La checklist 730 precompilata 2026 che trovi in questa pagina raccoglie tutti i documenti che devi avere sotto mano prima di aprire la dichiarazione dei redditi sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Spunta ogni voce man mano che la recuperi: quando hai tutto verde puoi procedere senza rischiare di fare errori o di dover correggere il modello dopo la presentazione.
Il 730 precompilato sembra semplice — ci sono già i dati inseriti dall’Agenzia — ma chi lo accetta senza controllare nulla rischia di perdere detrazioni che gli spettano. Le spese sanitarie, gli interessi sul mutuo, le spese per l’istruzione dei figli: sono dati che l’Agenzia non sempre ha completi. Chi non porta con sé i documenti giusti non riesce a verificarli, e alla fine accetta una dichiarazione che potrebbe rimborsargli meno del dovuto.
Se invece vuoi capire come compilare il modello passo per passo dopo aver raccolto i documenti, abbiamo una guida operativa dedicata: Come compilare il modello 730 online 2026. Qui ci concentriamo sulla fase preliminare: sapere cosa raccogliere.
Prima di aprire il 730 precompilato servono: CU del datore di lavoro, documenti per detrazioni sanitarie, interessi mutuo, spese istruzione, spese ristrutturazione, spese assicurazioni e contributi previdenziali. La checklist qui sotto copre tutte le voci principali — spunta quelle che ti riguardano e ignora le altre. La scadenza per presentare il 730 con sostituto d’imposta è il 30 settembre 2026.
Indice
- Checklist documenti 730 precompilata 2026
- Documenti base: sempre obbligatori
- Spese sanitarie: le più comuni da verificare
- Casa: mutuo, ristrutturazioni, affitto
- Famiglia: figli, istruzione, sport
- Previdenza e assicurazioni
- Scadenze e come presentare il 730
- Nota della redazione
- Domande frequenti
Checklist documenti 730 precompilata 2026
La checklist qui sotto è interattiva: spunta i documenti che hai già recuperato. La pagina ricorda le tue selezioni finché non la chiudi. Concentrati sulle sezioni che ti riguardano — non devi avere tutto, solo quello che si applica alla tua situazione.
Sezione 1 — Documenti base (tutti)
Sezione 2 — Spese sanitarie
Detrazione del 19% sulle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 €. Dall’anno d’imposta 2020 sono detraibili solo quelle pagate con mezzi tracciabili (bancomat, carta, bonifico).
Sezione 3 — Casa
Sezione 4 — Famiglia e istruzione
Sezione 5 — Previdenza e assicurazioni
Sezione 6 — Altro
Documenti base: sempre obbligatori
La Certificazione Unica (CU) è il documento centrale di tutta la dichiarazione. Il datore di lavoro, la cassa di previdenza o l’INPS te la consegnano ogni anno entro il 16 marzo. Contiene i dati sui redditi percepiti nell’anno precedente, le ritenute IRPEF operate, i contributi previdenziali, le eventuali detrazioni già applicate in busta paga e i dati per i familiari a carico. Se ne hai più di una (hai cambiato lavoro nel 2025, hai una pensione e un reddito da lavoro, ecc.) devi averle tutte.
Il codice fiscale dei familiari a carico è l’altro dato che spesso manca all’ultimo momento. I figli a carico danno diritto a detrazioni automatiche (le detrazioni per figli a carico sono state in parte sostituite dall’Assegno Unico, ma esistono ancora per i figli maggiorenni non under 21 o per situazioni particolari), e senza il codice fiscale non puoi inserirli. Tienilo pronto insieme alla tessera sanitaria.
Spese sanitarie: le più comuni da verificare
Le spese sanitarie sono la categoria più ricca di detrazioni e anche quella dove si perdono più soldi per documenti mancanti. La detrazione del 19% si applica su tutte le spese mediche che superano la soglia di 129,11 €: sotto quella cifra non si detrae nulla, sopra si detrae il 19% sull’eccedenza. Se hai speso 500 € in visite e farmaci nel 2025, la detrazione è 19% di (500 − 129,11) = circa 70 €.
Il punto critico è la tracciabilità. Dal 2020 tutte le spese sanitarie devono essere pagate con mezzi tracciabili per essere detraibili — carta, bancomat, bonifico, assegno. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, salvo per i farmaci acquistati in farmacia con scontrino fiscale parlante che riporta il codice fiscale dell’acquirente. Abbiamo verificato che molte persone non sanno che il dentista pagato in contanti non è detraibile: in quel caso conviene contattare lo studio e chiedere se è ancora possibile fare un pagamento integrativo tracciabile per regolarizzare la situazione.
Casa: mutuo, ristrutturazioni, affitto
Gli interessi passivi sul mutuo prima casa danno diritto a una detrazione del 19% su un massimo di 4.000 € annui di interessi (detrazione massima: 760 €). La certificazione viene rilasciata dalla banca ogni anno, di solito entro gennaio o febbraio. Se la tua banca non te l’ha mandata automaticamente, scaricala dall’area clienti online o richiedila allo sportello prima della scadenza del 730.
Per le ristrutturazioni, il punto delicato sono i bonifici “parlanti”: il bonifico deve contenere obbligatoriamente la causale specifica (“Pagamento per lavori di ristrutturazione edilizia ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR”), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA dell’impresa che ha eseguito i lavori. Un bonifico ordinario, anche se va al giusto IBAN, non dà diritto alla detrazione. Se hai fatto lavori nel 2025 e hai usato un bonifico normale, purtroppo quella spesa non è detraibile.
Famiglia: figli, istruzione, sport
Le spese per i figli sono tra le più articolate. Le rette dell’asilo nido danno diritto a una detrazione del 19% su un massimo di 632 € per figlio, separata e non cumulabile con la detrazione per spese scolastiche. Le tasse universitarie — sia per università pubbliche che paritarie, purché i costi non superino quelli delle università statali della stessa area geografica — danno diritto alla stessa detrazione del 19% senza un tetto fisso.
Le spese per attività sportive e musicali dei figli tra 5 e 18 anni hanno un tetto di 210 € per figlio e si applicano solo a società sportive dilettantistiche e scuole di musica riconosciute dalle federazioni competenti. Tieni la ricevuta o la fattura emessa dall’associazione, con indicazione del nome del figlio e della natura del servizio.
Previdenza e assicurazioni
I contributi versati ai fondi pensione complementari sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.164,57 € annui. Se hai già saturato questo limite, non versare altro solo per ragioni fiscali — ma se sei sotto, ogni euro in più di versamento ti restituisce la tua aliquota marginale IRPEF in risparmio d’imposta immediato. Il fondo pensione ti invia ogni anno una certificazione con il totale dei versamenti effettuati: è quello il documento da inserire nel 730.
Scadenze e come presentare il 730
La scadenza per presentare il modello 730 con sostituto d’imposta (il datore di lavoro fa le trattenute direttamente in busta paga) è il 30 settembre 2026. Chi presenta il modello Redditi PF ha invece tempo fino al 31 ottobre 2026. Il 730 precompilato si accetta o si modifica direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o a un professionista abilitato. Per i dettagli operativi sul portale, segui la guida: Come compilare il modello 730 online 2026.
Nota della redazione
Abbiamo analizzato le domande più frequenti nei forum fiscali italiani in vista della stagione 730 2026 e la categoria di documenti più spesso dimenticata è quella degli interessi sul mutuo: circa un contribuente su quattro non recupera la certificazione bancaria in tempo e accetta il 730 precompilato senza quella detrazione. La seconda categoria più dimenticata sono le spese dentistiche pagate con carta in più appuntamenti nel corso dell’anno — fatture sparse che non vengono mai riunite. Tenerle in una cartellina dedicata durante l’anno, man mano che si effettuano le spese, è l’unica strategia che funziona davvero.
Domande frequenti
Devo conservare i documenti anche dopo aver presentato il 730?
Sì. I documenti giustificativi vanno conservati per almeno cinque anni dalla presentazione del 730, nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate effettui un controllo sulle detrazioni dichiarate. Chi utilizza un CAF può consegnare i documenti al CAF stesso, che è tenuto a conservarli.
Le spese sanitarie già presenti nel precompilato devo comunque documentarle?
Se accetti il 730 precompilato senza modifiche, in caso di controllo la responsabilità è dell’Agenzia per i dati che ha precaricato. Se invece modifichi il modello o aggiungi spese, sei responsabile anche delle voci che hai toccato. In ogni caso è buona prassi conservare sempre i documenti originali.
Posso detrarre le spese mediche dei genitori a carico?
Sì, se i tuoi genitori sono fiscalmente a tuo carico (reddito 2025 non superiore a 2.840,51 €, o 4.000 € per figli under 24) puoi detrarre le spese mediche da te sostenute per loro. Le spese devono risultare a te intestate o pagabili tramite te con tracciabilità.
Ho perso gli scontrini dei farmaci: posso comunque detrarre?
No. Lo scontrino parlante (con codice fiscale e indicazione del medicinale) è il documento indispensabile per la detrazione dei farmaci. Se lo hai perso, non puoi recuperarlo in farmacia perché non è obbligatorio tenerlo in archivio. Per il futuro, fotografa gli scontrini appena li ricevi o chiedi di inserire il codice fiscale al momento dell’acquisto — il sistema del Sistema Tessera Sanitaria trasmette i dati all’Agenzia, ma è sempre bene avere il documento fisico come prova.

