Top 5 This Week

Articoli simili

Ricetta del medico valida nelle farmacie dell’Unione europea: le nuove regole in vigore da novembre 2026

La ricetta medica valida all’estero diventa una regola scritta: dal 6 novembre 2026 entra in vigore il decreto dei Ministeri della salute e dell’economia che stabilisce come usare una ricetta italiana in una farmacia di un altro Paese europeo. Il decreto del 17 settembre, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre, vale sia per la ricetta del Servizio sanitario nazionale sia per la ricetta bianca.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonte: decreto 17 settembre 2026, Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre 2026.

📌 In breve

Dal 6 novembre 2026 una ricetta italiana, anche bianca, si può usare in una farmacia dell’Unione europea, della Norvegia, dell’Islanda o del Liechtenstein.

Su carta vale per quasi tutti i farmaci; quella elettronica solo nei Paesi collegati e per un elenco di farmaci ancora da pubblicare.

Restano esclusi stupefacenti e psicotropi con ricetta speciale.

Il farmaco si paga sul posto al prezzo locale e il rimborso si chiede dopo, conservando ricetta e scontrino.

⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in nessun caso il parere del medico o di altri professionisti sanitari. In presenza di sintomi o dubbi sulla propria salute, consulta sempre il tuo medico di base o uno specialista.

Cosa cambia con il decreto

Il diritto esisteva già, grazie a una direttiva europea del 2011 recepita in Italia nel 2014, ma mancava il decreto che fissasse come deve essere fatta la ricetta “transfrontaliera”. Ora c’è, e prevede due strade.

La prima è la ricetta cartacea: il medico la rilascia su carta con i dati richiesti dalle norme europee quando il Paese di destinazione non è collegato elettronicamente con l’Italia, o semplicemente quando il paziente la chiede. Vale per tutti i farmaci autorizzati in Italia, tranne quelli con ricetta speciale.

La seconda è la ricetta elettronica: la farmacia estera la scarica dal sistema italiano attraverso una rete europea. Funziona però solo nei Paesi che hanno attivato lo scambio con l’Italia, e solo per i farmaci di un elenco che il Ministero della salute deve pubblicare sul proprio portale entro 180 giorni dall’entrata in vigore, quindi entro i primi di maggio 2027.

Chi riguarda e quali farmaci restano fuori

Riguarda chi deve comprare un farmaco in un altro Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo: chi va in vacanza, chi lavora qualche mese all’estero, i pensionati che svernano in Spagna. La Svizzera non fa parte né dell’una né dell’altro, quindi resta fuori da queste regole.

Sono esclusi i medicinali con “prescrizione medica speciale”, cioè gli stupefacenti e alcuni psicotropi che in Italia richiedono una ricetta apposita. Per portarli in viaggio valgono regole separate. Il decreto ricorda anche che il farmacista straniero può rifiutarsi di dare un farmaco per ragioni etiche, se la legge del suo Paese glielo consente.

Ricetta Cosa portare Limiti
Cartacea Documento d’identità e ricetta completa Tutti i farmaci tranne quelli con ricetta speciale
Elettronica Documento, codice fiscale della Tessera sanitaria, numero della ricetta Solo Paesi collegati e farmaci in elenco

Il numero della ricetta è il codice NRE (numero di ricetta elettronica) o, per la ricetta bianca, NRBE: si trova sul promemoria del medico.

Come funziona in farmacia e il rimborso

All’estero il farmaco si paga sempre al banco, al prezzo in vigore in quel Paese. Per il rimborso il decreto indica il regolamento europeo 883/2004 oppure, in alternativa, la procedura italiana per l’assistenza sanitaria transfrontaliera del 2014. Nelle premesse il decreto indica in cinque anni la conservazione dei documenti di spesa per il rimborso dell’ASL; tempi e modi dipendono dalla Regione.

Attenzione alle ricette elettroniche con più farmaci: il sistema le divide in ricette singole, ognuna usabile una volta sola. Se la farmacia consegna solo una parte di quanto prescritto, quella prescrizione non si può più usare, né all’estero né in Italia. Esempio: ricetta per due confezioni, la farmacia in Francia ne ha una sola e la consegna; la seconda non si potrà ritirare al rientro con quella ricetta.

Nota della redazione: il decreto non dice quali Paesi hanno già attivato lo scambio elettronico con l’Italia e al 5 novembre non abbiamo trovato una lista ufficiale. Finché non esce l’elenco dei farmaci, chi parte fa bene a chiedere al medico la versione cartacea.

Cosa succede ora

Al 5 novembre il decreto è pubblicato e registrato dalla Corte dei conti; dal 6 novembre è in vigore, quindi la ricetta cartacea si può chiedere al medico da subito. Per quella elettronica bisogna aspettare l’elenco dei farmaci, atteso entro 180 giorni, e il collegamento dei singoli Paesi. Regioni e Ministero della salute dovranno pubblicare informazioni dedicate sui loro siti. Prima di partire conviene anche controllare esenzioni dal ticket, Fascicolo sanitario elettronico e documenti dei minori.

Domande frequenti

La ricetta bianca vale all’estero?

Sì, il decreto comprende anche le ricette non a carico del Servizio sanitario. Se il Paese non è collegato o il farmaco non è in elenco, si chiede al medico la versione cartacea.

Posso usare la ricetta italiana in Svizzera o nel Regno Unito?

Non con queste regole, che valgono solo nell’Unione europea e in Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Altrove decide la legge locale.

Quanto costa il farmaco comprato all’estero?

Si paga il prezzo del Paese in cui si compra; il rimborso, se spetta, si chiede dopo all’ASL. Per capire quanto si pagherebbe in Italia c’è la nostra guida alle tariffe sanitarie e ai ticket.

“`

Più popolari