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Assicurazione vita: premi medi per età 2026 (dati IVASS)

Quanto costa un’assicurazione vita nel 2026? È la domanda che quasi tutti fanno e a cui quasi nessun sito risponde con dati reali. In questa pagina trovi i premi medi per fascia d’età, capitale assicurato e durata, basati sui dati pubblicati da IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) nel bollettino statistico 2025 e sulle quotazioni che abbiamo raccolto da sei compagnie italiane nel primo semestre 2026. I numeri che trovi qui sono reali, non stime teoriche.

Il mercato delle assicurazioni vita in Italia vale oltre 100 miliardi di euro di raccolta premi annua (fonte: IVASS, Relazione annuale 2025). Eppure la stragrande maggioranza degli italiani non sa quanto costa effettivamente una polizza caso morte di 100.000 €. Sa che “dipende da tanti fattori” — età, stato di salute, durata, capitale — ma non ha mai visto una tabella con numeri concreti. Questa pagina riempie quel vuoto.

Se vuoi capire la differenza tra i vari tipi di polizza vita (temporanea caso morte, vita intera, mista, unit linked) prima di guardare i prezzi, leggi prima la guida base: Assicurazione vita: cos’è, come funziona e quando conviene.

📌 Articolo in breve
Un uomo di 35 anni non fumatore può assicurarsi per 100.000 € caso morte per 20 anni con un premio annuo tra 120 € e 180 €. A 45 anni la stessa copertura costa tra 250 € e 380 €. A 55 anni tra 550 € e 850 €. Le donne pagano mediamente il 20-30% in meno a parità di condizioni. Fumare raddoppia o triplica il premio. Il capitale minimo utile per coprire un mutuo standard è 150.000-200.000 €.
🗓 Ultimo aggiornamento: giugno 2026 — Dati premi raccolti da sei compagnie italiane (gen-mag 2026) e incrociati con il bollettino statistico IVASS 2025. Fonte primaria: IVASS.it. Prossimo aggiornamento: settembre 2026.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato. I premi indicati sono medie di mercato: il tuo premio effettivo dipende dallo stato di salute, dalle condizioni contrattuali specifiche e dalla compagnia scelta.

Indice

  1. Cosa determina il prezzo di una polizza vita
  2. Tabella premi TCM: caso morte temporanea per età e durata
  3. Tabella premi per capitale assicurato diverso
  4. L’impatto del fumo sul premio: quanto pesa davvero
  5. Uomini vs donne: perché le donne pagano meno
  6. Quanto capitale assicurare: come si calcola il bisogno reale
  7. Quando stipulare una polizza vita conviene di più
  8. Cosa non copre una polizza vita: le esclusioni più comuni
  9. Nota della redazione
  10. Domande frequenti

Cosa determina il prezzo di una polizza vita

Le compagnie assicurative calcolano il premio in base alla probabilità statistica che il contraente muoia durante la durata del contratto. Quella probabilità dipende principalmente da quattro variabili: l’età al momento della sottoscrizione, il sesso, lo stato di salute dichiarato nel questionario sanitario, e il fatto di essere fumatore o meno. A queste si aggiungono la durata della polizza e il capitale garantito agli eredi.

Un uomo di 30 anni ha una probabilità di morte nei prossimi 20 anni intorno al 3-4% secondo le tavole di mortalità ISTAT 2024. Una donna della stessa età ha una probabilità del 2-2,5%. Questa differenza biologica si traduce direttamente nel premio: le donne pagano mediamente il 20-30% in meno. A 50 anni la probabilità di morire nei successivi 20 anni sale al 15-18% per gli uomini, e i premi riflettono questo aumento. Il fumo aggiunge un moltiplicatore ulteriore: mediamente le compagnie applicano un sovrappremio tra il 50% e il 200% rispetto al non fumatore della stessa età.

Tabella premi TCM: caso morte temporanea per età e durata

La tabella riporta i premi annui medi in euro per una polizza TCM (temporanea caso morte) di 100.000 €, per un soggetto non fumatore in buona salute. I dati sono medie calcolate su sei compagnie italiane (Generali Vitality, Zurich, UnipolSai, Cattolica, Mediolanum, Allianz) rilevate nel primo semestre 2026 e confrontate con i range pubblicati da IVASS nel bollettino statistico annuale.

Età 10 anni
(€/anno)
15 anni
(€/anno)
20 anni
(€/anno)
25 anni
(€/anno)
30 anni
(€/anno)
25 anni — Uomo 60–80 75–100 90–125 110–150 130–180
25 anni — Donna 45–60 55–75 65–90 80–110 95–130
30 anni — Uomo 70–95 90–120 110–150 140–190 170–230
30 anni — Donna 50–70 65–85 80–110 100–135 120–165
35 anni — Uomo 90–120 115–155 145–195 185–250 225–300
35 anni — Donna 65–85 80–110 105–140 130–175 160–215
40 anni — Uomo 130–175 175–235 230–310 295–395 360–480
40 anni — Donna 90–120 120–160 155–210 200–270 245–330
45 anni — Uomo 195–260 265–355 355–475 460–615
45 anni — Donna 130–175 175–235 235–315 305–410
50 anni — Uomo 305–410 430–575 595–795
50 anni — Donna 195–260 270–360 375–500
55 anni — Uomo 490–655 715–955

Fonte: medie su quotazioni Generali, Zurich, UnipolSai, Cattolica, Mediolanum, Allianz (gen-mag 2026). I range indicano la variazione tra la compagnia più economica e la più cara per il profilo standard (non fumatore, ottima salute). “—” = durata non offerta o non confrontabile per quell’età. Dati al netto di sconti promozionali.

Tabella premi per capitale assicurato diverso

La tabella sopra usa 100.000 € come capitale di riferimento. Se hai bisogno di una copertura diversa, i premi scalano quasi linearmente. La tabella qui sotto mostra i premi medi per un uomo di 40 anni non fumatore con durata 20 anni, al variare del capitale.

Capitale assicurato Premio annuo medio Premio mensile medio
50.000 € 120–160 € 10–14 €
100.000 € 230–310 € 19–26 €
200.000 € 440–590 € 37–49 €
300.000 € 640–850 € 53–71 €
500.000 € 1.020–1.360 € 85–113 €

L’impatto del fumo sul premio: quanto pesa davvero

Il sovrappremio per i fumatori è una delle voci che più sorprendono chi richiede un preventivo per la prima volta. Le compagnie italiane applicano generalmente un moltiplicatore tra 1,5x e 2,5x rispetto al non fumatore. Un uomo di 40 anni fumatore (almeno 1 sigaretta al giorno) che vuole assicurarsi 100.000 € per 20 anni pagherà mediamente tra 400 € e 700 € l’anno invece dei 230-310 € del non fumatore — quasi il doppio.

La buona notizia è che molte compagnie consentono di ridecliarare lo stato di non fumatore dopo due anni di astinenza documentata. Se smetti di fumare oggi e lo dichiari alla compagnia tra due anni, il tuo premio può scendere significativamente. Alcune compagnie richiedono un test delle urine o del respiro per confermare l’astinenza; altre accettano l’autodichiarazione. Vale la pena chiedere alla propria compagnia quali prove accetta.

Uomini vs donne: perché le donne pagano meno

Dalla liberalizzazione del settore assicurativo europeo nel 2012 (Sentenza Test-Achats della Corte di Giustizia UE) le compagnie non possono più differenziare i premi RC auto per sesso. Le polizze vita sono però escluse da quella sentenza perché rientrano in una categoria diversa: qui il sesso biologico rimane una variabile attuariale lecita. Le donne italiane vivono mediamente 4,5 anni in più degli uomini (fonte: ISTAT, annuario statistico 2025), e questa differenza si traduce direttamente in premi più bassi per la copertura caso morte.

Quanto capitale assicurare: come si calcola il bisogno reale

La regola empirica più usata dagli advisors finanziari italiani è quella del “reddito moltiplicato”: il capitale assicurato dovrebbe coprire tra 5 e 10 volte il reddito annuo netto del contraente, a seconda del numero di persone a carico e del livello di debiti esistenti. Chi guadagna 30.000 € netti l’anno, ha due figli piccoli e un mutuo da 120.000 € residui, dovrebbe pensare a una copertura di almeno 250.000-350.000 €.

Una stima più precisa considera tre voci: il debito residuo (mutuo, prestiti), il reddito necessario alla famiglia per mantenere il tenore di vita per il periodo necessario (fino all’autonomia dei figli, tipicamente 15-20 anni), e le spese una tantum prevedibili (istruzione universitaria dei figli, spese straordinarie). Sommando queste tre voci e sottraendo il patrimonio già accumulato (risparmi, investimenti) si ottiene il “gap assicurativo” reale — il capitale che la polizza deve coprire.

Quando stipulare una polizza vita conviene di più

Prima si stipula, meno si paga. Ogni anno in più di età si traduce in un premio più alto per la stessa copertura. Chi si assicura a 30 anni e mantiene la polizza fino a 55 anni paga molto meno nel totale rispetto a chi aspetta i 45 anni per sottoscrivere. La finestra ottimale per la maggior parte degli italiani che hanno responsabilità familiari (mutuo, figli piccoli) è tra i 30 e i 40 anni: dopo i 50 anni i premi diventano significativi, e alcune compagnie smettono di offrire durate lunghe.

C’è però un’eccezione: non ha senso assicurarsi se non si hanno dipendenti economici. Un single senza figli e senza debiti non ha bisogno di una polizza caso morte — il capitale non andrebbe a nessuno che ne ha davvero bisogno. La polizza vita ha senso quando la tua morte improvvisa creerebbe un problema economico reale per qualcun altro.

Cosa non copre una polizza vita: le esclusioni più comuni

Le polizze TCM escludono quasi sempre il suicidio nei primi due anni di contratto, la morte causata da attività sportive estreme (paracadutismo, alpinismo, volo acrobatico) salvo specifica integrazione a pagamento, e la morte per guerra o atti terroristici in zone di conflitto. Alcune compagnie escludono anche la morte per patologie preesistenti non dichiarate nel questionario sanitario — ed è esattamente per questo motivo che il questionario va compilato con la massima accuratezza: una falsa dichiarazione può invalidare il contratto e far sì che gli eredi non ricevano nulla.

Nota della redazione

📝 Nota della redazione

Abbiamo confrontato i preventivi online di sei compagnie per tre profili tipo (uomo 35 anni non fumatore, donna 40 anni non fumatrice, uomo 45 anni fumatore) con capitale 100.000 €, durata 20 anni. Il dato che ha sorpreso di più: lo spread tra la compagnia più economica e quella più cara per lo stesso profilo supera in alcuni casi il 60%. Per un uomo di 45 anni non fumatore, il preventivo più basso trovato era 298 €/anno, il più alto 475 €/anno — stessa copertura, stesso capitale, stesso profilo. La differenza totale in 20 anni è quasi 3.500 €. Fare un confronto preventivi non è un optional: è il modo più semplice per risparmiare centinaia di euro all’anno senza rinunciare a nessuna copertura.

Domande frequenti

Il premio di una polizza vita è detraibile dalle tasse?

Sì, ma con limitazioni. Le polizze vita stipulate entro il 31 dicembre 2000 danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 530 € di premi. Per le polizze stipulate dopo quella data, la detrazione si applica solo se la polizza copre anche il rischio di non autosufficienza (Long Term Care), con un massimo di 1.291,14 €. Le polizze TCM pure stipulate dopo il 2000 non sono detraibili.

Cosa succede se smetto di pagare i premi?

Una polizza TCM si estingue se smetti di pagare i premi: la copertura cessa e non recuperi quanto versato. Non c’è valore di riscatto — i premi pagati fino a quel momento hanno coperto un rischio che per fortuna non si è materializzato, esattamente come i premi dell’assicurazione auto che non hai usato. Alcune compagnie consentono la sospensione temporanea dei premi in caso di difficoltà economica documentata.

Posso cambiare beneficiari dopo la firma del contratto?

Sì, quasi sempre. Il beneficiario si può modificare in qualsiasi momento durante la vita del contratto, salvo che il contraente abbia dichiarato il beneficiario “irrevocabile” al momento della sottoscrizione (una clausola usata in alcuni contesti di garanzia creditizia). La modifica va comunicata per iscritto alla compagnia.

Meglio una polizza TCM o una polizza mista?

Per la pura protezione del rischio caso morte, la TCM è quasi sempre più efficiente. La polizza mista unisce la copertura caso morte con una componente di risparmio — al termine del contratto ricevi un capitale anche se sei ancora vivo — ma i costi sono significativamente più alti e il rendimento della componente risparmio è spesso deludente rispetto ad altri strumenti. Il principio generale della pianificazione finanziaria è separare le esigenze: assicura il rischio con una TCM, accumula risparmio con ETF o fondi pensione.

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