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Documenti per i minori in viaggio all’estero: CIE, passaporto e dichiarazione di accompagnamento

Per i documenti dei minori in viaggio all’estero la regola di partenza è semplice: dal 26 giugno 2012 ogni bambino italiano, anche neonato, deve avere un documento suo, cioè la carta d’identità elettronica valida per l’espatrio (sufficiente nell’Unione europea e nei Paesi che la accettano) oppure il passaporto. Il resto dipende da due cose: l’età e chi lo accompagna. Sotto i 14 anni il minore può uscire dall’Italia solo con uno dei genitori o con una persona indicata in una dichiarazione di accompagnamento convalidata dalla Questura; dai 14 anni può viaggiare da solo, documenti in regola. Poi ci sono le regole delle compagnie aeree, spesso più severe.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Abbiamo letto le pagine della Polizia di Stato su passaporto per minori ed espatrio, rilascio del passaporto e documenti per viaggiare, il modulo della dichiarazione di accompagnamento, le pagine del Ministero dell’Interno sulla CIE per i minorenni, l’articolo 3 del TULPS (R.D. 773/1931) su Normattiva, la scheda Regno Unito di Viaggiare Sicuri (Farnesina), la pagina ETA di gov.uk e il centro assistenza di Ryanair.

📌 Articolo in breve
• Ogni minore deve avere un documento individuale: CIE valida per l’espatrio o passaporto.
• CIE e passaporto per minori valgono 3 anni sotto i 3 anni e 5 anni dai 3 ai 18.
• Per renderli validi all’espatrio serve l’assenso di entrambi i genitori, anche se separati o divorziati; in mancanza, decide il giudice tutelare.
• Sotto i 14 anni si esce dall’Italia solo con un genitore o con la dichiarazione di accompagnamento rilasciata dalla Questura (vale per un solo viaggio, massimo 6 mesi).
• La dichiarazione non esiste per i viaggi in Italia: lì contano solo le regole della compagnia.
• Passaporto del minore: 116,20 euro (42,70 + contrassegno da 73,50). CIE: 16,79 euro più gli eventuali diritti del Comune.
• Per il Regno Unito serve il passaporto più l’ETA da 20 sterline, anche per i bambini.

Indice

  1. Il documento: CIE o passaporto
  2. L’assenso dei genitori, anche se separati
  3. Sotto i 14 anni: chi può accompagnarli
  4. La dichiarazione di accompagnamento: come si chiede
  5. Unione europea o extra UE
  6. In aereo da soli: le regole delle compagnie
  7. Tabella riassuntiva per età e situazione
  8. Quattro esempi pratici
  9. Domande frequenti

Il documento: CIE o passaporto

La Polizia di Stato lo scrive senza giri di parole nella pagina sul passaporto per i minori e l’espatrio: dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani che viaggiano devono avere un documento di viaggio individuale. Le alternative sono due.

La prima è la carta d’identità elettronica valida per l’espatrio. Si chiede in Comune e, secondo il sito del Ministero dell’Interno, costa 16,79 euro, cifra che può salire nei Comuni che applicano diritti fissi e di segreteria. Dal 3 agosto 2026 la vecchia carta di carta non è più valida, nemmeno per i bambini (vedi l’articolo sulla carta d’identità cartacea non più valida).

La seconda è il passaporto, che si chiede in Questura o in Commissariato prenotando sull’Agenda passaporto online con SPID o CIE del genitore. Per il minore la Polizia indica un contributo amministrativo di 73,50 euro in contrassegno telematico (si compra in tabaccheria) e un pagamento di 42,70 euro a nome del minore: in tutto 116,20 euro. Dal 27 ottobre 2026, segnala la pagina sul rilascio del passaporto, al momento della prenotazione si può generare un avviso PagoPA e pagare i 42,70 euro con qualsiasi prestatore aderente. Per i tempi d’attesa c’è la nostra guida sul passaporto e su come prenotare.

Per entrambi la durata è ridotta: 3 anni per i bambini sotto i 3 anni, 5 anni dai 3 ai 18. La CIE, precisa il Ministero, scade al primo compleanno dopo quel periodo. Dai 12 anni si lasciano le impronte; il minore deve sempre essere presente allo sportello.

Un dettaglio che fa comodo alla frontiera: per i minori di 14 anni si può chiedere che sul retro della CIE siano stampati i nomi dei genitori (lo prevede l’articolo 3 del TULPS); anche il passaporto li riporta, salvo diversa scelta. Se i nomi mancano, chi accompagna il bambino deve dimostrare di essere il genitore con un estratto di nascita o uno stato di famiglia.

L’assenso dei genitori, anche se separati

Per il passaporto del minore la Polizia chiede l’assenso di entrambi i genitori, che siano “coniugati, separati, divorziati o genitori naturali”. Se uno dei due non può andare allo sportello, firma l’atto di assenso e l’altro lo consegna insieme a una fotocopia fronte/retro del documento d’identità del firmatario.

Per la CIE il principio è lo stesso: la pagina del Ministero sui minorenni dice che il documento è valido per l’espatrio “se entrambi i genitori sono presenti” al momento della richiesta. Se ne manca uno, chiedete prima al Comune come accetta l’assenso del genitore assente. Senza assenso la carta viene comunque rilasciata, ma con la scritta “documento non valido ai fini dell’espatrio”.

E se un genitore dice di no? Allora serve l’autorizzazione del giudice tutelare, da allegare alla domanda di passaporto. Il documento per l’estero è una scelta che riguarda tutti e due, a prescindere da chi ha il collocamento del figlio (una panoramica su affidamento e procedure è nella guida a separazione e divorzio).

Una volta ottenuto il documento valido per l’espatrio, la legge non chiede un nuovo permesso a ogni viaggio con uno dei due genitori. Gli accordi di separazione o i provvedimenti del giudice possono però regolare le vacanze all’estero, e in quel caso vanno rispettati: se i genitori non sono d’accordo, la strada è tornare dal giudice, non partire comunque.

Sotto i 14 anni: chi può accompagnarli

La soglia dei 14 anni viene dall’articolo 14 della legge 1185/1967 per il passaporto e dall’articolo 3 del TULPS per la carta d’identità: sotto quell’età il minore espatria solo in compagnia di un genitore o di chi ne fa le veci, oppure con una dichiarazione, convalidata dalla Questura, che indica la persona, l’ente o la compagnia di trasporto a cui è affidato.

In pratica: con la mamma o il papà basta il documento valido del figlio. Con chiunque altro, nonni, zii, l’allenatore della squadra, serve la dichiarazione di accompagnamento. Lo stesso vale se il bambino viene affidato a una compagnia aerea o di navigazione.

Compiuti i 14 anni, scrive la Polizia, i minori con il passaporto “possono viaggiare senza accompagnatori sia in ambito UE che per destinazioni extra UE”. La stessa logica vale per la CIE valida per l’espatrio nei Paesi che la accettano, perché il vincolo dell’accompagnatore nel TULPS riguarda solo gli under 14.

La dichiarazione di accompagnamento: come si chiede

La firmano entrambi i genitori (o chi esercita la responsabilità genitoriale) sul modulo della Polizia di Stato, bilingue, in cui si indicano i dati del minore, uno o due accompagnatori (alternativi tra loro) e la destinazione. Va presentata all’ufficio passaporti della Questura o del Commissariato del luogo di residenza. La domanda può arrivare anche via PEC o raccomandata, ma l’ufficio può chiedere la presenza dei genitori. Allegate le fotocopie firmate dei documenti di genitori, minore e accompagnatore.

Si può scegliere tra un’attestazione cartacea, che l’accompagnatore mostra in frontiera insieme al documento del bambino, e la menzione stampata sul passaporto del minore. Se il bambino è affidato a una compagnia di trasporto, viene rilasciata solo la versione cartacea.

La dichiarazione vale per un solo viaggio (andata e ritorno) verso una destinazione determinata, entro un massimo di 6 mesi tra partenza e rientro, e non può superare la scadenza del documento del minore. Per un itinerario in più Paesi decidono i genitori se indicare solo la meta finale o tutte le tappe.

Sul costo: né la pagina della Polizia né il modulo indicano un contributo, un contrassegno o una marca da bollo, a differenza del passaporto. Chiedete conferma alla vostra Questura quando prenotate. Quello che costa davvero è il tempo: la Polizia di frontiera in aeroporto non può rilasciarla, quindi va chiesta con anticipo.

Unione europea o extra UE

Nella pagina sui documenti per viaggiare la Polizia ricorda che nello spazio UE, SEE e Svizzera si circola con la carta d’identità valida per l’espatrio o con il passaporto.

Fuori dall’Unione bisogna guardare la scheda del Paese su Viaggiare Sicuri, il sito dell’Unità di crisi della Farnesina, alla voce dei requisiti d’ingresso. Il caso più comune per le famiglie è il Regno Unito: la scheda della Farnesina precisa che l’ingresso è consentito “UNICAMENTE con il passaporto” e che le carte d’identità UE valgono solo per chi ha lo status di residente. In più serve l’ETA, che secondo gov.uk costa 20 sterline ed è richiesta a ogni viaggiatore, “inclusi neonati e bambini” (i dettagli nella nostra guida all’ETA per il Regno Unito).

Attenzione: la dichiarazione di accompagnamento serve per uscire dall’Italia, perché è la legge italiana a imporla. Le autorità di altri Stati possono chiedere documenti propri, per esempio una prova del rapporto di parentela o il consenso del genitore che non viaggia. Anche questo si verifica sulla scheda del Paese.

In aereo da soli: le regole delle compagnie

Qui la legge italiana c’entra poco: ogni compagnia decide a che età un ragazzo può volare da solo e se offre un servizio di accompagnamento a pagamento.

Ryanair, nel suo centro assistenza, scrive che i minori di 16 anni “devono viaggiare con un adulto (18+) nella stessa prenotazione”. Non c’è un servizio per minori non accompagnati: sotto i 16 anni con Ryanair non si vola da soli, nemmeno con la dichiarazione della Questura. Dai 16 anni si prenota come adulto.

ITA Airways prevede invece un servizio di assistenza per minori non accompagnati, obbligatorio per i più piccoli e facoltativo per i ragazzi più grandi, con un supplemento che varia secondo la destinazione. Le fasce d’età cambiano tra voli nazionali e internazionali e non siamo riusciti a verificarle sul sito della compagnia: prima di prenotare controllate la pagina ufficiale.

Ricordate l’avviso della Polizia: prima di comprare il biglietto per un under 14 affidato a un vettore, verificate che la compagnia accetti quell’affidamento.

Tabella riassuntiva per età e situazione

Situazione Documento del minore Serve la dichiarazione di accompagnamento? Da sapere
Under 14 con un genitore, in UE CIE valida per l’espatrio o passaporto No Se i nomi dei genitori non sono sul documento, portare estratto di nascita o stato di famiglia.
Under 14 con un genitore, extra UE Di norma passaporto (verificare su Viaggiare Sicuri) No Le autorizzazioni d’ingresso servono anche ai bambini (l’ETA britannica sì, dai neonati in su).
Under 14 con nonni, zii o altri adulti, all’estero CIE valida per l’espatrio o passaporto Sì, firmata da entrambi i genitori e convalidata dalla Questura Un solo viaggio, massimo 6 mesi; non la rilascia la Polizia di frontiera.
Under 14 affidato alla compagnia aerea, all’estero CIE valida per l’espatrio o passaporto Sì, solo in versione cartacea Prima verificare che il vettore accetti minori non accompagnati.
Under 14 in Italia senza genitori Un documento di riconoscimento Non esiste per i viaggi interni Valgono i moduli e le regole della compagnia.
14-17 anni da solo CIE valida per l’espatrio (UE) o passaporto No Ryanair: da solo solo dai 16 anni. Altre compagnie: regole proprie.
Genitori separati, documento da fare CIE o passaporto Dipende da chi accompagna Assenso di entrambi; se uno lo nega, autorizzazione del giudice tutelare.
📝 Nota della redazione
Nella pagina sui minori la Polizia di Stato mette nero su bianco un problema che molte famiglie scoprono al gate: la dichiarazione di accompagnamento “non può essere rilasciata per viaggi sul territorio nazionale (ad esempio da Roma a Milano), cosa che invece alcune compagnie aeree continuano erroneamente a richiedere a causa di loro regolamenti interni”. In altre parole, se una compagnia pretende la dichiarazione della Questura per un volo interno, la Questura non ve la darà. Prima di prenotare un volo nazionale per un figlio che viaggia con i nonni, chiedete alla compagnia quale modulo accetta al suo posto.

Quattro esempi pratici

Vacanza a Parigi con un solo genitore. Giulia, 8 anni, va a Parigi in treno con la mamma; il papà resta a casa. Basta la CIE di Giulia valida per l’espatrio, nessuna dichiarazione perché viaggia con un genitore. Giulia porta il cognome del padre: se sul retro della carta non ci sono i nomi dei genitori, la mamma fa bene a portare un estratto di nascita, che dimostra il legame al primo controllo.

Gita con i nonni a Londra. Marco, 10 anni, passa una settimana a Londra con i nonni. Qui serve tutto: il passaporto (la CIE non basta per il Regno Unito), l’ETA a suo nome e la dichiarazione di accompagnamento con i nomi dei nonni, firmata da entrambi i genitori e convalidata in Questura prima della partenza. Se il passaporto è da fare, il conto è di 116,20 euro, più 20 sterline per l’ETA del bambino e altrettante per ciascun nonno. La dichiarazione copre solo quel viaggio.

Ragazzo di 16 anni in Erasmus. Luca, 16 anni, passa tre mesi in una scuola di Valencia con un programma di mobilità. Ha più di 14 anni, quindi per la legge italiana può partire da solo: in Spagna basta la CIE valida per l’espatrio, purché non scada durante il soggiorno. Con Ryanair, a 16 anni, si prenota come adulto. Fuori dall’UE andrebbero verificati su Viaggiare Sicuri passaporto e visto.

Dodicenne in aereo da solo, dentro l’Italia. Sara, 12 anni, deve raggiungere i nonni da Milano a Catania. La dichiarazione della Questura non serve e non si può avere, perché il viaggio è interno. Con Ryanair non può volare da sola: serve un adulto di almeno 18 anni nella stessa prenotazione. Con una compagnia che offre il servizio minori non accompagnati, come ITA Airways, si attiva l’assistenza a pagamento.

Domande frequenti

La carta d’identità di mio figlio vale per l’espatrio?

Solo se è elettronica, se è stata rilasciata con l’assenso di entrambi i genitori e se non riporta la dicitura “documento non valido ai fini dell’espatrio”. Le carte cartacee non sono più valide dal 3 agosto 2026. Per i passaggi in Comune vedi la guida alla carta d’identità elettronica.

Quanto costa la dichiarazione di accompagnamento?

La Polizia di Stato non indica alcun pagamento né marca da bollo, a differenza del passaporto (116,20 euro). Conviene comunque chiedere conferma alla propria Questura. Il vero costo è l’anticipo: in aeroporto la Polizia di frontiera non la rilascia.

Un genitore separato può portare il figlio all’estero senza chiedere all’altro?

Per uscire dall’Italia con un genitore basta il documento valido per l’espatrio, che però è stato rilasciato con l’assenso di tutti e due. Se gli accordi di separazione o il giudice regolano i viaggi all’estero, vanno rispettati; in caso di disaccordo si torna davanti al giudice.

A 14 anni si può volare da soli?

Per la legge italiana sì, anche all’estero. Ma decide la compagnia: Ryanair, per esempio, richiede un accompagnatore maggiorenne fino ai 16 anni, mentre altre compagnie offrono un servizio di assistenza a pagamento.

Il minore con cittadinanza straniera può avere la dichiarazione di accompagnamento?

No. La Polizia precisa che la legge sui passaporti parla di “cittadini”, quindi la dichiarazione è prevista solo per i minori italiani. Per un minore straniero vanno chieste informazioni al consolato del suo Paese.

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