Il simulatore TFR che trovi in questa pagina calcola quanto ti spetterà alla fine del rapporto di lavoro in base al tuo stipendio lordo e agli anni di servizio. Inserisci la tua RAL e il numero di anni previsti: ottieni subito la stima del TFR lordo, la rivalutazione accumulata e il netto dopo tassazione. In fondo all’articolo spieghiamo anche come scegliere se lasciare il TFR in azienda o destinarlo al fondo pensione.
Il trattamento di fine rapporto è uno degli strumenti di risparmio forzato più sottovalutati dai lavoratori italiani. Molti lo percepiscono come “soldi che arrivano quando smetto di lavorare” senza avere idea dell’importo reale. Eppure si tratta spesso di decine di migliaia di euro — e la scelta di dove tenerlo (in azienda o in un fondo pensione) può fare una differenza significativa sull’importo netto finale.
Per capire come funziona il meccanismo di accumulo, la rivalutazione annua e le regole sul pagamento anticipato, abbiamo una guida base: Come funziona il TFR: tutto sulla liquidazione. Qui ci concentriamo sul calcolo pratico.
Il TFR si accumula al ritmo di circa 1/13,5 della RAL annua per ogni anno di servizio. Con 30 anni di lavoro e una RAL di 30.000 €, il TFR lordo supera i 66.000 €. La rivalutazione annua (1,5% fisso + 75% dell’inflazione) aumenta il montante nel tempo. La tassazione è separata dall’IRPEF ordinaria: si applica un’aliquota media sugli ultimi 5 anni, con un minimo del 23%. Il simulatore stima tutto in automatico.
Indice
- Come si calcola il TFR: la formula
- Simulatore TFR 2026
- Come usare il simulatore
- La rivalutazione annua: come funziona davvero
- Come viene tassato il TFR
- TFR in azienda o fondo pensione: cosa conviene
- Quando puoi chiedere il TFR in anticipo
- Nota della redazione
- Domande frequenti
Come si calcola il TFR: la formula
La formula di base è semplice: ogni anno di lavoro accumuli una quota pari alla tua retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Se guadagni 28.000 € lordi all’anno, la quota TFR annua è circa 2.074 €. Dopo dieci anni sono poco più di 20.700 € lordi, prima di rivalutazioni e tassazione.
Il denominatore 13,5 non è casuale: deriva da una scelta legislativa del 1982 (Legge 297/1982) che ha fissato questo coefficiente come compromesso tra le parti sociali. Non cambia con l’inflazione né con le trattative contrattuali. La retribuzione che entra nel calcolo include lo stipendio base, i ratei di tredicesima e quattordicesima, i superminimi, i premi contrattuali fissi — ma non le spese rimborsate, i rimborsi chilometrici o le indennità occasionali.
Ogni anno la quota accantonata viene anche rivalutata: al 31 dicembre il TFR maturato viene aumentato di un tasso pari all’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT (foglio famiglia operai e impiegati). In anni con inflazione bassa il tasso di rivalutazione si avvicina all’1,5%; in anni ad alta inflazione come il 2022-2023 ha superato il 9%.
Simulatore TFR 2026
Inserisci la tua RAL attuale e gli anni di servizio (già maturati o previsti). Se vuoi includere la rivalutazione storica media, spunta la casella apposita. Il simulatore calcola il TFR lordo, la stima rivalutata e il netto dopo tassazione.
Simulatore TFR 2026
Inserisci i dati e premi “Calcola TFR” per stimare la liquidazione.
Reddito Annuo Lordo: lo trovi in busta paga come “retribuzione annua” o sulla Certificazione Unica (CU).
Inserisci gli anni totali di anzianità che vuoi simulare, inclusi quelli già maturati.
Come usare il simulatore
Il dato più importante è la RAL — il reddito annuo lordo — che trovi nella tua busta paga o nella Certificazione Unica (CU) che il datore di lavoro ti consegna ogni anno entro il 31 marzo. Non usare lo stipendio netto mensile: il calcolo del TFR si fa sempre sul lordo annuo. Se la tua RAL cambia nel tempo (scatti, promozioni), puoi fare più simulazioni inserendo la RAL media attesa o la RAL finale prevista.
Per gli anni di servizio, puoi inserire sia quelli già maturati (per sapere cosa hai accumulato finora) sia un orizzonte futuro (per esempio, “quanto avrò tra 20 anni se continuo con questo stipendio”). La casella “rivalutazione” aggiunge una stima della crescita del montante nel tempo basata sul tasso medio storico degli ultimi vent’anni: è un’approssimazione utile per ragionare sul lungo periodo, ma l’inflazione reale può variare molto.
La rivalutazione annua: come funziona davvero
Ogni 31 dicembre il TFR accantonato fino a quel giorno viene rivalutato. Il tasso di rivalutazione si compone di due parti: una parte fissa dell’1,5% e una variabile pari al 75% dell’inflazione misurata dall’ISTAT sull’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI). Nel 2022, con l’inflazione all’8,1%, il tasso di rivalutazione TFR ha raggiunto il 7,7% — uno dei valori più alti degli ultimi trent’anni. Nel 2024, con l’inflazione tornata sotto il 2%, la rivalutazione è scesa verso l’1,7%.
Questo meccanismo rende il TFR un investimento con rendimento garantito positivo e correlato all’inflazione, il che lo rende interessante rispetto alla liquidità parcheggiata in un conto corrente. Il problema è la tassazione al momento dell’erogazione: su quel rendimento si paga un’imposta sostitutiva del 17%, che pesa sull’effettivo guadagno.
Vale la pena notare che la rivalutazione si applica solo se il TFR è mantenuto presso il datore di lavoro o presso il fondo di tesoreria INPS (per aziende con più di 50 dipendenti). Se lo destini a un fondo pensione, la rivalutazione TFR non si applica più: il rendimento dipende dalla gestione del fondo.
Come viene tassato il TFR
Il TFR non viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie applicate ogni anno allo stipendio. Ha una tassazione separata, detta “tassazione separata dei redditi” (art. 17 del TUIR), che usa un’aliquota costruita sulle tue dichiarazioni degli ultimi cinque anni — il cosiddetto “tasso medio IRPEF quinquennale”. Il vantaggio è che questa aliquota è spesso più bassa di quella che si applicherebbe se il TFR fosse sommato al reddito ordinario dell’anno di erogazione.
L’aliquota minima applicabile è il 23% (la prima aliquota IRPEF). Per chi ha avuto redditi modesti per tutta la carriera, sarà quella definitiva. Per chi ha avuto redditi più alti, l’aliquota può salire. Il calcolo definitivo viene fatto dall’Agenzia delle Entrate nei due o tre anni successivi all’erogazione: se l’aliquota applicata dal datore di lavoro era troppo bassa, arriva un conguaglio; se era troppo alta, arriva un rimborso. Per questo il simulatore usa 23% come stima conservativa — è il minimo che si paga comunque.
TFR in azienda o fondo pensione: cosa conviene
Entro sei mesi dall’assunzione il lavoratore deve scegliere dove destinare il TFR futuro: mantenerlo presso il datore di lavoro (o il fondo di tesoreria INPS per le grandi aziende) oppure versarlo in un fondo pensione complementare. Chi non sceglie esplicitamente viene automaticamente iscritto al fondo pensione negoziale di categoria.
Lasciare il TFR in azienda ha senso se l’orizzonte temporale è breve (pochi anni al pensionamento) oppure se si prevede di usufruire degli anticipi. Destinarlo al fondo pensione può convenire a chi ha davanti sé molti anni di lavoro: i rendimenti dei fondi pensione negoziali più performanti hanno storicamente battuto la rivalutazione TFR nel lungo periodo, e i contributi al fondo sono deducibili dall’IRPEF fino a 5.164,57 € annui. Abbiamo trattato il tema in dettaglio nella guida sulla pensione integrativa e la deducibilità fiscale.
Quando puoi chiedere il TFR in anticipo
La legge consente di richiedere fino al 70% del TFR maturato in anticipo, ma solo in due casi specifici: spese sanitarie straordinarie (per sé, il coniuge o i figli) documentate da strutture pubbliche o convenzionate, oppure acquisto della prima casa di abitazione (non per i figli). La richiesta può essere presentata solo dopo almeno otto anni di servizio continuativo con lo stesso datore di lavoro, e ciascun datore può limitare la percentuale di dipendenti che ne fa richiesta contestualmente. L’anticipo è tassato con aliquota IRPEF piena nell’anno di erogazione — diversamente dal TFR a fine rapporto — quindi conviene valutare bene prima di chiederlo.
Nota della redazione
Abbiamo simulato diversi scenari di carriera usando il nostro calcolatore: un lavoratore con RAL di 25.000 € e 35 anni di servizio matura un TFR lordo di circa 64.800 € che, con la rivalutazione media, sale a circa 92.000 € e scende a circa 71.000 € netti dopo tassazione. Quello che colpisce è la differenza tra chi ha destinato il TFR a un fondo pensione negoziale di buon livello nello stesso arco di tempo: i dati COVIP mostrano rendimenti medi decennali tra il 3,5% e il 5% per i comparti bilanciati, contro una rivalutazione TFR che in media si è attestata intorno al 2-2,5% negli ultimi dieci anni. La scelta del fondo non è neutrale — può valere decine di migliaia di euro.
Domande frequenti
Il TFR si perde se cambio lavoro?
No. Se cambi lavoro, il TFR maturato fino a quel momento ti viene liquidato dal vecchio datore entro pochi mesi dalla cessazione del rapporto (salvo accordi diversi). Se lo hai destinato a un fondo pensione, rimane nel fondo e continui a farlo crescere con i versamenti del nuovo datore.
Cosa succede al TFR se l’azienda fallisce?
Il TFR è garantito dal Fondo di garanzia INPS, istituito proprio per tutelare i lavoratori in caso di insolvenza del datore. Se l’azienda fallisce o non riesce a pagare, puoi presentare domanda all’INPS che eroga il TFR maturato entro i limiti previsti dalla legge. Il fondo è finanziato da un contributo dello 0,20% della retribuzione a carico del datore.
Il TFR si calcola sulla tredicesima?
Sì. Nella retribuzione utile ai fini del TFR rientrano anche i ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità, se previste dal contratto collettivo. Sono escluse le somme occasionali, i rimborsi spese, le indennità per missioni e trasferte non continuative.
Quando viene pagato il TFR dopo le dimissioni?
I tempi dipendono dal contratto collettivo applicato. Il CCNL del commercio prevede il pagamento entro 30 giorni dalla fine del rapporto; il metalmeccanico entro 45 giorni; altri contratti possono arrivare a 60-90 giorni. Per le grandi aziende con il TFR al fondo INPS, i tempi possono allungarsi ulteriormente perché l’INPS deve trasferire le somme al datore.
La RAL cambia nel tempo: come calcolo il TFR reale?
Il TFR si calcola anno per anno sulla retribuzione di quell’anno specifico. Se la tua RAL è cresciuta nel tempo, la quota TFR degli anni più recenti è più alta. Il simulatore usa una RAL fissa per semplicità: per una stima più precisa, somma le quote dei singoli anni usando la RAL di ciascuno. Il tuo ufficio paghe può fornire un estratto del TFR maturato aggiornato a oggi.

