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Avvisi terremoto su Android: come funzionano e cosa vale in Italia

Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026

Google ha appena allargato il suo sistema di avvisi terremoto per smartphone Android: secondo l’annuncio pubblicato sul blog ufficiale il 15 ottobre 2026, la copertura passa da 98 a oltre 200 Paesi e regioni, e dal 2021 il servizio ha inviato più di un miliardo di avvisi. Molti utenti italiani si sono chiesti come attivarlo. La risposta va detta subito: l’Italia non compare nell’elenco ufficiale dei Paesi in cui il sistema è attivo, neanche dopo l’espansione. Nella stessa lista c’è San Marino, ma non il nostro Paese.

In Italia esiste IT-alert, il sistema pubblico di allarme della Protezione Civile, che però funziona in un altro modo e per rischi diversi: oggi non manda preavvisi di terremoto. Qui sotto spieghiamo come funziona il sistema di Google, dove si trova l’impostazione, cosa copre IT-alert, quali sono i limiti di ogni allerta rapida e cosa fare quando la terra trema.

📌 Articolo in breve
Gli avvisi terremoto di Android (Android Earthquake Alerts System) usano l’accelerometro dei telefoni per rilevare le prime onde di un sisma di magnitudo 4,5 o superiore e avvisare chi sta più lontano. A ottobre 2026 sono attivi in oltre 200 Paesi e regioni, ma non in Italia: sul telefono l’opzione si trova in Impostazioni > Sicurezza ed emergenze > Allerte terremoti. IT-alert, il sistema italiano, è operativo solo per incidenti nucleari, incidenti industriali, collasso di grandi dighe e attività vulcanica (Campi Flegrei, Vesuvio, Vulcano): non avvisa dei terremoti.

Indice

  1. Come funzionano gli avvisi terremoto di Android
  2. I tre livelli di avviso
  3. Perché in Italia non arrivano e come controllare il telefono
  4. IT-alert: per cosa è attivo e perché non copre i terremoti
  5. Google avvisi terremoto e IT-alert a confronto
  6. I secondi di preavviso e il problema dell’epicentro
  7. E chi ha un iPhone?
  8. Cosa fare durante e dopo una scossa
  9. Domande frequenti

Come funzionano gli avvisi terremoto di Android

Ogni smartphone ha un accelerometro, lo stesso sensore che ruota lo schermo, abbastanza sensibile da accorgersi delle vibrazioni del terreno. Quando un telefono fermo registra un movimento compatibile con le onde P, le prime onde che partono da un terremoto, invia un segnale anonimo ai server di Google insieme a una posizione approssimativa. Il server mette insieme i segnali di molti telefoni, conferma che si tratta di un terremoto e stima epicentro e magnitudo.

A quel punto parte l’avviso verso i telefoni delle zone che verranno raggiunte dalle onde S, più lente e più distruttive. Il vantaggio sta tutto qui: il messaggio viaggia su internet e arriva prima delle onde nel terreno. In California, Oregon e Washington, invece, il sistema distribuisce gli avvisi di ShakeAlert, la rete sismica ufficiale statunitense.

Ci sono alcune condizioni precise, indicate nella pagina di assistenza Google: gli avvisi riguardano solo terremoti di magnitudo 4,5 e superiore, servono Wi-Fi o dati mobili attivi, e l’impostazione degli avvisi deve essere accesa (lo è di default). Google stessa avverte che non tutti i terremoti vengono rilevati e che l’avviso può arrivare prima, durante o dopo lo scuotimento.

I tre livelli di avviso

Google descrive tre tipi di avviso, che dipendono dall’intensità di scuotimento prevista dove si trova il telefono, non dalla magnitudo in sé.

Avviso Quando arriva Come si presenta
Be Aware (presta attenzione) Scuotimento leggero stimato (intensità MMI 3-4) Notifica normale, rispetta volume e Non disturbare
Be Ready (preparati) Scuotimento più forte, in un terremoto significativo Avviso dettagliato, può superare Non disturbare
Take Action (agisci subito) Scuotimento da moderato a forte (MMI 5 e oltre) A tutto schermo, suono forte anche in silenzioso, istruzioni immediate

La novità annunciata riguarda soprattutto il livello Be Ready: Google scrive che “nei prossimi mesi” la schermata mostrerà una mappa con il raggio in cui è stato rilevato lo scuotimento, la magnitudo stimata, le azioni consigliate e un pulsante per seguire gli aggiornamenti sul terremoto.

Perché in Italia non arrivano e come controllare il telefono

La pagina di assistenza Android elenca i Paesi e le regioni in cui il sistema è attivo: dopo l’espansione sono oltre duecento, tra cui Francia, Germania, Spagna, Grecia, Croazia, Slovenia, Svizzera, Austria, Malta e San Marino. L’Italia non c’è, né nella versione inglese né in quella italiana della pagina. Google non spiega pubblicamente il motivo dell’esclusione. Il dato verificabile è uno: sul territorio italiano gli avvisi del sistema Google non arrivano.

Conviene comunque lasciare l’impostazione accesa: l’avviso si basa sulla posizione del telefono, quindi funziona in viaggio in un Paese coperto come Grecia o Croazia. Ecco il percorso indicato da Google:

  1. Apri l’app Impostazioni del telefono.
  2. Tocca Sicurezza ed emergenze e poi Allerte terremoti.
  3. Se non trovi la voce Sicurezza ed emergenze, segui il percorso Posizione > Avanzate > Allerte terremoti.
  4. Verifica che l’interruttore sia attivo e che la localizzazione del telefono sia accesa.

I nomi delle voci cambiano un po’ da un produttore all’altro, ma la funzione fa parte dei servizi Google. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sui telefoni italiani la sezione compare ma indica che il servizio non è supportato nella zona. Un dettaglio utile per la privacy: se non vuoi che il tuo telefono contribuisca al rilevamento, Google indica di disattivare la Precisione della geolocalizzazione di Google.

IT-alert: per cosa è attivo e perché non copre i terremoti

IT-alert è il sistema nazionale di allarme pubblico gestito dal Dipartimento della Protezione Civile. Non usa app né internet: i messaggi viaggiano in cell broadcast, cioè vengono trasmessi dalle celle telefoniche a tutti i telefoni accesi che si trovano in un’area, senza registrazione e senza che venga trattato alcun dato personale. Funziona anche con la rete congestionata, ma i telefoni spenti o senza campo non ricevono il messaggio.

Il punto che crea più confusione è l’ambito. Il sito ufficiale it-alert.gov.it scrive che dal 13 febbraio 2024 IT-alert è operativo esclusivamente per quattro tipi di rischio: incidenti nucleari o emergenze radiologiche, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali, collasso di una grande diga, attività vulcanica nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell’isola di Vulcano. I terremoti non sono nell’elenco. Anche il maremoto generato da un sisma, provato in un test nazionale il 15 maggio 2024, secondo la pagina sulla sperimentazione non è ancora operativo.

Per i Campi Flegrei la precisazione è ancora più netta. Le indicazioni operative della Protezione Civile per gli eventi vulcanici dicono che IT-alert si usa per un’attività eruttiva imminente, mentre per fenomeni come il bradisismo e l’attività fumarolica “non si ritiene a oggi utile l’utilizzo del sistema di allarme pubblico”. In pratica, per una scossa di bradisismo a Pozzuoli IT-alert non suona.

Google avvisi terremoto e IT-alert a confronto

Avvisi terremoto Android IT-alert
Chi lo gestisce Google Dipartimento della Protezione Civile
Attivo in Italia No (Italia assente dall’elenco ufficiale) Sì, dal 13 febbraio 2024
Terremoti Sì, magnitudo 4,5 e oltre No
Altri rischi No Nucleare, industriale, dighe, vulcani (Campi Flegrei, Vesuvio, Vulcano)
Come rileva Accelerometri dei telefoni (ShakeAlert in parte degli USA) Non rileva: invia messaggi decisi dalle autorità
Come arriva Internet (Wi-Fi o dati) Cell broadcast dalle celle telefoniche
Telefoni Solo Android con servizi Google Tutti i cellulari compatibili, Android e iPhone
Si può disattivare Sì Il messaggio arriva comunque: viene inviato al livello massimo

Sull’ultima riga vale la pena soffermarsi. La Protezione Civile spiega che, anche se la voce IT-alert è disattivata nelle impostazioni degli avvisi di emergenza, i messaggi arrivano lo stesso, perché vengono inviati con il livello di priorità più alto. Potrebbero però non suonare se la suoneria è silenziata.

I secondi di preavviso e il problema dell’epicentro

Nessun sistema di allerta rapida prevede i terremoti: li rileva quando sono già cominciati. Quanti secondi si guadagnano dipende quasi solo dalla distanza dall’epicentro: più si è lontani, più tempo passa tra l’avviso e l’arrivo dello scuotimento forte. Vicino all’epicentro l’avviso arriva tardi o insieme alla scossa.

I numeri pubblicati da Google Research aiutano a capire l’ordine di grandezza. Nel terremoto di magnitudo 6,7 nelle Filippine del novembre 2023 il primo avviso è partito 18,3 secondi dopo l’inizio del sisma: chi era più vicino all’epicentro ha avuto fino a 15 secondi, chi era più lontano fino a un minuto. Nel terremoto di magnitudo 6,2 in Turchia dell’aprile 2025 il primo avviso è partito dopo 8 secondi, con preavvisi da pochi secondi fino a 20. Le stime possono anche sbagliare: nello studio pubblicato su Science nel luglio 2025 Google ha riconosciuto i limiti degli algoritmi nel terremoto turco del febbraio 2023 che, come riportato da Euronews, fu stimato all’inizio tra 4,5 e 4,9 contro una magnitudo reale di 7,8.

📝 Nota della redazione
Abbiamo fatto un conto approssimativo con i tempi dichiarati da Google. Le onde S viaggiano nella crosta a circa 3,5 km al secondo: se il primo avviso parte 8 secondi dopo l’inizio del terremoto, in quel tempo le onde forti hanno già percorso circa 28 km; se parte dopo 18 secondi, circa 60 km. Dentro quel raggio, che i sismologi chiamano “zona cieca”, l’avviso arriva quando la scossa è già in corso. È una stima di massima, che cambia con la profondità del terremoto e con la velocità della rete, ma spiega perché chi abita vicino all’epicentro non deve contare sul preavviso.

Ai Campi Flegrei questo limite pesa ancora di più. I terremoti dell’area sono molto superficiali, con ipocentri a pochi chilometri di profondità, e avvengono sotto zone densamente abitate: le onde raggiungono le case quasi subito, e un sistema basato sui telefoni non avrebbe il tempo di rilevare, calcolare e avvisare. Inoltre la maggior parte delle scosse resta sotto la soglia di magnitudo 4,5 usata da Google. Qui la protezione passa dal piano di emergenza del Comune e dalla sicurezza dell’edificio, non dalla notifica sul telefono.

E chi ha un iPhone?

Il sistema di Google funziona solo su Android. Apple ha una funzione analoga, gli avvisi di sicurezza avanzati, che segnala i terremoti con due livelli e richiede iOS 26.2, ma secondo la pagina di supporto Apple è disponibile solo negli Stati Uniti e a Taiwan. In Italia un iPhone non riceve avvisi terremoto da Apple.

Riceve invece IT-alert, come tutti gli altri telefoni. Su iPhone la sezione si trova in Impostazioni > Notifiche, scorrendo fino in fondo alla voce Allarmi governativi, attiva di default e supportata con le SIM degli operatori compatibili. Esistono poi app di terze parti che segnalano i terremoti o provano a fare allerta con la rete dei telefoni, come il progetto di citizen science Earthquake Network: non sono sistemi ufficiali. Per sapere cosa è successo dopo una scossa, la fonte ufficiale è la lista dei terremoti dell’INGV.

Cosa fare durante e dopo una scossa

Che l’avviso arrivi o no, le regole non cambiano. La fonte di riferimento è la campagna “Io non rischio” della Protezione Civile. Durante la scossa si raccomanda di mettersi nel vano di una porta ricavata in un muro portante, vicino a una parete portante o sotto una trave, oppure sotto un letto o un tavolo robusto. Il centro della stanza è il posto peggiore, perché si rischia di essere colpiti da oggetti, intonaco o controsoffitti. La raccomandazione più importante è anche la meno istintiva: non precipitarti fuori, ma attendi la fine della scossa. Se sei all’aperto, allontanati da edifici, alberi, lampioni e linee elettriche.

Finita la scossa, “Io non rischio” consiglia di controllare chi è vicino a te, chiudere gas, acqua e luce, mettere le scarpe e uscire senza ascensore, facendo attenzione alle scale. Una volta fuori bisogna limitare l’uso del telefono e dell’auto per non intralciare i soccorsi, e raggiungere le aree di attesa previste dal piano comunale. Chi si trova in una zona costiera esposta al maremoto deve allontanarsi dalla spiaggia e salire in un punto elevato. Il resto si prepara prima: fissare a muro i mobili alti e tenere pronto un kit con documenti, torcia e radio a pile.

Domande frequenti

Gli avvisi terremoto di Android funzionano in Italia?

No. A ottobre 2026 l’Italia non è nell’elenco ufficiale dei Paesi e delle regioni in cui l’Android Earthquake Alerts System è attivo.

Conviene comunque tenere attiva l’opzione sul telefono?

Sì. L’avviso dipende da dove si trova il telefono, quindi funziona quando sei in viaggio in un Paese coperto, per esempio Grecia, Croazia o Slovenia. Si trova in Impostazioni > Sicurezza ed emergenze > Allerte terremoti ed è attiva di default.

IT-alert avvisa in caso di terremoto?

No. IT-alert è operativo solo per incidenti nucleari, incidenti industriali rilevanti, collasso di grandi dighe e attività vulcanica di Campi Flegrei, Vesuvio e Vulcano. Il maremoto generato da un sisma è in fase di sperimentazione.

Ai Campi Flegrei IT-alert suona per le scosse di bradisismo?

No. Le indicazioni operative della Protezione Civile escludono l’uso di IT-alert per i fenomeni bradisismici e fumarolici. È previsto per un’attività eruttiva imminente.

Quanti secondi di preavviso si possono avere?

Dipende dalla distanza dall’epicentro. Nei casi documentati da Google si va da pochi secondi fino a circa un minuto per chi è lontano. Vicino all’epicentro l’avviso può arrivare insieme alla scossa o dopo.

Su iPhone esistono avvisi terremoto?

Apple offre gli avvisi di sicurezza avanzati, che includono i terremoti, solo negli Stati Uniti e a Taiwan con iOS 26.2 o successivo. In Italia un iPhone riceve IT-alert tramite gli Allarmi governativi, ma non preavvisi di terremoto.

Per capire cosa succede sotto i nostri piedi può essere utile la nostra spiegazione su come si scatena un terremoto, mentre per chi vive nell’area flegrea c’è il nostro articolo su i Campi Flegrei tra natura, storia e geologia. Se stai controllando le impostazioni del telefono, ti può servire anche la guida ai permessi delle app su Android e iOS. Le fonti ufficiali usate: annuncio Google del 15 ottobre 2026, assistenza Android con l’elenco dei Paesi, scheda tecnica degli avvisi Google, Google Research, IT-alert: quando si usa, IT-alert: come funziona, Io non rischio: cosa fare in caso di terremoto, supporto Apple sugli allarmi governativi e lista terremoti INGV.

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