazione ordinaria è calcolata con gli scaglioni 2026 (23%, 33%, 43%), la detrazione per lavoro dipendente e il taglio del cuneo fiscale, senza familiari a carico: è lo stesso motore del nostro calcolatore dello stipendio netto da lordo, che conviene usare per vedere l’intera busta paga.

Tre esempi: IV livello, VI part-time, I livello

Commessa al IV livello, tempo pieno. La paga base passa da 1.257,46 a 1.292,46 euro e il totale mensile da 1.781,68 a 1.816,68. Sui 35 euro di aumento si pagano 3,22 euro di contributi; con l’imposta del 5% restano 30,19 euro netti al mese. Sulle tre mensilità utili del 2026 fanno 105 euro lordi e 90,58 netti. Con la tassazione ordinaria i netti sarebbero 62,32: su una RAL di circa 24.900 euro, oltre al 23% di IRPEF pesa la detrazione per lavoro dipendente che si riduce man mano che il reddito sale, e il netto dell’aumento scende a poco più di 20 euro al mese.

Addetto al VI livello, part-time al 50%. Qui tutto si dimezza: la paga base va da 509,97 a 524,17 euro e la tranche vale 14,20 euro lordi al mese. Il netto con il 5% è di 12,25 euro al mese, 36,74 euro sulle tre mensilità del 2026. Con un reddito intorno ai 10.800 euro l’anno l’IRPEF ordinaria sarebbe già bassa, tra somma esente del cuneo fiscale e trattamento integrativo, e infatti la differenza a favore del 5% si ferma a 5,89 euro in tutto. Per i redditi più bassi la detassazione cambia poco.

Impiegato al I livello, tempo pieno. L’aumento è di 54,74 euro lordi e la paga base sale a 2.021,28 euro. I minimi del I livello nel 2025 valevano circa 34.360 euro lordi, cioè intorno ai 31.200 euro di reddito di lavoro dipendente al netto dei contributi: sotto i 33.000 euro, se non ci sono scatti, superminimi o straordinari a far superare la soglia. In quel caso restano 47,22 euro netti al mese e 141,67 euro sulle tre mensilità del 2026. Se invece il reddito 2025 ha superato i 33.000 euro, la tranche viene tassata in modo ordinario e il netto 2026 scende a 83,15 euro. Su questa fascia di reddito l’aliquota del 33% si somma alla riduzione della detrazione per lavoro dipendente e dell’ulteriore detrazione del cuneo fiscale, che si azzera fra 32.000 e 40.000 euro: di ogni euro di aumento ne resta meno della metà.

Caso Lordo 2026 (3 mensilità) Netto con 5% Netto ordinario
IV livello, tempo pieno 105,00 € 90,58 € 62,32 €
VI livello, part-time 50% 42,59 € 36,74 € 30,85 €
I livello, tempo pieno 164,22 € 141,67 € 83,15 €

Stime su minimi tabellari, contributi 9,19%, addizionali 2,53%, nessun familiare a carico.

Febbraio 2027 e la scadenza del contratto

L’ultima tranche del rinnovo arriva il 1° febbraio 2027: 40 euro al IV livello, la cui paga base salirà a 1.332,46 euro (1.856,68 il totale mensile), 62,56 euro al I livello, 32,44 al VI. Con quel passaggio l’aumento complessivo raggiunge i 240 euro al IV livello previsti dall’accordo. Per un IV livello a tempo pieno, rispetto a ottobre 2026, le due tranche valgono 75 euro lordi al mese e circa 1.010 euro lordi nel 2027, contando tredicesima e quattordicesima.

Il nodo fiscale è che la norma attuale copre solo le somme pagate nel 2026. Dal gennaio 2027, a legge invariata, tutti gli aumenti del contratto tornano alla tassazione ordinaria, e per il IV livello i 75 euro lordi diventano circa 44 euro netti al mese. Una proroga della misura al 2027 è in discussione per la prossima legge di bilancio, ma finché il testo non è approvato non c’è nulla da applicare: aggiorneremo questa pagina quando la norma sarà in Gazzetta Ufficiale. Lo stesso vale per l’ipotesi di detassare la tredicesima, di cui abbiamo parlato nell’analisi sulla manovra 2027.

Il contratto, secondo l’articolo 259 del testo di rinnovo, per la parte economica decorre dal 1° aprile 2023 «e sarà efficace fino a tutto il 31.3.2027». Se non arriva una disdetta almeno sei mesi prima si rinnova per la stessa durata; in caso di disdetta resta comunque in vigore finché non viene sostituito dal successivo contratto nazionale. Dopo febbraio 2027, quindi, nuovi aumenti arriveranno solo con il prossimo rinnovo: fino ad allora la paga base resta quella dell’ultima tabella.

Domande frequenti

Quando arriva l’aumento del CCNL commercio di novembre 2026?

Con la retribuzione di novembre 2026. La decorrenza del 1° novembre è fissata dall’accordo del 2024, quindi non servono altri passaggi: la nuova paga base deve comparire già nel cedolino di novembre e conta anche per la tredicesima di dicembre.

Quanto aumenta lo stipendio al IV livello del commercio?

Di 35 euro lordi al mese: la paga base passa da 1.257,46 a 1.292,46 euro e il totale con contingenza ed EDR da 1.781,68 a 1.816,68 euro. Con l’imposta sostitutiva del 5% il netto è di circa 30 euro al mese.

La tranche di novembre è tassata al 5% anche se il contratto è del 2024?

Sì, per chi nel 2025 ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 33.000 euro. Le circolari 2/E e 3/E del 2026 chiariscono che rientrano i rinnovi firmati dal 2024 al 2026 e che l’agevolazione vale per tutte le tranche pagate nel 2026, anche se gli aumenti sono iniziati prima. Le somme pagate nel 2027 non sono coperte dalla norma attuale.

Il part-time ha diritto all’aumento?

Sì, in proporzione all’orario. Con un part-time al 50% la tranche si dimezza: per esempio 17,50 euro al IV livello e 14,20 al VI livello. Anche per il part-time vale l’imposta del 5% se il reddito 2025 rispetta il limite.

Ci sono arretrati da ricevere?

No. A differenza dei rinnovi firmati in ritardo, qui le tranche hanno date già stabilite e l’aumento si paga dal mese in cui scatta. L’una tantum di 350 euro per la vacanza contrattuale è stata pagata in due rate a luglio 2024 e luglio 2025.

Quando scade il contratto del commercio?

Il 31 marzo 2027. L’ultima tranche di aumenti è quella del 1° febbraio 2027; dopo la scadenza il contratto resta in vigore finché non viene firmato il nuovo.

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