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Regalare soldi a figli e nipoti: quanto si può dare senza tasse, bonifico o contanti

Quanto si può regalare a un figlio senza pagare tasse? Fino a 1 milione di euro: tra genitori e figli, e tra nonni e nipoti in linea retta, l’imposta sulle donazioni si paga solo sulla parte che supera il milione per ciascun beneficiario, con l’aliquota del 4%. Per i fratelli la soglia scende a 100.000 euro, per zii, cugini e nipoti figli di fratelli non c’è franchigia. Poi ci sono il limite dei contanti, la forma della donazione e i conti tra fratelli nell’eredità.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti lette su Normattiva: artt. 56 e 56-bis D.Lgs. 346/1990 (testo vigente dopo il D.Lgs. 139/2024), art. 133 D.Lgs. 123/2025, art. 312 del testo unico del D.Lgs. 141/2026, art. 49 D.Lgs. 231/2007; codice civile, artt. 737, 742, 770, 782, 783.

📌 Articolo in breve
• Genitori → figli e nonni → nipoti in linea retta: imposta del 4% solo oltre 1.000.000 € per ciascun beneficiario.
• Fratelli e sorelle: 6% oltre 100.000 €. Zii, cugini, nipoti figli di fratelli: 6% senza franchigia. Amici e altri: 8%.
• I regali d’uso (Natale, compleanno, laurea) proporzionati a chi li fa non sono nemmeno donazioni.
• In contanti si può dare al massimo 4.999,99 €: dal 2023 il divieto scatta da 5.000 € in su, anche tra familiari.
• I soldi dati a un figlio possono “tornare in conto” tra fratelli nell’eredità (collazione).
• Dal 1° gennaio 2027 le regole passano in nuovi testi unici, con aliquote e franchigie identiche.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. La risposta breve: tra genitori e figli fino a 1 milione non si paga
  2. Quanto paga chi non è figlio: la tabella per grado di parentela
  3. Natale, paghetta, aiuto per la casa: quando non è nemmeno una donazione
  4. Bonifico o contanti: il limite dei 5.000 euro e la causale
  5. Quando serve il notaio
  6. L’eredità: perché i soldi dati a un figlio contano tra fratelli
  7. Che effetto hanno sull’ISEE di chi li riceve
  8. Cosa cambia dal 1° gennaio 2027
  9. Domande frequenti

La risposta breve: tra genitori e figli fino a 1 milione non si paga

L’imposta sulle donazioni è regolata dall’articolo 56 del testo unico successioni e donazioni (D.Lgs. 346/1990). Per il coniuge e i parenti in linea retta (figli, nipoti figli dei figli, genitori) l’aliquota è del 4% e si applica solo sul valore che eccede 1.000.000 di euro “per ciascun beneficiario”. Tradotto: un genitore che regala 10.000, 50.000 o 300.000 euro a un figlio non deve nulla al fisco, perché resta sotto la franchigia.

La franchigia non si “ricarica” a ogni regalo: per l’art. 57 del testo unico si sommano le donazioni fatte in precedenza dallo stesso donante allo stesso beneficiario. Chi ha già ricevuto dal padre un appartamento da 950.000 euro con atto notarile, e ora riceve altri 100.000 euro con un nuovo atto, ha esaurito quasi tutto il milione: il 4% si applica sui 50.000 euro che sforano, cioè 2.000 euro.

Per chi ha una disabilità grave (art. 3, comma 3, legge 104/1992) la soglia sale a 1.500.000 euro, qualunque sia la parentela.

Per la casa si aggiungono ipotecaria, catastale e notaio: vedi la guida sulla donazione della casa ai figli.

Quanto paga chi non è figlio: la tabella per grado di parentela

Le stesse fasce valgono per le successioni (vedi la guida alle tasse di successione). Cambia tutto a seconda di chi riceve: il nonno che regala al figlio di suo figlio è nella prima riga, lo zio che regala al figlio della sorella è nella terza.

Chi riceve Franchigia Aliquota Regalo di 150.000 € (con atto)
Coniuge, figli, nipoti in linea retta (figli dei figli), genitori 1.000.000 € 4% 0 €
Fratelli e sorelle 100.000 € 6% 3.000 €
Altri parenti fino al 4° grado (zii, nipoti figli di fratelli, cugini), affini in linea retta (suoceri, generi, nuore), affini collaterali fino al 3° grado (cognati) Nessuna 6% 9.000 €
Altri soggetti (amici, conviventi non sposati né uniti civilmente) Nessuna 8% 12.000 €
Persona con disabilità grave (L. 104/1992, art. 3 c. 3) 1.500.000 € Quella del grado di parentela 0 €

Fonte: art. 56 D.Lgs. 346/1990, testo in vigore nel 2026. Ultima colonna: calcolo nostro.

Il caso della sorella si calcola così: 150.000 euro donati con atto meno 100.000 di franchigia lascia 50.000 euro tassabili, e il 6% fa 3.000 euro. Per un cugino o un nipote figlio del fratello non c’è niente da sottrarre, quindi il 6% si applica a tutti i 150.000 euro.

Il punto delicato è la parola “nipote”, che indica due parentele diverse. Il figlio di tuo figlio è un parente in linea retta di secondo grado: franchigia di un milione. Il figlio di tuo fratello è un parente in linea collaterale di terzo grado: nessuna franchigia.

Natale, paghetta, aiuto per la casa: quando non è nemmeno una donazione

Gran parte dei soldi che circolano in famiglia resta fuori dall’imposta per legge. L’articolo 56-bis del testo unico, riscritto dal D.Lgs. 139/2024 con effetto dal 1° gennaio 2025, si apre con “ferma l’esclusione delle donazioni o liberalità di cui agli articoli 742, 770, secondo comma, e 783 del codice civile”. Sono tre categorie diverse.

I regali d’uso (art. 770, secondo comma, c.c.). Non è donazione “la liberalità che si suole fare in occasione di servizi resi o comunque in conformità agli usi”. Rientrano qui il regalo di Natale, la busta del compleanno, quella per la laurea o per il matrimonio, purché in linea con le abitudini e con le possibilità di chi li fa. Il nonno che a Natale mette 50 euro in una busta per ciascuno dei quattro nipoti, 200 euro in tutto, fa esattamente questo: nessuna imposta, nessuna forma, niente da dichiarare.

Le donazioni di modico valore (art. 783 c.c.). Una donazione di beni mobili, denaro compreso, “di modico valore” è valida anche senza atto pubblico, purché ci sia stata la consegna. Il codice aggiunge che “la modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante”. Non esiste una cifra fissa: 2.000 euro possono essere modici per un dirigente e non per un pensionato al minimo.

Mantenimento ed educazione (art. 742 c.c.). Le spese per mantenere e far studiare i figli, per malattia, abbigliamento o nozze ordinarie non vanno in collazione tra eredi.

Restano fuori le somme importanti, come i 30.000 euro per l’anticipo del mutuo: se arrivano con un bonifico senza atto, per il fisco sono “liberalità indirette” (vedi sotto).

Bonifico o contanti: il limite dei 5.000 euro e la causale

L’articolo 49 del D.Lgs. 231/2007 vieta il trasferimento di contanti “effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche” quando il valore è “complessivamente pari o superiore” alla soglia. Il comma 3-bis, nel testo vigente letto su Normattiva, fissa la soglia a 5.000 euro dal 1° gennaio 2023. “A qualsiasi titolo” e “soggetti diversi” significano che il divieto vale anche tra genitore e figlio e anche per un regalo: in contanti si arriva al massimo a 4.999,99 euro.

La stessa norma vieta di aggirare il limite con “più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati”. Dare 4.000 euro oggi e 4.000 domani per la stessa auto è il classico esempio.

Il bonifico è la strada normale per le somme importanti e lascia traccia di chi ha dato cosa e perché (costi e tempi nella guida al bonifico bancario).

Sulla causale nessuna norma impone una formula. Una frase chiara (“liberalità di Mario Rossi al figlio Luca per acquisto prima casa”) aiuta a ricostruire l’operazione anni dopo, quando si divide l’eredità. Non ha però effetti fiscali: non rende esente ciò che non lo è.

Come dai i soldi Limiti Quando ha senso
Contanti Sotto 5.000 € per operazione, niente frazionamenti artificiosi Buste di Natale, compleanni, piccoli aiuti
Bonifico con causale chiara Nessun tetto di legge; per il fisco è una liberalità indiretta Anticipo mutuo, auto, spese importanti tra genitori e figli
Buono fruttifero o libretto intestato al figlio/nipote Regole del prodotto; il versamento resta una liberalità Regalo che cresce nel tempo per un minore
Atto pubblico dal notaio Costo del notaio; imposta secondo la tabella sopra Somme rilevanti, dispensa da collazione, parenti senza franchigia che vogliono certezza

Quando serve il notaio

Per il codice civile (art. 782) la donazione “deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità”. La regola generale, quindi, è il notaio, con l’atto e i testimoni previsti dalla legge notarile. Le eccezioni sono quelle viste sopra: i regali d’uso e le donazioni di modico valore con consegna del bene.

Nella pratica chi paga l’anticipo del mutuo al figlio con un bonifico non va dal notaio: è una liberalità indiretta, figura riconosciuta dall’art. 809 del codice. Il fisco la tratta così (art. 56-bis vigente):

  • l’accertamento è possibile “esclusivamente quando l’esistenza delle stesse risulti da dichiarazioni rese dall’interessato nell’ambito di procedimenti diretti all’accertamento di tributi” (comma 1);
  • in quel caso si applica l’8% “per la parte che eccede la franchigia ove prevista” (comma 2);
  • chi vuole può registrare volontariamente la liberalità, pagando aliquote e franchigie ordinarie dell’art. 56 (comma 3).

Per un figlio, che ha la franchigia di un milione, la conseguenza è che un bonifico da 30.000 euro non genera imposta in nessuno dei tre scenari. Per uno zio la situazione è diversa. Prendiamo 20.000 euro dati con bonifico al nipote figlio della sorella, parente di terzo grado senza franchigia. Se la liberalità viene registrata volontariamente l’imposta è il 6% di 20.000, cioè 1.200 euro. Se invece emerge in un accertamento attraverso una dichiarazione dell’interessato, l’aliquota è l’8% e, mancando una franchigia, si applica sull’intero importo: 1.600 euro. Calcolo nostro sul testo della norma.

Il notaio diventa utile quando la somma è alta e si vuole un titolo certo, quando si vuole dispensare il figlio dalla collazione (prossimo paragrafo) o quando il beneficiario non ha franchigia e si preferisce il 6% subito al rischio dell’8%.

📝 Nota della redazione
Fino al 2024 l’art. 56-bis permetteva l’accertamento delle liberalità indirette solo sopra un incremento patrimoniale di 350 milioni di lire, con l’aliquota “del sette per cento”, e tra le esclusioni citava solo gli artt. 742 e 783 del codice civile. Il D.Lgs. 139/2024 ha riscritto i primi due commi: dal 1° gennaio 2025 l’aliquota in caso di accertamento è l’8% sulla parte oltre l’eventuale franchigia, e tra le esclusioni è comparso anche l’art. 770 sui regali d’uso. Molte guide online riportano ancora il testo vecchio: se trovate “350 milioni di lire” o “7%”, la pagina non è aggiornata.

L’eredità: perché i soldi dati a un figlio contano tra fratelli

Quando muore un genitore, l’articolo 737 del codice civile obbliga figli, discendenti e coniuge che ereditano a “conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente”. È la collazione: le donazioni ricevute in vita vengono rimesse nel calcolo, per evitare che un figlio abbia avuto più degli altri senza che il genitore lo volesse.

L’avverbio “indirettamente” è quello che conta qui: vale anche per i bonifici. Esempio: due genitori pagano 30.000 euro di anticipo del mutuo al figlio maggiore; anni dopo il padre muore lasciando 200.000 euro ai due figli e alla moglie. All’apertura della successione la sorella potrà chiedere che i 30.000 euro ricevuti dal fratello (per la quota donata dal padre) vengano conteggiati.

Il genitore può dispensare il figlio dalla collazione, ma la dispensa “non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile”, cioè della parte di patrimonio di cui si può disporre liberamente senza toccare la legittima degli altri eredi. La dispensa va espressa in modo chiaro, tipicamente nell’atto di donazione o nel testamento: se volete farla, il notaio è la strada più sicura. Ne parliamo anche nella guida su come fare testamento.

Che effetto hanno sull’ISEE di chi li riceve

Un bonifico ricevuto non è reddito, ma una volta arrivato sul conto diventa patrimonio mobiliare di chi lo riceve. Nell’ISEE i conti correnti entrano con le regole di saldo e giacenza media dell’anno di riferimento, che spieghiamo nella guida su redditi e patrimonio nell’ISEE. In pratica, 30.000 euro ricevuti e rimasti sul conto peseranno sull’ISEE del figlio (e del suo nucleo) quando quell’anno sarà quello di riferimento; se nel frattempo sono stati spesi per l’anticipo della casa, conterà la casa con le sue regole.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2027

Su Normattiva gli articoli 56 e 56-bis del D.Lgs. 346/1990 risultano abrogati con effetto dal 1° gennaio 2027: il primo dal D.Lgs. 123/2025 (come modificato dal D.L. 200/2025), il secondo dal D.Lgs. 141/2026. È un trasloco, non un cambio di regole. Le aliquote e le franchigie passano, con lo stesso testo, all’articolo 133 del testo unico dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025). La regola sulle liberalità indirette passa all’articolo 312 del testo unico adempimenti e accertamento approvato con il D.Lgs. 141/2026, anche qui con le stesse parole.

Per stimare l’imposta su un’eredità con le stesse fasce puoi usare il nostro calcolatore dell’imposta di successione.

Domande frequenti

Quanto può regalare un genitore a un figlio senza pagare tasse?

Fino a 1.000.000 di euro per ciascun figlio, sommando le donazioni precedenti fatte dallo stesso genitore. Oltre si paga il 4% sulla parte eccedente.

Il bonifico ricevuto da un genitore va dichiarato nel 730?

No. Un regalo in denaro non rientra in nessuna categoria di reddito, quindi non va nel 730 né nel modello Redditi di chi lo riceve.

Posso dare 6.000 euro in contanti a mio nipote?

No. L’art. 49 del D.Lgs. 231/2007 vieta i trasferimenti in contanti pari o superiori a 5.000 euro tra soggetti diversi, a qualsiasi titolo, familiari compresi. Per 6.000 euro serve un bonifico.

Che causale scrivo nel bonifico a mio figlio?

Non c’è una formula obbligatoria: basta dire chi dà, a chi e perché. Evitate causali ambigue come “prestito” se non è un prestito: in futuro, tra fratelli, quella parola avrà un peso.

I nonni possono regalare soldi ai nipoti senza tasse?

Sì, se i nipoti sono figli dei loro figli: sono parenti in linea retta e hanno la stessa franchigia di 1 milione dei figli. Gli zii verso i figli di fratelli e sorelle no: 6% sull’intero importo.

La banca segnala i bonifici ai figli?

Non esiste una soglia oltre la quale un bonifico a un familiare venga segnalato in automatico. Le banche applicano gli obblighi antiriciclaggio generali del D.Lgs. 231/2007, che includono la segnalazione delle operazioni sospette, e possono chiedere informazioni sull’origine o lo scopo dei fondi.

Serve il notaio per regalare soldi a un figlio?

Per regali d’uso e somme modiche no. Per le somme importanti la legge prevede l’atto pubblico, ma nella pratica il bonifico (liberalità indiretta) è valido e, tra genitori e figli sotto il milione, non comporta imposta.

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