Top 5 This Week

Articoli simili

Falsa email di Agenzia Entrate-Riscossione su una nuova notifica: come riconoscere il messaggio con le lettere “sporcate”

Circola una nuova email a nome di Agenzia delle Entrate-Riscossione che annuncia una “nuova notifica” nell’area riservata: è una truffa. Lo segnala l’Agenzia delle Entrate con un avviso del 2 novembre 2026. Il messaggio arriva da “AgenziaEntrate Riscossione”, con l’indirizzo riscossione@agenzia.it, dice che la notifica resta valida per due giorni e invita a premere un pulsante che porta a un sito malevolo. La novità è il trucco usato per superare i filtri antispam: tra una lettera e l’altra del testo sono infilati caratteri a caso.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti: avviso dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2026, FiscoOggi, Agenzia delle entrate-Riscossione.

📌 In breve
L’Agenzia delle Entrate avverte di una falsa email firmata “AgenziaEntrate Riscossione” che parla di una nuova notifica da leggere entro due giorni. L’indirizzo del mittente finisce con @agenzia.it, che non è un dominio dell’Agenzia, e il testo è disseminato di simboli strani tra le lettere. L’Agenzia dice di cestinare il messaggio senza cliccare e si dichiara del tutto estranea all’invio. Per controllare se avete davvero una cartella, entrate da soli nel sito ufficiale della Riscossione.

Com’è fatta la falsa notifica

Secondo l’avviso, il messaggio imita una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (l’ente che notifica le cartelle di pagamento) e informa che nel portale c’è “una nuova notifica” da consultare. Per mettere fretta, l’email dice che la notifica è valida solo nei due giorni successivi all’invio: un’urgenza “moderata”, nelle parole dell’Agenzia.

La parte davvero nuova è un’altra. Dopo ogni lettera del testo vengono inseriti caratteri casuali con formattazioni diverse. Chi legge non se ne accorge, perché il cervello riconosce la forma della parola; i filtri antispam invece leggono carattere per carattere e non trovano le parole sospette. Per fare un esempio inventato da noi, la parola “Riscossione” potrebbe apparire come “R·i‹s°c^o´s¸s˜i·o¨n‹e”.

L’unica zona “pulita” è quella centrale, con falsi riferimenti alla notifica, seguita dal pulsante che porta al sito dei truffatori.

Tre segnali per riconoscerla

La tabella mette a confronto l’email truffa con il modo in cui lavora davvero la Riscossione.

Dettaglio Email truffa Riscossione vera
Indirizzo finisce in @agenzia.it domini .gov.it
Tempi “valida due giorni” termini di settimane
Testo simboli tra le lettere testo normale
Cosa chiede cliccare un pulsante atto via PEC o posta

Una cartella vera non “scade” dopo due giorni: la pagina ufficiale sulla cartella di pagamento ricorda per esempio che si hanno 60 giorni dalla notifica per chiedere la sospensione se si ritiene di non dovere quei soldi.

Quanto al canale, la Riscossione spiega che la posta elettronica certificata (PEC) è una delle modalità previste dalla legge per notificare cartelle e altri atti. Arriva all’indirizzo PEC registrato negli elenchi pubblici o scelto dal cittadino: una normale email da un indirizzo qualsiasi non è una notifica.

Non è la prima: tre campagne in due settimane

Il 21 ottobre è stato confermato che continua la campagna sul falso rimborso Irpef, la stessa di cui avevamo parlato in questo articolo sulla falsa email di rimborso. Il 22 ottobre è toccato alle false notifiche amministrative, con codici atto e grafica della Riscossione. Il 23 ottobre alle false richieste di pagamento sulla dichiarazione dei redditi.

Lo schema si ripete anche fuori dal Fisco: le false multe a nome di SEND via SMS, i messaggi truffa che arrivano perfino via PEC e le false richieste di rinnovo dello SPID puntano tutti sulla paura di una scadenza o di un debito.

Nota della redazione
Nell’avviso del 22 ottobre la truffa si faceva credibile con codici e protocolli; in quello del 2 novembre i truffatori lavorano invece per non farsi bloccare dai filtri. Vuol dire che le email false arriveranno più spesso nella casella principale e non nello spam: il fatto che un messaggio non sia finito tra la posta indesiderata non dice nulla sulla sua affidabilità.

Cosa fare se l’avete ricevuta o avete cliccato

L’indicazione dell’Agenzia è semplice: cestinare subito l’email e non cliccare il link. In caso di dubbio su una comunicazione, l’Agenzia consiglia di consultare la pagina “Focus sul phishing” oppure di rivolgersi ai contatti del portale ufficiale o all’ufficio territoriale.

Se volete sapere se avete davvero una cartella, aprite il browser, scrivete voi l’indirizzo agenziaentrateriscossione.gov.it ed entrate nell’area riservata con SPID, CIE o CNS. Se lì non c’è nulla, l’email era falsa.

Chi ha cliccato senza scrivere nulla può chiudere la pagina. Chi ha inserito dati (consigli nostri, non dell’avviso): se avete digitato le credenziali SPID cambiate subito la password dal sito del vostro gestore; se avete dato i numeri della carta chiamate la banca per bloccarla e controllate i movimenti; poi conviene sporgere denuncia alla Polizia Postale. Sullo stesso tema c’è la nostra guida sul furto dell’identità SPID con documenti e selfie.

Al 3 novembre la campagna risulta attiva e l’Agenzia non ha indicato una data di fine: è probabile che il messaggio continui a circolare, magari con un oggetto diverso.

Domande frequenti

L’indirizzo riscossione@agenzia.it appartiene all’Agenzia?

No. L’Agenzia delle Entrate lo cita proprio come mittente della campagna di phishing e si dichiara totalmente estranea a queste comunicazioni. I siti ufficiali di Entrate e Riscossione usano domini che finiscono in .gov.it.

Ho davvero una notifica nell’area riservata?

Per saperlo entrate da soli nell’area riservata del sito agenziaentrateriscossione.gov.it con SPID, CIE o CNS, senza passare dal pulsante dell’email.

Perché l’email ha simboli strani tra le lettere?

È un trucco per ingannare i filtri antispam, che non riconoscono le parole spezzate da caratteri casuali. Un messaggio ufficiale non è mai scritto così.

Più popolari