La cassa integrazione guadagni è uno degli ammortizzatori sociali più conosciuti in Italia, ma anche uno dei più complicati da capire nei dettagli, perché esistono diverse tipologie con regole, durate e importi differenti. Chi si trova per la prima volta coinvolto in una procedura di CIG, magari perché la propria azienda sta attraversando un momento di difficoltà, spesso non sa esattamente cosa aspettarsi in busta paga né per quanto tempo.
La cassa integrazione guadagni sostiene il reddito dei lavoratori quando l’azienda riduce o sospende l’attività per cause temporanee. L’INPS eroga un’indennità pari all’80% della retribuzione persa, entro un tetto massimo mensile. Esistono due forme principali: la CIG ordinaria, per crisi temporanee, e la CIG straordinaria, per ristrutturazioni e crisi più durature.
Indice
- Cos’è la cassa integrazione
- CIG ordinaria e straordinaria: le differenze
- Quanto spetta in busta paga
- Per quanto tempo si può usufruire
- Chi può richiederla
- Come funziona la domanda
- Domande frequenti
Cos’è la cassa integrazione
La cassa integrazione guadagni, comunemente abbreviata in CIG, è una misura di sostegno al reddito pensata per i lavoratori dipendenti le cui aziende attraversano periodi di difficoltà economica, di riorganizzazione o di crisi che comportano una riduzione o una sospensione temporanea dell’attività lavorativa. L’obiettivo della misura è evitare i licenziamenti, permettendo all’azienda di mantenere il rapporto di lavoro attivo mentre l’INPS interviene a sostenere in parte il reddito del lavoratore per le ore o i giorni non lavorati.
Durante il periodo di cassa integrazione, il rapporto di lavoro non si interrompe: il dipendente resta formalmente assunto, matura in genere anche gli scatti di anzianità e continua ad accumulare, seppur con alcune particolarità, contribuzione previdenziale utile ai fini pensionistici.
CIG ordinaria e straordinaria: le differenze
La cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) è pensata per situazioni temporanee e non strutturali, come una crisi di mercato passeggera, un calo temporaneo di commesse o eventi meteorologici che impediscono l’attività in alcuni settori come l’edilizia. La CIGO ha una durata massima più contenuta e viene richiesta direttamente dall’azienda quando si verificano queste condizioni.
La cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS), invece, riguarda situazioni più gravi e strutturali: ristrutturazioni aziendali, riorganizzazioni, crisi aziendali di lungo periodo o procedure concorsuali. Ha una durata potenzialmente più lunga rispetto alla CIGO, ma richiede una procedura più complessa che coinvolge il confronto sindacale e, in molti casi, un piano industriale che l’azienda deve presentare per giustificare il ricorso alla misura.
Quanto spetta in busta paga
L’indennità di cassa integrazione corrisponde all’80% della retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito per le ore di lavoro non prestate, calcolata sulla base della retribuzione di riferimento previdenziale. Questo importo, tuttavia, non è illimitato: esiste un tetto massimo mensile stabilito ogni anno dall’INPS e rivalutato in base all’indice ISTAT, superato il quale l’indennità viene comunque limitata a quella soglia, indipendentemente dall’80% teorico calcolato sulla retribuzione originaria.
Per fare un esempio concreto, un lavoratore con uno stipendio netto mensile di 1.800 euro che viene messo in cassa integrazione a zero ore per un mese intero riceverà un’indennità che, salvo il superamento del tetto massimo, si aggira attorno ai 1.400-1.500 euro, un importo comunque inferiore allo stipendio pieno ma che permette di mantenere una base di reddito durante il periodo di difficoltà aziendale.
Per quanto tempo si può usufruire
Le durate massime variano in base al tipo di cassa integrazione e al settore di riferimento, ma in generale la CIG ordinaria può essere concessa per periodi che vanno dalle 13 settimane fino a un massimo complessivo di 52 settimane in un biennio mobile, mentre la CIG straordinaria può estendersi fino a 24 mesi in un quinquennio, con possibilità di proroghe in casi specifici legati a particolari accordi sindacali o situazioni di crisi conclamata riconosciuta dal Ministero del Lavoro.
Chi può richiederla
La CIG ordinaria è riservata principalmente ai lavoratori delle aziende industriali e di alcuni settori artigiani con un determinato numero minimo di dipendenti, mentre la CIG straordinaria riguarda in particolare le aziende con più di 15 dipendenti che rientrano in determinati settori merceologici individuati dalla normativa. Negli ultimi anni la platea dei settori coperti dagli ammortizzatori sociali si è progressivamente ampliata, includendo anche realtà che in passato ne restavano escluse, come alcune categorie del commercio e dei servizi.
Come funziona la domanda
La domanda di cassa integrazione viene presentata dall’azienda, non dal singolo lavoratore, tramite il portale INPS, e deve essere accompagnata dalla documentazione che giustifica la causa della sospensione o riduzione dell’attività. Per la CIGO la domanda va presentata entro termini piuttosto stretti dall’inizio della sospensione, mentre per la CIGS la procedura prevede fasi aggiuntive di confronto sindacale che allungano naturalmente i tempi complessivi. Il lavoratore riceve l’indennità direttamente dall’INPS, oppure, più frequentemente, tramite conguaglio in busta paga se l’azienda ha optato per l’anticipazione del pagamento per conto dell’Istituto.
Domande frequenti
Durante la cassa integrazione si può lavorare altrove?
È possibile, ma va comunicato all’INPS, perché lo svolgimento di un’altra attività lavorativa durante il periodo di CIG può incidere sull’importo dell’indennità o sulla sua compatibilità, a seconda delle ore effettivamente lavorate nel nuovo impiego.
La cassa integrazione influisce sulla pensione futura?
La contribuzione figurativa versata durante il periodo di CIG viene generalmente riconosciuta ai fini pensionistici, anche se con alcune particolarità che dipendono dal tipo di cassa integrazione e dalla normativa vigente al momento della fruizione.
Chi paga la cassa integrazione, l’azienda o l’INPS?
L’indennità è a carico dell’INPS, ma spesso viene anticipata dall’azienda in busta paga e successivamente conguagliata con i contributi dovuti all’Istituto, un meccanismo che permette al lavoratore di ricevere l’importo con la stessa cadenza dello stipendio ordinario.
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