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Quanto si prende in malattia: calcolo dell’indennità INPS giorno per giorno

Per capire quanto si prende in malattia bisogna dividere l’assenza in tre pezzi. I primi tre giorni l’INPS non li paga: se li copre il datore di lavoro lo decide il contratto collettivo. Dal quarto al ventesimo giorno l’INPS riconosce il 50% della retribuzione media giornaliera, dal ventunesimo in poi il 66,66%, fino a un massimo di 180 giorni l’anno. Per un’impiegata del commercio con 1.800 euro lordi al mese e 14 mensilità, dieci giorni di influenza valgono 245 euro lordi di quota INPS; a questa cifra il contratto può aggiungere un’integrazione che porta la busta paga vicino allo stipendio pieno. Qui sotto trovi le regole, gli esempi con i numeri e un calcolatore.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto la scheda INPS sull’indennità di malattia (aggiornata il 21 settembre 2026), la circolare INPS n. 94 del 22 luglio 2009 sul calcolo della retribuzione giornaliera, la circolare INPS n. 30 del 3 marzo 2010 e la circolare INPS n. 14 del 28 gennaio 1981.

📌 Articolo in breve
L’indennità di malattia INPS per i dipendenti privati parte dal quarto giorno: i primi tre li paga l’azienda solo se lo prevede il contratto.

Dal 4° al 20° giorno l’INPS paga la metà della retribuzione giornaliera, dal 21° giorno due terzi; a bar, ristoranti e pasticcerie spetta l’80% per tutto il periodo.

La retribuzione giornaliera si calcola sullo stipendio del mese prima, comprese le quote di tredicesima e quattordicesima, diviso 30 per gli impiegati.

Gli impiegati dell’industria, i dirigenti, colf e badanti non ricevono l’indennità INPS: per loro valgono le regole del contratto.

⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Quanto paga l’INPS, giorno per giorno
  2. Come si calcola la retribuzione giornaliera
  3. Calcolatore dell’indennità di malattia
  4. Quattro esempi con i numeri
  5. Chi la riceve e chi no
  6. Ricovero, contratti a termine, disoccupati
  7. Certificato, visite fiscali e pagamento
  8. Domande frequenti

Quanto paga l’INPS, giorno per giorno

La regola generale sta nella scheda INPS sull’indennità di malattia, aggiornata il 21 settembre 2026. Il diritto decorre dal quarto giorno e finisce con la fine della prognosi scritta dal medico. I giorni si contano di calendario dall’inizio della malattia, sabato e domenica compresi: il ventesimo giorno è il ventesimo dalla data di inizio, non il ventesimo lavorativo.

I primi tre giorni si chiamano “carenza”. L’INPS non li indennizza mai; la scheda dice che sono “a totale carico dell’azienda, se previsto dal contratto di lavoro”. In pratica è il contratto collettivo (CCNL) applicato in azienda a stabilire se in quei giorni ricevi lo stipendio, in che misura e se ci sono limiti al numero di carenze pagate nell’anno. Per saperlo basta guardare l’articolo sulla malattia del tuo contratto o chiedere all’ufficio paghe.

Giorni Quota INPS Bar e pasticcerie
1-3 Niente (decide il CCNL) Niente (decide il CCNL)
4-20 50% 80%
21-180 66,66% 80%
Oltre 180 Niente Niente

La percentuale si applica alla retribuzione media giornaliera, non allo stipendio netto. L’80% vale per i dipendenti dei “pubblici esercizi e laboratori di pasticceria”, cioè bar, ristoranti e locali simili. Il tetto di 180 giorni è per anno solare: se a marzo sei stato a casa 60 giorni, a novembre ne restano 120.

C’è poi la differenza tra quota INPS e busta paga. Molti contratti obbligano il datore a integrare l’indennità INPS, a volte fino al 100% dello stipendio, e a pagare la carenza. Le percentuali cambiano da contratto a contratto, perciò non le riportiamo: il calcolatore qui sotto ti dà la parte INPS, che è uguale per tutti, e ti ricorda che il resto dipende dal tuo CCNL.

Come si calcola la retribuzione giornaliera

La scheda INPS parla di “retribuzione media giornaliera” ma non spiega come si ottiene. Il metodo sta nella circolare INPS n. 94 del 2009, paragrafo 3, lettera A, ed è diverso per impiegati e operai.

Per gli impiegati si prende la retribuzione “teorica” del mese immediatamente precedente l’inizio della malattia (lo stipendio previsto dal contratto, senza straordinari occasionali), la si moltiplica per il numero di mensilità annue e la si divide per 12. Così entrano anche le quote di tredicesima e quattordicesima. Il risultato si divide per 30. L’esempio della circolare: 1.500 euro al mese con 14 mensilità danno 1.750 euro di base e 58,33 euro al giorno.

Per gli operai il primo passaggio è uguale, ma la base si divide per i giorni feriali del mese preso a riferimento, cioè da lunedì a sabato. Nell’esempio della circolare, 1.200 euro con 13 mensilità diventano 1.300 euro, divisi per i 24 giorni feriali di febbraio 2009: 54,17 euro al giorno. La circolare INPS n. 30 del 2010 parla di “26 giornate indennizzabili in via convenzionale nel mese”: per gli operai le domeniche non vengono pagate, e il divisore più piccolo serve proprio a compensare.

Gli straordinari che dipendono dal lavoro svolto davvero non entrano nel calcolo. Le voci presenti ogni mese, come un’indennità di turno fissa, entrano invece per la loro quota mensile. Se in busta paga hai voci variabili, il conto esatto lo può fare solo l’ufficio paghe; il calcolatore lavora sullo stipendio lordo mensile che inserisci tu.

Calcolatore dell’indennità di malattia

Inserisci lo stipendio lordo mensile (lo trovi in alto nel cedolino, alla voce “retribuzione” o “totale competenze” fisse), quante mensilità prevede il tuo contratto e quanti giorni dura la malattia. Il risultato è la quota pagata dall’INPS, lorda.

🧮 Quanto ti paga l’INPS in malattia

ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Il calcolatore considera il ricovero dall’inizio della malattia e, per gli operai, toglie le domeniche ma non le festività infrasettimanali. Non conosce il tuo contratto: la parte pagata dal datore (carenza e integrazione) va aggiunta a parte. Per passare dal lordo al netto puoi usare il nostro calcolatore dello stipendio netto.

Quattro esempi con i numeri

Impiegata del commercio, influenza di 10 giorni. Stipendio lordo 1.800 euro, 14 mensilità. La base è 1.800 × 14 ÷ 12 = 2.100 euro, che divisa per 30 fa 70 euro al giorno. I giorni 1-3 sono di carenza. Dal 4° al 10° sono 7 giorni al 50%, cioè 35 euro al giorno: in tutto 245 euro lordi a carico dell’INPS, anticipati in busta paga dal datore.

Stessa impiegata, malattia di 30 giorni. I giorni dal 4° al 20° sono 17, a 35 euro: 595 euro. Dal 21° al 30° sono 10 giorni al 66,66% di 70 euro, cioè 46,66 euro: 466,62 euro. La quota INPS arriva a 1.061,62 euro lordi. Se lo stesso calcolo si facesse senza tredicesima e quattordicesima (1.800 ÷ 30 = 60 euro al giorno) uscirebbero 909,96 euro: oltre 150 euro in meno.

Cameriere di un bar, 7 giorni. Stipendio 1.500 euro lordi e, nell’ipotesi, 14 mensilità: 1.750 euro di base, 58,33 euro al giorno. Nei pubblici esercizi la misura è l’80% per tutto il periodo. Dal 4° al 7° giorno sono 4 giorni a 46,67 euro: 186,67 euro.

Operaio metalmeccanico, 10 giorni da lunedì. Stipendio 1.600 euro, 13 mensilità, 26 giorni feriali nel mese precedente. La base è 1.733,33 euro, divisa per 26 dà 66,67 euro al giorno. Dal 4° al 10° giorno ci sono 7 giorni, ma il settimo è domenica e per l’operaio non viene indennizzato: restano 6 giorni a 33,33 euro, cioè 200 euro.

Caso Al giorno Quota INPS
Impiegata, 10 gg 70,00 € 245,00 €
Impiegata, 30 gg 70,00 € 1.061,62 €
Cameriere, 7 gg 58,33 € 186,67 €
Operaio, 10 gg 66,67 € 200,00 €

Sono importi lordi: su di essi si pagano le tasse come sullo stipendio. Per capire dove compaiono nel cedolino, con quali voci e come si legge il conguaglio, aiuta la guida su come leggere la busta paga.

Nota della redazione
Molti calcoli che circolano online dividono lo stipendio mensile per 30 e si fermano lì. La circolare INPS n. 94 del 2009 invece moltiplica prima per il numero di mensilità e divide per 12: con 14 mensilità la retribuzione giornaliera sale di un sesto. Nel nostro secondo esempio la differenza vale 151,66 euro su un mese di malattia. Se il tuo contratto prevede la quattordicesima e l’indennità in busta ti sembra bassa, è il primo punto da controllare con l’ufficio paghe.

Chi la riceve e chi no

Secondo la scheda INPS l’indennità spetta agli operai dell’industria, agli operai e impiegati del commercio e dei servizi, ai lavoratori agricoli, agli apprendisti (con le regole del loro settore), ai disoccupati e ai sospesi, ai lavoratori dello spettacolo e agli sportivi subordinati.

Non spetta, invece, a colf e badanti, impiegati dell’industria, quadri dell’industria e dell’artigianato, dirigenti, portieri e lavoratori autonomi. L’elenco, avverte l’INPS, non è completo. Per molte di queste figure la malattia resta comunque pagata, ma dal datore e secondo il contratto, senza indennità INPS. Chi lavora nella pubblica amministrazione segue regole proprie e non riceve l’indennità INPS.

Per chi è iscritto alla Gestione Separata (collaboratori, alcuni professionisti) c’è un’indennità diversa, a importo fisso: l’abbiamo spiegata nell’articolo sulla malattia dei lavoratori autonomi e della Gestione Separata. Anche per i lavoratori dello spettacolo le percentuali sono diverse (60% fino al 20° giorno e 80% dopo).

Ricovero, contratti a termine, disoccupati

Chi è ricoverato in ospedale e non ha familiari a carico riceve i 2/5 dell’importo normale per tutti i giorni di ricovero; il giorno delle dimissioni torna alla misura intera. In pratica, tra il 4° e il 20° giorno l’indennità scende dal 50% al 20% della retribuzione giornaliera. Con 70 euro al giorno, dieci giorni tutti in ospedale valgono 98 euro invece di 245. Chi ha familiari a carico prende l’importo pieno anche durante il ricovero. Il day hospital, dice l’INPS, vale come giornata di ricovero.

Con un contratto a tempo determinato l’indennità spetta per tanti giorni quanti ne hai lavorati nei 12 mesi prima della malattia, con un minimo di 30 e un massimo di 180, e si ferma quando finisce il rapporto di lavoro, anche se la prognosi va oltre.

I disoccupati che avevano un contratto a tempo indeterminato e i lavoratori sospesi la ricevono se la malattia inizia entro 60 giorni dalla fine o dalla sospensione del rapporto, ma ridotta ai 2/3 della misura normale, come prevede la circolare INPS n. 14 del 1981. In questo caso la paga direttamente l’INPS e la retribuzione di riferimento è quella del mese prima della cessazione o della sospensione.

Certificato, visite fiscali e pagamento

Tutto parte dal certificato del medico, che lo invia online all’INPS: al datore non devi spedire niente, perché lo vede dai servizi dell’Istituto. Controlla però che l’indirizzo di reperibilità sia giusto. Solo quando l’invio telematico non è possibile il medico rilascia un certificato cartaceo, che va consegnato entro due giorni all’INPS e al datore; ogni giorno di ritardo ingiustificato fa perdere l’indennità di quel giorno. Da settembre il certificato può coprire anche il giorno prima della visita in ambulatorio, a certe condizioni: le abbiamo spiegate nell’articolo sul certificato di malattia e il giorno prima della visita.

Durante la malattia devi essere reperibile a casa dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni del certificato, compresi sabato, domenica e festivi. Se il medico della visita fiscale non ti trova e non hai una giustificazione, le sanzioni crescono così: alla prima assenza perdi l’indennità fino a 10 giorni, alla seconda il 50% del periodo restante, alla terza tutto dal giorno dell’assenza. Se devi cambiare indirizzo durante la prognosi, va comunicato al datore e all’INPS con il servizio online “Sportello al cittadino per le visite mediche di controllo”.

Di solito l’indennità la anticipa il datore nello stipendio e poi la recupera dall’INPS. In alcuni casi paga direttamente l’Istituto: operai agricoli a termine, disoccupati e sospesi, stagionali se il contratto non prevede l’anticipo, dipendenti di aziende in crisi. Per chi non ha SPID o CIE e deve chiedere il pagamento diretto, da poco esiste un modulo cartaceo: ne abbiamo parlato nell’articolo sul modulo SR212.

Domande frequenti

Se sto a casa 3 giorni, l’INPS mi paga qualcosa?

No. I primi tre giorni sono di carenza e l’INPS non li paga mai. Se ricevi lo stipendio per quei giorni dipende dal contratto collettivo applicato dalla tua azienda.

I giorni di malattia si contano lavorativi o di calendario?

Di calendario, dalla data di inizio indicata nel certificato. Il 21° giorno, da cui scatta il 66,66%, è il ventunesimo dall’inizio, weekend compresi. Per gli operai però le domeniche non vengono pagate.

La tredicesima entra nel calcolo?

Sì. Secondo la circolare INPS 94/2009 la retribuzione del mese prima si moltiplica per il numero di mensilità annue e si divide per 12, quindi tredicesima e quattordicesima entrano come quota mensile.

Perché in busta paga vedo più di quanto dice il calcolatore?

Perché molti contratti prevedono un’integrazione del datore di lavoro che si aggiunge alla quota INPS. Nel cedolino le due voci compaiono di solito separate: indennità INPS e integrazione a carico dell’azienda. Il calcolatore stima solo la prima.

Quanti giorni di malattia paga l’INPS in un anno?

Al massimo 180 giorni nell’anno solare per i contratti a tempo indeterminato. Per i contratti a termine il limite sono i giorni lavorati nei 12 mesi precedenti, tra un minimo di 30 e un massimo di 180.

L’indennità di malattia è tassata?

Sì, è reddito come lo stipendio e subisce le trattenute IRPEF. Le cifre di questa guida sono lorde; per capire le singole voci trovi tutto nella guida alle trattenute in busta paga.

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