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Bonus elettrodomestici 2026: classi energetiche minime e detrazione 50%

Bonus elettrodomestici 2026 resta una delle detrazioni fiscali più utilizzate da chi sta ristrutturando casa, ma le regole sulla classe energetica minima richiesta sono cambiate e diventano più restrittive rispetto al passato. Chi sta per acquistare un elettrodomestico nuovo approfittando dell’agevolazione farebbe bene a controllare bene l’etichetta energetica prima di procedere, per non rischiare di perdere il diritto alla detrazione.

📌 Articolo in breve
Il bonus elettrodomestici 2026 è una detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di 5.000 euro tra mobili ed elettrodomestici per immobile, recuperabile in 10 rate annuali. Richiede un intervento di ristrutturazione in corso sullo stesso immobile. Le classi energetiche minime richieste nel 2026 sono più severe: classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciughe e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori.

Indice

  1. Cos’è il bonus elettrodomestici e come funziona
  2. Le classi energetiche minime richieste nel 2026
  3. Il requisito che in pochi conoscono: serve una ristrutturazione in corso
  4. La comunicazione all’ENEA
  5. Tre esempi numerici di detrazione
  6. Domande frequenti

Cos’è il bonus elettrodomestici e come funziona

Il bonus elettrodomestici è una detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi destinati a un immobile oggetto di lavori di ristrutturazione. La detrazione si applica su una spesa massima complessiva di 5.000 euro, che comprende sia i mobili sia i grandi elettrodomestici acquistati per la stessa unità immobiliare. L’importo detraibile si recupera in dichiarazione dei redditi, tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche, suddiviso in 10 rate annuali di pari importo.

Le classi energetiche minime richieste nel 2026

La novità che pesa di più nel 2026 riguarda l’inasprimento dei requisiti di efficienza energetica per accedere al bonus. Non basta più acquistare un elettrodomestico nuovo: deve rispettare classi energetiche minime più restrittive rispetto agli anni precedenti. Per i forni la classe minima ammessa è la A. Per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie la soglia minima è la classe E. Per frigoriferi e congelatori, invece, la classe richiesta è la F.

Chi acquista un elettrodomestico che non rispetta questi requisiti minimi, anche se nuovo e anche se destinato a un immobile in ristrutturazione, non ha diritto alla detrazione su quella specifica spesa.

Il requisito che in pochi conoscono: serve una ristrutturazione in corso

Uno degli errori più comuni è pensare che il bonus elettrodomestici sia una detrazione autonoma, utilizzabile per qualsiasi acquisto. In realtà la condizione fondamentale, esattamente come per il bonus mobili, è avere in corso o aver avviato un intervento di ristrutturazione edilizia agevolabile sullo stesso immobile per cui si acquistano gli elettrodomestici. Senza questo collegamento, la detrazione semplicemente non spetta, indipendentemente dalla classe energetica dell’elettrodomestico acquistato.

La comunicazione all’ENEA

Per alcune tipologie di elettrodomestici acquistati con il bonus è prevista una comunicazione obbligatoria all’ENEA: rientrano in questo obbligo forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici. Una precisazione importante: la mancata o tardiva trasmissione di questa comunicazione non comporta la perdita del diritto alla detrazione, ma è comunque un adempimento che va rispettato per essere in regola con la normativa.

Tre esempi numerici di detrazione

Una famiglia che, durante la ristrutturazione della cucina, acquista un frigorifero in classe F da 800 euro e una lavastoviglie in classe E da 600 euro, per un totale di 1.400 euro, ha diritto a una detrazione del 50%, pari a 700 euro, da recuperare in 10 rate annuali da 70 euro ciascuna.

Una coppia che spende complessivamente 5.000 euro (il tetto massimo) tra mobili ed elettrodomestici per la stessa unità immobiliare ottiene la detrazione massima possibile, pari a 2.500 euro totali, sempre spalmati su 10 anni in rate da 250 euro.

Chi invece acquista un forno in classe B, quindi sotto la soglia minima richiesta di classe A, non ha diritto ad alcuna detrazione su quella specifica spesa, anche se il resto degli acquisti rispetta tutti i requisiti.

Domande frequenti

Posso usare il bonus elettrodomestici senza fare lavori di ristrutturazione?

No, il requisito fondamentale è avere un intervento di ristrutturazione edilizia agevolabile in corso sullo stesso immobile per cui si acquistano gli elettrodomestici.

Cosa succede se dimentico di comunicare l’acquisto all’ENEA?

La mancata comunicazione non fa perdere il diritto alla detrazione, ma resta comunque un adempimento dovuto secondo la normativa vigente.

Il tetto di 5.000 euro è per persona o per immobile?

Il limite di 5.000 euro è riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, non al singolo contribuente: se più persone sostengono la spesa per lo stesso immobile, il tetto resta comunque unico e va suddiviso tra gli aventi diritto.

⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Per altre agevolazioni collegate alla casa, leggi anche Bonus mobili 2026: come funziona, importi e come richiederlo e la nostra guida completa ai bonus fiscali 2026. Tutti i dettagli ufficiali sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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