I bonus fiscali 2026 sono più numerosi di quanto la maggior parte degli italiani immagini. Tra detrazioni IRPEF, crediti d’imposta, agevolazioni per la casa e sussidi diretti, lo Stato mette a disposizione ogni anno risorse significative — ma spesso chi ne avrebbe diritto non le richiede semplicemente perché non sa che esistono. Questa guida raccoglie i principali bonus attivi nel 2026, con i requisiti essenziali e come accedere a ciascuno.
Nel 2026 i principali bonus fiscali includono: detrazioni per ristrutturazione casa (50%), ecobonus per efficienza energetica (fino al 65%), bonus mobili (50% su acquisti abbinati a ristrutturazione), detrazione spese sanitarie (19%), bonus asilo nido, e agevolazioni per under 36. La maggior parte si recuperano nella dichiarazione dei redditi 730 o tramite sconto in fattura.
Indice
- Bonus ristrutturazione e risparmio energetico
- Bonus mobili ed elettrodomestici 2026
- Detrazione spese sanitarie: il 19% che molti dimenticano
- Bonus figli, asilo nido e famiglie
- Agevolazioni under 36: casa, lavoro e fisco
- Bonus per lavoratori dipendenti e autonomi
- Detrazioni per l’affitto
- Come recuperare i bonus: 730, cessione del credito e sconto in fattura
- Domande frequenti
Bonus ristrutturazione e risparmio energetico
Il bonus ristrutturazione al 50% è la detrazione IRPEF più usata dagli italiani. Permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e recupero edilizio su immobili residenziali, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene spalmata in 10 quote annuali uguali nella dichiarazione dei redditi. Rientrano nelle spese ammesse: rifacimento bagno, installazione di impianti, demolizioni parziali, interventi su scale e balconi.
L’ecobonus ordinario riguarda invece gli interventi di efficienza energetica e vale il 50-65% delle spese a seconda del tipo di intervento. Il 65% si applica a caldaie a condensazione, pompe di calore, sostituzione di infissi con classe energetica superiore, installazione di pannelli solari termici. Il 50% vale per la sostituzione di finestre e infissi e per la schermatura solare. Il massimale cambia per ogni tipo di intervento (da 30.000 a 100.000 euro) e la detrazione si recupera in 10 anni. Attenzione: il Superbonus al 110% è terminato nelle sue versioni più generose — nel 2026 rimane applicabile solo in casi residuali per lavori già avviati.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2026
Il bonus mobili permette di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica A o superiore (A+ per forni), con un massimale di 5.000 euro. La condizione indispensabile è che l’acquisto sia collegato a un intervento di ristrutturazione avviato dal 1° gennaio dell’anno precedente o di quello in corso: non si può usare il bonus mobili senza un contestuale bonus ristrutturazione sull’immobile.
Rientrano nelle spese ammesse: armadi, letti, divani, tavoli, sedie, librerie, scrivanie. Ma anche frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni. I piccoli elettrodomestici (tostapane, frullatori) sono esclusi. Conserva sempre fatture o scontrini parlanti e il bonifico dedicato: servono per la detrazione.
Detrazione spese sanitarie: il 19% che molti dimenticano
La detrazione del 19% sulle spese sanitarie è tra le più sottoutilizzate dagli italiani, probabilmente perché richiede di conservare tutti gli scontrini nel corso dell’anno. La detrazione si applica sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro e riguarda: visite specialistiche private, acquisto di farmaci con ricetta (ma anche molti senza ricetta se per uso terapeutico documentato), occhiali da vista e lenti a contatto, apparecchi acustici, spese odontoiatriche, ricoveri ospedalieri per interventi chirurgici.
Con il 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate molte spese sanitarie vengono inserite automaticamente grazie alla trasmissione dei dati da farmacie e strutture sanitarie. Tuttavia non tutto arriva in automatico: visite da professionisti privati non aderenti al sistema tessera sanitaria vanno inserite manualmente. Vale la pena verificare il precompilato prima di accettarlo senza modifiche.
Bonus figli, asilo nido e famiglie
L’Assegno Unico Universale è il principale sostegno alle famiglie con figli fino a 21 anni: viene erogato dall’INPS mensilmente su richiesta, con importi variabili in base all’ISEE (da 57 a 199 euro al mese per figlio, con maggiorazioni per disabilità, nuclei numerosi e figli piccoli). Chi non ha ancora presentato la domanda perde le mensilità passate: le domande si presentano tramite il sito INPS o patronato.
Il bonus asilo nido vale fino a 3.000 euro annui per le spese di frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati, per bambini fino a 3 anni. L’importo varia in base all’ISEE: con ISEE sotto i 25.000 euro si arriva a 3.000 euro, tra 25.001 e 40.000 euro scende a 2.500 euro, sopra i 40.000 euro è di 1.500 euro. Anche in questo caso la domanda va presentata all’INPS prima possibile, perché i fondi sono limitati.
Agevolazioni under 36: casa, lavoro e fisco
I giovani under 36 con ISEE sotto i 40.000 euro hanno accesso a una serie di agevolazioni specifiche per l’acquisto della prima casa. L’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale sull’acquisto della prima casa è la più rilevante: si risparmiano normalmente il 2% del valore catastale. C’è inoltre un credito d’imposta pari all’IVA pagata se si acquista da costruttore, e la possibilità di accedere al Fondo Consap con garanzia statale sull’80% del mutuo (contro il normale 80% LTV).
Nel mercato del lavoro, le assunzioni di giovani under 30 (o under 36 se non occupati da almeno 6 mesi) danno diritto a sgravi contributivi per il datore di lavoro fino al 100% dei contributi per 36 mesi — questo non è un bonus per il lavoratore direttamente, ma aumenta la convenienza per le aziende ad assumere questa fascia d’età.
Bonus per lavoratori dipendenti e autonomi
Il trattamento integrativo (ex bonus Renzi, poi Conte, poi rimodulato) vale 100 euro al mese per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 15.000 euro, in determinate condizioni di capienza fiscale. Viene erogato automaticamente in busta paga dal datore di lavoro e non richiede domande.
Per i lavoratori autonomi con partita IVA in regime forfettario, nel 2026 rimane l’aliquota agevolata del 15% (o 5% per i primi 5 anni di attività per le nuove aperture che soddisfano i requisiti). Chi ha una SRL o una ditta individuale in regime ordinario può beneficiare invece dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica) che riduce il reddito imponibile in proporzione ai nuovi capitali immessi nell’impresa.
Per una panoramica completa su come funziona la tassazione sul reddito da lavoro, leggi la guida su come calcolare l’IRPEF 2026 e quella su come compilare il 730 online. Per verificare tutti i bonus disponibili in base alla tua situazione specifica, il portale ufficiale è l’Agenzia delle Entrate.
Detrazioni per l’affitto
Chi vive in affitto e ha un contratto regolarmente registrato può detrarre una parte del canone pagato. La detrazione vale 300 euro per redditi fino a 15.493 euro e 150 euro per redditi tra 15.494 e 30.987 euro. Per i giovani sotto i 31 anni che hanno stipulato il loro primo contratto di locazione, la detrazione sale a 991,60 euro per i primi tre anni, una misura pensata per favorire l’indipendenza abitativa giovanile.
Come recuperare i bonus: 730, cessione del credito e sconto in fattura
La modalità più comune per recuperare i bonus fiscali è la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o modello Redditi: la detrazione riduce l’imposta dovuta o genera un rimborso. Il 730 precompilato viene messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate ogni anno entro maggio e può essere accettato, modificato o integrato direttamente online con SPID.
Per i bonus edilizi rimane in alcuni casi la possibilità di optare per lo sconto in fattura (l’impresa applica direttamente lo sconto sulla fattura) o per la cessione del credito a una banca o istituto finanziario. Le regole in questo ambito sono cambiate molto negli ultimi anni con progressiva restrizione: prima di procedere con lavori di ristrutturazione importanti, verifica con un commercialista o un CAF quali opzioni sono ancora praticabili nel 2026.
Domande frequenti
I bonus fiscali si perdono se non li uso nell’anno?
Dipende dal tipo. Le detrazioni IRPEF (ristrutturazione, sanitarie, ecc.) si recuperano nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui sono state sostenute le spese. Quelle pluriennali (come il bonus ristrutturazione in 10 anni) vengono ripartite automaticamente. Se hai un’imposta IRPEF troppo bassa per “capire” la detrazione, la quota eccedente va persa — non viene rimborsata in contanti.
Posso usare i bonus se sono in regime forfettario?
Chi ha partita IVA in regime forfettario non paga IRPEF ordinaria, quindi non può detrarre le spese dall’imposta. Alcune agevolazioni (come il bonus ristrutturazione) possono però essere utilizzate se il contribuente ha altri redditi soggetti a IRPEF (es. redditi da fabbricati o da lavoro dipendente in cumulo).
Serve il bonifico parlante per i bonus casa?
Sì, per quasi tutti i bonus edilizi è obbligatorio pagare tramite bonifico “parlante” (con indicazione della causale specifica, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA dell’impresa). I pagamenti in contanti o con altri metodi non danno diritto alla detrazione.
Dove trovo la lista aggiornata di tutti i bonus disponibili?
Il sito dell’Agenzia delle Entrate pubblica ogni anno la guida alle detrazioni e deduzioni. Il portale bonus.gov.it raccoglie invece i sussidi diretti. Per i bonus edilizi, il sito ENEA pubblica le istruzioni tecniche aggiornate.

