Flat tax incrementale 2026: è uno dei benefici fiscali meno conosciuti per le persone fisiche che svolgono attività d’impresa o lavoro autonomo fuori dal regime forfettario. In sostanza, se i tuoi redditi sono cresciuti rispetto agli anni precedenti, puoi tassare la parte aggiuntiva con un’aliquota fissa del 15% invece che con le aliquote progressive IRPEF ordinarie — che per i redditi più alti arrivano al 43%. Il risparmio può essere sostanziale.
La flat tax incrementale è un’agevolazione fiscale che permette di tassare al 15% la parte di reddito superiore al miglior reddito dichiarato nei tre anni precedenti, con una franchigia del 5%. È disponibile per lavoratori autonomi e imprenditori individuali in regime ordinario (non per dipendenti o forfettari). Introdotta nel 2023, è stata prorogata per il 2024 e 2025. Per il 2026, la situazione normativa va verificata con il proprio commercialista in base agli aggiornamenti della Legge di Bilancio.
Indice
- Cos’è la flat tax incrementale
- Chi può usarla
- Come si calcola: la formula con esempi
- Confronto con l’IRPEF ordinaria
- Limiti e casi in cui non conviene
- Come si applica nel 730 o nel modello Redditi
- Domande frequenti
Cos’è la flat tax incrementale
La flat tax incrementale è un regime opzionale di tassazione agevolata introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 commi 55-57). L’idea di base è semplice: se un professionista o un imprenditore individuale ha aumentato il proprio reddito rispetto agli anni precedenti, la parte aggiuntiva — quella che ha guadagnato in più — viene tassata con un’aliquota piatta del 15% invece delle aliquote IRPEF progressive.
Il meccanismo nasce con un obiettivo dichiarato: incentivare la crescita del reddito dichiarato e premiare chi lavora di più. In pratica, abbassa l’aliquota marginale effettiva per i contribuenti con redditi in crescita, riducendo la pressione fiscale sull’incremento produttivo. Non è cumulabile con il regime forfettario — chi già paga il 15% sul totale del reddito non ne ha bisogno.
La misura è stata prorogata per gli anni d’imposta 2024 e 2025 con le successive Leggi di Bilancio. Per verificare se è applicabile anche per l’anno d’imposta 2026 — dichiarazione da presentare nel 2027 — è necessario attendere i provvedimenti normativi specifici o consultare l’Agenzia delle Entrate.
Chi può usarla
La flat tax incrementale è riservata esclusivamente alle persone fisiche che svolgono attività d’impresa, arti o professioni e che determinano il reddito in regime ordinario. Sono esclusi in modo esplicito i contribuenti in regime forfettario (già tassati al 15% sul totale) e i lavoratori dipendenti.
In pratica, ne possono beneficiare: professionisti iscritti a ordini e casse previdenziali in regime ordinario (avvocati, commercialisti, ingegneri, medici, ecc.), imprenditori individuali con contabilità ordinaria o semplificata, agenti e rappresentanti di commercio, lavoratori autonomi non iscritti ad albi che dichiarano redditi da lavoro autonomo ex art. 67 TUIR.
Un requisito chiave: occorre aver dichiarato un reddito nei tre anni precedenti — non necessariamente tutti e tre, ma almeno uno. Se negli anni precedenti non hai mai presentato dichiarazione dei redditi (startup assoluta di attività), non ci sono anni di confronto e il meccanismo non si applica.
Come si calcola: la formula con esempi
Il calcolo si articola in quattro passaggi. Primo: si individua il miglior reddito dichiarato nei tre anni d’imposta precedenti (base di riferimento). Secondo: si calcola il 5% di questa base (franchigia). Terzo: si definisce l’incremento effettivo tassabile al 15%, sottraendo alla base il valore così ottenuto. Quarto: l’incremento netto viene tassato al 15% invece che con le aliquote IRPEF ordinarie.
Un esempio concreto chiarisce meglio: supponiamo un professionista che nel 2025 dichiara un reddito netto di €60.000. Il miglior reddito degli ultimi tre anni (2022, 2023, 2024) era di €48.000 nel 2024. La franchigia è il 5% di €48.000 = €2.400. L’incremento tassabile è: €60.000 – €48.000 – €2.400 = €9.600. Questi €9.600 vengono tassati al 15% = €1.440 d’imposta. La parte restante del reddito (€60.000 – €9.600 = €50.400) viene invece tassata normalmente con le aliquote IRPEF 2025.
Senza flat tax incrementale, quei €9.600 aggiuntivi sarebbero stati tassati all’aliquota marginale del 35% (scaglione €28.001-€50.000) o 43% (sopra €50.000). Su €9.600 tassati al 35% l’imposta ordinaria sarebbe stata €3.360 — invece di €1.440. Il risparmio in questo esempio è di €1.920. Non una cifra enorme in assoluto, ma reale e immediata.
Confronto con l’IRPEF ordinaria
Per capire quando la flat tax incrementale fa davvero la differenza, bisogna confrontare la propria aliquota marginale IRPEF con il 15% fisso applicato all’incremento. Le aliquote IRPEF 2025 sono: 23% fino a €28.000, 35% da €28.001 a €50.000, 43% sopra €50.000.
Se il tuo reddito totale supera €28.000 e stai crescendo, l’incremento sarebbe tassato al 35% o 43%. Con la flat tax incrementale lo paghi al 15%. Il differenziale è rispettivamente del 20 e del 28 punti percentuali — non trascurabile su incrementi di reddito importanti.
Chi ha un reddito ancora sotto i €28.000 e la crescita lo porta comunque a restare in questo scaglione, il vantaggio è minore (23% contro 15%, differenza di 8 punti). In questo caso vale la pena fare il calcolo specifico per verificare se il beneficio giustifica la complessità dichiarativa aggiuntiva.
Limiti e casi in cui non conviene
La flat tax incrementale non è sempre conveniente. Il primo limite è l’importo massimo dell’incremento tassabile al 15%: la norma prevede un tetto di €40.000 sull’incremento agevolabile. Sopra questa soglia, il reddito aggiuntivo rientra nell’IRPEF ordinaria. Per chi cresce moltissimo in un anno, l’agevolazione copre solo una parte dell’incremento.
Il secondo limite è meno ovvio ma importante: la base imponibile della flat tax incrementale non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie. In pratica, le spese sanitarie, gli interessi sul mutuo, i familiari a carico e tutte le altre detrazioni si applicano solo alla quota di reddito tassata con l’IRPEF normale. Se hai molte detrazioni, il vantaggio della flat tax si riduce perché stai spostando reddito fuori dalla base su cui si calcolano i benefici fiscali ordinari.
Il terzo caso in cui non conviene è quando il reddito non è cresciuto rispetto agli anni precedenti: se stai dichiarando meno o uguale al miglior anno dei tre precedenti, non c’è incremento e l’agevolazione non si applica.
Come si applica nel 730 o nel modello Redditi
La flat tax incrementale non va dichiarata nel modello 730 (che è destinato ai lavoratori dipendenti e assimilati). I professionisti e gli imprenditori individuali devono utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche, nel quadro LM dedicato alle imposte sostitutive per i redditi d’impresa e lavoro autonomo.
Il contribuente deve calcolare autonomamente la base di riferimento (miglior reddito dei tre anni precedenti), la franchigia del 5% e l’incremento tassabile. Il commercialista o il CAF che assiste nella dichiarazione farà questi calcoli, ma è utile presentarsi con i quadri RG, RE o RF degli ultimi tre anni d’imposta per velocizzare il processo.
L’imposta sostitutiva del 15% si versa con le stesse scadenze dell’IRPEF ordinaria (acconto a giugno e novembre, saldo a giugno dell’anno successivo) tramite modello F24. Per capire come compilare e pagare il modello F24, consulta la nostra guida al modello F24 online. Per un confronto su tutti i regimi disponibili per i professionisti, leggi anche il nostro articolo sul regime forfettario 2026.
Domande frequenti
Chi è in regime forfettario può usare la flat tax incrementale?
No. I contribuenti in regime forfettario sono esplicitamente esclusi dalla norma — già tassano tutto il reddito al 15% sostitutivo, quindi l’agevolazione incrementale non ha senso applicarla. L’accesso è riservato solo ai contribuenti in regime ordinario.
Si può applicare anche se ho avuto un anno senza reddito?
Sì, ma con cautela. Se in uno degli anni del triennio di riferimento non hai dichiarato reddito (zero o assente), quel valore è zero. Il “miglior reddito” del triennio potrebbe allora essere molto basso, il che renderebbe quasi tutto il reddito attuale un “incremento” — con un vantaggio fiscale teoricamente più ampio. Va verificato caso per caso con un professionista.
Come si calcola la franchigia del 5%?
La franchigia è il 5% del miglior reddito dichiarato nel triennio precedente. Se il tuo miglior reddito degli ultimi tre anni era €50.000, la franchigia è €2.500. Questo importo si sottrae all’incremento prima di calcolare la base tassabile al 15%. Funziona come una soglia minima di crescita sotto la quale l’agevolazione non scatta.
L’agevolazione vale anche per i contributi previdenziali?
No. La flat tax incrementale riguarda solo l’IRPEF. I contributi previdenziali (Cassa professionale o INPS Gestione Separata) si calcolano sempre sul reddito complessivo e non sono influenzati dal regime di tassazione scelto per l’imposta sui redditi.

