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Calcolatore NASpI 2026: quanto ti spetta e per quanti mesi

Il calcolatore NASpI 2026 di questa pagina ti permette di stimare in pochi secondi l’importo mensile dell’indennità di disoccupazione e per quanti mesi la riceverai, inserendo semplicemente la tua retribuzione mensile lorda e le settimane di contributi versati negli ultimi quattro anni. La NASpI — Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego — è la principale forma di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro in Italia, e il suo importo dipende da una formula precisa che molto spesso i lavoratori non conoscono fino al momento in cui ne hanno bisogno.

📌 Articolo in breve
Il calcolatore NASpI 2026 stima l’importo mensile lordo dell’indennità e la durata del sussidio. Basta inserire la retribuzione mensile lorda e le settimane di contributi degli ultimi 4 anni. L’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto (dall’ottavo per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo 2026 è 1.584,70 euro mensili lordi. Sulla NASpI si applica l’IRPEF ordinaria.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o previdenziale. I valori usati nel calcolatore sono basati sui parametri INPS vigenti a settembre 2026 — verifica sempre i dati aggiornati sul sito INPS.it o contatta il tuo patronato.

🗓️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026 — parametri INPS 2026

Indice

  1. Cos’è la NASpI e chi può richiederla
  2. Calcolatore NASpI 2026 — gratis
  3. Come usare il calcolatore: istruzioni
  4. Come si calcola la NASpI: la formula ufficiale
  5. Durata e riduzione mensile del 3%
  6. Dal lordo al netto: quanto ricevi davvero
  7. Requisiti e cause che escludono la NASpI
  8. Come fare domanda e le scadenze
  9. Domande frequenti

Cos’è la NASpI e chi può richiederla

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente. “Involontariamente” è la parola chiave: sono esclusi le dimissioni volontarie (salvo alcune eccezioni come le dimissioni per giusta causa o quelle durante il periodo di maternità) e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro fuori dalla procedura di conciliazione. Hanno invece diritto alla NASpI chi viene licenziato, anche per motivi disciplinari o per mancato superamento del periodo di prova, e chi cessa il rapporto a fine contratto a tempo determinato.

La NASpI è gestita dall’INPS e finanziata dai contributi previdenziali versati durante il rapporto di lavoro. Per accedere alla prestazione nel 2026 servono almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la disoccupazione. Il vecchio requisito dei 30 giorni di “effettivo lavoro” nell’anno precedente è stato abolito dalla legge 234/2021 per le cessazioni dal 1° gennaio 2022. Dal 2025, però, chi nei 12 mesi precedenti si è dimesso volontariamente da un contratto a tempo indeterminato deve avere almeno 13 settimane di contributi maturate dopo quelle dimissioni (legge 207/2024, art. 1 comma 171): se manca, la domanda viene respinta anche se il lavoratore ha maturato anni di contributi.

Calcolatore NASpI 2026 — gratis

Lo strumento calcola l’importo mensile lordo sulla base della tua retribuzione media e delle settimane di contributi, applicando esattamente la formula INPS 2026 — inclusa la riduzione progressiva del 3% a partire dal sesto mese. I valori usati (soglia 1.456,72 euro e massimale 1.584,70 euro, circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026) sono quelli aggiornati dall’INPS per l’anno in corso. Il calcolatore mostra la durata con il taglio dal sesto mese e, a parte, il totale per chi ha compiuto 55 anni, per cui il taglio parte dall’ottavo.

Calcolatore NASpI 2026

ℹ️ I risultati sono stime indicative basate sui parametri INPS 2026 (soglia €1.456,72 — massimale €1.584,70). Il calcolo usa la retribuzione inserita come retribuzione media mensile imponibile. Per il calcolo ufficiale l’INPS usa la media delle retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni — se la tua retribuzione è cambiata nel tempo, il risultato reale può differire dalla stima. Fonte: INPS.

Come usare il calcolatore: istruzioni

Il campo retribuzione mensile lorda deve includere tutte le voci imponibili ai fini previdenziali, comprese le mensilità aggiuntive (tredicesima, quattordicesima) suddivise per mese. Se hai una RAL di 24.000 euro con tredicesima, la retribuzione media mensile da inserire è 24.000 ÷ 12 = 2.000 euro. Se la tua retribuzione è variata nel tempo, usa una media degli ultimi quattro anni — l’INPS fa esattamente questo nel calcolo ufficiale. Le settimane di contributi si trovano nell’estratto conto previdenziale disponibile gratuitamente su INPS.it con lo SPID.

Come si calcola la NASpI: la formula ufficiale

Il calcolo si articola in tre passaggi. Prima si determina la retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni (o dell’intera carriera se è più breve). Poi si applica la formula: se la retribuzione media è inferiore o uguale alla soglia mensile INPS 2026 (1.456,72 euro), la NASpI è pari al 75% di quella retribuzione. Se supera la soglia, la NASpI è 75% della soglia più 25% della parte eccedente. Il risultato finale non può comunque superare il massimale mensile 2026 di 1.584,70 euro lordi.

Facciamo un esempio concreto con una retribuzione di 2.000 euro mensili lordi. La soglia è 1.456,72 euro. Parte fissa: 75% × 1.456,72 = 1.092,54 euro. Parte eccedente: 25% × (2.000 − 1.456,72) = 25% × 543,28 = 135,82 euro. NASpI totale: 1.092,54 + 135,82 = 1.228,36 euro mensili lordi al primo mese. Sotto il massimale, quindi si applica così com’è.

Questi parametri vengono aggiornati ogni anno dall’INPS in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. I valori del 2026 (soglia e massimale) sono quelli attualmente vigenti, ma possono variare in corso d’anno in caso di aggiornamenti straordinari — controlla sempre il sito INPS per i dati più recenti.

Durata e riduzione mensile del 3%

La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane ÷ 2 = 52 settimane = 12 mesi; 208 settimane ÷ 2 = 104 settimane = 24 mesi). Chi ha lavorato ininterrottamente negli ultimi quattro anni, senza aver già usato quelle settimane per una disoccupazione precedente, ottiene quindi la durata massima di due anni. Le settimane che hanno già dato diritto a una NASpI non si contano di nuovo.

Dal primo giorno del sesto mese di percezione l’importo si riduce del 3% ogni mese; per chi ha compiuto 55 anni alla data della domanda la riduzione parte dal primo giorno dell’ottavo mese. Questo significa che i primi cinque mesi sono pieni, mentre già al sesto si percepisce il 3% in meno e poi la riduzione si accumula mese dopo mese. Al dodicesimo mese l’assegno è più basso di circa un quinto rispetto a quello iniziale, al ventesimo di oltre un terzo. La riduzione continua fino alla scadenza dell’indennità, che quindi si riduce progressivamente per incentivare la ricerca attiva di un nuovo lavoro.

Per pianificare le finanze durante il periodo di disoccupazione, può essere utile leggere anche la nostra guida dettagliata sulla NASpI 2026: requisiti, importo e come fare domanda, che approfondisce i casi particolari e le situazioni che possono modificare i calcoli standard. Se hai lavorato solo d’estate, leggi anche la guida sulla NASpI per gli stagionali a fine stagione, con tre esempi calcolati sui valori 2026.

Dal lordo al netto: quanto ricevi davvero

L’importo NASpI è tassato con IRPEF ordinaria: la NASpI concorre alla formazione del reddito imponibile dell’anno, esattamente come un normale stipendio. L’INPS agisce da sostituto d’imposta: applica ogni mese le ritenute IRPEF, riconosce le detrazioni se le richiedi, fa il conguaglio a fine anno e rilascia la Certificazione Unica (circolare INPS 94/2015). Per chi percepisce la NASpI come unico reddito dell’anno, l’imposta dipende dal totale ricevuto: la parte di reddito fino a 28.000 euro è tassata al 23%, quella fra 28.000 e 50.000 euro al 33% (aliquota scesa dal 35% con la legge di bilancio 2026), e con redditi bassi le detrazioni assorbono buona parte dell’imposta.

Per stimare l’impatto dell’IRPEF sul reddito NASpI, puoi usare il nostro calcolatore IRPEF 2026, che ti permette di inserire il reddito annuo lordo e ottenere subito l’imposta dovuta e l’importo netto disponibile.

Requisiti e cause che escludono la NASpI

Oltre ai requisiti contributivi già citati, la NASpI non spetta in alcune situazioni specifiche. Le dimissioni volontarie le escludono, salvo che avvengano per giusta causa (es. mancato pagamento dello stipendio, molestie, mutamento sostanziale del contratto) o durante il periodo di maternità o paternità obbligatori. Anche la risoluzione consensuale del rapporto esclude la NASpI, a meno che sia avvenuta nell’ambito di una procedura di conciliazione sindacale presso l’Ispettorato del Lavoro.

Non accedono alla NASpI i lavoratori autonomi, i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata (che hanno invece la DIS-COLL, un’indennità analoga ma separata), gli operai agricoli (che hanno la disoccupazione agricola), e i dipendenti pubblici a tempo indeterminato. I lavoratori domestici (colf e badanti) sono invece lavoratori dipendenti e hanno diritto alla NASpI.

Come fare domanda e le scadenze

La domanda di NASpI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine il diritto decade. Conta anche il giorno in cui la presenti: entro l’ottavo giorno dalla cessazione la NASpI decorre dall’ottavo giorno, dopo decorre dal giorno successivo alla domanda. La domanda vale anche come dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e porta all’iscrizione d’ufficio sulla piattaforma SIISL. La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato (INCA, CAF, CAAF) o un consulente del lavoro, senza bisogno di recarsi fisicamente agli sportelli.

Una volta presentata la domanda, l’INPS liquida il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla ricezione. I pagamenti successivi avvengono intorno al 15 del mese per il mese precedente. Durante la NASpI è obbligatorio comunicare all’INPS eventuali nuove attività lavorative o redditi percepiti: omettere questa comunicazione comporta la decadenza dal diritto all’indennità.

📝 Nota della redazione
Abbiamo confrontato l’importo NASpI teorico con quello effettivamente ricevuto da 8 lettori che ci hanno segnalato la loro situazione nel 2025-2026. In 6 casi su 8, l’importo reale era leggermente inferiore alla stima teorica perché l’INPS includeva nella media anche settimane con retribuzione ridotta (malattia, part-time temporaneo). Il nostro calcolatore usa la retribuzione inserita come costante, quindi sovrastima leggermente i casi con periodi di retribuzione variabile.

Domande frequenti

Se mi dimetto posso prendere la NASpI?

In linea generale no — le dimissioni volontarie escludono la NASpI. Le eccezioni sono: dimissioni per giusta causa (es. mancato pagamento stipendio, mobbing accertato, mutamento peggiorativo delle mansioni), dimissioni durante il periodo di maternità o paternità obbligatori (fino al compimento del primo anno di vita del figlio), e risoluzione consensuale nell’ambito di procedura sindacale all’Ispettorato del Lavoro.

Quanti giorni ho per fare domanda?

68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, poi il diritto decade. Presentando la domanda entro 8 giorni, la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione; tra il 9° e il 68° giorno decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda, e i giorni in mezzo restano scoperti.

Posso lavorare mentre percepisco la NASpI?

Dipende dal tipo di lavoro. Con un lavoro dipendente fino a 8.500 euro di reddito annuo la NASpI continua, ridotta dell’80% del reddito previsto; oltre quella cifra viene sospesa se il contratto dura al massimo sei mesi, altrimenti decade. Con un lavoro autonomo il limite è 5.500 euro di reddito annuo, sempre con riduzione dell’80% del reddito previsto, mentre le prestazioni occasionali con Libretto Famiglia o PrestO sono cumulabili senza riduzione fino a 5.000 euro l’anno. Devi comunicare all’INPS l’attività entro 30 giorni (un mese per l’autonomo) dall’inizio — non farlo comporta la decadenza dal sussidio e la restituzione di quanto percepito.

La NASpI si cumula con il TFR?

Sì, sono due prestazioni separate. Il TFR (liquidazione) viene erogato dal datore di lavoro o dal Fondo di Garanzia INPS ed è indipendente dalla NASpI. Ricevere il TFR non riduce l’importo della NASpI. Per calcolare quanto TFR ti spetta, puoi usare il simulatore TFR 2026.

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