Bollo auto: con il decreto legislativo 147 del 2026, in vigore dal 12 agosto 2026, cambiano le regole di pagamento per chi immatricolerà un’auto dal 1° gennaio 2028. Da quella data il bollo delle auto nuove si pagherà in un’unica soluzione annuale, con scadenza legata al mese di immatricolazione. Il decreto conferma anche che il bollo è dovuto quando l’auto è sotto fermo amministrativo, cosa che la Corte costituzionale aveva già stabilito nel 2017. Chi ha un’auto immatricolata fino al 31 dicembre 2027 mantiene le scadenze attuali, salvo diverse leggi regionali.
Il D.Lgs. 147/2026, in vigore dal 12 agosto 2026, prevede che dal 1° gennaio 2028 le auto immatricolate da quella data paghino il bollo per 12 mesi dal mese di immatricolazione, in un’unica soluzione (salvo pagamento quadrimestrale ammesso dalle Regioni). Le auto immatricolate fino al 31 dicembre 2027 mantengono le scadenze attuali. Il bollo resta dovuto anche con fermo amministrativo, come aveva già stabilito la Corte costituzionale nel 2017.
Indice
- Unica soluzione annuale per le auto immatricolate dal 2028
- La nuova scadenza legata al mese di immatricolazione
- Il bollo resta dovuto anche con il fermo amministrativo
- Il bollo resta un tributo regionale
- Chi è toccato dalle novità e chi resta con le vecchie regole
- Vecchie e nuove regole a confronto
- Domande frequenti
Unica soluzione annuale per le auto immatricolate dal 2028
L’articolo 15 del D.Lgs. 147/2026 stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2028, la tassa automobilistica “è corrisposta ogni anno, in un’unica soluzione” e copre dodici mesi a partire dal mese di immatricolazione del veicolo. Le rate non spariscono del tutto: le Regioni possono ammettere con propria legge il pagamento ogni quattro mesi per le tipologie di veicoli che individueranno. Molti articoli hanno collegato queste regole alle auto immatricolate dal 2026, ma quella data veniva dallo schema di decreto del 2025: il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale le fa partire dal 2028. Il calendario completo delle novità, con i casi pratici, è nella nostra guida alla riforma del bollo auto e cosa cambia dal 2027 e dal 2028.
Facciamo un esempio: chi immatricola un’utilitaria a marzo 2028 verserà l’intero importo annuale in un’unica soluzione, a meno che la sua Regione non abbia previsto il pagamento quadrimestrale per quel tipo di veicolo. Chi invece ha immatricolato l’auto nel 2024, nel 2025, nel 2026 o la immatricolerà entro il 2027 continua a seguire le scadenze in vigore al 31 dicembre 2027, salvo cambi decisi dalla propria Regione.
La nuova scadenza legata al mese di immatricolazione
Cambia anche il meccanismo con cui si calcola la scadenza. Oggi le scadenze seguono il decreto ministeriale 462 del 1998, che l’articolo 15 abroga dal 2028. Per le auto immatricolate dal 1° gennaio 2028 il primo pagamento va fatto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione, mentre dal secondo anno la scadenza diventa l’ultimo giorno del mese in cui l’auto è stata immatricolata. Conta il mese, non il giorno.
Esempio pratico: un’auto immatricolata il 12 maggio 2028 avrà come termine per il primo pagamento il 30 giugno 2028, con copertura da maggio 2028 ad aprile 2029. Dal secondo anno il bollo andrà pagato entro il 31 maggio, e così ogni anno successivo.
Il bollo resta dovuto anche con il fermo amministrativo
Una delle norme che interessano chi ha problemi con l’auto riguarda il fermo amministrativo, il classico blocco disposto dall’agente della riscossione per debiti non pagati, spesso legati a cartelle esattoriali. L’articolo 19 del decreto, già in vigore dal 12 agosto 2026, scrive espressamente che in questo caso la tassa automobilistica “è comunque dovuta”.
Non si tratta però di un obbligo nuovo. Già con la sentenza n. 47 del 2017 la Corte costituzionale aveva chiarito che il fermo fiscale non sospende il pagamento del bollo, perché il tributo è legato alla proprietà del veicolo e non al suo utilizzo. Chi ha smesso di pagare confidando nel fermo deve quindi mettere in conto che quei bolli sono dovuti, con sanzioni e interessi, e la norma vale per tutte le auto, qualunque sia la data di immatricolazione.
Il bollo resta un tributo regionale
Sul piano più tecnico, l’articolo 14 del decreto ribadisce che il gettito del bollo spetta alla Regione di residenza del soggetto passivo e, per le società, guarda alla sede in cui si svolge davvero la gestione ordinaria se è diversa da quella legale. Le Regioni mantengono i loro margini su tariffe, esenzioni e sconti, e con l’articolo 15 possono anche decidere se ammettere il pagamento quadrimestrale per alcuni veicoli e se modificare le scadenze delle auto immatricolate fino al 2027.
In pratica questo significa che, nei prossimi anni, le differenze tra Regioni su importi, esenzioni e modalità di pagamento potrebbero restare marcate, dato che ogni Regione avrà margine di manovra per calibrare la propria politica fiscale sul tributo secondo le proprie esigenze di bilancio.
Chi è toccato dalle novità e chi resta con le vecchie regole
È importante essere precisi su questo punto per non generare confusione: il pagamento in unica soluzione annuale e la scadenza legata al mese di immatricolazione valgono per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2028 in avanti. Per chi ha immatricolato l’auto entro il 31 dicembre 2027 restano in vigore le scadenze previste a quella data, salvo diverse disposizioni delle singole leggi regionali. C’è un’eccezione: se un’auto immatricolata entro il 2027 esce da un’esenzione o da una sospensione dopo il 31 dicembre 2027, come succede alle elettriche alla fine dei cinque anni di esenzione, da quel momento paga ogni anno in un’unica soluzione. L’obbligo di pagare con il fermo amministrativo vale invece per tutti.
Se devi ancora calcolare quanto pagherai di bollo in base ai kW della tua auto, puoi usare il nostro Calcolatore bollo auto 2026, mentre per un ripasso completo su come funziona il tributo in generale trovi tutto nella guida Cos’è il bollo auto e come si paga: guida completa 2026.
Vecchie e nuove regole a confronto
Per chi deve immatricolare un’auto tra fine 2027 e inizio 2028, conviene avere sotto mano un quadro chiaro di cosa cambia. Vediamo un caso pratico che mette a confronto le due situazioni.
Chiara immatricola la sua utilitaria a dicembre 2027: segue le scadenze in vigore al 31 dicembre 2027 per tutta la vita dell’auto, salvo cambi decisi dalla sua Regione. Se l’auto venisse sottoposta a fermo amministrativo per un debito, il bollo resterebbe comunque dovuto, come già oggi.
Suo fratello Luca immatricola invece un’auto simile a marzo 2028: deve pagare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 30 aprile 2028 (salvo pagamento quadrimestrale previsto dalla Regione), e dal 2029 la sua scadenza sarà fissata al 31 marzo di ogni anno. Anche per lui, in caso di fermo amministrativo, il bollo resterebbe dovuto. Stesso tipo di veicolo, stessa Regione di residenza, ma scadenze diverse per pochi mesi di differenza nella data di immatricolazione.
Questo tipo di confronto aiuta a capire perché, soprattutto nella fase di transizione tra le due normative, conviene sempre verificare con attenzione sotto quale regime ricade il proprio veicolo prima di dare per scontata una scadenza o una modalità di pagamento.
Domande frequenti
Se ho già un’auto immatricolata nel 2024, le nuove regole mi riguardano?
Per le scadenze no: l’unica soluzione annuale e la scadenza nel mese di immatricolazione riguardano solo i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2028 in avanti. Per le auto immatricolate fino al 31 dicembre 2027 restano le scadenze in vigore a quella data, salvo diverse leggi regionali. La conferma che il bollo è dovuto con il fermo amministrativo vale invece per tutte le auto.
Le regole cambiano se acquisto un’auto usata immatricolata prima del 2028?
No, quello che conta è la data di immatricolazione del veicolo, non la data del passaggio di proprietà: un’auto usata immatricolata originariamente nel 2023, per esempio, continua a seguire le scadenze attuali anche se cambia proprietario nel 2028.
Cosa succede se non pago il bollo durante un fermo amministrativo?
Il mancato pagamento genera le stesse conseguenze previste per qualsiasi altro bollo non versato (sanzioni e interessi), a prescindere dal fatto che il veicolo sia fermo e non possa circolare: la Corte costituzionale lo aveva già chiarito nel 2017 e il D.Lgs. 147/2026 lo ha scritto espressamente.
Le Regioni possono decidere scadenze completamente diverse tra loro?
In parte sì: il decreto lascia alle leggi regionali la possibilità di modificare le scadenze delle auto immatricolate fino al 31 dicembre 2027 e di ammettere il pagamento quadrimestrale per alcune tipologie di veicoli, oltre ai margini già esistenti su tariffe ed esenzioni. Conviene sempre verificare le regole specifiche della propria Regione di residenza.
Se vendo l’auto a metà anno, ho diritto a un rimborso della parte non goduta?
Il bollo auto non prevede rimborsi proporzionali in caso di vendita: chi acquista un’auto usata a metà periodo dovrà occuparsi personalmente del pagamento a partire dalla scadenza successiva, mentre il venditore non recupera la quota versata per i mesi restanti in cui non ha più posseduto il veicolo.
Cosa cambia per le auto elettriche con le nuove regole?
Le nuove scadenze si applicano a tutte le auto immatricolate dal 2028, comprese le elettriche. Per le elettriche immatricolate entro il 2027 che escono dall’esenzione dopo il 31 dicembre 2027, il decreto prevede il pagamento annuale in un’unica soluzione. Restano invece invariate le esenzioni o riduzioni specifiche che alcune Regioni prevedono per i veicoli a zero o basse emissioni, che vanno verificate caso per caso sul sito della propria Regione.

