La nuova Siri basata su Gemini di Apple non girerà solo su infrastruttura Google: stando a quanto riportato da The Information, alcune richieste degli utenti verranno elaborate attraverso i chip Nvidia Blackwell B200 presenti nei data center di Google Cloud, con la tecnologia Confidential Computing di Nvidia attiva per proteggere i dati durante l’elaborazione. È un’architettura ibrida che segna una svolta storica per Apple — l’azienda che ha sempre costruito i propri prodotti tenendo il controllo su ogni componente.
Il report chiarisce una cosa che vale la pena sottolineare: Siri non diventerà semplicemente “un chatbot Gemini dentro iPhone”. L’assistente vocale rimarrà integrato nei sistemi operativi Apple, ma per le richieste più complesse — quelle che superano la capacità di elaborazione on-device — potrà appoggiarsi a Gemini su Google Cloud, con accelerazione hardware Nvidia. Chi userà Siri probabilmente non si accorgerà di niente: la risposta arriverà come sempre, il funzionamento interno sarà radicalmente diverso.
Secondo un report di The Information, Apple sta preparando una nuova Siri che utilizzerà Gemini (Google) come modello AI per le query più complesse, elaborato su Google Cloud tramite chip Nvidia Blackwell B200. La tecnologia Confidential Computing di Nvidia cifra i dati anche durante l’elaborazione sulle GPU. Apple ha già approvato l’uso dei chip Nvidia in questo contesto. Non è ancora chiaro quale ruolo avrà Private Cloud Compute di Apple nell’architettura finale.
Indice
- Cosa dice esattamente il report di The Information
- I chip Nvidia Blackwell B200: perché Apple li usa
- Confidential Computing: come protegge i tuoi dati
- Gemini dentro Siri: come funzionerà nella pratica
- E Private Cloud Compute di Apple? Cosa succede
- Perché questa svolta è importante per Apple
- Domande frequenti
Cosa dice esattamente il report di The Information
The Information — una delle pubblicazioni tech più seguite per i suoi scoop sull’industria — ha riportato che Apple utilizzerà una versione in licenza di Gemini per gestire alcune query di Siri, soprattutto quelle più complesse. L’infrastruttura non sarà quella proprietaria di Apple, ma quella di Google Cloud, con un dettaglio tecnico rilevante: i chip che elaboreranno le richieste saranno le GPU Nvidia Blackwell B200.
Apple avrebbe già approvato formalmente l’uso della tecnologia Nvidia in questo contesto. Il punto di compromesso che ha reso accettabile la cosa internamente è proprio la Confidential Computing: una tecnologia che cifra i dati mentre vengono elaborati dalle GPU, non solo quando vengono trasmessi o archiviati. In un’architettura cloud condivisa come quella di Google, questo strato di protezione è quello che permette ad Apple di dire che i dati degli utenti non sono accessibili nemmeno a Google o Nvidia durante l’elaborazione.
I chip Nvidia Blackwell B200: perché Apple li usa
I chip Blackwell B200 sono la generazione più recente di GPU Nvidia progettate per carichi AI intensivi — addestramento e inferenza di modelli molto estesi. Sono l’evoluzione dell’architettura Hopper (quella delle H100, le GPU che hanno alimentato l’esplosione di ChatGPT e simili nel 2023-2024). Google ha integrato massicciamente i chip Blackwell nella propria infrastruttura cloud nel corso del 2025, rendendola una delle più potenti disponibili per l’inferenza AI su scala.
La ragione per cui Apple finisce su quella infrastruttura è diretta: Siri è in ritardo sulla nuova generazione di assistenti AI e ha bisogno di capacità di calcolo già disponibile su larga scala, subito. Costruire un’infrastruttura interna equivalente richiede anni. Usare quella di Google — con i chip Nvidia e il modello Gemini già pronti — permette ad Apple di offrire una Siri competitiva in tempi molto più brevi.
Confidential Computing: come protegge i tuoi dati
La Confidential Computing di Nvidia è la chiave che rende questa architettura accettabile per Apple dal punto di vista della privacy. Normalmente, quando un dato viene elaborato da una GPU — anche in un ambiente cloud “sicuro” — il chip deve avere accesso ai dati in chiaro durante il calcolo. La Confidential Computing cambia questo: i dati rimangono cifrati anche mentre vengono processati dall’hardware, usando un ambiente di esecuzione trusted (TEE) che isola il carico di lavoro dal resto dell’infrastruttura.
In pratica: anche se i dati transitano su Google Cloud ed elaborati da chip Nvidia, né Google né Nvidia possono tecnicamente leggere cosa stai chiedendo a Siri. È la stessa filosofia che Apple ha applicato al suo Private Cloud Compute — estesa ora a hardware e infrastruttura di terze parti. Non è una garanzia assoluta, ma è significativamente più protettivo rispetto a mandare richieste in chiaro su un cloud tradizionale.
Gemini dentro Siri: come funzionerà nella pratica
Il modello operativo descritto dal report è ibrido: Siri continua a gestire da sola le richieste semplici — timer, chiamate, impostazioni del dispositivo, domande a cui può rispondere con le sue capacità on-device. Quando arriva una richiesta complessa — “riscrivi questa email in tono formale”, “spiegami questo documento”, “cerca le ultime notizie su X” — quella richiesta viene passata a Gemini su Google Cloud per l’elaborazione.
L’esperienza utente rimarrà all’interno dei sistemi Apple: la risposta torna in Siri e viene presentata come una risposta di Siri, non di Gemini. Esattamente come succede già con ChatGPT su iOS 18, dove Siri chiede il permesso prima di mandare la richiesta a OpenAI. Con Gemini il meccanismo sarà analogo, anche se i dettagli sull’interfaccia utente non sono ancora stati comunicati ufficialmente.
E Private Cloud Compute di Apple? Cosa succede
Il report di The Information evidenzia un punto ancora aperto: non è chiaro quale ruolo avrà il Private Cloud Compute (PCC) di Apple — l’infrastruttura cloud proprietaria presentata con Apple Intelligence — nell’architettura della nuova Siri. PCC è il sistema con cui Apple ha promesso di elaborare le richieste AI più pesanti sui propri server, con garanzie di privacy molto forti e possibilità di verifica indipendente.
Se una parte significativa delle richieste complesse venisse spostata su Google Cloud invece di PCC, si apre una tensione narrativa con quello che Apple ha comunicato agli utenti. Cupertino dovrà spiegare chiaramente come coesistono i due sistemi, quali richieste vanno dove, e perché l’architettura Google Cloud + Nvidia è compatibile con i propri standard di privacy. È probabilmente il capitolo più delicato di questa storia.
Perché questa svolta è importante per Apple
Apple ha costruito la propria identità sul controllo verticale della catena tecnologica: hardware, sistema operativo, chip, servizi cloud. L’iPhone non usa chip Intel, non usa Google Maps di default, non usa un sistema operativo Android. Ogni componente chiave è proprietario o strettamente controllato. La nuova Siri rompe questo schema in modo inedito: il modello AI è di Google, l’infrastruttura cloud è di Google, i chip sono di Nvidia.
La spiegazione più razionale è quella di un gap competitivo da colmare rapidamente. Siri è rimasta indietro rispetto a ChatGPT, Gemini e Claude in termini di capacità conversazionali e ragionamento complesso. Sviluppare internamente un modello linguistico competitivo richiede anni e miliardi di investimento in dati e infrastruttura. Prendere in licenza Gemini e appoggiarsi a Google Cloud è la scorciatoia più veloce disponibile, con la protezione della Confidential Computing a tenere in piedi la narrativa sulla privacy. Se funzionerà nell’esperienza reale degli utenti — e quanto Apple riuscirà a mantenere il controllo sull’esperienza complessiva — è la domanda a cui risponderanno i prossimi mesi.
Domande frequenti
La nuova Siri con Gemini è già disponibile?
No. Al momento della pubblicazione di questo articolo, le informazioni provengono da un report di The Information basato su fonti anonime. Non è stato ancora annunciato ufficialmente da Apple né comunicata una data di rilascio. L’aggiornamento potrebbe arrivare con una futura versione di iOS.
I miei dati vocali finiscono a Google?
Secondo il report, Apple userebbe la Confidential Computing di Nvidia per cifrare i dati durante l’elaborazione su Google Cloud, in modo che né Google né Nvidia possano accedervi. I dettagli tecnici definitivi non sono stati confermati da Apple ufficialmente.
Cosa sono i chip Nvidia Blackwell B200?
Sono le GPU di nuova generazione di Nvidia, progettate per l’addestramento e l’inferenza di grandi modelli AI. Sono presenti nell’infrastruttura cloud di Google e di altri provider. Sono tra le GPU più potenti attualmente disponibili per carichi AI su larga scala.
Siri diventa un clone di Gemini?
No. L’interfaccia e l’esperienza utente rimangono quelle di Siri, integrata nei sistemi operativi Apple. Gemini verrebbe usato come modello sottostante per le query più complesse, ma l’utente continuerà a interagire con Siri come sempre. È lo stesso modello adottato con ChatGPT su iOS 18.

