La consultazione MEF sul forfettario, aperta dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia il 21 ottobre 2026, chiede a chi lavora in proprio se l’aumento del limite di ricavi da 65.000 a 85.000 euro, in vigore dal 2023, ha davvero cambiato qualcosa. Si risponde online a un questionario di sei domande fino al 18 novembre 2026.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto la pagina ufficiale della consultazione sul sito del Dipartimento delle Finanze e il questionario allegato (documento Word).
Il Dipartimento delle Finanze ha aperto una consultazione pubblica per verificare gli effetti della soglia del forfettario portata da 65.000 a 85.000 euro con la legge di bilancio 2023. Possono partecipare tutti, compilando un modulo online entro il 18 novembre 2026. Le domande sono sei, due delle quali aperte. I contributi anonimi non vengono considerati e le risposte non obbligano il Ministero a cambiare nulla.
Cosa chiede il Ministero
Il nome tecnico è “Verifica dell’impatto della regolamentazione”, in sigla VIR: il controllo che lo Stato fa a distanza di anni per capire se una norma ha prodotto gli effetti previsti. La norma qui è l’articolo 1, comma 54, della legge di bilancio 2023 (legge 197/2022), che ha alzato da 65.000 a 85.000 euro il limite di ricavi o compensi dell’anno precedente per entrare e restare nel forfettario.
La pagina ufficiale della consultazione parla solo del passaggio da 65.000 a 85.000 euro: la soglia a 100.000 euro, che alcuni siti hanno collegato al sondaggio, nel testo del Ministero non compare. Il questionario ricorda anche come è cambiato il limite negli anni.
| Dal | Soglia di ricavi | Legge |
|---|---|---|
| 2015 | Diversa per attività | L. 190/2014 |
| 2016 | Da 30.000 a 50.000 € | L. 208/2015 |
| 2019 | 65.000 € per tutti | L. 145/2018 |
| 2023 | 85.000 € per tutti | L. 197/2022 |
Le sei domande del questionario
Le prime quattro sono a scelta multipla. La prima chiede se prima del 2023 si era già nel forfettario. Chi risponde di no passa alla seconda: l’aumento a 85.000 euro è stato decisivo per entrare nel regime (“sì”, “no, ne avrei fruito in ogni caso”, “no, non ne ho fruito comunque”)? Chi era già forfettario risponde invece alla terza: la soglia più alta gli ha permesso di far crescere l’attività?
La quarta, per chi oggi è forfettario, chiede il motivo principale della scelta: meno adempimenti, convenienza economica o altro. Le ultime due sono aperte, massimo dieci righe: che impatto ha avuto l’aumento sull’attività e come si potrebbe migliorare la misura.
Due esempi. Una grafica che nel 2022 ha incassato 75.000 euro, con la vecchia soglia di 65.000, nel 2023 sarebbe uscita dal forfettario; con quella nuova ci è rimasta: è il caso a cui pensa la terza domanda. Un idraulico che ha aperto la partita IVA nel 2024 e incassa 40.000 euro sarebbe rientrato anche col vecchio limite, quindi alla seconda domanda risponderà “ne avrei fruito in ogni caso”.
Come partecipare entro il 18 novembre
Sulla pagina del Dipartimento delle Finanze il pulsante “Partecipa alla consultazione” porta a un modulo online sulla piattaforma dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID). Nella stessa pagina c’è il questionario in formato Word: conviene leggerlo prima, per preparare con calma le risposte aperte. Le risposte anonime non vengono considerate, contano solo le osservazioni pertinenti e il Ministero non è obbligato a rispondere né a tenerne conto. Non abbiamo compilato il modulo, quindi non sappiamo quali dati personali chieda. Al 4 novembre è l’unica consultazione aperta su finanze.gov.it.
Nel questionario c’è un dettaglio passato quasi inosservato: dal 1° gennaio 2027 il forfettario non sarà più regolato dai commi da 54 a 89 della legge 190/2014, ma dagli articoli da 232 a 243 del decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, il nuovo testo unico delle imposte sui redditi. Le regole di oggi passano in un testo nuovo: chi cerca la norma dall’anno prossimo dovrà guardare lì.
Cosa succede ora, e la soglia a 100.000 euro
Finita la consultazione, il Dipartimento userà le risposte per la sua verifica. Le regole intanto non cambiano: si resta nel forfettario se l’anno prima i ricavi non hanno superato 85.000 euro, le spese per lavoratori 20.000 euro e non c’è una causa di esclusione. Il resto è nella nostra guida completa al regime forfettario e nel nostro calcolatore del regime forfettario.
Il disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e ora all’esame del Parlamento, propone di alzare la soglia a 100.000 euro per le imposte sui redditi, lasciando a 85.000 quella per l’esenzione IVA in attesa del via libera europeo. È una proposta, non ancora legge, e la consultazione non la riguarda: i dettagli sono nel nostro articolo sulla manovra 2027.
Domande frequenti
Chi può rispondere alla consultazione sul forfettario?
La consultazione è aperta a tutti, ma il questionario è pensato per chi ha una partita IVA: le domande riguardano l’esperienza della propria attività prima e dopo il 2023. Le risposte non devono essere anonime.
Rispondere alla consultazione cambia la mia situazione fiscale?
No. Le risposte servono solo a valutare la norma e non hanno effetti sulla propria posizione fiscale.
La consultazione serve a portare il forfettario a 100.000 euro?
No: il testo ufficiale riguarda solo l’aumento da 65.000 a 85.000 euro. I 100.000 euro sono una proposta della manovra 2027, ancora all’esame del Parlamento.

