Per il licenziamento nelle piccole imprese l’indennità può ora arrivare a 10 o 14 mensilità: con la sentenza n. 174/2026 la Corte costituzionale ha esteso ai dipendenti di aziende fino a 15 addetti, assunti prima del 7 marzo 2015, la maggiorazione per anzianità che finora spettava solo nelle aziende più grandi. La sentenza, in Gazzetta Ufficiale dal 28 ottobre 2026, vale anche per le cause in corso.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti: sentenza n. 174/2026 della Corte costituzionale, comunicato stampa della Corte del 22 ottobre 2026, legge 604/1966 su Normattiva.
📌 In breve
Chi è stato assunto prima del 7 marzo 2015 in una piccola impresa e viene licenziato senza giusta causa o giustificato motivo può ora ottenere fino a 10 mensilità con più di dieci anni di anzianità e fino a 14 con più di venti, invece del vecchio tetto di 6.
Non è un aumento automatico: decide il giudice. La regola vale dal 29 ottobre 2026, anche per i processi in corso.
Cosa ha deciso la Corte costituzionale
L’articolo 8 della legge n. 604 del 1966 dice che, se un piccolo datore licenzia senza motivo valido un dipendente assunto prima del Jobs Act, deve riassumerlo entro tre giorni oppure pagargli da 2,5 a 6 mensilità dell’ultima “retribuzione globale di fatto”, in pratica lo stipendio lordo mensile con le voci fisse (qui le voci della busta paga).
La stessa norma prevedeva già che il tetto potesse salire fino a 10 mensilità con un’anzianità superiore a dieci anni e fino a 14 con oltre venti anni, ma solo “se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro”. La Corte, con la decisione depositata il 22 ottobre 2026, ha dichiarato incostituzionali proprio queste parole: la maggiorazione vale ora anche per studi, negozi e piccole aziende.
La questione era stata sollevata dal Tribunale di Livorno (causa di una dipendente di uno studio dentistico). Il giudice aveva chiesto un tetto di 12 mensilità, ma la Corte ha scelto un intervento più limitato: ha tolto il requisito dei 15 dipendenti, lasciando i gradini da 10 e 14 mensilità già scritti nella legge.
Chi riguarda
La sentenza riguarda gli assunti prima del 7 marzo 2015 da datori con non più di quindici dipendenti (cinque se agricoli) per unità produttiva o comune, e non più di sessanta in totale. Per gli assunti dopo quella data (tutele crescenti) la sentenza n. 118 del 2025 aveva già tolto il tetto di 6 mensilità, portando la forbice a 3-18: secondo la Corte i “vecchi assunti”, che hanno anche più difficoltà a ricollocarsi, erano rimasti ingiustamente indietro. Per i licenziamenti discriminatori, orali o nulli resta il reintegro, qualunque sia la dimensione dell’azienda.
| Anzianità | Prima | Dal 29/10/2026 |
|---|---|---|
| Fino a 10 anni | 2,5-6 mensilità | 2,5-6 mensilità |
| Oltre 10 anni | 2,5-6 mensilità | fino a 10 mensilità |
| Oltre 20 anni | 2,5-6 mensilità | fino a 14 mensilità |
Lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 in imprese fino a 15 dipendenti, licenziati senza giusta causa o giustificato motivo.
Quanto può valere: due esempi
Una commessa da 1.800 euro al mese, con 22 anni di anzianità, licenziata da un negozio con 8 dipendenti. Prima il massimo era 6 mensilità, cioè 10.800 euro; ora sale a 14 mensilità, 25.200 euro. Il minimo resta 2,5 mensilità, 4.500 euro.
Un magazziniere da 1.500 euro al mese, assunto nel 2014: il tetto passa da 9.000 a 15.000 euro (10 mensilità), minimo 3.750 euro. Sono calcoli nostri.
Sono massimi, non importi garantiti: il giudice sceglie dentro la forbice in base a numero dei dipendenti, dimensioni dell’impresa, anzianità, comportamento e condizioni delle parti.
Cosa succede ora e cosa fare
Al 3 novembre la sentenza è operativa e si applica anche ai giudizi in corso: chi ha una causa aperta ne parli subito con l’avvocato o il sindacato.
Chi viene licenziato adesso deve rispettare l’articolo 6 della stessa legge: impugnare per iscritto, anche tramite sindacato, entro 60 giorni dalla comunicazione, e nei 180 giorni successivi depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione. Nel frattempo si può fare domanda di NASpI; per una stima dell’importo c’è il nostro calcolatore NASpI. Chi invece se ne va di sua scelta segue le regole delle dimissioni volontarie.
Domande frequenti
La sentenza vale per tutti i dipendenti delle piccole imprese?
No. Riguarda solo chi è stato assunto prima del 7 marzo 2015. Per gli altri valgono le tutele crescenti.
Avrò automaticamente 14 mensilità se ho più di vent’anni di servizio?
No. Quattordici mensilità sono il massimo possibile. Il giudice decide fra 2,5 e 14 mensilità valutando il caso concreto.
Il mio licenziamento è di un anno fa: posso ancora chiedere di più?
Dipende. Se la causa è ancora in corso, la nuova regola si applica. Se la vicenda è chiusa con sentenza definitiva o accordo, o i termini sono scaduti, in genere non si riapre: verificalo con un legale.
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