Top 5 This Week

Articoli simili

DIS-COLL: quanto spetta, per quanti mesi e come fare domanda (con calcolatore)

Con la DIS-COLL, quanto spetta dipende da una sola cifra: il reddito medio mensile della collaborazione. Nel 2026 l’indennità è il 75% di quel reddito fino a 1.456,72 euro al mese, più il 25% della parte che supera la soglia, con un tetto di 1.584,70 euro lordi. Dura tanti mesi quanti ne è durata la collaborazione dal 1° gennaio dell’anno prima, fino a un massimo di 12, e dal sesto mese scende del 3% al mese. È la disoccupazione dei collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), degli assegnisti di ricerca e dei dottorandi con borsa: la domanda va fatta entro 68 giorni dalla fine del contratto.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto l’articolo 15 del D.Lgs. 22/2015 nel testo in vigore su Normattiva, le circolari INPS 83/2015, 3/2022, 4/2026 (paragrafo 7) e 8/2026 (paragrafo 6.2) e la scheda del servizio DIS-COLL sul sito INPS.

📌 Articolo in breve
La DIS-COLL spetta a co.co.co., assegnisti di ricerca e dottorandi con borsa iscritti solo alla Gestione separata INPS, senza partita IVA e senza pensione, che perdono il lavoro senza volerlo. Nel 2026 vale il 75% del reddito medio mensile fino a 1.456,72 euro, più il 25% dell’eccedenza, e non può superare 1.584,70 euro lordi al mese. Dura quanto la collaborazione nel periodo dal 1° gennaio dell’anno precedente alla cessazione, al massimo 12 mesi, e dal sesto mese ogni rata è il 97% di quella prima. La domanda si presenta online all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. A chi spetta e a chi no
  2. I due requisiti: disoccupazione e un mese di contributi
  3. Quanto spetta: la formula con i valori 2026
  4. Calcolatore DIS-COLL
  5. Tre esempi con i numeri
  6. Per quanti mesi e come scende del 3%
  7. Come e quando fare domanda
  8. Se trovi un altro lavoro
  9. Tasse, cuneo fiscale e contributi figurativi
  10. Domande frequenti

A chi spetta e a chi no

La DIS-COLL è prevista dall’articolo 15 del decreto legislativo 22/2015. Riguarda i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA. Dal 1° luglio 2017, con il comma 15-bis, la tutela è stata estesa agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio.

“In via esclusiva” ha un significato preciso. La scheda INPS del servizio spiega che il requisito è soddisfatto se la collaborazione, l’assegno o il dottorato non si sovrappongono a un’altra attività, per esempio un lavoro da dipendente. Per i dipendenti c’è invece la NASpI, spiegata nella guida alla NASpI 2026.

Restano esclusi i collaboratori che hanno già una pensione, i titolari di partita IVA e gli amministratori, sindaci o revisori di società ed enti.

Serve poi che il lavoro sia stato perso senza volerlo. La scadenza naturale del contratto, dell’assegno o della borsa è il caso tipico; le dimissioni volontarie, di regola, non danno diritto all’indennità.

I due requisiti: disoccupazione e un mese di contributi

Al momento della domanda bisogna essere in stato di disoccupazione e poter contare su almeno un mese di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno precedente alla cessazione fino alla cessazione stessa. Per un contratto che finisce a dicembre 2026 conta tutto il 2025 più il 2026.

Il mese di contribuzione non coincide sempre con un mese di lavoro. In Gestione separata l’accredito dipende dai compensi: per il 2026 il minimale di reddito è di 18.808 euro (circolare INPS 8/2026, paragrafo 6.2), e chi lo raggiunge si vede accreditare l’intero anno. In proporzione, un mese pieno corrisponde a un dodicesimo, cioè 1.567,33 euro di compensi imponibili. Chi nel periodo ha incassato meno di quella cifra rischia di non avere il mese richiesto, anche se la collaborazione è durata più a lungo: prima di fare domanda conviene controllare l’estratto conto contributivo nell’area personale MyINPS.

Quanto spetta: la formula con i valori 2026

Il calcolo parte dal reddito imponibile ai fini previdenziali derivante dalle collaborazioni, cioè i compensi su cui sono stati versati i contributi, dell’anno della cessazione e dell’anno precedente. Questa somma si divide per il numero di mesi. Qui c’è la prima particolarità rispetto alla NASpI: per indicazione del Ministero del Lavoro, recepita nella circolare INPS 83/2015, i “mesi di contribuzione” vanno letti come i mesi, o le frazioni di mese, di durata del rapporto di collaborazione.

Sul reddito medio si applicano le percentuali. I due valori di riferimento per il 2026 li ha fissati la circolare INPS 4/2026 al paragrafo 7: la soglia è 1.456,72 euro e l’importo massimo mensile è 1.584,70 euro. Attenzione se consulti la scheda del servizio sul sito INPS: al 2 novembre riporta ancora le cifre del 2025 (1.436,61 e 1.562,82 euro).

Reddito medio mensile DIS-COLL
Fino a 1.456,72 € 75% del reddito medio
Oltre 1.456,72 € 1.092,54 € + 25% della parte che supera la soglia
Da 3.425,36 € in su Tetto: 1.584,70 €

Valori 2026, circolare INPS 4/2026. Il punto in cui si arriva al tetto (3.425,36 €) è un calcolo nostro.

Calcolatore DIS-COLL

Il calcolatore applica le regole dell’articolo 15 con i valori 2026. Ti servono i compensi lordi imponibili dei due anni (li trovi nella Certificazione Unica o nei cedolini) e i mesi di durata della collaborazione in ciascun anno. Per i mesi a metà puoi usare i decimali (7,5).

🧮 Calcolo DIS-COLL 2026

ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Il risultato mostra l’importo lordo mese per mese, il totale e la data entro cui fare domanda. Il campo sui mesi già usati serve a chi ha preso la DIS-COLL in passato: quei periodi non contano di nuovo per la durata. Se invece hai lavorato anche da dipendente, il conto giusto è quello del nostro calcolatore NASpI.

Tre esempi con i numeri

Il collaboratore con 1.000 euro al mese. Marco ha una co.co.co. con un ente di formazione: 12.000 euro di compensi nel 2025 e altri 12.000 nel 2026, sempre per dodici mesi, con scadenza al 31 dicembre. Il reddito medio è 24.000 diviso 24, cioè 1.000 euro, sotto la soglia: la DIS-COLL vale il 75%, 750 euro lordi al mese. I mesi di collaborazione nel periodo sono 24, ma la durata si ferma al massimo di 12. Dal sesto mese l’importo scende a 727,50 euro, poi a 705,68, fino a 605,99 euro nel dodicesimo mese. In un anno incassa 8.406,43 euro lordi. La domanda va presentata entro il 9 marzo 2027; se la manda nei primi otto giorni, la prestazione parte dall’8 gennaio.

La collaboratrice con un compenso più alto. Giulia ha lavorato solo nel 2026, sette mesi da gennaio a fine luglio, per 17.500 euro: 2.500 euro di media. È sopra la soglia, quindi l’indennità è 1.092,54 euro più il 25% di 1.043,28 euro (la parte oltre 1.456,72), cioè 260,82 euro: in tutto 1.353,36 euro al mese, sotto il tetto. Dura sette mesi: cinque pieni, poi 1.312,76 e 1.273,38 euro. Il totale è 9.352,94 euro lordi e la scadenza per la domanda, con cessazione il 31 luglio, cade il 7 ottobre.

La dottoranda con borsa. Ipotizziamo una borsa con un imponibile di 1.400 euro al mese per tutto il 2025 e il 2026, che termina il 31 ottobre 2026 (l’importo è un nostro esempio: la cifra reale è quella del tuo bando). La media è 1.400 euro, sotto la soglia, e la DIS-COLL è 1.050 euro al mese per dodici mesi, con la riduzione dal sesto: l’ultima rata è 848,38 euro e il totale arriva a 11.768,99 euro lordi.

Caso Primi 5 mesi Totale lordo
Marco, media 1.000 €, 12 mesi 750,00 € 8.406,43 €
Giulia, media 2.500 €, 7 mesi 1.353,36 € 9.352,94 €
Dottoranda, media 1.400 €, 12 mesi 1.050,00 € 11.768,99 €

Importi lordi con i valori 2026. Calcolo nostro.

Con redditi alti conta il tetto: con 4.000 euro di media la formula darebbe 1.728,36 euro, ma l’indennità si ferma a 1.584,70.

Per quanti mesi e come scende del 3%

Con la legge di Bilancio 2022 (legge 234/2021, che ha aggiunto il comma 15-quinquies), per le cessazioni dal 1° gennaio 2022 la DIS-COLL dura quanti sono i mesi di contribuzione nel periodo di riferimento, non più la metà, con un massimo di 12 mesi invece di 6. Anche qui, come chiarisce la circolare INPS 3/2022, contano i mesi o le frazioni di mese di durata del rapporto: chi ha collaborato otto mesi riceve otto mesi di indennità.

La stessa riforma ha spostato in avanti la riduzione. Prima scattava dal quarto mese; per le cessazioni dal 2022 la DIS-COLL “si riduce del 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del sesto mese di fruizione”, che la circolare 3/2022 traduce in “dal 151° giorno di indennità”. I primi cinque mesi sono quindi pieni.

Su cosa si calcola il 3%? La legge non lo dice, ma l’INPS lo ha mostrato con un esempio numerico nella circolare 83/2015, quando la riduzione partiva dal quarto mese: una prestazione di 600 euro diventa 582 euro al quarto mese e 564,54 euro al quinto, cioè “582 meno il 3%”. Ogni rata è il 97% della precedente, ed è il metodo del nostro calcolatore.

📝 Nota della redazione: molte guide online scrivono “meno 3% al mese” senza dire su quale base. Abbiamo fatto il conto con le due letture sui 12 mesi di Marco. Con il metodo dell’esempio INPS (3% sulla rata precedente) i sette mesi ridotti valgono 4.656,43 euro; togliendo invece 22,50 euro fissi al mese (3% dei 750 iniziali) si arriverebbe a 4.620 euro. La differenza è di circa 36 euro in un anno: chi trova cifre leggermente diverse da un sito all’altro sa da dove vengono. Il metodo da seguire resta quello indicato dall’INPS nella circolare 83/2015.

Come e quando fare domanda

La domanda si presenta solo per via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del contratto: è un termine di decadenza, superato il quale l’indennità si perde. Si usa il servizio online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS; in alternativa si può passare dal Contact center (803 164 da rete fissa, 06 164164 da cellulare) o da un patronato.

La decorrenza dipende da quando si presenta la domanda. Se la invii entro l’ottavo giorno dalla cessazione, la DIS-COLL parte dall’ottavo giorno; se la invii dopo, parte dal giorno successivo alla domanda. Chi aspetta non perde mesi di durata, ma le settimane tra l’ottavo giorno e la domanda. Durante una maternità o un ricovero indennizzati, precisa la scheda INPS, il termine dei 68 giorni resta sospeso.

Fare domanda di DIS-COLL vale anche come Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID). Entro 15 giorni dalla domanda bisogna però contattare il Centro per l’impiego per firmare il patto di servizio personalizzato. Chi non partecipa regolarmente alle iniziative proposte rischia tagli fino alla decadenza. Per la formazione retribuita esiste anche il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL), con requisiti propri.

Se trovi un altro lavoro

L’articolo 15 distingue in base al tipo di lavoro. Un contratto da dipendente di durata superiore a cinque giorni fa decadere dalla DIS-COLL; uno fino a cinque giorni la sospende, e al termine l’indennità riprende da dove si era fermata.

Per un’attività autonoma o una nuova collaborazione con un reddito basso, la legge chiede di comunicare all’INPS entro 30 giorni dall’inizio il reddito annuo previsto. La soglia è quella dell’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni per lavoro, cioè i redditi sostanzialmente esenti da IRPEF. In quel caso la DIS-COLL continua, ridotta dell’80% del reddito previsto, rapportato al periodo che resta. Se la comunicazione manca, si decade dalla data di inizio dell’attività. Si decade anche con una pensione diretta o con l’assegno ordinario di invalidità, salvo opzione per la DIS-COLL.

Tasse, cuneo fiscale e contributi figurativi

Le cifre del calcolatore sono lorde. La DIS-COLL è un reddito tassato come quello da lavoro e l’INPS, che paga l’indennità, trattiene l’IRPEF come sostituto d’imposta. Da ottobre 2026 c’è una novità a favore: con il messaggio 2829 del 14 settembre l’INPS applica anche alla DIS-COLL e alla NASpI la somma non imponibile e l’ulteriore detrazione del taglio del cuneo fiscale, con arretrati da gennaio per la sola somma non imponibile. Fasce ed esempi sono nel nostro articolo sul cuneo fiscale su NASpI, DIS-COLL e APE sociale.

Dal 2022, inoltre, i mesi di DIS-COLL non sono più un buco nella pensione: per le cessazioni da quella data l’INPS riconosce d’ufficio i contributi figurativi, calcolati sul reddito medio mensile ma entro un limite di 1,4 volte l’importo massimo dell’anno. Con i valori 2026 il limite è 2.218,58 euro al mese (calcolo nostro su 1.584,70 euro). Per la malattia durante la collaborazione vale invece l’indennità di malattia della Gestione separata.

Domande frequenti

La DIS-COLL spetta ai dottorandi alla fine del dottorato?

Sì, se il dottorato era con borsa di studio: dal 1° luglio 2017 i dottorandi con borsa e gli assegnisti di ricerca rientrano nella DIS-COLL. Il calcolo si fa sull’imponibile della borsa e la durata segue i mesi di borsa dal 1° gennaio dell’anno precedente alla fine, fino a 12. La legge parla solo di dottorandi con borsa: chi era senza borsa non rientra.

Ho una partita IVA aperta ma non la uso: posso chiedere la DIS-COLL?

La legge e la scheda INPS indicano tra i requisiti l’assenza di partita IVA, senza distinguere tra partita attiva e inattiva. Chi ne ha una aperta dovrebbe verificare la propria posizione con l’INPS o con un patronato prima di presentare la domanda.

Quanto si prende di DIS-COLL con 1.200 euro al mese?

Con un reddito medio di 1.200 euro, sotto la soglia di 1.456,72, l’indennità è il 75%: 900 euro lordi al mese per i primi cinque mesi. Dal sesto mese scende del 3% al mese sulla rata precedente: 873 euro, poi 846,81 e così via.

Che differenza c’è tra DIS-COLL e NASpI?

La NASpI è per i dipendenti, la DIS-COLL per co.co.co., assegnisti e dottorandi con borsa. Soglia e tetto 2026 sono identici (1.456,72 e 1.584,70 euro), ma la DIS-COLL dura al massimo 12 mesi e guarda solo all’anno della cessazione e a quello precedente. Per i casi particolari dei dipendenti c’è la guida alla NASpI degli stagionali.

Se il contratto finisce il 31 dicembre, entro quando devo fare domanda?

Entro 68 giorni dalla cessazione: per una cessazione al 31 dicembre 2026 l’ultimo giorno è il 9 marzo 2027. Conviene però inviarla nei primi giorni di gennaio, entro l’8, per far partire l’indennità dall’8 gennaio senza perdere settimane.

Più popolari