Chi riceve una pensione integrata da prestazioni collegate al reddito — maggiorazioni sociali, integrazione al trattamento minimo, incremento al milione, quattordicesima — dovrebbe controllare con attenzione il cedolino di agosto 2026. Da questo mese l’INPS ha iniziato ad applicare una trattenuta a chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione reddituale attraverso il Modello RED, nonostante la campagna ordinaria si sia chiusa il 31 marzo 2025.
Non è una novità dell’ultimo minuto quanto una scadenza che arriva al termine di un percorso più lungo, ma il momento in cui si concretizza — proprio ad agosto, con un taglio già visibile sul rateo — coglie spesso di sorpresa chi non ha seguito con attenzione le comunicazioni INPS dei mesi scorsi. Vediamo chi rischia, quanto si perde e soprattutto entro quando si può ancora rimediare.
- Dal cedolino di agosto 2026 l’INPS applica una trattenuta del 5% sull’importo lordo della pensione a chi non ha presentato il Modello RED sui redditi 2022
- La trattenuta colpisce i ratei di agosto e settembre 2026 ed esclude chi percepisce un trattamento pari o inferiore a 100 euro mensili
- Sono a rischio le prestazioni collegate al reddito: integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, incremento al milione, quattordicesima
- Entro il 15 settembre 2026 va presentata la domanda di ricostituzione reddituale, pena la revoca definitiva delle prestazioni riferite al 2022
Indice
- Cos’è il Modello RED e perché conta ancora nel 2026
- Chi rischia la trattenuta e chi ne è escluso
- Come funziona il taglio del 5%
- La scadenza del 15 settembre: come regolarizzarsi
- Esempi pratici
- Domande frequenti
Cos’è il Modello RED e perché conta ancora nel 2026
Il Modello RED è la dichiarazione della situazione reddituale che l’INPS richiede periodicamente ai pensionati titolari di prestazioni il cui importo dipende, in tutto o in parte, dal reddito personale o del nucleo familiare. Serve a verificare che le prestazioni collegate al reddito — pensioni sociali, integrazioni al minimo, maggiorazioni, quattordicesima — siano ancora effettivamente spettanti sulla base dei redditi realmente percepiti, e non solo di quelli dichiarati anni prima.
La campagna RED relativa ai redditi 2022 si è chiusa ufficialmente il 31 marzo 2025, ma una parte dei pensionati interessati non ha mai completato l’adempimento. Per questi casi, l’INPS ha ora avviato la fase sanzionatoria prevista dalla normativa: prima un periodo di sospensione con trattenuta parziale, poi, in assenza di regolarizzazione, la revoca vera e propria delle prestazioni collegate al reddito relative all’anno interessato.
Chi rischia la trattenuta e chi ne è escluso
Sono coinvolti tutti i titolari di prestazioni pensionistiche il cui importo dipende dalle condizioni reddituali personali o familiari e che non hanno mai presentato (né direttamente né tramite un familiare o un patronato) la dichiarazione reddituale richiesta per l’anno 2022. La lista dei trattamenti potenzialmente interessati comprende l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali, l’incremento al milione e la quattordicesima mensilità.
Restano esclusi dalla trattenuta i pensionati che percepiscono un assegno mensile lordo pari o inferiore a 100 euro: per questa fascia, giustamente considerata più fragile, l’INPS non applica il prelievo automatico previsto per gli altri casi.
Come funziona il taglio del 5%
Il meccanismo sanzionatorio prevede una trattenuta pari al 5% dell’importo lordo della pensione percepita nel mese di luglio 2026, applicata sui ratei di agosto e settembre 2026. Non è quindi un taglio permanente dell’assegno, ma una misura temporanea pensata per sollecitare la regolarizzazione: chi presenta la dichiarazione mancante entro la scadenza prevista dovrebbe vedere annullato l’effetto della trattenuta, con eventuale conguaglio delle somme già decurtate.
Se invece la dichiarazione reddituale non viene presentata nei tempi previsti, la trattenuta del 5% è solo il primo passo: la conseguenza successiva, più grave, è la revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito riferite all’anno 2022, con perdita permanente delle maggiorazioni e integrazioni che dipendevano da quella verifica reddituale.
La scadenza del 15 settembre: come regolarizzarsi
La data da segnare in agenda è il 15 settembre 2026: entro questo termine va presentata la domanda di ricostituzione reddituale, indicando i redditi effettivamente percepiti nel 2022. È un adempimento che si può gestire in autonomia, accedendo al portale INPS con SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o eIDAS, oppure rivolgendosi gratuitamente a un patronato, che si occupa della compilazione e dell’invio della pratica per conto del pensionato.
Va sottolineato che la scadenza del 15 settembre riguarda specificamente la ricostituzione reddituale per l’anno 2022: presentarla oltre quel termine espone al rischio di revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito per quell’annualità, un esito ben più penalizzante della trattenuta temporanea del 5% applicata nel frattempo.
Esempi pratici
Scenario 1 — Pensione minima con maggiorazione sociale. Anna percepisce una pensione di 750 euro lordi mensili, comprensiva di maggiorazione sociale, e non ha mai presentato il RED per il 2022. Sul rateo di agosto vede applicata una trattenuta di 37,50 euro (il 5% di 750 euro), che si ripete anche a settembre se non regolarizza in tempo. Presentando la domanda di ricostituzione entro il 15 settembre, la trattenuta dovrebbe essere annullata con eventuale conguaglio.
Scenario 2 — Pensione molto bassa, sotto la soglia di esclusione. Giuseppe percepisce una pensione di 95 euro lordi al mese: essendo sotto la soglia dei 100 euro, non subisce alcuna trattenuta, anche se formalmente non ha ancora presentato il RED per il 2022.
Scenario 3 — Regolarizzazione tramite patronato. Maria, che non ha dimestichezza con SPID e portali online, si rivolge a un patronato nella prima settimana di agosto. Il patronato verifica che effettivamente il RED 2022 non risultava presentato, compila la domanda di ricostituzione reddituale e la invia entro pochi giorni, ben prima della scadenza del 15 settembre.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se sono tra i pensionati interessati dalla trattenuta?
La trattenuta compare direttamente sul cedolino pensione di agosto 2026, consultabile nell’area riservata del sito INPS o tramite l’app INPS Mobile. Se il RED per il 2022 non risulta presentato, l’INPS invia solitamente anche una comunicazione specifica al pensionato.
Se regolarizzo subito, recupero la trattenuta già applicata?
Presentando la domanda di ricostituzione reddituale in tempo utile, l’importo trattenuto sui ratei di agosto e settembre dovrebbe essere restituito con un conguaglio nei mesi successivi, una volta verificata la posizione reddituale corretta.
Cosa succede se non presento nulla entro il 15 settembre?
Decorso il termine senza regolarizzazione, l’INPS procede alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito riferite all’anno 2022, con perdita permanente delle relative maggiorazioni e integrazioni, oltre alla trattenuta già applicata nel frattempo.
Il RED va presentato ogni anno?
La richiesta arriva quando l’INPS ha necessità di verificare la posizione reddituale per una specifica annualità, non necessariamente ogni anno per tutti i pensionati: dipende dal tipo di prestazione percepita e dai controlli programmati dall’Istituto.

