Pagamenti INPS novembre 2026: il mese parte con un giorno di ritardo. Il 1° novembre è domenica e anche festa di Ognissanti, quindi le pensioni arrivano lunedì 2 novembre, lo stesso giorno alle Poste e in banca. L’Assegno Unico è in pagamento giovedì 19 e venerdì 20, l’Assegno di Inclusione venerdì 13 per le prime erogazioni e venerdì 27 per i rinnovi. Sul cedolino della pensione, però, novembre è il mese più pesante dell’anno per chi ha fatto il 730 con l’INPS: arriva il secondo acconto IRPEF e si chiudono le rate delle addizionali. Qui sotto trovi tutte le date, voce per voce, e cosa aspettarsi dall’importo netto.
Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Abbiamo letto la circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 (calendario pensioni 2026 e trattenute), il messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (Assegno Unico), il messaggio INPS n. 214 del 22 gennaio 2026 (Assegno di Inclusione) e su Normattiva l’art. 19 del DM 164/1999, l’art. 50 del D.Lgs. 446/1997, l’art. 1 del D.Lgs. 360/1998 e l’art. 38 del DL 78/2010.
• Pensioni: lunedì 2 novembre, sia alle Poste sia in banca (calendario della circolare INPS 153/2025).
• Assegno Unico: 19 e 20 novembre per chi non ha variazioni nella domanda.
• Assegno di Inclusione: venerdì 13 novembre prime erogazioni e arretrati, venerdì 27 novembre rinnovi mensili.
• NASpI, Dis-Coll e SFL: nessuna data unica, si controlla nel Fascicolo previdenziale.
• Cedolino: ultima rata delle addizionali 2025 e dell’acconto comunale 2026, secondo o unico acconto IRPEF per chi ha fatto il 730 con l’INPS, ultima rata del conguaglio a debito rateizzato per le pensioni fino a 18.000 euro.
Indice
- Pensioni: lunedì 2 novembre per tutti
- Il cedolino di novembre: perché il netto scende
- Assegno Unico: il 19 e 20 novembre
- Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro
- NASpI e Dis-Coll
- Tre esempi sul cedolino di novembre
- Tabella riepilogativa delle date
- Come verificare un pagamento
- Domande frequenti
Pensioni: lunedì 2 novembre per tutti
La regola è scritta nella legge e l’INPS la richiama ogni anno: le pensioni si pagano il primo giorno bancabile del mese, o il giorno successivo se il primo è festivo o non bancabile. Solo gennaio fa eccezione, con il pagamento al secondo giorno bancabile. Il riferimento è l’articolo 1, comma 302, della legge 190/2014, nella versione riscritta dalla legge di bilancio 2018. Il 1° novembre 2026 cade di domenica ed è comunque festivo, quindi il primo giorno utile è lunedì 2 novembre.
Non serve fare congetture: la circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, al paragrafo 13.1, riporta il calendario mensile del 2026 e per novembre indica il giorno 2, senza distinzione tra Poste e banche. La differenza tra i due canali compare solo quando il primo del mese è un sabato, perché le Poste lavorano e le banche no: è successo ad agosto, quando gli uffici postali hanno pagato il 1° e le banche il 3. A novembre il problema non si pone, perché la domenica è chiusa per tutti.
Chi ritira in contanti allo sportello deve mettere in conto la turnazione per iniziale del cognome che molti uffici postali organizzano nei primi giorni lavorativi del mese. Insieme alla pensione arrivano le prestazioni che seguono la stessa data: assegno sociale, pensioni e indennità di accompagnamento degli invalidi civili, rendite INAIL. Chi ha una pensione di invalidità e redditi da lavoro autonomo ha poi una scadenza proprio in questi giorni: la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo all’INPS, da presentare entro lunedì 2 novembre.
Il cedolino di novembre: perché il netto scende
Novembre è il mese in cui molte trattenute arrivano al capolinea, e qualcuna si somma. Le voci da guardare sono tre, e la stessa circolare 153/2025 le mette in fila al paragrafo 7. Prima di tutto le addizionali: l’addizionale regionale e quella comunale a saldo del 2025 vengono trattenute in rate uguali da gennaio a novembre 2026, l’acconto dell’addizionale comunale 2026 da marzo a novembre. Novembre, quindi, porta l’undicesima e ultima rata delle prime due e la nona e ultima della terza. È il disegno previsto dalla legge: l’art. 50 del D.Lgs. 446/1997 fissa un massimo di undici rate per l’addizionale regionale, l’art. 1 del D.Lgs. 360/1998 un massimo di nove rate da marzo per l’acconto comunale.
La seconda voce riguarda solo chi ha presentato il 730/2026 indicando l’INPS come sostituto d’imposta. Il DM 164/1999, art. 19, comma 5 stabilisce che la seconda o unica rata di acconto IRPEF si trattiene “dalla retribuzione corrisposta nel mese di novembre”, e per i pensionati la retribuzione è la rata di pensione. Se la rata non basta, il resto passa a dicembre con gli interessi; se non basta nemmeno quella, l’INPS comunica al pensionato quanto deve versare da solo. La finestra per chiedere di ridurre o annullare l’acconto, il 10 ottobre, è chiusa: come funzionava e chi aveva convenienza a usarla lo abbiamo spiegato nell’articolo sul secondo acconto IRPEF.
La terza voce tocca i pensionati con trattamenti fino a 18.000 euro l’anno che a inizio 2026 avevano un conguaglio IRPEF 2025 a debito superiore a 100 euro. Per loro l’art. 38, comma 7, del DL 78/2010 prevede la rateazione senza interessi, e la circolare 153 conferma che è stata applicata “fino a novembre 2026”. Anche questa è l’ultima rata. Infine, chi ha presentato il 730 tardi, ad agosto o a settembre, può vedere il conguaglio a credito o a debito proprio a novembre: la regola del DM 164/1999 è che si applica sulla prima rata utile, e comunque su quella del mese successivo a quello in cui l’INPS riceve il prospetto di liquidazione. I tempi del rimborso sono spiegati nella guida al rimborso del 730.
Il lato buono della faccenda arriva subito dopo. A dicembre le rate delle addizionali e del conguaglio rateizzato spariscono, l’acconto non c’è più e arriva la tredicesima: date e importi, compresa la somma aggiuntiva di 154,94 euro per chi ne ha diritto, sono nell’articolo sulla pensione di dicembre 2026.
Assegno Unico: il 19 e 20 novembre
Il messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 fissa il calendario 2026 dell’Assegno Unico per le domande in corso che non hanno avuto variazioni: a novembre l’accredito è previsto il 19 e il 20, giovedì e venerdì.
Fuori da queste date restano due casi. Chi ha presentato la domanda a ottobre riceve la prima rata, secondo lo stesso messaggio, “di norma nell’ultima settimana del mese successivo”, quindi a fine novembre. Chi ha modificato la domanda, per esempio con un nuovo ISEE, la nascita di un figlio o un cambio di IBAN, può vedere la rata ricalcolata in un giorno diverso. I conguagli, a credito o a debito, viaggiano invece insieme alla rata ordinaria del 19-20.
Novembre è anche un buon momento per controllare la DSU: l’ISEE scade il 31 dicembre, e senza un nuovo ISEE da gennaio l’assegno viene pagato con gli importi minimi. Requisiti, maggiorazioni e importi sono nella nostra guida all’Assegno Unico 2026, e per una stima veloce c’è il calcolatore dell’Assegno Unico.
Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro
Per l’Assegno di Inclusione il messaggio INPS n. 214 del 22 gennaio 2026 indica date precise, non indicative. I primi pagamenti, per i nuclei che hanno avuto l’esito positivo dell’istruttoria e hanno firmato il Patto di attivazione digitale, sono disponibili venerdì 13 novembre, e nella stessa data arrivano di norma le mensilità arretrate. Le ricariche mensili delle prestazioni già in corso arrivano invece venerdì 27 novembre sulla Carta di inclusione, a condizione che sia confermata la permanenza dei requisiti.
Il 13 novembre non è un errore: la data dei primi pagamenti oscilla di mese in mese tra il 13 e il 16 (a marzo era il 13, a giugno il 16), mentre quella dei rinnovi va dal 23 al 28. Chi aspetta la prima mensilità e non la vede il 13 deve controllare che il Patto di attivazione risulti firmato e che la DSU sia valida. Chi rinnova l’ADI dopo le prime diciotto mensilità ricordi che il mese di stop non c’è più, ma la prima rata del rinnovo è dimezzata, come spiegato nell’articolo sull’Assegno di Inclusione senza mese di sospensione.
Il Supporto per la formazione e il lavoro non ha un calendario pubblicato come quello dell’ADI. L’indennità arriva con bonifico dopo che la partecipazione ai corsi o ai progetti è stata registrata, e la data si legge solo nel fascicolo personale. Requisiti e importo sono nella guida all’SFL 2026.
NASpI e Dis-Coll
NASpI e Dis-Coll non hanno una data unica nazionale. La prima mensilità arriva quando la sede INPS chiude l’istruttoria, quelle successive vengono pagate a mese scaduto: a novembre, quindi, si riceve l’indennità di ottobre. La data vera è quella che compare nel Fascicolo previdenziale, nella sezione dei pagamenti, insieme all’importo e alla data di valuta.
Chi è in NASpI e trova un lavoro, anche breve, deve comunicarlo entro i termini, altrimenti rischia la sospensione o la decadenza; chi ha chiesto l’anticipo per aprire un’attività lo riceve in due tranche. Durata, importi e obblighi di comunicazione sono raccolti nella guida alla NASpI 2026.
Tre esempi sul cedolino di novembre
Gli esempi che seguono usano cifre ipotetiche, scelte per mostrare il meccanismo: i numeri veri di ciascuno sono quelli del proprio cedolino e del prospetto 730/4. I calcoli sono nostri.
Rosa, 74 anni, pensione di 1.150 euro lordi al mese. Il totale annuo è sotto i 18.000 euro e a inizio anno aveva un conguaglio IRPEF 2025 a debito di 240 euro, rateizzato fino a novembre. Supponiamo che le sue addizionali a saldo 2025 valgano 176 euro la regionale e 88 euro la comunale, e l’acconto comunale 2026 ne valga 27: le rate mensili sono 16 euro, 8 euro e 3 euro. A novembre paga l’ultima di ciascuna, più l’ultima rata del conguaglio. Non ha fatto il 730, quindi niente acconto. A dicembre queste voci spariscono tutte insieme e il netto sale, prima ancora di contare la tredicesima.
Franco, 68 anni, 730 con l’INPS come sostituto. Nel prospetto di liquidazione il rigo dell’acconto IRPEF 2026 vale 900 euro. Essendo sopra 257,52 euro, l’acconto è diviso in due rate: il 40%, cioè 360 euro, trattenuto in estate insieme al saldo, e il 60%, cioè 540 euro, trattenuto tutto sulla pensione di novembre. Se la sua pensione netta di ottobre era di 1.700 euro, a novembre si ritrova circa 540 euro in meno, più le ultime rate delle addizionali. Se avesse avuto redditi 2026 più bassi del 2025 avrebbe potuto chiedere la riduzione entro il 10 ottobre; ormai la trattenuta è decisa e l’eventuale eccedenza tornerà con il 730 del prossimo anno.
Il nucleo di Giulia, due figli, Assegno Unico e ADI. L’Assegno Unico arriva il 19 o il 20 novembre sul conto, la ricarica mensile dell’ADI il 27 sulla Carta di inclusione. Se Giulia ha rinnovato la DSU a novembre e l’ISEE è cambiato, la rata dell’Assegno Unico di novembre può essere pagata in un giorno diverso, ricalcolata. Per lei la cosa da fare entro dicembre è un’altra: presentare la DSU 2027, perché l’ISEE attuale scade il 31 dicembre e da quello dipendono entrambe le prestazioni.
Tabella riepilogativa delle date
| Prestazione | Data novembre 2026 | Fonte e note |
|---|---|---|
| Pensioni (Poste e banche) | lunedì 2 novembre | Circolare INPS 153/2025, par. 13.1 |
| Assegno sociale, invalidità civile, accompagnamento | lunedì 2 novembre | Stesso calendario delle pensioni |
| Secondo o unico acconto IRPEF (730 con INPS) | sul cedolino di novembre | DM 164/1999, art. 19, c. 5 |
| Addizionali regionale e comunale a saldo 2025 | ultima rata (11 di 11) | Circolare 153/2025, par. 7.2 |
| Acconto addizionale comunale 2026 | ultima rata (9 di 9) | Circolare 153/2025, par. 7.2 |
| Conguaglio IRPEF 2025 rateizzato (pensioni fino a 18.000 €) | ultima rata | Circolare 153/2025, par. 7.1 |
| Assegno Unico senza variazioni | 19-20 novembre | Messaggio INPS 3931/2025 |
| ADI: primi pagamenti e arretrati | venerdì 13 novembre | Messaggio INPS 214/2026 |
| ADI: rinnovi mensili | venerdì 27 novembre | Messaggio INPS 214/2026 |
| Supporto formazione e lavoro | variabile | Nessun calendario pubblicato, data nel fascicolo |
| NASpI e Dis-Coll | variabile | Si riceve la mensilità di ottobre, data nel fascicolo |
Come verificare un pagamento
Per le pensioni il primo controllo è il servizio “Cedolino della pensione” su inps.it o nell’app INPS Mobile, dove il prospetto di novembre compare di solito qualche giorno prima del pagamento. Le voci da cercare sono quelle descritte sopra: addizionali, acconto IRPEF, eventuale rata di conguaglio. Chi ha fatto il 730 con l’INPS trova il dettaglio delle somme nel servizio “Assistenza fiscale (730/4)”, che riporta l’esito della dichiarazione e le trattenute previste.
Per tutte le altre prestazioni lo strumento è il Fascicolo previdenziale del cittadino, con SPID, CIE o CNS: nella sezione dei pagamenti compaiono le disposizioni già emesse, con importo e data di disponibilità. Se la data è passata e il pagamento non c’è, le cause più frequenti sono un IBAN cambiato e non comunicato, una pratica ancora in lavorazione o una sospensione per requisiti da verificare.
Un’avvertenza pratica: proprio nei giorni dei pagamenti aumentano i messaggi falsi che chiedono di “aggiornare i dati” per non perdere una prestazione. L’INPS non chiede documenti o selfie via SMS; il caso più recente è raccontato nel nostro articolo sui falsi SMS dell’INPS. E chi ha più pensioni o redditi oltre alla pensione e vuole evitare un conguaglio salato a inizio 2027 può valutare la richiesta di maggiore aliquota o rinuncia alle detrazioni.
Domande frequenti
Quando pagano le pensioni a novembre 2026?
Lunedì 2 novembre, sia alle Poste sia in banca. Il 1° novembre è domenica e festivo, e la circolare INPS 153/2025 indica il giorno 2 come data di disponibilità per tutti.
Perché la pensione di novembre è più bassa?
Nella maggior parte dei casi per il secondo o unico acconto IRPEF, trattenuto a novembre a chi ha fatto il 730 con l’INPS come sostituto d’imposta. A questo si aggiungono le ultime rate delle addizionali 2025 e, per le pensioni fino a 18.000 euro, l’ultima rata del conguaglio 2025 a debito.
Si può ancora chiedere di ridurre l’acconto di novembre?
No, sul cedolino non più: la comunicazione al sostituto andava fatta entro il 10 ottobre. Se l’acconto trattenuto risulterà superiore all’imposta dovuta per il 2026, la differenza tornerà a credito con il 730 del 2027.
E se la pensione non basta a coprire l’acconto?
La parte che non può essere trattenuta a novembre passa sulla rata di dicembre, maggiorata degli interessi. Se nemmeno dicembre basta, l’INPS comunica al pensionato l’importo residuo da versare in proprio.
Quando arriva l’Assegno Unico di novembre 2026?
Il 19 o il 20 novembre per chi non ha variazioni nella domanda. Le prime rate per le domande presentate a ottobre arrivano di norma nell’ultima settimana di novembre.
Quando si ricarica la Carta di inclusione a novembre?
Venerdì 27 novembre per i rinnovi mensili, venerdì 13 novembre per i primi pagamenti e gli eventuali arretrati.
A novembre arriva la tredicesima?
No, arriva con la rata di dicembre, in pagamento martedì 1° dicembre. Tutti i dettagli sono nell’articolo sulla pensione di dicembre e la tredicesima.

